
La vera storia: le annate nei simboli
Come una Bibbia dei tempi moderni. Questi vanno considerati frammenti 'unici'. La storia contemporanea in simboli cela in pratica la fonte segreta dei vari accadimenti, come in una specie di scheletro narrativo 'nascosto' agli occhi dei presenti. E questa narrazione serve ad addestrare la mente a concepire una realtà esterna.
MEMORIALE 1957
Il 1956 è
stato l'ultimo anno con grossi impedimenti, conflitti e
lacerazioni. Da febbraio 1957 vengono liquidate indecisioni e
impedimenti della prima parte del decennio. Ci si spinge verso
nuovi traguardi. L'anno ha una grande voglia di superare
limiti e barriere. Il 1957 è il primo anno che si lancia
senza remore. Pianeti esteriori, realizzativi e 'pesanti'
compiono un primo grande salto. Si sbloccano varie situazioni
(es: scrittori che entrano sul mercato editoriale). L'anno
è un potente 'sviluppatore' di novità (soprattutto
per i nati negli anni '20).
E' forte, senza scrupoli, un anno che può anche spaventare chi non è pronto a riceverne il fuoco. Certo, non è contemplativo. Anzi, nella grande fucina di desideri cova un certo consumismo (reso possibile da ricchezze che cominciano ad accumularsi dopo anni di ricostruzione). Quest'anno, che ama la produzione, introduce in Italia la prima forma di 'mercato' televisivo ad uso e consumo di tutti.
Quest'anno favorisce la costituzione di società, l'avviamento di imprese, investimenti in generale. Ama il capitale, soprattutto maneggiarlo o farlo circolare. Ama lo scambio. Hanno successo la realizzazione tecnologica, la prontezza di riflessi, il movimento repentino che spezza frontiere e ostacoli (vedi trattato costitutivo della Comunità Europea). Non sono ammesse esitazioni. La grammatica del 1957 è fatta di azione, di impulsi rapidi, di decisioni. Quest'anno bisogna muoversi. Quest'anno bisogna fare, fare e poi fare assolutamente. Se in questo fare si distrugge qualcosa o qualcuno, pazienza. Il 1957 non nutre pietà o piccole compassioni personali.
MEMORIALE 1958
Che succede una
volta data la spinta? Spesso ci si adagia, proprio perché
ci si culla sullo slancio. Con il 1958 siamo su un territorio
diverso, ma è qualcosa che segue la scia creata dal 1957.
Questo periodo non ha né la forza né la voglia di
lanciarsi del precedente. Anno più solido del precedente,
ma con meno passioni. Non è un anno di avanguardia. In
compenso ha una notevole plasticità, un equilibrio nelle
forme che mancava al precedente. L'annata è poco
rancorosa, dunque non cova neppure grossi conflitti. Se lo si
provoca, diventa glaciale e non risponde alle sfide.
Il 1958 conosce l'arte di stare in armonia, senza pretendere necessariamente uno scambio. E' un anno che procede, cammina con linearità, e non vuole fare eccessivi sforzi nel suo moto. Un concetto-chiave dell'annata è il roteare. Il 1958 capisce poco di geometrie e di quadrature. Conosce meglio invece tutto ciò che crea e riempie contorni (si pensi all'edera), ciò che fodera e riveste. Arriviamo dunque a una definizione deduttiva: anno che crea una superficie, dà spessore, gonfia. Quest'anno favorisce la sistemazione borghese, la sistemazione di interni domestici (arredi, architettura, ecc.), la vendita di prodotti alimentari e igienici, l'industria alberghiera, l'arte decorativa in generale. Il sesso è sottinteso o sussurrato.
Non volendo complicazioni il 1958 è disposto anche a cedere, pur di non mettere le situazioni a repentaglio. L'annata comunque si emoziona raramente. Se proprio la si tocca, diventa al massimo tenera. Così facendo può anche diventare noiosa. Ecco perché abbiamo definito il 1958 'borghese'. E' un periodo di regolarità, non ama gli strappi, le scenate. Proprio le tipiche caratteristiche della borghesia cittadina, che infatti quest'anno si afferma (perfino nella cronaca) e si radica nei grossi centri urbani. In autunno l'atmosfera si fa più pepata ed eccitante.
MEMORIALE 1959
Il 1959 ha molte
spine, irte, sempre pronte a punzecchiare. E' un anno poco
piacevole, poco conciliante, che si erge spesso a giudice e non
esita a provocare. Soprattutto non ha pietà di nulla e di
nessuno (neppure in amore, che quest'anno si sacrifica anche
senza nuove certezze). Tiene molto alle sue cose, guai a chi nega
ciò che sostiene lui. Con la sua natura può creare
anche un clima di paura, perché ha tinte forti e
accentua i contrasti (è quest'anno che Cuba
inaugura il suo distacco dagli Usa dopo l'avvento di Fidel
Castro, personaggio in linea con l'annata). Questo periodo porta
alla ribalta proprio uomini e cose che sono fonte di paura per
gli altri. Perfino il papa suscita paura e sconcerto annunciando
di voler indire un Concilio ecumenico.
L'annata si entusiasma per i cavilli e le cause più sottili (da vincere, possibilmente, l'anno a causa della sua aggressività non sa perdere), per la scoperta di cose occulte o sotterranee come complotti o segreti militari. Concetti-chiave dell'annata sono infiltrazione e sottigliezza. Il 1959 ama insinuare e insinuarsi, battere e battersi, arrivare da qualche parte. E' un anno che non si concede pause, ha sempre obiettivi o bersagli da raggiungere. Sottigliezza naturalmente significa per analogia parecchie cose. Tra queste, la capacità di conoscere e carezzare un dizionario più ricco e corposo degli anni precedenti, per cui s'innamora ad esempio di un neologismo o di parole ad effetto (entra in vigore con lui il nuovo codice della strada, di cui il '59 profitta per lanciare una marea di termini tecnici per automobilisti e pedoni). Questo arricchimento segue naturalmente l'inizio di una civiltà anche culturale della industrializzazione.
MEMORIALE 1960
Quest'anno gli
avvenimenti restano, rispetto agli anni scorsi. Il 1960 è
un anno classico nel senso letterale del termine, e nei decenni
successivi i suoi eventi verranno ricordati proprio con un alone
di classicità. Vengono codificati e consacrati i primi
punti fermi dopo il gran balzo del '57, e così l'anno
serve a formare una spina dorsale al mondo e alla nuova
società dotata di mezzi e di tecnologia. Spina dorsale
nuova è ad esempio quella dell'Africa. E' un anno poco
incline al compromesso, crede in maniera incrollabile in certi
ideali, ed è disposto a soffrire per vederli realizzati.
Ha una grande forza, un grande peso specifico, ma vede
soprattutto per grandi temi. Ha comunque una certa passione per
gli oggetti e per la geometria (di tutto). Non ha
sesso, non lo capisce. Ha una mentalità letteraria, tutto
trasforma in archivio, in reperto didattico o
mnemonico.
E' bravo a classificare, ma non altrettanto ad analizzare. Preferisce la sintesi. Non è portato per la chiacchiera, la trova una perdita di tempo. Il 1960 favorisce le attività amministrative (anche pubbliche), l'ascesa politica e gli atti per realizzarla, l'espansione internazionale, le grandi assise politiche. A livello individuale è un anno ideale per le docenze universitarie, per i carrieristi in genere. Spinge chi è dotato di mezzi finanziari e di ambizione di salire da qualche parte. Non ammette però slealtà e soprusi. L'annata non tradisce le buone intenzioni dal punto di vista morale.
MEMORIALE 1961
Questo è
un anno granitico, di marmo in un certo senso. E' un periodo di
grande freddezza, con un notevole aplomb. L'annata concede poche
tenerezze. Non ammette poi cose che contrastino una linea
prestabilita. Se dunque si è presa una decisione,
quella deve essere anche se è sballata. Più che
parole vuole fatti, vuole vedere materia. E così si spiega
come accetti di buon grado un muro come quello di Berlino o
respinga l'attacco Usa contro Cuba (proprio erigendo un muro di
resistenza, e muro sarà anche quello che la Siria impone
improvvisamente all'Egitto, col quale si era unita).
Concetto-chiave del '61 è proprio quello di muro,
insieme con quello di attaccamento a qualcosa. L'annata
è eclettica, cioè fa della molteplicità di
interessi un suo punto forte (per cui, ad esempio, la gente si
apre a nuove letture, le università inaugurano nuovi
corsi), ma anche qui si può dire che lo fa in senso
unidirezionale, secondo un programma fisso e non
discutibile (proprio perché non ama dilungarsi in parole e
dibattiti a troppe voci).
Le prime cassette audio ci indicano con chiarezza anche un altro punto-chiave del 1961: la incisione, in tutti i sensi. Viene autorizzato quest'anno l'uso della biro per la firma sui documenti. Questo è un anno in cui le case discografiche (di incisione) realizzano una quantità enorme - per l'epoca - di prodotti su vinile (i dischi sono un oggetto tipico dell'annata). Vengono create ufficialmente le prime cassette di registrazione audio a nastro magnetico (prima erano state impiegate solo a livello sperimentale).
CHIAVI DEL 1961 - Il '61 è legato al '60, rispetto al quale però
è più rigoroso. Occorreva una lunga riflessione per
capirlo, perché l'anno resta di difficile
penetrabilità. Notiamo che:
1) Compare uno stile intimista (le bolle, prendi una
matita, ti voglio cullare, solo baci chiedo a te, mi piacerebbe
visitar la Spagna, carissimo Pinocchio, ecc.), che è la
più naturale prosecuzione dell'oggettistica e del
naturalismo del 1960;
2) Si canta quasi lo si facesse per una parte di sé
proiettata in uno spazio fisso (al di là delle
stelle ci sei tu, sopra un grande prato traccia il viso amato,
visitar la Spagna... e ballare con te questo flamenco, ti voglio
tenere... posare sopra un raggio di sole, posare sull'onda del
mare, legandoti a un granello, what a sky, ecc.);
3) Prevalgono cantanti e autori che cantano quasi per se
stessi (atteggiamento tipico dell'anno, che non capisce un fatto
come 'rivolgersi a un pubblico').
MEMORIALE 1962
Ecco la grande
accelerazione della storia. I primi satelliti per le
telecomunicazioni, i primi veri dischi del rock, le prime danze
date al corpo dal ritmo, i debutti di tanti personaggi poi
divenuti protagonisti ci dicono che qui la storia riparte.
Però, attenzione: questo si attua in un'atmosfera
rarefatta, quasi inconsapevole.
Il 1962 è un periodo trattenuto, occulto, invisibile. Il
mistero è molto presente in tutte le sue manifestazioni,
cioè accadono cose che nessuno riesce a spiegare oppure si
hanno lunghe pause di silenzio.
Il 1962 è necessariamente un anno traumatico, perché è un anno di iniziazione del mondo. Questi dodici mesi vedono una lunghissima serie di 'prime volte' (ci sono anche 'new entries' di lusso, come quelle di Beatles e Bob Dylan), con le quali la nuova spinta potente impressa dal 1957 trova la sua prima grande realizzazione. E' quasi ovvio che il 'bambino' venuto fuori con il '57 trovi una primissima maturità espressiva nel 1962, ai cinque anni di età. Nella realtà, coloro che avevano strimpellato la chitarra nel 1956-57 (generazioni dei rocker nati nei primi anni '40) ora arrivano a realizzare le 'prime uscite' ufficiali. Ma la cosa non avviene alla luce del sole. L'annata immette persone e situazioni in un nuovo ambiente, lavorando come un tunnel di passaggio verso una nuova fase. In questo tunnel si hanno anche dolori (come ogni vera iniziazione comporta), traumi (anche fisici), separazioni con la vecchia fase. Il tutto avviene appunto con un contorno di silenzio, cioè senza veri contrasti. Gli unici sono quelli interiori, che naturalmente si vedono meno degli altri.
Per affrontarla nel migliore dei modi occorre una certa forza interiore (chi è debole si perde, quest'anno) e la capacità di soprassedere confidando in un futuro più tranquillo e regolare. E' un'annata anche perversa, in molte sue manifestazioni. Saranno perversi soprattutto i pensieri di coloro (pochi) che conquisteranno una loro posizione. Ha due punti-chiave: il mese di febbraio, un mese di grande profondità e mistero, e tutto l'autunno, che porterà in fondo al tunnel con non pochi rimpianti. L'anno favorisce le mutazioni camaleontiche (per analogia le operazioni chirurgiche, le rappresentazioni teatrali, la nascita di vocazioni per il palcoscenico ecc.), le avventure del pensiero, e l'acqua in generale (che condiziona qualsiasi iniziativa dell'anno).
Il 5 febbraio si verifica in cielo una spettacolare congiunzione dei primi sei pianeti del sistema solare (più la Luna), che appaiono in un orbita ristretta di soli 16 gradi.
MEMORIALE 1963
Tanto era stato
occulto il 1962 quanto è solare e visibile il 1963. Una
volta lasciato il tunnel si comincia infatti a respirare e
nuotare in un nuovo ambiente, senza i problemi del passaggio.
