
Se un giorno si avrà cognizione dell'esistenza di un altro regno, che non sia quello interplanetario in cui vivono esseri pluricellulari che poggiano per terra secondo la gravitazione universale, ne riferiremo. Un eventuale nuovo regno verrebbe comunque trasmesso con un'altra cultura, completamente diversa da quella monoteistica degli ultimi 2600 anni (produttiva soltanto di illusioni). Per fare un esempio, dei segnali dalle galassie o da altri pianeti comportano comunque nozioni non riconducibili alla cultura finora presente sulla Terra.
Dalla terra al cielo
Memoriale ha ripristinato, nei
fatti, un legame tra il cielo e la terra.
Il battesimo
Grandi, grandi discussioni. Vediamo
di fare chiarezza anche qui, perché neppure loro possono
capire fino in fondo qualcosa che ha perduto il senso. La definizione
di 'battesimo' è la seguente: 'sacramento che mediante
abluzione e pronuncia di una formula formalizza l'entrata di un nuovo
cristiano nella Chiesa'. Questo rito avrebbe dovuto essere iniziatico,
e invece in epoca moderna è divenuto burocratico, cioè
un atto civile come tanti altri in cui si dice a voce alta il nome di
un nuovo nato (trascrivendolo in seguito). La differenza è
colossale, perché un rito iniziatico si compie con alcuni
mentre un rito burocratico si compie con tutti. In quel caso, se noi
parliamo dell'entrata di un nuovo 'cristiano' già lo abbiamo
qualificato, mentre di un neonato non sappiamo cosa sarà. Ogni
rito iniziatico prevede una selezione, non vi possono accedere tutti
automaticamente. Ecco cosa intendiamo dire nella pagina 'mondo della chiesa'.
Il matrimonio
Discorso molto simile. Se una
coppia va dal parroco dicendo che intende unirsi in matrimonio, il
parroco organizza la breve cerimonia in maniera burocratica. Al
massimo fa una piccola e preliminare intervista con i futuri sposi e
se proprio non ci sono cose gravissime (o impedimenti formali) li
dichiara marito e moglie. Quella piccola intervista iniziale, se
c'è, è più che altro moralistica, come
moralistiche sono le formule - sempre uguali - che vengono
pronunciate al momento in cui i due si dichiarano. Ecco dove il
sacerdozio dimostra la sua assenza di specificità (vedi
conclusione pagina 'resistenza dio') e la mancanza di conoscenza
(vedi nota sotto, 'la sapienza'). Unirsi è anch'essa una
scelta che implica un'entrata in una nuova condizione. Se non si
hanno criteri di selezione sugli esseri umani, la si celebrerà
con uguale rito per chiunque mancando così di qualificare in
qualche modo ogni singola unione (che non è uguale alle altre,
perché tutti siamo diversi). L'annotazione serve ancora una
volta a segnalare un sacramento (matrimonio) che così
com'è non possiede caratteri distintivi.
I recenti interventi del pontefice sulla eccessiva facilità nel separarsi in teoria erano legittimi, ma essendo impostati su principi esclusivamente moralistici non coglievano il punto. Se una persona si separa troppo spesso, significa che sbaglia ogni volta il partner, poiché sposarsi è un atto che implica l'entrata in una condizione possibilmente permanente e stabile. In questi casi, si dirà dunque che - in mancanza di certezze - avrebbe fatto meglio a non sposarsi. Il tasto da battere non è la separabilità (quello è un diritto intangibile di tutti), ma la fretta con cui (ci) si unisce. Si dice anche in medicina: prevenire è meglio che curare.
Il matrimonio, al contrario del battesimo e dell'eucarestia, non ha mai avuto caratteri distintivi neppure in teoria o nelle intenzioni. Attenzione a non confondere. Un conto è la libertà di sposarsi (che è riconosciuta a tutti, senza limitazioni, quando non ostino particolari impedimenti), un altro è la 'necessità' di farlo. Cos'è la necessità? E il suo valore, cioè il fatto che tu sposandoti con quella persona compi un atto profondamente diverso da quello che compiresti sposandoti con un'altra persona. Qui il mondo deve ancora nascere.
