A site by Giovanni Monni

Pubblicata il 20 gennaio 2005

La verità vince sempre
Se raccontate quello che è successo rappresentate la realtà

Questa pagina si contrappone al link che si affianca, quello delle tragedie. In verità, ne è un complemento. Il verificarsi di tragedie è proprio uno dei tanti momenti-verità, poiché un errore o una serie di carenze portano all'evento finale (ricordate che quella procedura in itinere è dio, eh) il quale - se abbiamo occhi attenti - porta alla grande verità di uno di noi che ha fatto quel che in gergo si chiama 'cappella'. Perfino in una squadra di calcio che perde al quinto minuto supplementare del secondo tempo si usa parlare di 'conclusione tragica', e anche in quel caso la conclusione è dovuta all'errore di qualcuno (palla persa, rigore procurato, palla non trattenuta da chi difende ecc.ecc.). Nulla come un gol subito a tempo scaduto manifesta noi stessi, perché rivela un gesto di nervosismo, di stress motorio, di mancata attenzione. E quella è verità. Verità rivelata dal corpo.

Torniamo alla fine del 2003. Supponiamo che la Bank of America, anziché dire la verità, avesse detto che quei 4 miliardi di euro dichiarati dalle carte della Parmalat risultavano effettivamente presso i conti di quella banca. Avrebbe potuto farlo. Altri direttori di banca, in situazioni simili, lo avevano fatto (coprendo la società, e mentendo). Sarebbero stati atti di complicità e basta. I responsabili della banca americana scelsero invece di dire la verità. E quella verità portò alla tragedia finale che avremmo conosciuto, il crac della società di Parma. Ecco uno dei tanti casi in cui la verità è direttamente collegata a una tragedia. Se si fosse mentito, l'imbroglio sarebbe continuato e sarebbe stato scoperto più tardi (con effetti ancora peggiori, per tutti).

Una legge eterna qui vuole che più scomoda è la verità, più determinanti si rivelano le conseguenze sulla società. Non è da tutti rivelarla, quando è scomoda. Internet è un buon propellente, perché la favorisce. Chi resta alle cose vecchie non ci guadagna. Se state fermi agli Oscar ricevuti, ai riconoscimenti, ai curriculum, non uscirete mai fuori dall'inganno del vecchio mondo e dalla contrapposizione tra bene e male. La vita delle famiglie fu uccisa da questo inganno. Il vero successo è la verità, non il suo nascondimento. La verità è sempre rivoluzionaria, rispetto all'essere umano del vecchio mondo che la nascondeva. Difatti, il passare stesso del tempo gli avrebbe creato difficoltà. Perché non ce l'hai detto, in tutto questo tempo? Questa la cosa più ovvia, più immediata che si sarebbe detto. La verità va detta, sapendo vincere anche le resistenze. In fondo, non dobbiamo rendere conto a qualcuno. Vedete cosa ho fatto nelle pagine scritte in inglese? Ho accettato di lasciare per qualche tempo anche errori. Quello ero io, che poi si correggeva in una fase successiva. La verità (non perdete mai di vista le pagine 1368 e 1370) è corrispondenza con la realtà, dunque l'unico vero costituente del rapporto con la legge di dio. Crollato il regno delle finzioni, noi viviamo lo spirito del mondo penetrando la realtà (intuizione), anticipandola (profetismo), vedendola per brevi attimi (veggenza), rappresentandola in corrispondenza (verità). Non date retta a quelli che dicono che non esiste. Se voi siete usciti alle 19 non c'è obiezione che tenga. Quella è la verità.

Molti pensano: "Farcela. Se ce la fai. Non sempre è possibile". Sono due aspetti differenti. Vediamo il primo. Farcela si può, poiché se ci si abitua e s'impara a non pensare più a quel che si può pensare in giro, si serve unicamente il fine del 'vero' che è il più alto. Se vi fosse bisogno anche qui di una iniziazione, la farete e col tempo entrerete nel nuovo ordine di idee. A volte non è possibile dirla, questo è vero. Ci si trova in circostanze nelle quali si ritiene di fare del bene nascondendola (almeno temporaneamente) oppure dicendone solo una parte. Il problema però ritornerà. Siccome il tempo, prima o poi, farà emergere il 'vero' delle cose a che vi sarà servito averle nascoste per qualche mese o per qualche anno? Rispetto allo spazio-tempo, non ci abbiamo guadagnato nulla. Per avere un effetto che incide, dovrete essere voi a vincere le resistenze vostre o altrui e anticipare uno smascheramento. Se voi fate emergere oggi quello che tanto verrà fuori nel 2008 o nel 2009 avete un grande guadagno, sia perché il tempo trascorrerà in possesso di cose vere sia perché non avrete bisogno tra quattro anni di giustificare la vostra bugia. Nessuno potrà farvi quella domanda, nessuno potrà mettervi sotto processo.