L'anno consolida nei primi mesi il passaggio delicato
dell'autunno 1962, e diventa di un certo colore a partire dalla
primavera. L'effetto è molto singolare: il mondo alla fine
del 1963 ha l'impressione che questi dodici mesi siano passati
molto rapidamente. Il motivo è semplice: si sono
fatte cose apparse normali e - a parte l'assassinio Kennedy -
neppure un grammo di mistero ha attraversato la cronaca. Quasi
non ci si accorge di questi dodici mesi. Questo è l'anno
delle conferme, dei colpi rapidi (senza badare alla forma),
insomma un anno di sostanza. Al 1963 non piacciono le cose
complesse, le trasformazioni e i travestimenti dell'anno passato.
Qui si va al sodo, si privilegia la normalità, e dunque le
manifestazioni più sane e fisiologiche. Questo è un
anno ideale per fare i primi bilanci, per riorganizzare
aziende e organici, per allacciare proficui rapporti di lavoro
(senza complicazioni), per mettere ordine dentro casa. L'estate
è torrida, e spinge a stendersi per ricevere i raggi del
sole.
L'anno ama le uscite da casa, i piccoli spostamenti, gli inviti a cena, le serate nei locali. Favorisce le attività sportive, l'aeronautica, l'acquisto di nuovi apparecchi domestici per rendere più rapidi servizi che prima si facevano a mano. Concetti-chiave dell'annata sono la percussione e l'avvitamento ritmato. Quest'anno vanno particolarmente le tinte forti e gli abiti classici. Guai poi dilungarsi con le parole. Ama conversare, ma non i chiacchieroni. Preferisce un dialogare di lavoro, essenziale, secco.
Questo è un anno che consolida i nuovi miti borghesi, ma sempre all'insegna dei suoi concetti-chiave, per cui hanno successo le innovazioni nella chirurgia di intervento rapido, i meccanismi di sicurezza, le corse automobilistiche, rimedi volanti (pastiglie) contro malesseri tutto sommato passeggeri, meccanismi di lavaggio o di riparazione anche improvvisati, ecc. Per la prima volta si impone l'elettronica nel mercato di accessori anche casalinghi (e la stampa cominicia a parlarne).
CHIAVI DEL 1963 - Nelle note italiane il 1963 porta una spruzzata
di sincopato (ritmi che percuotono e per la prima volta si
avvitano proprio come cacciavite, surf, hully gully ecc.), le
prime comparse del sax, le prime incursioni di Morricone e
un'ondata inarrestabile di imperativi in tutti i
testi.
(Amore fermati, Stai vicino ed
accarezzami, Amore dimmi, Ferma, Ricorda, I pensieri dividi, Non
cambiare, Guarda, Scendi, Venite quaggiù, Datemi la
primavera, Non essere curioso, Non essere geloso, Digli a quel
coso che sono geloso, Fatti mandare dalla mamma,
ecc.ecc.).
Focaccia raccomanda imperativo: 'Per quest'anno non cambiare,
stessa spiaggia stesso mare'. L'annata domanda e offre
chiarezza, non vuole mai complicazioni (Michele: "Se mi vuoi
lasciare, dimmi almeno perché").
Anno della domanda-e-risposta. CELENTANO - Vuol ballare con me? Grazie, preferisco di no/ VANONI: 'Che cosa c'è? C'è che mi sono innamorata di te. 'If I had a hammer' di Pete Seeger per Rita Pavone diventa 'Datemi un martello', e anche qui si risponde: 'Che cosa ne vuoi fare? PAVONE -Lo voglio dare in testa a chi non mi va'.
Da notare l'incedere a percussione di Vianello in 'AH-AH-brrronzatissima, eeeheee...!' e nei Watussi (gli altissimi negri), della Pavone in 'Cuore', di Neil Sedaka in 'I tuoi capricci'. Tutto il 1963, nei temi, si può sintetizzare in due parole: chiarezza (quando-dove-come) e schema domanda-risposta con frequenti verbi all'imperativo. Questo tempo, ovviamente, serve meglio di altri per esprimere i nuovi ritmi (facili coi monosillabi in inglese, meno in una lingua più articolata come l'italiano). Quando non si trova il modo con le parole si procede dividendole in rapidi monosillabi.
EMPIREO L'ascesa
non era finita, in realtà. Inizia nel 1957, ma raggiunge la
vetta proprio nel biennio 1964-65. Siccome questo biennio è
molto importante, ci è sembrato più indicato separarlo
e dedicargli una pagina 'definendolo'. Diremo dunque che l'Empireo
è il cielo più alto, il punto più alto che la
storia umana raggiunge compiendo dalla fine anni '50 quella ascesa
tecnologica e culturale che permette ora di avere a disposizione un
numero di apparecchi (riproduzione del suono - trasmissione immagini
- ricezione via satellite - lavaggio automatizzato) e una conoscenza
che mai si erano avuti in passato (si pensi soltanto all'esplorazione
dello spazio).
Il biennio 1964-65 è importantissimo, dal punto di vista storico. Il balzo in avanti del '57, che ha ricevuto punti fermi dal 1960 e novità grosse dal 1962, nel 1964 e nel 1965 proietta il mondo sul punto più in alto del nuovo corso. Si tocca l'apice del nuovo ciclo. We could finally make out the top of the hill. It was the spring of 1964. The realm of a 'new light', called 'Empyrean'.
MEMORIALE 1964
A questo punto è stata data una spina dorsale (1960), si sono
rotti gli argini del moralismo borghese (1962). Cosa manca? Manca
solo una nuova sensibilità
(interiore e anche epidermica). Il 1964 serve proprio a dare al mondo
antenne all'esterno e sensibilità all'interno, ciò che
in fondo diventa poi 'storia del costume'. Il 'nuovo corpo' che aveva
trovato il 'nuovo ambiente' acquista un nuovo 'sentire' e viene
così 'corazzato' dal '64, che non ha molte pruderies. Questa
annata conferisce una sensibilità e dei piaceri, poiché
con l'esperienza dei sette anni precedenti sente che può fare
molte più cose. Ecco perché escono con lui trattati
(per l'epoca importanti) di semiologia, di linguistica e di ideologia
sul nuovo consumismo. Ecco perché il cinema scopre di poter
realizzare nuovi filoni (il miliardario spaghetti-western di Leone, i
Beatles con il loro primo film, i musical del biennio, le commedie
rosa, ecc.). Ecco perché l'anno vede una serie di
manifestazioni artistiche finalmente acclamate sul momento (negli
anni scorsi gli eventi diventavano importanti da postumi). Annata che
sprizza elettricità. I famosi 'urletti' che accompagnano
Beatles e concerti dell'epoca sono la spia - sebbene giovanile - di
un risveglio del mondo e la scossa di quel contatto elettrico.
Al '64 le parole interessano, e soprattutto interessa come vengono utilizzate e articolate nel discorso. Annata intellettuale, in questo senso. Più che parole-chiave ha a cuore la loro connessione, dunque non parleremmo per lui di chiavi fisse ma di campi di presenza. La parola struttura, ad esempio, è importante. Essa porta poi a un altro concetto, l'arrangiamento. Il 1964 sa arrangiare perché ha in se stesso molte qualità riunite: è positivo, comprensivo, tollerante, equilibrato. Riesce a portare ogni iniziativa in una buona direzione (in politica, avvengono grandi rinnnovamenti ad esempio). L'annata non teme nulla, ma neppure aggredisce. La sua caratteristica - che lo distingue ancora una volta - è dunque la capacità di procedere in qualsiasi situazione, sia col vento in poppa sia contro vento. Questo del resto lo si vede proprio con l'abilità dei maestri degli studi di incisione, dove si riesce a creare brani da brivido con pochi accordi. Se il 1964 non trova un terreno completamente pronto, comunque semina. Chi non lo vede perde qualche occasione. Tutti questi motivi rendono questo periodo 'emozionante'. Il 1964 crea continuamente una ventata di interesse e risveglia - in chi abbia la pelle giusta - sensazioni corporee.
Abbiamo considerato in questa analisi due componenti culturali, quella alta (cultura, sociologia) e quella bassa (musica leggera). Entrambe raggiungono qui un punto molto alto. Non potremo fare a meno, nei prossimi anni, dell'analisi per strutture (società, mercato, scambio, lingua) e dell'arrangiamento nelle canzoni. Dal 1964 al 1971, epoca d'oro della saggistica e del disco a 45 giri, ogni cosa culturale verrà trattata come 'sociale' e ogni brano musicale verrà trattato in studio con cura. E' il perfezionamento del prodotto in mano a un'équipe di lavoro che collabora per raggiungere il massimo risultato. Siamo in cima.
CHIAVI DEL 1964 - Il 1964 è il primo anno dialettico. Ma i problemi li enuncia, li pone al massimo come ipotesi, non ne soffre mai perché vuole divertirsi. Era l'anno dei primi trattati di semiologia, e difatti va sull'etere più di tutti un testo che parla di segni che spiegano, 'Da una lacrima sul viso ho capito tante cose... Uno sguardo ed un sorriso m'han svelato il tuo segreto' (Una lacrima sul viso). La stessa funzione in 'Te lo leggo negli occhi'. Tutti i testi dell'annata hanno in comune il porre in via preliminare un problema, una questione (Quando vedrai la mia ragazza devi dirle..., Like to tell you about my baby, Se qualcuno guarda me io comprendo che...)
Spesso introduce con un 'se'
puramente affermativo e non ipotetico, dando anche una risposta
(sempre positiva, l'annata è godereccia).
E se domani io non potessi... mettiamo
il caso che ti sentissi... e sottolineo se... (E se domani)
/ Se ti amerà come tu vuoi ricorda che lei l'ha imparato da
me... Se piangerà senza un perché allora ricorda che
lei pensa a me (Lei sta con te) / Se qualcuno guarda me
comprendo che sei tu che mi piaci (Quelli che hanno un cuore) / Se
tu vorrai aspettarmi un giorno avrai tutto il mio amore per te
(Non ho l'età, perfino la più castigata non si nega il
piacere finale) / Se sto piangendo amore scusami... ho capito che
lasciandoti io soffrirò (Amore scusami) / Se potessi
restarmene qui pagherei tutto l'oro del mondo (Ogni volta) / Se
tu vedrai che c'è qualcuno che... (Quando vedrai la mia
ragazza, il più tipico dell'annata, con il concetto di struttura).
Molto citata la 'casa' (solo qualche esempio sono i testi di A Hard Day's Night, The House of the Rising Sun, Ogni Volta), poiché è la struttura primordiale. Presenza di locativi (in, nel) a testimoniare la descrizione di una struttura. Infine, fa capolino il 'mondo', che vedremo ancor più protagonista l'anno prossimo.
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Downtown
When
you're alone and life is making you lonely You can always go
-Downtown When you've got worries,all the noise and the hurry seems
to help, I know - Downtown |
MEMORIALE 1965
Grande annata, di un'importanza finora senza pari (in questo secolo).
Il '65 prosegue la marcia del '64, ma è più completo.
Questo è un anno di grande peso, dotato di classe e di stile.
Ha la capacità di trasformare tutto ciò che incontra,
lo rende oggetto culturale, ne valorizza le doti in maniera da
compenetrarlo e farlo proprio nel modo migliore. E' un anno talmente
alto da non aver bisogno neppure di molti discorsi. E' come se
dicesse: 'Le cose parlano da sole'.
Le parole dunque si fanno meno
decisive, perché si vive direttamente dentro di sé le
singole situazioni e le visioni (innumerevoli) che l'anno propone. Si
viaggia meno, si parla meno, si fatica meno in tutti i sensi. Lo
sviluppo ordinario delle cose rende 'normale' quel che un altro anno
avrebbe offerto in pena o come scandalo. Il 1965 non vede questi
estremi, perché si ritiene al di sopra di tutto. La sua
è una superiorità manifesta, tanto che non crea
problemi neppure quando le cose parrebbero mal messe. E' un periodo
molto intellettuale, che naturalmente viene compreso di più da
chi ha testa e sensi adatti. Questo non è
l'anno delle indecisioni, delle repressioni, del minimalismo. Tutto
è concepito in grande. Abbiamo titoli
come 'Il mondo', 'La notte', 'The sound of silence,
'Il silenzio, 'The sound of music' (circa 100 milioni
di dollari incassati nel giro di due o tre anni), 'Satisfaction').
Tutto trova un immenso
spazio avanti a sé proprio come l'uomo che quest'anno si muoverà
liberamente fuori della gravità terrestre.
La caratteristica
del '65 è quella di procedere con velocità su un
terreno libero. Si sperimenta quel che c'è più
avanti nello spazio (se si lascia qualcuno o
qualcosa poco male, si tornerà anche indietro). L'anno non
oppone resistenze perché non è sicuro neppure lui del
futuro, e così ragiona in questo modo: "Intanto vediamolo,
prendiamolo, se son rose fioriranno". Dillo oggi, dillo domani, dopo
12 mesi è presente nella nostra vita un immenso campionario di
'cose in più' che appena due anni prima non si potevano
immaginare. In mezzo può esserci anche del superfluo, come
è naturale. L'importante è aver acquisito l'idea, il
concetto di una nuova funzione, l'impressione visiva di qualcosa
(come la minigonna, come la optical art) che prima non si conosceva.