Il continuo apprezzarlo
Non ci sono bontà,
misericordia di qualcuno che ha creato il mondo.. La creazione,
quando opera, è atto che non ha nulla a che vedere con queste
qualità. E' un atto primigenio, fisico, deprivato di qualsiasi
attributo morale. Un grande autore, che ha pubblicato un'opera
universalmente riconosciuta, ha semplicemente dato vita ed
espressione concreta a un impulso fortissimo che lo ha portato a creare.
L'esigenza di preghiera
Se l'individuo sente il bisogno di
raccoglimento, si raccoglierà. Se sente il bisogno di
meditazione, mediterà. Se ama il silenzio trascorrerà
nell'ascesi le sue giornate.
Recitare orazioni a memoria rivolte
a santi o personaggi immaginari o del passato non serve e non
dà qualifica spirituale a chi lo fa.

La specificità di Memoriale
L'autore dice a tutti cose che fino
a qualche tempo fa venivano dette in ambienti ristretti (e non alla
massa, quale invece è presente sulla rete Internet). L'autore
qui ha accettato di rivolgersi a tutti (coinvolgendo dunque anche
individui molto diversi per provenienza e per cultura) per uno scopo
preciso, che è quello di portare a conoscenza di tutti alcuni
dettagli che i media non hanno mai portato. Uno di questi è il
valore della iniziazione.
Il valore della iniziazione
Esso è stato in gran parte
perduto. Oggi sussistono pochissimi casi in cui un'associazione o un
settore della vita professionale prevedono requisiti personali di
selezione (qui non parlo di titoli, curriculum, diplomi, concorsi a
cattedre o cose simili). Tutto ciò che organizzano gli Stati,
in genere, è aperto a tutti per una giusta garanzia di
uguaglianza. Purtroppo, estesosi il meccanismo in epoca moderna,
abbiamo dimenticato cosa è la vera entrata in un ambiente, che
dovrebbe essere molto diversa da quella automatica di oggi.
Faccio un esempio con la mia esperienza. Quando presi le iscrizioni al corso di astrologia, feci compilare un modulo, ma neanch'io potevo operare dei meccanismi di selezione particolari perché in quel caso la gente mi avrebbe guardato strano e pochissimi sarebbero stati gli iscritti. Così ricevevo i dati e basta. E come detto, c'era di tutto. Cosa capitò? In mezzo ci fu anche un elemento femminile 'negativo'. Si metteva sempre 'storta', da subito non volle sedersi, contestava molte cose, aveva un partito preso (determinato soprattutto da una cattiva attitudine umana), insomma perturbava le lezioni. Capita. Capita per l'appunto quando non fai una tua selezione. Mi venne in mente di fare una cosa utile. Rivolgerle un apprezzamento molto duro (motivato, naturalmente). La ragazza fu colpita e non si presentò mai più al corso. Avevo risolto il problema. Ecco cosa sei costretto a fare quando entrano tutti, cioè quando manca un'entrata vera.
Con il sesso, che è il
meccanismo più complicato e sottile che la natura ci ha dato,
non ci sono 'entrate qualunque'. Difatti se tutti gli uomini
entrassero dentro una donna, cosa diremmo di quella donna? Che
è una poco di buono. Anche qui la lingua dice tutto. 'Poco di
buono' significa 'senza meccanismi di selezione'. Quando tutti
possono entrare dentro qualcosa, quel qualcosa può anche
essere meraviglioso. Sono molti di quelli che vi entrano a non
esserlo, e così è altissimo il rischio di perturbarlo,
di corromperlo, di non mantenerlo più nell'essere originario.
Noi oggi scherziamo sul valore della verginità, e invece qui
è il passato che avrebbe dovuto dare lezioni. La prima volta
è importante non perché non la si ha, ma proprio
perché la si ha in un certo modo. Se non si hanno criteri
finisce il valore iniziatico, e così la daremo a tutti,
cioè a uno qualunque.
Per analogia, vai su pagina 'Note'
alla frase finale del capoverso 'Disgregazione nella Mass Technology
(il ciclo rese molto libere le unioni ma non instaurando dei criteri
girò un pochino a vuoto).