I momenti-verità sono i più emozionanti. Non a caso ne ho ricordato alcuni, nella pagina sulle emozioni. Una cantante che si vede interrompere improvvisamente il playback in tempi in cui il pubblico a casa non conosceva la cosa, un cantante che nel 1968 assiste a una votazione di una giuria di trenta persone che assegna trenta zeri, il viso di un politico che nel 1994 perde la presidenza del Senato per un solo voto, un cantante che all'annuncio della vittoria in una selezione televisiva salta dalla gioia e fa il giro dello studio salutando tutti i presenti e rivelando passate emarginazioni. Sono soltanto alcuni dei tanti episodi capitati in rari frammenti che - a differenza di altri - non hanno nascosto una corrispondenza con la realtà. Una delle cose più interessanti è proprio il connubio tra verità e tragedia, perché per avere conseguenze di scarso rilievo la verità servirebbe poco. Il 'vero' è importante soprattutto quando fa male. I casi più grandi sono quelli in cui la improvvisa rivelazione o l'improvviso verificarsi di qualcosa determina una tragedia sociale.

1) Sconfitta della squadra in una grande competizione, dopo i supplementari o dopo i rigori. In questo caso, avrete notato che i giocatori della squadra che perde si accasciano sul campo, distrutti. I loro visi appaiono immobili, fissi nel vuoto, persi. Alcuni piangono e devono essere consolati. Il 'golden gol' è una delle situazioni più crudeli mai congegnate nello sport. Una segnatura che 'uccide' la partita facendola terminare prima del tempo assomiglia anche questa a un coito interrotto con un triste annuncio (Avete perso la partita! La coppa è degli altri!). Il fatto che quell'annuncio sia dato quando ancora la partita era in svolgimento incrudelisce la cosa poiché gela chi subisce la segnatura (=non si può più fare alcunché per recuperare, la partita finisce qui). Il gol uccide il match.

L'altra situazione è quella dei rigori. Terminati anche i supplementari, si va a battere in partenza cinque rigori a testa e se al termine si è ancora in parità si continua a oltranza finché qualcuno sbaglia. Soluzione crudele, perché la partita - anziché esser decisa su azione - si risolve con un calcio da fermo mentre tutti ne sono spettatori. La gioia è tanto più forte quanto più amara è la delusione per chi perde in questo modo. Qui vediamo spesso i giocatori restare immobili, come colpiti da un fulmine, mentre gli altri saltano e festeggiano con abbracci e capriole. Tutti casi in cui la verità rivelata dal campo è stata perfino più amara di quella ordinaria, tanto che si vedono perfino nazioni in lutto (l'Italia nel 1994 e poi nel 2000) come colpite da improvvisa tragedia.

2) Tsunami, terremoti. Una delle verità più sconvolgenti. Qualcuno si domanderà che verità sia una serie di movimenti tellurici sotto la nostra crosta terrestre. Ecco un fatto di grande impatto 'misteriosofico', che non possiamo spiegare. Nel momento in cui crolla la nostra casa, abbiamo sensazioni di sconforto combinate anche con momenti di verità, poiché in quel momento un giudice superiore quale la natura ci dice che la costruzione fu realizzata male, che il nostro edificio non ha retto e dunque qualcuno (perfino chi abitava, che non ha verificato la sussistenza di garanzie di legge) ha delle responsabilità. Il crollo della nostra abitazione è tra le massime tragedie che si possano vivere sulla Terra, ma ha anche qualcosa di mistico, di risolutivo, di apocalittico. Le onde potenti come quelle dello 'tsunami ' avvertono che attorno a noi esistono forze che non si possono ignorare. Il giorno in cui colpiscono lasciano morti e desolazione sul territorio. La tragedia si compie senza preavvisi, poiché non siamo arrivati al punto da avere guardie marittime pronte a coglierne a distanza l'arrivo avvisandone la popolazione costiera. Quest'ultima accetta dunque un rischio molto alto stabilendosi in luoghi balneari senza protezione, o erigendo costruzioni private/turistiche a ridosso del mare. Lo stesso succede nelle alluvioni (ricordiamo il 1994 in Italia), quando la nostra costruzione - troppo a ridosso di un fiume o di una collina - viene travolta dalle acque di un'alluvione e scompare tragicamente insieme a una zona territoriale. Nel Bangla Desh, in alcune regioni dell'India e nello Sri Lanka sono abituati. In Europa siamo abituati molto meno. Qui diciamo in sintesi: chi possiede un suo sistema di valori comprende anche questi eventi 'entro' quel sistema. Molto ingenui coloro che hanno ancora una volta separato il concetto di Dio ripetendo che è 'buono' e che è sempre con noi. Andrebbero arrestati, poiché questo è abuso della credulità popolare. Ecco dove s'infrangono le credenze stolide di questa gente, che sempre avrebbe parlato bene di Lui. Nei disastri, sarebbe stata colpa dell'uomo. Lui - dicevano - creò la natura. Talvolta, essendo noi poco attenti, succede che essa si rivolta contro noi stessi causando danni. Giustamente si sarebbe sempre obiettato che con un Dio buono non sarebbe mai successo. Siccome era una favola, inutile obiettare seriamente perché anche la risposta sarebbe stata favolistica. Confermo, dio è proprio quello, lo tsunami che arriva. Quella gente non lo comprese mai, in tutti questi secoli. Pacifico dunque che un'altra grande tragedia sia la loro.