Il '65 ha la prerogativa unica di proseguire il processo in corso senza rinnegare un solo elemento degli anni precedenti (di tutto
tiene conto), e di avviarne al tempo stesso di nuovi. Alcune giornate
del '65 restano 'improvvisamente' storiche, senza che sul momento la
cosa venga avvertita. Non è la quantità di eventi, ma
la qualità che conta (possono anche essere pochi
numericamente, come nel 1965 della politica italiana o nel 1989
italiano in genere). Il progresso 'invisibile' ma esistente a fine
anno lo registra. Che significa 'di un'importanza senza pari,
finora'? Significa che con la coscienza del momento non c'è
stato qualcosa di simile in precedenza.
Con la nostra ottica possiamo fare bilanci, archiviazioni, recuperi tardivi.
Ma se vogliamo capire i fenomeni inseriti nelle varie epoche dobbiamo
vederli con la mente nelle epoche in cui succedono. Tutti noi ridiamo
o proviamo vergogna quando leggiamo i nostri diari dieci o vent'anni
dopo. Ma quei diari furono scritti, comunque. Ciò significa
che avevamo un'altra testa, che si viveva in un altro mondo.
L'anno registra l'ingresso ormai consolidato
del 'miniaturizzato' nella tecnologia e nell'oggettistica
quotidiana. George Heilmeier inventa nel 1965 lo schermo a cristalli
liquidi. Viene inaugurato in luglio il traforo del Monte Bianco.
CHIAVI DEL
1965 - Il
1965 è comunque un anno che faceva (e che fa, vivendolo)
paura. Una doppia quadratura tra segni mobili aveva creato panico tra
gli addetti (pochi). In realtà quasta brutta configurazione
è durata poco (a parte il fatto di non significare nulla di
catastrofico). I grandi spazi dell'annata vedono naturalmente anche
vuoti, partenze e amori che vengono a mancare, soprattutto
realtà che finiscono:
Ma poi
verrà il giorno che partirò (Ciao Ciao) / E'
finita così, senza un vero perché (Ti senti sola
stasera) Ormai ti sto perdendo... ed io vado come un folle
relitto, è sfumata ogni speranza (Lei) / Solo vuoto
intorno a me... (La notte) / Non dormo... sogno i tuoi occhi
verdi che non mi guardano più... (I tuoi occhi verdi) /
Ma il tutto viene
tenuto, viene semplicemente avvertito consapevoli che ci sarà
altro (Ma poi tutto continuerà... vivrò anche senza
di te / Arriva l'ora prima o poi che ci innamora).
Potremmo definire il 1965 come quella persona che poi si fa una
ragione anche della mancanza. E finché non ha, sublima nel ricordo
che impegna quasi tutti i brani dell'annata:
Sarà un
ricordo di più (Vivrò) / Non ti scordare di me
(Ciao Ciao) / Non lo scorderò mai, mi è rimasto nel cuor
(Lui) / Ricorderai i tuoi giorni felici (Un anno d'amore) / Ora
è tutto un ricordo, nient'altro che un ricordo (I tuoi
occhi verdi) / Con niente fai tutto scordar (Tu sei quello)
Il 1965 dei testi
musicali è felicissimo nel frasario breve, che si svolge
sempre alla presenza di grandi spazi e di cose immense come il
giorno e la notte. C'è perfino chi come Pino Donaggio ha
inciso un titolo omnicomprensivo come 'Il mondo di notte'
(più 1965 di questo...). Ma vediamo alcune delle frasi
più in memoria.
Gira il mondo gira nello spazio senza fine... nel tuo silenzio io mi perdo... la
notte insegue sempre il giorno (Il mondo) La notte tu mi
appari immensa, invano tento di afferrarti... se il giorno posso non
pensarti la notte maledico te... la tua voce fende il buio (La
notte) / La notte è piccola per noi, troppo piccolina... se
il giorno è lungo da passar la notte vola (La notte
è piccola) / E' notte, ma non dormo (I tuoi occhi
verdi) / Quando si fa sera siamo ancora qui, noi due, noi due soli
e il mar... quando è finita una lunga giornata (Si fa sera)
L'ultima frase di
questo brano sembra la summa di tutta l'annata: ...e sentiamo che
vale la pena di star lontani... se quando si fa sera siamo ancora qui
MEMORIALE 1966
Abbiamo lasciato il 1966 fuori dall'analisi sulle meraviglie
dell'Empireo soltanto perché quest'annata introduce una breve
pausa nel processo in corso. Ma fa parte anch'essa dell'Empireo. E'
un anno che per la prima volta - dal 1957 - esprime dubbi e
disturbi sulla marcia intrapresa.
Se fate attenzione, scoprirete che il 1966 è uno degli anni meno
rappresentati, negli archivi fotografici e nelle antologie. Anche qui
tutto ha un significato. Film e libri, ad esempio, sono entrati poco
nella memoria (con l'eccezione di 'Blow Up') anche nel caso in
cui siano stati considerati di gran pregio. Le ragioni sono varie. Il
1966 è per sua natura 'kafkiano', nutre trasformazioni e
metamorfosi (molti degli eventi si compiono nell'acqua, che ha
un ruolo quasi esorcistico), ma al tempo stesso ha timori. La sua
debolezza anzitutto sta nel non saper esprimere reazioni che si
impongano. Se vengono introdotti 'nuovi schemi' l'anno resta neutrale
(e in questo caso non apporta alcuna nota, rallentando così il
processo in corso) o inserisce una ribellione sterile della parte
avversa. Il risultato è uno stallo della situazione.
Un film molto
fisso nella memoria dell'annata è 'Un
homme et une femme', di Claude Lelouch, che riscuote grandi
consensi e circola molto. Contiene molti simboli del 1966. Il film
presenta acqua dall'inizio alla fine (tergicristalli
dell'auto, spianate marine). I due protagonisti (un corridore
automobilistico e una vedova) procedono per tematiche, facendo
balenare tutta l'incertezza psicologica dell'annata.
Già in
primavera arrivano dure prove e l'annata mostra tutte le sue crepe:
una certa dose di paura (il 1966 dà paura delle cose e non
permette di affrontarle con freddezza e determinazione), di
indecisione, di laisser-faire. Tutte cose che proseguiranno in
estate, acuendo la confusione. In autunno, quasi per reazione, il
clima diventa anche aggressivo. Insomma, un anno complicato, non
facile, in cui è più saggio attendere gli sviluppi
della situazione. Il 1966 resta come un cuneo di irrazionalità,
compresso tra i grandi macigni 1965-1967.
Il 1966 porta comunque dei segni incisi nel tempo e nella memoria. Può
essere considerato il primo anno con rivolte sociali
provenienti dal basso. Il motivo si deduce dall'insieme: l'ansia di
novità si mescola con l'utopia e genera così
rivendicazioni, per ora confuse. Un anno precario, molto assoggettato
agli eventi, che carezza sogni più che produrre realtà
(non è casuale che si formino le prime comunità
hippies, in California). Questi sogni utilizzano il 'nuovo che
avanza'. Non potendo tornare indietro l'anno proietta in utopia il
suo lato irrazionale, portando alla ribalta quei gruppi con le chitarrine
(poi verrà chiamato il 'beat') e i capelloni, che disturbano
la vista delle famiglie borghesi. I blue-jeans trovano prima grande
diffusione nel pubblico giovanile.
Tutta l'estate
- che è la fase più tipica del 1966 - verrà poi
chiamata del 'beat', con una formula tutto sommato riduttiva. E' in
realtà un'estate poco solare, piena di paure, bloccata nel
conflitto tra generazioni in mezzo a un'onda così imponente
come quella degli anni '60. Quasi a suggellare, il campionato
mondiale di calcio, che si gioca in Gran Bretagna, viene vinto dai
padroni di casa con un gol 'fantasma' nella finale con la Germania.
Sul mercato arrivano le prime calcolatrici elettroniche da tavolo.
CHIAVI DEL 1966 - Questo marchio è l'incertezza, l'apparire del dubbio che conduce all'ipotesi o a una semplice proiezione sul futuro. Abbondano le ipotetiche, soprattutto i 'se' e i 'forse'. Lo troviamo in molti testi: 'Se telefonando, io potessi... ','E se non la sapete voi...''Forse, se guardassi me... capiresti meglio che... ', 'Un giorno qualcuno ti chiederà... ', 'Io mi domando, amico, non sei contento? , Ragazzo triste, che sogni sempre... perché non sanno come sei', 'Se tu le darai tutto quello che hai...', 'Chi può fermare il fiume... chi può cambiar l'amore ', 'Se ho sbagliato un giorno... ', 'Se mi ascolti, amore mio...', 'Un tuo dubbio in cambio di niente... ', 'Se mi amerai come non hai amato mai', ecc.ecc. Impressiona poi la frequenza di verbi al futuro in moltissimi brani (Riderà, Anche se tu mi amerai, Io ti darò di più, Will you read my book, I will say the only words, Non finirò di amarti mai, Cercherò e un giorno lo troverò ecc.ecc.).
IL TRIENNIO DELLA DISCESA, EPOCA
CLASSICA DELLA MODERNITA'
E' discesa finalmente, per tutti. Quel che l'ascesa 1957-65 ha portato
(almeno come seme) trova il suo terreno definitivo nel raccolto di
questo triennio. Dal 1967 al 1969 arriva (e viene goduto) a livello
di massa tutto ciò che la tecnologia e l'evoluzione della
cultura hanno portato negli ultimi dieci anni. Sulla superficie
lunare arriva il primo uomo, le grandi aziende si dotano di complessi
elaboratori elettronici, i televisori domestici raggiungono ormai
quasi otto famiglie su dieci, nei paesi industrializzati iniziano
regolari emissioni con il colore, si va in automobile ascoltando
musica e notizie dall'autoradio, si leggono periodici di ogni genere, arrivano pellicole
meno contenute, ci si veste ormai con grande libertà,
arriva l'ondata della musica pop con grandi produzioni discografiche
e raduni all'aperto.
Gli anni precedenti hanno creato
la pelle giusta per accogliere tutte queste cose, e ora si gode il
panorama dalla vetta. La discesa implica - per forza di cose - l'inizio di un
calo nella sensibilità religiosa, poiché troppe cose
materiali (anche dentro casa) distraggono i nostri sensi. E' in
questo triennio che si pongono le premesse per la laicizzazione della
vita, che si avrà nei primi anni '70. Il processo porta a una
riduzione del senso del sacro e alla progressiva dissoluzione dei sacramenti.
MEMORIALE
1967 Quest'anno introduce aria completamente nuova, che dissolve
le nebbia e le incertezze del 1966. Lo scenario si rischiara e
diventa nitido. Tutto viene nuovamente bagnato dalla luce del sole,
che dispensa raggi piuttosto cerebrali dando una connotazione intellettuale
a tutto ciò che si crea e che si dice. Qui siamo in un regno
di grande espressività, soprattutto molto autorevole.
Attenzione, quest'anno è tutt'altro che dolce. Ha maniere controllate, non cerca il consenso, se dev'essere ruvido si esprime liberamente e con molta franchezza. Non esita più di tanto, poiché
tutto gli sembra normale e a portata di mano. L'anno ha il suo punto di
forza in una sapiente regia: tutto si sistema con scioltezza,
non di rado accompagnato da un certo esibizionismo. Ci si incendia
molto più facilmente che in passato, questo è un dato
importantissimo. La parola incendio è uno dei
concetti-chiave.
Per la prima volta si assiste a proteste collettive
in tutti i settori della società, che risultano quest'anno
più vivaci e pronti ad organizzarsi sindacalmente (soprattutto
perché l'anno non esita). Gli abiti si fanno più
pratici e succinti, le comunicazioni si ringiovaniscono, le frasi si
spezzano oppure si articolano con maggiore libertà nella
forma e l'occhio - che accoglie nuovi colori sempre più vivi
- si strizza spesso in segno di complicità. Oltre a una certa
operosità, il 1967 ha anche una dose di leggera 'follia'
rispetto agli ultimi anni e favorisce le persone dotate di
fantasia e di creatività. Molte cose sono concepite in un batter d'occhio, come per un'ispirazione
improvvisa. Sono in soggezione, quest'anno, i passivi. L'estate, in
maniera particolare, invita all'azione e al movimento del corpo.
Nel 1967 la confusione e l'ingenuità degli hippies dello scorso
anno diventano concreta 'cultura alternativa', e chi protesta
sa un po' meglio quel che dice (anche nei casi in cui la ventata dura
poco) perché dal 1966 sono stati fatti anche dei progressi
linguistici. Insomma, c'è un po' più di tutto,
quest'anno. Proprio il primo anno della Discesa non poteva che
introdurre a culture alternative urbane, che spezzano la
regolarità e la routine. Ormai abbiamo più parole,
più abiti, più musica, più scelta. Si ha in genere una maggior decisione nel fare le cose, come se si
cominciasse a far pesare l'esperienza fatta e la cultura maturata con
i nuovi strumenti. Molte delle opere create quest'anno - che hanno
testi più articolati e vissuti degli anni scorsi - hanno
un'aria di rivendicazione e di sfida intellettuale. Nota dominante
è la citazione, che era inesistente gli anni scorsi.