Il metodo delle faq
L'autore ha ritenuto molto utile e
vantaggioso questo modo di procedere, poiché permette a chi
legge di:
1) Staccare dalla narrazione, e non
annegare in paragrafi lunghissimi con 'grafica a mattone';
2) Dare ritmo alla narrazione, come
se questa fosse intervallata in una normale discussione;
3) Proporre dubbi nei quali il
lettore stesso può identificarsi, e capire meglio i lati
controversi delle questioni (risolvendole nel modo corretto).
Precisiamo infine che così
è venuto naturale all'autore, che peraltro ha utilizzato
questo metodo soltanto in alcune pagine.
Precisazione importante: Memoriale, dopo la rivelazione, non conosce più uomini con abito diverso da quello degli altri. Note e valutazioni nelle Annate tengono conto del fatto che dal 2001 tutti gli uomini sulla Terra tornano ad avere idealmente i medesimi abiti, anche se dovessero circolare ancora con quelli ecclesiastici. Quindi, tutti sono stati (e vengono) considerati alla stessa maniera.
|
|
La figura del
sacerdote è completamente al di fuori della nostra epoca. Gli
abiti, i gesti, il rituale, gli orari, le giornate, il ruolo sociale
di queste figure sono relitti di altre epoche. Grande
responsabilità grava sui governi e sugli uomini politici del
XX° secolo, nessuno dei quali pose a livello ufficiale il
problema della loro sopravvivenza. |
Il valore della sapienza
Memoriale preserva dalla condanna
degli sviluppi ecclesiastici il valore della sapienza, poiché
era quello per cui i sacerdoti - come ogni casta - avrebbero dovuto
esistere. 'Sacerdozio', a parte la celebrazione di riti, avrebbe
dovuto essere soprattutto 'comunicazione di una conoscenza'. Questo
fu, all'inizio. Nei primi secoli, infatti, i dottori della Chiesa
erano anche uomini 'sapienti' in generale, cioè nella vita.
Poi questo legame si perse, e si ebbero invece vocazioni di massa che
finirono per delegittimare il ruolo stesso. Chiunque, a un certo
punto, poteva diventare 'sacerdote', comunicando in età
giovane che aveva sentito una 'chiamata'. Meccanismo quanto mai
precario, che difatti finì per accogliere gente senza
prerogative speciali. Oggi ve ne accorgete dal fatto che gran parte
di questi uomini 'ordinati' celebrano riti, ma non possiedono una
vera sapienza e si dimostrano 'gente comune' anche nella vita. La
vera provenienza di questo ceto è stato un miscuglio:
educazione povera o sbagliata più mancanza di talenti alla nascita.
Oggi la classe sacerdotale è
chiamata ad affrontare un periodo di reinserimento nella
realtà, con un metodo che potremmo definire di scuola-guida.
Quel che un sacerdote avrebbe
potuto fare
Mentre scrivo, molti sacerdoti
girano nelle case private per la benedizione che si usa dare nel
tempo che precede la Pasqua annuale. Se io mi fermassi con uno di
questi per spiegargli le riforme di Memoriale, egli mi direbbe in
ogni caso di non poter fare altrimenti finché non gli giunga
un ordine personale dalle autorità o le autorità stesse
non emettano una pubblica dichiarazione.
Anche qui opera spesso un
fraintendimento. Se un sacerdote ritiene che non siano giuste le
regole canoniche può discutere quelle della liturgia (o in un
caso come questo, avrebbe potuto amministrare in maniera diversa
quelle visite alle case).
Quel che un sacerdote non
avrebbe mai potuto e dovuto fare
Non si può svolgere funzioni
e applicare regole diverse da quelle che sono oggetto delle funzioni
medesime. Questa è una violazione con te stesso, perché
significherebbe che ti associ ma non ottemperi alle regole del corpo
sociale. Nel corpo della Chiesa cattolica, inoltre, non sarebbero
state possibili diverse interpretazioni delle Scritture o iniziative
autonome in merito ad esse, poiché su queste esiste una
interpretazione vincolante per tutti, che è quella del Papa.