3) La tragedia per tutto l'ex-popolo di Dio, determinata da Memoriale. Qui si vedrà di che attributi è fatta quella stirpe. Per ora non ne ha dimostrato, nessuno di loro. Su questo sito i lettori trovano quattro o cinque passaggi che parlano della necessità - prima o poi - di festeggiare un lieto evento come il chiarimento sulla sorte della parola 'dio', ma trovano anche due o tre passaggi in cui affermo che per loro sarà tutt'altro che una festa. Viene ad esser perso in gran parte il significato della narrazione biblica come valore del mondo contemporaneo. Dimostrando che la parola non può avere quella correlazione che pensano loro, si annulla il concetto del Dio-persona. Non esiste più un'entità separata per cui avere un culto (questo mi sentirete dire nel video). Svaniscono come resti di un naufragio alcuni valori da loro nutriti (diciamo i principali, quelli ruotanti attorno alla divinità del rappresentante di Dio in Terra). I sacerdoti poi vedono scomparire improvvisamente la sostanza e il fondamento della loro presenza negli ex-luoghi sacri. Il sacro non è quello che loro pensavano. I luoghi sacri non sono più quelli 'comandati' o 'teatro della narrazione biblica', ma quelli della teofania di ciascuno e di ciascuna cosa (nella dimensione sacra).

Ecco, qui s'innesta il discorso appena fatto. Tutto questo tempo, se non hanno capito, è passato inutilmente. Se al Vaticano abitasse gente molto avveduta, a quest'ora saremmo già nel corso della grande ri-nascita. Del resto, chi restasse ancora nella dimensione della 'prova' sarebbe completamente fuori dalla questione, poiché non è una prova di laboratorio che dobbiamo dare. Se quel concetto si riferiva a un'entità inesistente, prova non ve ne sarebbe mai stata. L'unica dimostrazione era quella fornita dall'autore di Memoriale, uscendo finalmente dalla trappola del 'credere-non credere' (altrimenti, avremmo potuto accreditare anche il credere a un uomo con quattro teste che non si è mai visto). Occorreva fare proprio il lavoro di indagine, indietro nel tempo, seguendo le sorti di quella parola. Cosa che nessuno aveva fatto, persuasi che quella parola fosse sacra (cosa che è, ma non nel senso da voi alimentato finora). Finora, non è che sia successo niente. Qualcosa c'è stato. Ma non c'è stata la famosa 'prima pietra', che rompe la quiete dell'acqua del lago. Tutti hanno guardato il lago, ci hanno girato attorno, ma nessuno ha raccolto una pietra per lanciarla in mezzo. Per conto mio, ho fatto qualcosa per 'tratti separati'. Negli ultimi mesi ho informato molti testimoni di Geova, poiché questa comunità fu quella che più di tutte si innamorò del significato dell'Apocalisse, senza comprenderlo. In precedenza, avevo informato alcune persone da me incontrate. I sacerdoti vengono, anche nel mio palazzo, sapendo di incontrare in uno dei suoi interni un ostacolo umano che rovescia le carte (poiché sarò io a domandare loro una conversione, invertendo quel che finora succedeva). Ma siccome la conversione di uno o di quindici non muoverebbe quel lago, ecco che occorre andare al centro affinché da questo si muova una sorta di 'altoparlante' per tutta la comunità mondiale. Io, per conto mio, l'ho dato e - a parte le altre pagine - lo trovate in special modo nel vademecum. Ora bisogna che parta anche da loro in forma di apertura verso una nuova iniziazione. Nella misura in cui sapranno accettare tutte queste cose in forma non di tragedia ma di passaggio raggiungeremo l'obiettivo.

4) La correzione di rotta per tutti gli studiosi del ramo. Questi, consacrati o laici che siano, messi improvvisamente davanti alla rivelazione di un diverso significato della parola, dovranno superare una prima fase di impaccio e di imbarazzo. Penso a tanti programmi che finora si facevano, col vecchio significato. Penso a tanti libri che si scrivevano. A tanti commenti teologici, a tanti discorsi radiofonici. Notiamo, qui, che la correzione non investe soltanto una comunità (parlo di Vaticano solo per riferirmi a un centro). Investe tutte le comunità del pianeta che si rifacevano a Cristo. In più, ci sono anche sette separate e comunità con un credo che dovranno essere recuperate da false illusioni. Ho presente io stesso il senso tragico del momento, ma questo deve essere attraversato in tutta la sua pienezza. Far finta di niente non si può, perché nel frattempo questo luogo - la rete mondiale - ha già trasmesso dei significati a chi li ha compresi. Se un centro si ha (e furono loro a darselo), è fondamentale fare in modo che sia questo ad accompagnare la fase di conversione. Qualora avesse obiezioni, siamo pronti ad accoglierle. Lieti, perfino, di accettarle se opporranno una diversa verità alla nostra. Se questo non succederà, saranno loro a dover accettare questa. Senza far passare gli anni nel silenzio.

Ultimo aggiornamento della pagina alle 21.45 GMT del 21 gennaio 2005