CHIAVI DEL 1967 - Il 1967 reca nei testi una complessità sintattica sconosciuta agli anni precedenti. E' qui che compare il primo ipertesto (29 settembre), è qui che i verbi si coniugano in qualsiasi tempo (futuri ancora frequenti, ma abbiamo perfino brani al condizionale e al congiuntivo). Essendo il fuoco una delle chiavi, chi poteva finire nei testi se non il fuoco nucleare più potente che esista? Quello del sole, che nel 1967 ricorre molto nei testi.
Se il sole lassù è di tutti, tu lo sai che la strada appartiene solo a noi (Il sole è di tutti) / Nel sole io verrò da te (Nel sole) / Per tutti c'è sempre un giorno di sole (Bisogna saper perdere) / Guardare ogni giorno se piove o c'è il sole (Ciao amore ciao) / Il sole non si spegnerà con te (Non pensare a me) / Il sole ha cancellato tutto (29 settembre) / Il sole è uno straniero (L'ora dell'amore, che cita anche 'il fuoco della vita').
Il marchio del 1967 è soprattutto l'esclusione di altre cose, per concentrarsi su una (vedi straordinaria analogia con il fenomeno delle pulsar, una delle maggiori scoperte in assoluto di Giovanni Monni). Cosa che ancora una volta richiama l'unità, la potenza di un centro rispetto al quale il resto viene escluso con negazione e spesso con interrogativi retorici.
A chi sorriderò se non a te? (A chi) / Chi più di me ti farà impazzire? Chi più di me che non ho nient'altro al mondo (Chi più di me) / Dentro di me non c'è che amore per te (Mezzanotte tra poco) / Cosa non farei per stringerti a me? (La musica è finita) / Come se non ci fosse che lei... vedevo solo lei e non pensavo a te (29 settembre) / Tu guardavi tutti meno me (Stasera mi butto, qui è la massa-unità ad escludere l'io restante) / Parole, non sono altro che parole (Parole) / Siamo la coppia più bella del mondo e ci dispiace per gli altri (La coppia più bella del mondo) / Uno che s'era sempre divertito e niente più / Non dar retta alla gente, credi a me (Quando dico che ti amo)
Molto bella la frase di '29 settembre': "E tutta la città correva incontro a noi", che sembra una descrizione del collassare verso un centro escludendo tutto il resto. Anche qui poi c'è un brano che contiene tutte queste cose insieme, ed è 'Estate senza te' (J'ai entendu la mer), di Christophe. Ecco il passaggio che ho scelto, come manifesto dell'annata.
Il sole brucia ma non per me... chi mi dirà cos'è l'amore che non ho più? Se non tornerai quaggiù cosa farò di me?
MEMORIALE 1968
Il palco è stato inaugurato. Il solare 1967 ha introdotto
nuovi raggi nell'atmosfera che circonda il pianeta, e il 1968 non
può che trarne le conseguenze. La sua natura è meno
solare del precedente. E' un'annata più ricca dentro, che
ribolle in continuità un enorme cumulo di tematiche, che
esplodono tutte insieme determinando grandi exploit individuali e
collettivi. Quest'ultimo è un fattore determinante. Il '68
può essere considerato il primo anno che realizza interno ed
esterno allo stesso tempo, in una miscela di grande potenza. Gli
uomini esprimono un grande potenziale in un momento in cui anche la
società dà lo spazio necessario.
Questo spazio serve
all'esterno ad ospitare rivendicazioni collettive (come il maggio
francese) e all'interno a realizzare nuovi
prodotti nati da un profondo malcontento. Tutto questo, naturalmente,
si esprime con gli oggetti e con le parole dell'epoca. Oggi ci
vediamo anche ingenuità, ma dobbiamo stare sempre nella famosa
strada che fu intrapresa nel '57, e da allora possiamo dire di essere
arrivati al punto di fuoruscita degli istinti più potenti,
avendo ormai anche oggetti e libertà (conquistata) per farlo.
Il 1967 ha procurato un biglietto di uscita, un lasciapassare che il
'68 (più chiacchierone, più creativo nelle formule) ha
accolto dandogli sviluppi finora sconosciuti. Nei ricordi di molte
persone questo è l'anno di una fuga da casa, di una presa di
coscienza, di un libro-scoperta, di una scossa improvvisa data alla
propria esistenza.
La popolazione dell'Occidente è diventata sempre più giovane, in questo decennio. E' il momento in cui si svegliano i protagonisti del 'baby boom', cioè i numerosi figli messi al mondo nel dopoguerra. Qui abbiamo una grande esplosione generazionale, una grande 'ribollitura' che produce i primi frutti. Molte di queste cose (con l'occhio postumo 'naif') riflettono la tappa a cui è giunto il cammino. Il 1968 non ha intoppi, in tutto quello che crea. La sua puntualità è suprema. Appena si manifestano segnali contrari al processo in corso, immediatamente scattano rivolte di piazza, discese in campo, conferenze stampa ecc. L'anno semina anche vittime, sacrifica cattedre universitarie e diffonde una certa aggressività ideologica. Nel 1968 tutto viene fatto secondo impulsi, originati dalla sensibilità del momento (non ci sono troppi calcoli, non si nascondono le cose, ecc.). Possiamo dunque parlare di autenticità. Nei testi prevale in maniera evidentissima il senso del tempo, con periodi, stagioni e datazioni precise. L'annata, proprio da questi due ingredienti, guadagna in puntualità e prontezza (anche cieca). L'annata poi non accetta cose imposte, almeno di primo acchito. Anche quando sbaglia (sono tanti i casi) non fa neppure un gesto per riparare o per riconoscerlo. Nasce proprio quest'anno la famosa frase (poi abusata anche nelle interviste più banali) del 'non voglio compromessi'. Conseguenza di questo atteggiamento è il 'tutto è possibile', cioè la consapevolezza di poter intervenire. L'annata ha dunque una caratteristica peculiare nella grande libertà e facilità di inserimento: ciò che pareva impossibile fino a pochi mesi fa improvvisamente viene fuori, e per di più rivestito di una nota creativa (nella lingua, negli abiti, in nuovi orari).
In Italia il
termine '68' non sarà più un semplice numero, nei
prossimi due decenni. Servirà proprio a indicare 'eventi
improvvisi e destabilizzanti della piazza'. In questi casi paga
soprattutto l'esserci stati. Escluso però che fosse presente
la mia generazione di fine anni '50 (perché bambini) e quella
di fine anni '30 (perché troppo grandi) a parte qualche leader
politico restano quelli nati tra il 1944 e il 1952. La rivolta studentesca nelle
università, la contestazione dei gruppi politici alla prima della Scala, a Milano. Sono
questi i due fatti principali che si iscrivono nella storia
dell'anno. Socialmente è ormai importante la politicizzazione
della scuola, con serie di assemblee, dibattiti,
volantinaggio e ciclostile con slogan all'indirizzo del governo e
delle autorità (anti-autoritarismo è una chiave con una sua
ingenuità, perché in questo caso gli si contrappone un
altro autoritarismo).
L'anno provoca
una vampata, che tuttavia non ha conseguenze politiche di rilievo.
Soprattutto, il 1968 sconta un elemento di inquinamento che anche i
prossimi anni (e perfino nei G8 di fine secolo) disturberà la
protesta. Questo elemento si chiama 'infiltrazione di violenti'
all'interno delle masse. Succede in pratica che le legittime istanze
di rivendicazione (salari, scuola diversa, leggi per i lavoratori)
vengano 'sporcate' da immissioni di elementi estranei, inclini a una
violenza per la violenza. Ecco perché la vampata, pur potente,
non diventa ancora 'storia'. Queste sono scintille, sebbene forti,
che utilizzano ancora materiale grezzo. Siamo lontanissimi, tanto per essere chiari, da eventi planetari e incontrollabili come il Restauro (che saranno indipendenti, cioè un puro dato collettivo dell'evoluzione). Idee, spunti, impulsi sociali servono a movimentare. Comincia a prendere forma la tendenza all'autofinanziamento, all'autogestione' (parola che
semina una certa suggestione).
C'è chi abbandona il tetto coniugale, c'è chi si dà al 'freak'
di strada (Altman, ad esempio), c'è chi fonda un nuovo gruppo
teatrale da zero (Fo, con la Comune). Le voglie sono imperiose.
CHIAVI DEL 1968 - Già
si era visto parzialmente nel 1967. Il 1968 presenta un 'marchio di datazione'. I
testi percorrono esperienze affettive e di vita situando sempre 'nel
tempo'. Dilagano avverbi di tempo e situazioni che rispondono
alla domanda : 'Quando?'. L'elenco è
solo indicativo, perché è sterminato.
Cerco
l'estate tutto l'anno e all'improvviso eccola qua... Sembra quand'ero all'oratorio... Quelle
domeniche da solo... ora mi annoio più di allora... /
E adesso
cosa dirai? Quello che adesso dirò... /
Stasera
sì, rimani qui con me, stasera amor... /
Oggi devo
dire che ti voglio bene... /
Ho scritto poi nel mio cuor
ed è restato lì per tanto tempo/
Quando mi
innnamoro... /
Era tanto
tempo fa... /
Cinque
minuti e un jet partirà /
Ma oggi
sento che lo dici a tutte meno che a me /
Ora insegnami...
Ciao,
stasera son qui /
L'estate di Dominique /
Valse d'été /
Quando
siamo alla fine di un amore... /
I periodi di tempo diventano proprio soggetto di un'azione.
Un giorno di sole fa dire a dicembre: 'l'estate è già qui'
-
Luglio mi ha fatto una promessa, l'amore porterà.. luglio si veste
di novembre... ma perché non torni? E' luglio da tre giorni /
Senti
l'estate che torna / Sera...
stendi le mani... /
MEMORIALE 1969
Annata grandiosa. Come mai ce n'è stata negli ultimi cento
anni. Qui abbiamo un essere che non si preoccupa di piacere o di vendersi. E'
un'annata nobile, che guarda dall'alto in basso, forte di una sua
ideologia su tutto e di una concezione superiore dell'esistenza.
Completa la fase triennale della discesa dando un tocco di classe che
le due precedenti non avevano. Non ha problemi, dopo gli scontri
dello scorso anno. Se ci sono cose calde le affronta (senza
esasperare), se ci sono cose belle si butta (a godersele), se ci sono
pericoli si impone con la sua autorità e risolve. Non teme
nulla e non si scontra con nessuno (in Italia abbiamo quasi 11 mesi
di quiete). Questo è un anno con un grande peso specifico, un
essere che ha iniziative importanti. Rispetto al precedente se la
prende comoda, è borghese.
A quest'annata piace il benessere, anche quello casalingo, non
è un grande viaggiatore Se si sposta ama le cose comode, e
così provvede a garantirsele.
Quest'anno ci si sente sempre in diritto, per qualsiasi cosa appaia
opportuno. L'annata ha una fissazione per le cose di principio, per
le chiarificazioni, per le quadrature del cerchio. In generale, non
ama il passato (per analogia le discipline classiche
dell'antichità e la storia risultano meno gradite nelle
scuole). Tutto ciò che è cultura le interessa, in
quanto ha una passione per l'accumulo di esperienze e per la scoperta
di universi individuali (vedi programmazione della Tv). I suoi
bisogni vanno più sul lato della scoperta, dello stupirsi per
un'impresa, dell'appassionarsi per un aggeggio nuovo. Guai essere
superficiali: l'annata vuole vedere chiaro in tutto e per tutto. Va
a fondo in tutte le cose. Davanti
all'oggetto del desiderio, il '69 non si risparmia e se lo gode
tutto, fino all'ultima molecola (basta vedere le interpretazioni
dell'annata). La sua grandiosità viene
dall'insieme delle sue qualità, difficilmente reperibili
altrove. Questi dodici mesi resteranno un unicum per quanto riguarda
la saldezza interiore, la compattezza dei comportamenti umani (mai
volgari, mai tanto per fare) e il senso della socievolezza. L'annata
ha anche alcune sacche di piccola perversione, che alcuni individui
sfruttano in profondità complottando (ma sono sacche
brevissime, impercettibili ai più). L'estate del '69 resta un
periodo mitico, simile a come immaginiamo certe epoche
dell'antichità. Ho ancora dentro di me la sua atmosfera,
insieme giocosa, leggera, intellettuale. Molto facilitate per tutto
l'anno le riconciliazioni (l'anno riesce a ricucire tutto ciò
che eventualmente si spezza al suo interno), le imprese sportive
acrobatiche o comunque aeree.
Non in linea con l'annata l'attività onirica e il
romanticismo di vecchio stampo. Sono cose che il '69 non comprende.
Se qualcuno vi accenna viene fermato sul nascere. L'autunno è
stagione di iniziazione: molte persone - specialmente i nati tra il
1945 e il 1954 - lo ricorderanno come una stagione con qualche
brivido e nuove sensazioni.