Una volta ordinato tu accetti con giuramento e impegno formale di
entrare in quel meccanismo con quelle regole. Quando comincerai a non
accettarlo più dovrai dimetterti, perché comportamenti
misti (esempio, sposare soggetti non legittimati a farlo come
coppie omosessuali) costituiscono violazioni gravissime. Un sacerdote
non può celebrare un rito diverso da quello per cui è
stato ordinato.
Cosa fu l'adesione a una
tradizione sacra
Il sacro implicava un legame
indefettibile con un centro, che di volta in volta era un testo
(Bibbia, Torah, ecc.), un'autorità (Papa, sentenza di un
saggio dell'Islam, ecc,) oppure un complesso di regole che impongono
determinati comportamenti. Perfino l'orientamento verso una
città considerata 'sacra' rientrava in questo ordine di idee.
La cosa vale tutt'oggi, nel senso che se io abbraccio quella
tradizione sacra non posso poi agire come mi pare. Le due cose non si
conciliano. Così, se tu avessi fatto la apposita dichiarazione
di adesione all'Islam senza pregare nelle modalità richieste
sarebbe stata inutile sia l'adesione sia la dichiarazione.
Oggi, tuttavia, queste cose sono
state completamente annullate e rese prive di effetti da Memoriale.
Il 'religioso a modo mio' non esiste
Molte persone, lungo la Discesa e
la Mass Technology, entrarono in un nuovo ordine di idee, un
'fai-da-te' che rimaneva però inserito nella adesione teorica
e dichiarata a quella religione. La libertà raggiunta fece
credere che si potesse essere 'aderenti' senza alcuna pratica.
Così si continuò a dire che si era ad esempio
'cattolici' o 'musulmani' senza più operare nella maniera
dovuta. Attenzione, le mezze vie non esistono in questo campo. Se tu
entri in un culto e poi non frequenti mai né gli oggetti
né i riti di quel culto è come se non fossi mai entrato.
La celebrazione delle Messe
Siamo intervenuti varie volte in
merito. Una Messa non si può vietare, poiché è
una riunione per commemorare. Per questo nacque, e questo è.
Oggi ha perduto quasi totalmente il suo valore.
"Non avrei mai pensato
che le religioni si potessero far finire così"
Al contrario, questo è il
modo più naturale e più connaturato al fenomeno. Le
religioni infatti nacquero da un passa-parola (prima 10, poi 50, poi
500 ecc.), che catturò soltanto persone fatte in un certo
modo. La cosa fu all'inizio tollerata (vedi editto di Costantino e
altri casi simili), e divenne di massa soltanto con la costruzione di
chiese e l'innalzamento sociale degli organi incaricati di funzioni.
Esse dunque avrebbero potuto terminare il loro ciclo in un modo
simile. In genere, le religioni non incontrarono mai un consenso
generale. Una volta instaurato il rispettivo culto, gli Stati
dovettero tenerne conto garantendone la libertà. Ma rimasero
sempre un fenomeno di coscienza, cioè di libera adesione.
Dunque avrebbero potuto essere sradicate soltanto con un moto
speculare di libera dissociazione (poiché non si possono
mettere al bando, salvo dittature) come un nuovo passa-parola.
Finché non ci furono media le autorità furono al riparo
da ingerenze, e furono favorite dall'ignoranza della gente. Oggi, con
Internet, questi culti mostrano a tutti il loro lato anacronistico.
Un uomo che non è una vera guida viene immediatamente notato.
Concetto di 'decadenza automatica'
Oggi non viviamo più
nell'era delle formalità e dei documenti, così se
c'è un'emergenza sappiamo tutti ovviare perché abbiamo
uno strumento potente che viene letto contemporaneamente in tutto il
mondo. In definitiva, basta questa pubblicazione. Non potendo
raggiungere tutti gli aderenti di un'organizzazione così
vasta, opera un principio di decadenza automatica che pone fuori
gioco le istituzioni facenti capo alla religione ebraica e
indistintamente tutte le Chiese cristiane, comprese sette e
associazioni varie. Una scoperta ha consentito di portare alla luce
una falsificazione operata in origine. A questo punto, fatte salve le
persone fisiche per le loro qualità, decadono comunque tutti
gli organi e tutti i documenti di queste organizzazioni, poiché
essendo basate su un oggetto inesistente pongono in essere
comportamenti socialmente non riconoscibili. Gli Stati si adegueranno
(non ci sono tempi o scadenze, questo non abbiamo diritto di darlo).