CHIAVI DEL 1969 -
Individuare il marchio del 1969 non è stato facile. C'è voluta una lunga riflessione, con i
suoni e i testi dell'epoca per arrivare a quella che considero la
scoperta più bella. Il '69 è un essere che vuole andare
a fondo, che vuole rendersi conto di tutto. E' quella che in grammatica si dice 'funzione
esplicativa'. Si parla e si spiegano le cose, utilizzando la
congiunzione 'perché' e il verbo 'sapere'.
Perché le ore non si sono fermate con lei (Un'ora fa) - Perché perché perché... io le piacevo (Storia d'amore) - Ma
spegni quella luce perché ho nostalgia di te (Nostalgia)
- Tu adesso mi vuoi soltanto perché non cerco di te (Il
paradiso) - Perché l'amore che non c'era adesso c'è
(Che cosa hai messo nel caffè) - Mi domando perché
sembrano tante nuvole che nascondono te (Il primo giorno di
primavera) - Perché lo so che ormai non mi appartiene
(Zingara) - C'è un fuoco dentro me che non si
spegnerà, lo sai perché (La pioggia)
Non c'erano mai stati tutti questi perché
nei testi delle canzonette. Addirittura viene usato anche nel senso
di affinché.
Radio
accesa e luce spenta perché il cuore non ti senta (Whisky) - L'ho comprato per te perché pensi un poco a me (Pensiero
d'amore)
Questa
funzione esplicativa si manifesta in altri modi. Ad esempio mediante
frequenti incisi con 'sapere'
(E la mia anima - si sa - in purgatorio finirà (Lo straniero), La
mia vita - lo sai - ha bisogno di te (Acqua di mare)
ma più in generale con la definizione
Gelosia è l'amore che non ti sorride più (Che
male fa la gelosia), Mi hai chiesto lui chi è (Mi
ritorni in mente), Ma l'estate cos'è se ti illude e poi.. (Acqua
di mare), Io sì lo so che donna è lei... lei è un viso d'angelo, Oramai non sai più chi sei tu (Nel giardino dell'amore) - Ricordo che avevo paura... di cosa non so...
(Nostalgia), Cos'è la vita senza l'amore... è solo
un albero che foglie non ha più (Ma che freddo fa)
Non è un caso che il 'perciò' lo abbia il 1969 (ecco un altro eloquente segnale esplicativo)
Noi perciò ci vediamo su da lei pomeriggio alle sei
(Pomeriggio ore sei)
Il grandioso 1969 voleva sempre spiegare, definire. I brani hanno un testo che si moltiplica per sviscerare.
SIGNIFICATO DEL PERIODO 1970-76 -
Se avessi dovuto dare un'altra definizione avrei detto 'l'era
della caduta dei monopòlii'. Tra il 1970 e il 1976 cadono
infatti istituti giuridici, situazioni con unico gestore,
anacronismi risalenti a molti decenni prima. Questa è la
vera fase di liberalizzazione del mondo, che trova un terreno
fertile nella grande disponibilità di oggetti e apparecchi
domestici.
Questi sei anni segnano il trionfo della
moquette (con crisi delle piastrelle), dei faretti e delle
lampade alogene (che fanno tendenza), ma soprattutto della
tecnologia domestica. Tutti azionano nuovi meccanismi, i
giradischi diventano impianto stereofonico ed entrano in tutte le
case. Perfino l'amore coniugale diventa tecnologia con i
contraccettivi, di cui fiorisce la cultura e la diffusione. E'
un'epoca che vede il crollo della
religiosità tradizionale (anche se nessun libro di carta
lo dice ancora). Comincia a farsi largo una formula che si
può riassumere in questa maniera: religioso a modo mio. In
questi sei anni - anche se nessuno lo vuol dire - avvengono
defezioni dagli ordini. Un colpo lo danno anche gli editori, che
non hanno alcuno scrupolo a far circolare romanzetti e
pubblicazioni senza molti pudori. Il 1975 e il 1976, ultimo
anello di questa fase, coglieranno frutti maturi e li faranno
godere più di tutti gli altri.
Originariamente il 1970 e il 1971 erano separati dall'avvento della tecnologia di massa, in quanto sono in realtà due 'cani sciolti' con caratteristiche proprie. Dovendo ricomporli da qualche parte non avevo altra possibilità che accorparli alla prima metà degli anni '70, perché preparano il ciclo.
MEMORIALE 1970
Dicembre '69 lo
ha detto: la nobile leggerezza dello scorso anno sembra svanire.
Il 1970 inizia con un paio di mesi di scontri e tensioni
generazionali. E' un periodo in cui l'aggressività si
sviluppa dal fastidio per la dotazione altrui o dalla smania di
accelerare i progressi venuti fuori nel corso del 1969. In
gennaio e in febbraio personaggi dal fare maligno e senza
scrupoli intorbidano le acque. Proprio i primi tre mesi dell'anno
introducono un nuovo clima, intriso di sesso e di
competizioni. Concetto chiave dell'annata è quello di
campo. Scoprirete molte sorprese. Questo
concetto si allarga simbolicamente a tutto ciò che lo
rappresenta nella vita: campo di calcio, campo per concerti,
letto matrimoniale come sede, luoghi all'aperto teatro di
avvenimenti, contrapposizione tra individui ecc. Altro concetto
fondamentale è la competizione. Il 1970 interpreta
la realtà come uno scenario in cui si sviluppa una gara
tra concorrenti. Tv e radio italiane, quest'anno, sono stracolme
di quiz, di giochi a premi, di competizioni tra due o più
concorrenti. E' poi un anno con una fortissima presenza di
sceneggiati polizieschi a puntate. La realtà stessa si fa
torbida (allucinogeni, sesso domestico, storie romanzesche,
ecc.). E' un anno di grandi matrimoni, celebrati con grande
clamore dei media. Il 1970 infatti non ama le soluzioni
intermedie: in tutto vuole arrivare a una conclusione, in
qualsiasi cosa porta la realtà ad estreme conseguenze (si
pensi alle morti illustri per droga). Possiamo dunque dire che
tiene comunque alla celebrazione.
Siamo in tutt'altro scenario rispetto al
tranquillo 1969. Quest'anno, per ovvia caratteristica sua,
recupera il passato come materia storica, ha un certo interesse
per le cose antiche, per l'archeologia. Ma a causa dei forti
contenuti molte persone si sono perse. In un anno così
vario, chi non ha solidità dentro di sé o molti
punti fermi cade vittima della droga.
Dell'agosto '70 è il
festival che si svolge all'isola di Wight, con i più bei
nomi dell'epoca. Tra questi anche Jimi Hendrix, celebrato
chitarrista del triennio della discesa. Hendrix qualche settimana
dopo viene trovato morto a Londra (responso del medico legale: intossicazione da
barbiturici che ha provocato vomito e soffocamento finale). Si
conclude così la parabola 'maledetta' di un uomo ricercato
dalle polizie di tutto il mondo non meno che dai suoi
ammiratori.
Passano soltanto pochi giorni e ci lascia
anche la (sopravvalutata) cantante Janis Joplin, in una stanza di albergo di
Hollywood. Dose eccessiva di eroina.
L'unico
aggettivo che può definire da solo il '70 è
'torbido', che è l'unico a riassumere tre caratteristiche, sesso,
competizione, cose piccanti. Il 1970 riesce ad essere
'conciliativo' soltanto nella parte di mezzo, da aprile e per
buona parte dell'estate. Ma i primi tre mesi e gli ultimi quattro
sono a tinte forti, e in essi compaiono personaggi strani,
svitati oppure molto cerebrali. Difficile dunque dare al '70 una
descrizione 'a blocco'. Scegliendo periodi di dodici mesi ho
dovuto comporre le due nature.
CHIAVI DEL 1970 - Il confronto tra i
due elementi - Qui il marchio è il
più evidente di tutti, perché si ripete con una
frequenza esorbitante. Immenso il campionario di preposizioni e
avverbi locativi. Immenso il campionario di aggettivi possessivi.
Immensa frequenza di pronomi personali. Abbiamo detto che l'anno
concepisce la realtà secondo un confronto entro uno
spazio definito. Come si esprime questo nei testi? Nella
maniera più semplice, ponendo IO e TU in
connessione e relazionando cose mie con cose tue in
doppia direzione. Osservate:
Io e te da soli
- La tua bocca, le
tue mani sul mio viso, su di me (Mamma
mia), Che noi porteremo lontano, io e te (Settembre), Io ti guardo mentre
dormi accanto a me (Eternità), Piango mentre
guardo te/ Stai dormendo ancora, io son sveglia e guardo te
(Per te), Io non ti
conosco, io non so chi sei... so che hai cancellato con un gesto
i sogni miei (Insieme), Sento dentro me che tu abiti ormai nell'anima / Io mi perdo
nel blu degli occhi tuoi (Io mi fermo
qui), Se in fondo al cuore tuo c'è
un ragazzo... sono io (Se bruciasse la
città), Io che parlo con te,
di... (Anna).
Continua correlazione
dell'io con il tu, cose mie con cose tue. Un'annata che va agli estremi di tutto, garantendo
competizioni ma anche confronti e soprattutto scambi tra me e
te. Dilaga la
destinazione, PER TE o PER ME. La
lingua infatti colpisce l'altro perché l'annata arriva
sempre agli estremi
Ho preso la chitarra e suono
per te (La prima cosa
bella)
Per me lei lascerebbe il suo
castello (Lady Barbara)
Io che gioco le tue carezze per
me... i tuoi pensieri eran tutti per me (La
spada nel cuore) Credevo che l'azzurro dei tuoi occhi per me...
(Fiori rosa fiori di pesco)
Io ti guardo e penso che sei un
miracolo per me (Mamma
mia)
Con le dita mie leggere ti sto
dicendo quel che sei per me (Per
te)
Per me e per te non poteva
accadere nulla di più grande (La
lontananza) Dimmi per chi piango (Io e te da soli)
Guardate nel testo di uno dei
brani più belli e tipici dell'annata, 'Un pugno di sabbia'
dei Nomadi. Tutto il pezzo è un'altra chiarissima
esemplificazione, soprattutto il contrasto tra l'universo del
'me' e del 'te'
Ho nel cuore l'amore insieme a te, ma nel
cuore rivedo ancora lui con te... Non c'è stata primavera
insieme a te, dal momento che il sole non era più con
me... Ti baciava le labbra e io di rabbia morivo già... ti
baciava le labbra e un pugno di sabbia negli occhi
miei...
Molto curioso che una prima volta il cantante dica: "Perdonare a
te' e una seconda volta - particolare molto strano - canti lo
stesso verso transitivo, "Perdonare te". Questo fu probabilmente
un messaggio occulto di cui nessuno si accorse. Certo non si
è mai sentito che in uno stesso brano un frammento della
strofa venga ripetuto in una forma grammaticale diversa.
MEMORIALE 1971
L'annata non
segue il 1970. In materia sessuale è
più lineare, non ha esitazione nel proporla in
maniera normale. La moda degli 'hot pants' mostra molto
più che in passato le cosce delle donne. Il 1971 è
un anno che non vede molte distinzioni di sesso (la Svizzera
ammette anche le donne al voto, dopo referendum).
L'annata ha anche una certa dose
di 'noncuranza'. Quest'anno si ascolta poco consigli e obiezioni
dall'esterno (vedi anche la questione del Bangladesh). La
cosa diventa anche contraddittoria e porta a una mutevolezza di
fondo. In teoria si vuole discutere, in pratica si fa poi di
testa propria (determinando anche conseguenze rischiose). Molte
opere di artisti vengono dedicate a cause civili, a nomi del
passato, a cose per cui si dice valga la pena un minimo di
attenzione. Quando poi la cosa è stata portata a
conoscenza, il tutto si disperde immediatamente. Dice di voler
portare la pace. Così sembrerebbe anche dalla
quantità trascurabile di grandi conflitti.
L'annata presenta una
quantità rilevante di contenuti, di temi (la scuola, i
rapporti familiari), ma non ha la necessaria malizia per
trasformarli in potenti richiami sociali. Macina temi a non
finire, perché è vorace nella sua natura onnivora.
Uno degli elementi costanti dell'annata è il mistero (in
questo caso non per un interesse specifico, ma proprio
perché il 1971 è troppo ingenuo per penetrare
ciò che non conosce; si noti qui la differenza, l'anno
scorso eravamo al letto o al sesso, quest'anno siamo alla vista
delle cosce). Accadono in prevalenza fatti e fenomeni dovuti a
cause poco chiare (alcune lo diverranno in un secondo tempo, in
un anno più acuto). Per esempio, nel 1971 scompaiono
improvvisamente (o vengono sequestrate) molte persone. I
sequestri vengono suggeriti anche da un'impazienza dell'annata
nel perseguire obiettivi a lenta cottura. Si vuole far presto, si
vuole ottenere immediatamente ciò che si insegue. Ma
così facendo si conquista ben poco.
CHIAVI DEL 1971 - Nel 1971 dominano alcuni brani Mogol-Battisti, coppia che
ha trovato nuova linfa dall'apporto di giovani musicisti e
partorisce al momento brani più curati di quelli di fine
anni '60.. L'hit più forte dell'anno, dopo questi,
è 'Tanta voglia di lei', dei Pooh. Il motivo
rimbalza alla fine dell'estate, e più lo si sente
più entra nel cervello.
Questo pezzo
introduce il nostro discorso al primo tema
del 1971, la delusione con moto. Il
protagonista - che in genere parla nel testo in prima persona -
dice delle sue delusioni, di una presa di
coscienza.
Il 1971 - abbiamo detto -
è un pochino più ingenuo e sommario dei precedenti.
Suggerisce solo temi. Non ha la profondità necessaria per
estrarre o suggerire grammatica e strutture.
Il secondo tema del 1971 è la narrazione romanzata,
fiabesca. Questo rientra nella voglia di
citare, e così si canta di Itaca, Capitano che
hai negli occhi il tuo nobile destino... o di un dramma di
guerra... Signor capitano, si fermi qui... attenti sparano... si
butti giù... (La riva bianca la riva nera) o di una
favola, come in uno chiamato Gesù Bambino (4 marzo
1943), del sentirsi improvvisamente
Arlecchino (Amore caro amore
bello), de 'Il gigante e la bambina', che in un giorno senza tempo
camminavano tra i sassi...
MEMORIALE 1972
Qui cominciamo ad essere lontani da tutto il resto. Il 1972
è come una nave che si allontana da un porto dove si
è consumata una gran parte della propria vita. L'essere
qui si sente 'vissuto'. Siamo dunque lontani dal clima della fine
anni '60 e soprattutto da quel clima quasi trionfale che aveva
dato novità in tutti i settori. Questo è il primo
vero anno dell'era della Mass Technology. Qui si tirano le somme
di tutto, ed è la prima volta che lo si fa. Facendo i
bilanci, che succede? La prima cosa è rendersi conto.
L'annata è sentenziosa, constata e trae delle conclusioni (prevalentemente
serie, perché quest'annata odia la superficialità).
1972 è un anno complicato. Perché è un anno
difficile a capirsi, lento, sottile, volubile. L'anno si sviluppa attraverso grosse
ondate che vanno e vengono di continuo, in una alternanza tra
aperture e chiusure. Il risultato è un miscuglio adatto
agli artisti, a persone sensibili, a ideologi, a persone abili a
manovrare e a tramare. L'inverno è lento e sonnacchioso.
L'anno si sveglia all'inizio dell'estate, un'estate movimentata,
intensa, che non lascia respiro. L'autunno è elegante e
sobrio al tempo stesso. Si finirà in malinconia, proprio
come si era iniziato.
CHIAVI DEL 1972 - L'annata suggerisce due
filoni:
Queste due tendenze spesso si
fondono nello stesso motivo, come in 'Io vagabondo',
'Viaggio di un poeta' e 'Semo gente de borgata',
dove si canta un'odissea da gente candida ma con la testa
smaliziata. Il 1972 ricorda quei tipi sui 25-30 anni che girano
il mondo con il sacco a pelo dicendo di aver capito tutto della
vita.
MEMORIALE 1973
Anno decisivo. Non gradisce le vie di mezzo, i compromessi. Il 1973 spezza catene. Qualsiasi cosa si
intraprenda l'anno domanda ai singoli di prendere una decisione
netta, di non esitare, di investire nei propri mezzi, di buttarsi
nelle imprese, ma anche di lasciar perdere legami col passato
(che l'annata non sopporta). La cosa non è da poco,
perché non tutti possono essere in grado di interagire con
un periodo così impegnativo. L'anno è da
considerarsi drammatico, per chi non riesce a staccarsi da
situazioni già maturate. Questa è la sua
caratteristica principale: il 1973 non ha relazioni con le cose
che già trova. E' come se gli interessasse intervenire ex
novo ogni volta. E' un'annata impietosa, in senso sociale. E'
l'anno in cui in Italia i centri urbani si chiudono alle auto per
osservare l'austerity e in cui la pubblicità sui periodici
comincia a farsi 'spinta'.
Una intera città francese,
Mazamet, smette di vivere nel maggio 1973 per una campagna
pubblicitaria della Tv francese. I cittadini sono stati convinti
ad uscire e - a un segnale convenuto - buttarsi per terra per
dieci secondi, allo scopo di simulare la perdita di 16.610 vite
umane. Tante quante le vittime di incidenti stradali lo scorso
anno, in Francia. Bizzarrie del 1973.
L'annata non sopporta chi nasconde
(e si nasconde), chi si lamenta troppo, chi chiede troppi
consigli senza decidere di persona. Favorisce per converso i
creativi, le persone in grado di organizzare, di creare
un'atmosfera, di innovare in profondità l'ambiente. Ama in
generale le cose nuove. L'annata è dura, impietosa.
Ha successo chi mantiene sangue freddo e non si lascia sopraffare
dagli eventi, cercando di interpretarli e sapendo darsi una nota
di coraggio e di autenticità. Nel 1973, per un'ovvia
conseguenza, aumenta vertiginosamente l'uso di psicofarmaci e
medicinali (sedativi, soprattutto). L'anno tormenta gli ansiosi e
lascia un brutto risveglio, proprio per tutte le sue
caratteristiche. Se fosse anche perverso, sarebbe un Apocalisse.
Invece è leale, resta comunque nella logica, nelle arti
della diplomazia, non aizza, non incendia. Diremmo quasi che per
sua natura gode di cose misteriose, che la gente non
può vedere ad occhio
nudo. In questo rientra anche uno sviluppo
dietro le quinte, che crea vittime sul campo (perché non
si occupa per nulla di prevenire, di sistemare in
anticipo). Nel '73 parecchi ci lasciano le penne, non solo
in senso simbolico. Se si è in età, l'anno invita a
ritirarsi (quel che succede ad esempio alla Bardot, scottata dal
'Colinot'). Bisogna accettare, o meglio sarebbe utile imparare ad
accettare le 'scoppole', quando arrivano. Sono anch'esse un
messaggio del tempo. L'autunno, specialmente, vedrà molte
chiusure e molte nuove aperture. C'è chi abbandona
l'attività, sopraffatto da una nuova concorrenza;
c'è chi abbandona un gruppo per darsi ad altro, c'è
chi deve sottostare a un improvviso ribaltamento nella propria
vita. E' l'anno dei colpi di scena, delle sorprese, delle cose
improvvise.
Cosa c'è di più
indicativo del modo in cui il Milan butta via lo scudetto a
Verona, nell'ultima giornata? Vedete che anche qui il passato non
conta più. Un singolo avvenimento ha spezzato una catena e
mediante una sorpresa ha mutato le condizioni. Guardate poi che
brutto scherzo gioca il 1973 all'Inghilterra contro l'Italia (gol
di Capello allo scadere, maniera beffarda e tipica del
1973).
CHIAVI DEL 1973
- Di che parlano i testi del 1973? Le parole
quest'anno sono contorte, girano attorno al concetto. In
realtà non fanno che esprimere quel che vi ho descritto
nella colonna centrale. Sorprese negative, traumi sentimentali,
incertezza del presente. L'annata suggerisce soltanto temi
tragici, per lo più dialoghi in cui si dice all'altro:
'Non posso amarti'. Il tema portante è
l'impossibilità di un amore, per cause indipendenti dalla
propria volontà, con rottura del passato e gli occhi come
mezzo di comunicazione
Se poi la persona viene sedotta e
costretta si divide in due per negarsi comunque
MEMORIALE 1974
Anno positivo, armonico, con un'estate tranquilla. Quest'anno
si preparano grosse cose nella tecnologia, ma si preferisce
tastare il polso con sondaggi di mercato, con piccoli
esperimenti. L'annata è molto avara nelle economie dei
paesi industrializzati, poiché non gradisce le grosse
spinte materiali. La Borsa stessa viene ridimensionata (l'indice
generale di Mediobanca raggiunge il minimo assoluto dal 1961). Si
ricerca un accordo tra richieste dei paesi produttori ed esigenze
dei paesi consumatori di petrolio, cosa che dipende dalla
sostenibilità dei costi. Perfino negli Stati Uniti il
governo federale decide quest'anno di tagliare le spese.
CHIAVI DEL 1974 - Qui il filo conduttore, pur nella versatilità
dell'annata, non può che rispecchiare nei testi i
caratteri di debolezza e recriminazione. I singoli italiani
portano tutti un contenuto psicologico di colpa (critiche,
rimproveri, pianti, sfoghi) espresso rivolgendosi direttamente
col tu
MEMORIALE 1975
Il nuovo periodo
invita all'azione senza aggressioni, in maniera pacifica e spesso
giocosa. E regala arte e musica in quantità. Questo
è un anno che riunisce tutte le migliori qualità,
senza voler essere 'di capitale importanza' (e questa forse
è una delle sue qualità). E' piacevole, scanzonato,
provocatorio, vitale, spesso gonfia un pochino le cose
(inventando o esagerando la portata delle cose). Ma è un
anno che realizza tutto ciò che l'individuo si pone in
testa di realizzare (anche il male, naturalmente, se è
questo che si desidera). Si recupera così quel senso della
realtà che era mancato al 1974. E' sicuramente l'anno
finora più laico e meno religioso. Ha una grande sete
di riforme (alcune
importanti le realizza). Un anno che può essere paragonato
a un grosso bolide o a
un grande giocattolo che viene dato in mano (e ciascuno lo
userà a suo modo). Il '75 non sopporta doppi giochi
(una volta avviato il giocattolo, lo vuole veder funzionare in un
unico modo), le timidezze, le ritrosie. Se le scorge, trasforma
tutto in caricatura. Quest'anno si leggono molti manuali di guida
a nuove professioni, ci si può esaltare con nuove
occupazioni, si possono creare suggestioni dal nulla, ci si perde
nella (contemplazione della) natura (si comincia a parlare di
'effetto serra'). L'anno favorisce le iniziative individuali, ma
inserite in un progetto socialmente vasto e di buone intenzioni. Può essere
considerato l'anno in cui l'umanità intraprende strade
alte della propria evoluzione.
Si legalizzano nuovi canali di
trasmissione, arriva una grande e creativa ondata di musica
ballabile, arrivano grossi impianti di alta fedeltà nei
locali pubblici. Nella media, cresce moltissimo l'istruzione,
perché l'annata ha determinato una grande diffusione di
cultura (periodici alternativi, riviste musicali, giornali
internazionali, concerti ecc.). Il '75 si rivela un anno
fondamentale per tutti i nati nella prima metà degli anni
'50. Improvvisamente sembrano a portata di mano cose in
precedenza faticose. Durante l'anno hanno una grande
visibilità sulla stampa i giovani e tutte le
manifestazioni sociali e culturali, specialmente quelle
organizzate dai collettivi e dai comitati autogestiti della
sinistra. Molte le iniziative dei Radicali (ovviamente in grande
sintonia).
Ricordare il 1975 è ancora
più godibile se si hanno testimonianze tangibili,
fotografie, eventi familiari o tracce di legami sentimentali nati
quest'anno. Mai come in questa fase la parola collettivo,
assurta a sostantivo, è stata presente. Entrando
all'interno di alcuni appartamenti 'disordinati' molte persone
della mia generazione si innamorano di quella realtà,
cioè vedono qualcosa di artistico e di suggestivo in una
stanza da letto con libri sparsi nel pavimento o in una parete
presa interamente da poster. Ricordo di aver visitato quest'anno
molti locali di collettivi e associazioni femminili, e di avervi
trovato questo spirito fatto di 'piccole sensazioni' e di cose da
nulla come 'posizioni di un quadro' o 'colori di un mobile'.
L'amore poi è sentito in maniera molto informale e
'partecipativa'. Hanno risonanza i consultori e la consulenza su
questioni sessuali mediante risposte sulla stampa. La gente non
si accorgerà della parabola discendente dal 1977 in poi e
così sembrerà quasi strano essere stati felici
quest'anno.
CHIAVI DEL 1975 - La musica, anche nei testi, non può
che esprimere la felicità dell'anno. Quest'anno i brani
esprimono una passione senza limiti e in grandi spazi (il
1975 ama stare fuori, all'aria aperta), con grandi
dichiarazioni d'amore a un essere di cui non si riesce a fare a
meno. Frequentissimi avverbi come 'more', 'enough', 'again'.
Sono grandi sensazioni, si fa l'amore (le parole sono
chiarissime). Se l'altro va via lo si prega di
restare.
MEMORIALE 1976
Il 1976 nei primi
mesi porta ancora avanti il verbo 'forte' dell'anno precedente.
E' perfino più intelligente e maturo, perché
riunisce ormai tutte le conoscenze acquisite negli ultimi dieci
anni (tecnologia, modelli di comunicazione, marketing,
pubblicità). In questo senso è un anno più
vecchio (ossia meno giovanilista) del precedente, più
stagionato. Le cose d'altra parte riescono particolarmente
facili, c'è entusiasmo, c'è voglia di fare. Poco
importa che sia un anno positivo per tre quarti, cioè che
gli ultimi tre mesi introducano una nota diversa, molto
più bassa e complessa. Fino ad ottobre è un'altra
grande annata, in cui chi non ha problemi acquista, viaggia,
investe, riceve, spedisce, innova.