Abbiamo però il diritto di avvisare che estintasi la dottrina
si estinguono per forza di cose le associazioni che per diffonderla
erano state formate. La questione riguarda l'Islam solo
marginalmente, poiché esso dovrà semplicemente adeguare
la sua tradizione depurandola di alcuni aspetti.
NOTA - Attenzione, la decadenza
automatica è dovuta al Memoriale della dimostrazione. La
procedura MD è già sufficiente. Le altre due sono una
prosecuzione, uno sviluppo di quella. Quindi obiezioni sulla MR e
sulla MF non sono risolutive, poiché il documento che ha posto
fine è il Memoriale della Dimostrazione.
Molti ancora mescolano i tre memoriali di estinzione e così facendo equivocano il senso della dimostrazione poiché arrivano a pensare: "Dio non esiste, perché la parola aveva un altro significato". Attenti a non incorrere in questo errore, che stravolge il senso della trattazione.
1. Memoriale dapprima ha dimostrato la inesistenza della divinità come entità a sé, e questo è quel che conta.
Questa affermazione è stata da noi portata in seguito a un lungo ragionamento logico che non ha trovato neppure un motivo a sostegno della esistenza. Sul punto 1 abbiamo dato la massima certezza, almeno nel senso di cancellare dalla sfera del reale il concetto nutrito dai tre culti monoteistici. Quella divinità non c'è. Su questo non c'è ora alcun dubbio.
2. Memoriale in seguito è andato più in là e ragionando sulla 'condizione peregrina' della parola (Dio) che indicava un concetto inesistente è pervenuto a una conclusione.
Questa conclusione sul diverso significato originario della parola 'dio' non è un fatto correlato con la inesistenza di Dio, ma è una conclusione logica (l'unica possibile) a cui si perviene in presenza di una parola slegata da un concetto esistente nella realtà (e dunque soltanto prodotto della immaginazione degli uomini a una cert'epoca). Essendo la conclusione del punto 2 un prodotto della logica va considerata una conquista del pensiero umano, non un teorema o un concetto provato. Mentre sul punto 1 non esistono dubbi, sul punto 2 non possiamo ragionare con lo stesso criterio. In altre parole, possiamo dire che esiste un'altissima probabilità (siamo nell'ordine del famoso 99,9%) che quella parola fosse nata in origine per indicare un altro concetto.
Per chiarire meglio, facciamo un paragone. Se io mi inventassi una categoria di uomini speciali chiamandoli 'blegri' dapprima dovrei rivelare a tutti che 'I Blegri non esistono'. Poi magari vi direi: "Sapete dove ho trovato la parola 'blegri'?". E tirerei fuori ad esempio un termine di una lingua poco conosciuta, o una parola di un dizionario di una lingua africana ecc.ecc. Così, tornando al nostro concetto, se questo fosse esistito non avrebbe avuto importanza che fosse privo di un nome o di una parola, poiché sarebbe stato come il caso del 'coso' che io nomino quando non ho un termine ufficiale. Difatti, i primi redattori dell'AT nominarono quel Dio come un 'coso'. Se esso fosse esistito davvero, avremmo avuto altri segni che non il fatto di avere una semplice tradizione orale fatta di chiacchiere e di racconti. E dunque il problema della parola sarebbe stato di nessun conto. E' proprio questo che dà l'evidenza più forte e chiara dell'inganno. Quegli uomini infatti ebbero quella parola, insieme con qualche decina di attributi. Ma non ebbero mai una manifestazione esterna, a prescindere dalla parola. Se io non mostrassi mai questi uomini speciali chiamati da me 'blegri' potrei soltanto parlarne. Ed è quello che è successo con Dio.
Pagina pubblicata il 7 aprile 2003 come file 'chiarimenti.htm' - Ultimo aggiornamento il 2 febbraio 2005