Questo anno verrà ricordato
anche per un particolare: spesso viene a mancare qualcosa
(come l'aria a Seveso, il terreno si scuote in Friuli, il capo
della Cina, ecc.). L'individuo viene messo davanti a una
situazione difficile e deve prendere delle decisioni seduta
stante (spesso contro un altro individuo), per cui l'annata ha
una dialettica anche conflittuale. O decide - se ha sangue freddo
- o fugge - se sangue freddo non ha. Si tratta dunque di studiare
un'annata interessante dal punto di vista dialettico, con vari
confronti sociali, varie prove (anche di forza), ma con un
risvolto positivo che è la maturazione collettiva. Questo
è un anno che al 31 dicembre registrerà un
grandissimo saldo positivo in incremento di cultura. Ma è
qualcosa che nasconde pericoli, che poi affioreranno interamente
nel seguente.
IL VUOTO - Qui abbiamo un
improvviso affievolirsi di certezze ed entusiasmi, con affiorare di
interrogativi sul futuro (generati anche dalle violenze) e di fasi
depressive nell'individuo. Il 1977 non ha più la carica
perché non ha la medesima spinta degli anni precedenti. Ecco
perché lo abbiamo posto all'avvio di un ciclo successivo. Ci
sono tanti episodi istruttivi al riguardo. Anche qui bastava
osservare. Alcune vecchie glorie del cinema che - richieste - avevano
fatto una piccola rentrée nel 75-76 qui ripiegano e ritornano
definitivamente tra le pareti domestiche. Alcuni processi di riforma
avviati vengono sepolti (Cina). La fase del Vuoto riprecipita
il mondo in uno stallo.
MEMORIALE 1977
Anno completamente diverso da quelli che lo hanno preceduto nel
decennio. Improvvisamente le certezze vengono meno. La gente si interroga,
il quadro si fa più confuso, oscuro, incerto. Come tale, il
1977 non ama quel che amavano i due precedenti. Qui si va per cose imprevedibili, per rapide illuminazioni. E' un anno dalle reazioni incontrollabili, mutevole, uterino. Se qualcosa gli appare tutta d'un pezzo la smonta
implacabile. Se è necessario usa l'ironia come arma di
sfondamento. E' l'anno dei dibattiti sul 'che fare' e sul 'come
essere'. La stampa, in tutto il mondo, impegna discussioni lunghe
trimestri su fatti ideologici, sul futuro, sulla politica,
sull'energia. L'annata non ama le cose programmate o preconfezionate. Questa
volontà di 'non programmato' porta anche una nota di follia,
nel senso che penalizza in maniera drastica tutte le cose molto
ortodosse, molto rispettose di un ordine (l'annata odia quest'ultimo termine). Una delle
immagini dell'anno è quella del settimanale tedesco 'Der
Spiegel', che immortala una pistola su un piatto di spaghetti (i
Tedeschi sconsigliano quest'anno le vacanze in Italia, a causa
dell'eccessiva violenza).
Per converso, l'annata favorisce uomini di teatro, gente
capace di improvvisare, di fare recite 'fuori dai canoni'. Per
restare forti nel 1977 occorre soprattutto avere una forza ideologica
dentro di sé. E' comunque un anno ricco di fermenti, in giro.
Si viaggia ancora. Ma si ritorna altrettanto rapidamente indietro. A
casa in senso metaforico, giacché anche dopo tornati a casa si
indugia all'aperto (l'estate vede molti campeggi). Al chiuso si sta
malino, quest'anno. Si smontano progetti avviati negli
anni precedenti, quasi godendo del fatto di mettere tutto in
discussione, ma non si
riesce neppure a dare risposte. Così questo periodo rimane
come una tenda,
a tratti anche brillante, che si apre e si chiude a intermittenza
lasciando uno spazio di sofferenza e incertezza che non si riesce a
riempire se non con palliativi e strappi vari.
CHIAVI DEL 1977 -
La confusione e il vuoto vengono riempiti in successione da due palliativi:
Spesso
notiamo che il 1977 esprime il timore di
essere lasciati ('If You Leave Me Now',
'Don't Let Me Be Misunderstood', 'Non mi lasciare').
MEMORIALE 1978
Se il '77 diceva 'non lasciarmi' il '78 dice proprio 'ciao'. Qui
c'è proprio l'abbandono di qualcuno. Può essere
un partito, può essere la terra di origine (esilio, fuga ecc.)
può essere la propria indipendenza, può essere
un'occupazione, può essere più comunemente la persona
amata, o anche semplicemente un restare senza compagnia. Ad
esempio è un anno con pochissime uscite sul
mercato della musica pop, e con molte apparizioni di carneadi. Andate a guardare negli
archivi e scoprirete che molti artisti di nome nel 1978 hanno una
casella vuota: si sono assentati dallo studio discografico. Nel rock come nella leggera.
Nel 1978 occorre essere molto forti, per superare tutte le
difficoltà che si frappongono alla realizzazione di qualsiasi
cosa. Nel primo semestre molte persone si perdono, si danno a cose
artificiali o viaggiano senza costrutto. E' un periodo sommamente negativo, in un modo che da tempo non si ricordava. Alle inquietudini sociali si aggiungono infatti problemi individuali di (re)inserimento in una realtà che si presenta vuota di valori e di entusiasmi. La stessa espressione
verbale si fa contratta e preoccupata. L'estate è
grandiosamente vuota di contenuto. Il 1978 può essere
paragonato soltanto a un paesaggio arido
e desertico. L'annata ha un discreto recupero soltanto negli ultimi due
mesi. Novembre e dicembre introducono un clima più aperto e
disteso, alimentando qualche illusione e facendo comunque respirare
dopo una contrazione di molti mesi.
CHIAVI DEL 1978 - I testi anche qui non possono che rappresentare la disperazione
dell'abbandono e problemi correlati a una situazione dura. Due sono i
filoni che si succedono:
Quest'anno molti cantanti e autori non registrano proprio uscite. Troverete molti vuoti di produzione, assenze. Cose ovvie, dopo quello che ho spiegato.
MEMORIALE 1979 Dopo il deserto un po' di refrigerio. Ma giusto quello,
perché più di questo il '79 non è. L'annata
può essere paragonata a uno spaccio di bevande alcooliche che
improvvisamente appare nel deserto dopo tanto peregrinare. Non
può essere preso in seria considerazione, perché al suo
interno non ha proprio nulla di importante. E' un anno leggerino, consumistico,
che prende tutto in maniera lineare, troppo semplicistica.
Una frase tipica dell'anno è 'me ne frego'. L'anno non ha molte
esigenze, ama le cose esteriori o utili (quest'anno nascono l'idea
del Cd e del walkman) e non esita a mettere insieme cose passate e cose da venire. Tutto gli
interessa, perché di niente ha una specializzazione. Il 1979
assomiglia a quelle persone che vanno in un luogo e tutto gli sembra
bello, tutto vorrebbero fare, tutto vorrebbero provare, tutto
vorrebbero avere a disposizione. Soprattutto, si acquista molto. Non
si esita a vedere quel che c'è sul mercato per soddisfare le
proprie esigenze (ma non quelle più profonde). Questo era il
periodo indicato per chi vuole concedersi viaggi senza
pensieri, soggiorni all'estero fruttiferi, o semplicemente una pausa
divertente (l'anno odia faticare). L'annata è internazionale,
poiché non concepisce frontiere in tutto quello che fa e ama
la pluralità.
MEMORIALE 1980
Siamo dentro un'annata lenta, pesante, monotona nella sua
regolarità. I primi sei mesi danno l'apparenza di non
trascorrere mai. Si resta come se ci fosse l'attesa di qualcosa di
grosso, che non arriverà mai. L'energia vitale è come
imprigionata, e ci si dà ad attività sotterranee e meditative.
Quest'anno può assimilarsi alla fase in cui vanno in letargo
molti animali. Chi lo ha capito se ne sta buono. Chi non resiste
è destinato a soffrire, perché qualsiasi eccesso e
qualsiasi baldanza vengono stroncati. Questo è un anno a cui
piacciono le cose metodiche, le scoperte lente, le dure ascese.
Soprattutto non deflette dalla moderazione. Se si sconfina nel
leggero, il 1980 scoperchia qualsiasi intenzione subdola,
perché è un anno serio.
Per capire il 1980 (o meglio i primi otto mesi) ho consigliato di badare al testo di 'Luna', di Gianni Togni, che lo rappresenta molto bene. E' infatti un'annata che progetta più che agire, che guarda le cose come da un rifugio, elabora, riflette... forse anche troppo (e guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po', sembro uscito da un romanzo... qualcosa farò ma adesso no...)
Quest'anno c'è poco movimento culturale, comunque. La gente sta di più in casa, poiché il 1980 non ama le uscite mondane. Guardate anche che razza di Olimpiadi poco mondane e chiacchierate si svolgono in Urss (tra l'altro con partecipazione ridotta). In estate specialmente c'è atmosfera stagnante.
SIGNIFICATO DELLA RISALITA. Con
questo ciclo abbiamo visto arrivare i primi esperimenti di
trasmissione Tv con satellite, i grandi serials delle Tv, i
grandi canali e i giganti della Tv via cavo, i video musicali, e
abbiamo preso dimestichezza con una serie di apparecchi nuovi
come i videoregistratori, i primi computer da tavolo, abbiamo
imparato la ginnastica aerobica, concepiamo bambini anche in
provetta o con trapianto di embrioni, abbiamo applicato per la
prima volta un cuore artificiale a un essere umano, abbiamo
registrato un intervento chirurgico su un feto nell'utero
materno. Ma abbiamo avuto anche pene e problemi causati da
errori.
MEMORIALE 1981 Il 1981 è
un anno molto difficile da analizzare e da descrivere. Si direbbe
'letterario', ma in senso forte. Passa molto velocemente,
al contrario del precedente (molti ne usciranno avendo
l'impressione di non aver fatto in tempo a fare qualcosa). E'
l'anno di un nuovo inizio importante in tutti i settori,
ma ha sulle spalle l'eredità del vuoto di fine anni '70 e
forse questo è il principale motivo per cui non tutti sono
pronti. L'animale si sveglia dal letargo e riprende a vivere
annusando attorno a sé. Succedono molti fatti, quest'anno.
Importanti, anche. Ma non ci si accorge. Ecco perché il
1981 avrà probabilmente una comprensione postuma, nei prossimi decenni. Sul momento lo si
vive anzi con difficoltà (qualcuno non lo regge), talvolta
con la bocca amara. Nessun anno registrerà come questo un
bilancio finale così ricco di neologismi sedimentati, di
termini ormai acquisiti, di usanze accreditate. Molto più
ricca si è fatta la quantità di cose permesse.
L'evoluzione rispetto al passato è più marcata. Ma
non ci si accorge.
E' molto difficile raccontarlo, per il resto.
L'annata ha infatti una natura occulta, è come se stesse
su un'altra dimensione della realtà, non è
percepibile ad occhio nudo
Una delle parole-chiave del 1971
è proprio unione. La forza del 1971 sta nel
proiettare per la prima volta su un universo 'globale' desideri
di riunificazione delle esperienze. Si può definire, in
questo senso, antesignano della globalizzazione. Per fare questo
recupera molte cose del passato (l'annata è colta,
guardate quante citazioni nei film cinematografici, quante
riedizioni nei programmi Tv, quante fiabe nei testi), alle quali
assegna un nuovo volto (analisi, riesame, nuove interpretazioni,
ecc.). Annata buona per archivisti, o per tutti coloro che
registrano su carta, che mettono su un foglio numeri, conteggi
oppure elenchi di cose (molte delle citazioni prendono
questa forma).
Quest'anno va in crisi la
libertà incontrollata, nel senso che si rendono necessarie
alcune misure nuove per ristabilire un ordine all'interno di
strutture in via di ristrutturazione. Il 1971 diventa dunque
l'anno dei nuovi assetti, del cambiamento negli organigrammi
(concetto-chiave dell'annata mobilità). Un giorno
scoprirete tantissimi fatti correlati allo spostamento (gente che
arriva in posti diversi, che viene spostata per lavoro, che si
muove per strada lavorando, che comincia una vita itinerante,
ecc.). Tra gli oggetti dell'annata le palline clic-clac,
snervante passatempo che fa sbattere due palle tenute insieme da
una cordicella, e il ping-pong che riavvicina Usa e Cina dopo una
trasferta di atleti americani. Entrambi questi meccanismi
realizzano il movimento (il primo provvedendo a 'riunire' le due
palle divaricatesi, il secondo - che sembra appartenere
più alla simbologia dell'anno precedente - mediante un
moto di un'unica pallina tra due campi).
Il 1971 è fondamentale per
l'incremento occupazionale del settore terziario (=produzione e
fornitura di servizi). Le aziende acquistano un grande peso
tecnologico, e gran parte si dota di uffici-stampa,
uffici-ricerca e documentazione di progetto. In questa annata
molti dirigenti - alti e medi - vengono trasferiti in altre sedi,
o per farsi le ossa o per acquisire essi stessi una pratica
direttiva. Il fenomeno della ristrutturazione aziendale prende corpo
in tutta la sua realtà sociale ed economica.
Mi dispiace devo andare, il mio posto è
là... il mio amore si potrebbe svegliare, chi la
scalderà?
Avevo 16 anni e già deluso dalla
realtà... io mi sentivo giù/ Da che parte
andrò non so (Mamy Blue)... Gli amici sono quasi
tutti via e gli altri partiranno dopo me, peccato perché
stavo bene in loro compagnia ma tutto passa tutto se ne va
(Che sarà)... Che colpa ne ho se il cuore è uno
zingaro e va... (Il cuore è uno zingaro) Canzone
porta in giro un po' d'azzurro (Sempre)... La suggestione
mi ha preso la mano e tu piano piano sei venuto con me...
('La suggestione', non fidatevi di questo doppio senso apparente,
il brano è triste)... Nostalgia che passa e va
(Casa mia).
I Pooh, tanto per non smentire la
delusione con moto, replicano subito con 'Pensiero', Non
restare chiuso qui, pensiero, riempiti di sole e vai nel
cielo...
In questo secondo tema è compreso un
certo quantitativo di citazioni con Dio, che - come sappiamo -
è la fiaba più grossa da sempre. La Vanoni dice
'Proviamo anche con Dio, non si sa mai' e Battisti lo usa
con disinvoltura laica in 'Dio mio no', canzone censurata.
L'anno è talmente serio e impegnato che
i cantanti di Sanremo si coalizzano e fanno una manifestazione
sindacale.
L'anno è
molto filosofico, gli interessa la psichiatria, si rivolge
all'essere, dunque
penalizza le persone troppo gaudenti e i facili entusiasmi. Si
potrebbe definire 'annata esistenzialista'. Questo è uno
spazio più problematico di tutti i precedenti, odia il
consumismo (che piaceva al 1971), soprattutto non concepisce lo sfruttamento delle
persone. Il 1972 ama la musica, anche le danze (non quelle troppo
scatenate). E' un anno che richiede a tutti un certo sforzo,
perché non si culla in ciò che già esiste,
crede molto nella ricerca, nella sperimentazione, nelle soluzioni collettive,
nell'amore per la natura e per gli animali. Ricordiamo che è qui che si forma
la prima vera coscienza ecologista e la consapevolezza del ruolo
del clima. Molti brani musicali dell'annata hanno elementi
naturalistici (cemento delle città, sole, pioggia, ecc.).
Costante poi il lato bohémien, con esperienze di vita a
cui si dà i colori (soprattutto della malinconia). Un'annata poco amata dai
contemporanei, ma interessante per i posteri.
a) Il coté
bohémien - Frasi che si assomigliano
terribilmente, come Dormo sull'erba, ho molti amici intorno a
me.. (Piazza grande), Lasciò il suo paese
all'età di 20 anni con in tasca due soldi e niente
più... /Cominciò così a fare il
vagabondo... (Viaggio di un poeta), Io
vagabondo che non sono altro, soldi in tasca non ne ho... (Io
vagabondo), Quanta gente ci ha tanti sordi e l'amore no e
stamo mejo noi che nun magnamo mai... (Vianella), Al
ventuno del mese i nostri soldi erano già finiti (I
giardini di marzo), Le rose e i violini questa sera raccontali
a un'altra/ Non dire nulla, c'è la notte che parla, la
romantica notte... (Parole parole), Strade strade
correrai... (La carrozza di Hans)
b) Il vizio della sentenza - Frequente una breve sentenza sulla vita, una constatazione
da gente 'vissuta' che osserva le cose del mondo: Tu sei una musica che DIREI ho cantato
già... (Una musica), La verità siamo
noi... (Noi due nel mondo e nell'anima), Perché la
voce dell'amore sembra sempre verità.. (Sole che nasce
sole che muore), Aveva capito cosa conta di più...
(Viaggio di un poeta), Guarda bene come ci ha conciati la
metropoli... E dicevano 'quelli vengono dalla campagna' (Un
albero di trenta piani), Ma il coraggio di vivere, quello ancora
non c'è... (I giardini di marzo), Troppe lacrime in amore
fanno aprire gli occhi... questo l'ho imparato (Non si vive in silenzio)
ecc.ecc.
Forse mi dirai che un anno
senza te non si vede sul mio viso, ma io lo sento in
me - Clair, The moment
I met you, I swear, I felt as if something somewhere... Had
happened to me, which I couldn't see (Clair) - He sang as if he
knew me in all my dark despair. And then he looked right through
me as if I wasn't there (Killing me
softly) - Io domani glielo
dico che non l'amo più... guardami negli occhi, caro amore
mio... (Io domani) - Pazza idea di far l'amore con lui,
pensando di stare ancora insieme a te... (Pazza idea) - Ho sciolto il nodo dentro a cui mi
dibattevo... Per un amore non basta, no (Da
troppo tempo) - Come faccio a ricordarti io? (E mi
manchi tanto) - Il
passato dov'è? Perdonami, l'ho scordato con te (Un sorriso e poi perdonami)
E' un'incognita ogni sera mia, un'attesa pari a un'agonia...
Troppe volte vorrei dirti no, poi ti vedo e tanta forza non ce
l'ho... Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no... (Minuetto)
L'importante era negarsi, non
concedersi all'altro, dirgli che non si può, far presenti
ostacoli che impediscono una relazione. L'annata era quasi un
modello di 'sopraggiunta complicazione', che rese difficili
molte cose che in passato si erano sempre fatte con naturalezza. Fu
il regno di pochi.
Ciò che caratterizza l'annata è semmai la
sua debolezza, la sua
propensione alla moderazione (anche nei casi in cui dovrebbe
arrabbiarsi). L'anno non ha la forza necessaria per osare
qualcosa (in questo senso dobbiamo interpretare la serie
innumerevole di atti di criminalità soprattutto tentati
più che realizzati). Tentare un atto criminale significa
essere poco potenti socialmente, non potere fare. Nel 1974
abbiamo attentati, stragi, agguati, omicidi in tutto il mondo.
Allora, come mai diciamo che è un anno fondamentalmente
pacifico? Non dobbiamo confondere i due livelli di analisi.
Criminalità esiste da sempre e si ripete ogni anno un
certo numero di fatti criminosi. In alcuni anni - come questo -
è più evidente, perché le organizzazioni
compiono atti ai danni della collettività (ecco il dato
del '74, ecco le crisi dell'economia, i cali di tutti i titoli,
ecc.), e così ci si riempie di uno sdegno più
visibile se sono 120 alla volta a morire anziché uno. Ma
non dobbiamo farci trarre in inganno dalle cifre. Si hanno
numerosi attentati proprio perché siamo in uno spazio
di recriminazione (numerose durante l'anno le rivendicazioni), dove covano
lunghe insoddisfazioni e rancori sociali che sfociano in
attentati mediante esplosivo.
L'annata è più
piagnona delle precedenti. Le persone, se urtate, si
ritengono ferite e se lo legano al dito. Un anno con un potente
senso di colpa. Lo stesso troverete in molti dei nati nel 1974.
Si lagnano, recriminano, anche per cause che gli altri non
capiscono. Poi sbolliscono e magari non sanno spiegare
perché lo hanno fatto.
Il 1974 non ha un grande
senso della realtà, è capace di innamorarsi di
quisquilie romantiche, di una tinta, di una scommessa interiore,
di un'illusione. Gradisce il soprannaturale, la parapsicologia
(ancora si usa questo termine terribile), e comincia a
diffondersi il verbo (quello profano) dell'oroscopo mattutino. Si
parla tantissimo di guaritori, di trasferimento di energia
terapeutica e di esorcismi.
Non gioco più, ti
assicuro... se ti faccio male...(Non gioco più) -
Ti aspetterò dovessi odiare queste mura... (Anima
mia) - Urla Marta 'Non pregare...' (Marta) - Voglio
ridere quando piangerai... e mi dirai: 'Aveva sì ragione
lui' (Voglio ridere) - Bugiardi chi? Tu bestemmi e non lo
sai... (Bugiardi noi) - Mi
addormento coi complessi di un bambino... se non l'ami
perché ci stai? (Nessuno mai) - E adesso ascoltami
senza interrompere... vivere insieme a te è stato
inutile... spogliati come sai fare tu... tu mi rimpiangerai,
bella senz'anima (Bella senz'anima) - Non dai modo di
trovarti mai sincera... così piccola e fragile -
(Piccola e fragile) Sei quello che sei e non cambierai... che
strano amore, non ci capiamo eppure stiamo insieme... ridi, e non
pensarci più... (Non pensarci più)
Nel '75 succedono poche cose, per
un naturale principio: chi è maturo e consapevole vive
senza troppi sbalzi. L'annata realizza l'anticipo di quella 'fine
della storia' di cui più volte hanno parlato i filosofi.
Se andate agli almanacchi troverete pochissimi eventi di cronaca
nera, pochissime tragedie, i cambi al vertice poi sono pochi e
tutti positivi. Un po' dappertutto è l'anno del
'vogliamoci bene' (senza sprecare grandi parole, perché il
'75 è laconico e lavora per sintesi). Da notare che
l'anno, anche in caso di dissapori, tende ad evitare scontri
sociali, per cui si riesce a stare in pace con se stessi e con
gli altri.
Un fatto molto bello, che
testimonia la felicità dell'annata, è l'incontro
nello spazio tra la Soyuz (Urss) e l'Apollo (Usa). Nella politica
italiana, si parla molto di 'compromesso storico' (espressione in
linea con l'annata). Gli interessi in gioco spingono in questa
fase il Pci a un atteggiamento moderato e conciliante.
In questa fase ci si ingegna per
viaggiare nel modo migliore. In Europa circolano molte roulotte,
perché le famiglie riescono a passarci intere giornate nei
loro spostamenti usufruendo di tutti i servizi che si possono
avere a domicilio. I single si ingegnano nella cultura del
viaggio da single, con pochi soldi e possibilmente molte
avventure. In questa cultura rientrano soprattutto la conoscenza
di tariffe ferroviarie ridotte (i famosi biglietti Eurorail) e di
alberghetti modesti ma pratici. Escono guide della serie 'Londra
con venti dollari al giorno'. Forse è soltanto nel '75 che
il viaggio diventa veramente alla portata di tutti, con invasione
di saccopelisti. La musica impera. Ci si informa da molti mesi
prima di concerti estivi. In alcuni casi si arriva addirittura
soltanto per questo.
Ero felice di accarezzarti, e dopo la
corsa... (Bella dentro) Do it, till you're satisfied / Passerotto non andare via... voleva vivere e
volare... come due gabbiani migravamo... ci amavamo (Sabato
pomeriggio) / Non resistevo più... Mi ami o no? Io di
più / Arrampicàti sopra due finestre per
cercarci... per niente si faceva all'amore - Ogni giorno ci
sembrava importante per fare ancora un passo avanti nel giardino
dell'amore (Pagliaccio) / Quattro giorni insieme a far
l'amore come pazzi, a cucinarci gli spaghetti, e non ci
annoiavamo noi (Quattro giorni insieme) / Io gli dico 'Ti
amo', ricomincia da capo, è violento il respiro...
l'importante è finire... (L'importante è
finire) / Era bello andare avanti con niente, ma insieme
(La voglia di sognare) / Aria/ Feste di piazza ecc.ecc.
C'è
però l'altra faccia, quella di chi al contrario ha
problemi. Le note di disturbo provengono dalle frange che
più 'estremisticamente' hanno portato in avanti la
situazione. Tutti andavano avanti... loro lo hanno fatto nel loro
senso. E' nel 1976 che autonomi, emarginati, cani sciolti, freak,
omosessuali cominciano a farsi sentire (e si manifesteranno in
tutta la loro efficacia l'anno seguente) guadagnando posizioni e
immagine. Negli ultimi mesi dell'anno si crea il sottobosco -
anche materiale e logistico - che permetterà i vari
'scantonamenti' del 1977. Perché il 1976 ha questo?
Perché è comunque un anno impegnato nei problemi
sociali, non può chiudere gli occhi, è molto molto
realista (si vedano anche i film dell'annata). Il realismo
eccessivo produce due reazioni opposte e contrastanti: si vede il
marcio e si prende il buono allo stesso tempo. I personaggi di
quest'annata sono problematici, autentici, se qualcosa non va bene sono pronti ad
andarsene via o a ribellarsi. Il '76 è deciso: se prende
l'iniziativa va diritto fino allo scopo. L'annata, essendo costruttiva, ama
parlare. Non va per sintesi, come il '75, ma per analisi.
Ferve il dibattito culturale. Il 1976, insomma, non tollera
tradimenti e per inseguire questo suo ideale è disposto a
sacrifici (l'estate vede grandi flussi migratori per concerti,
riunioni all'aperto, mostre, ecc.).
Quest'anno si acquista e si
ascolta molta musica. Nel 1976 molte persone avviano nuovi
contatti con l'estero, fissano una nuova sede, si iscrivono a
corsi, si allargano insomma. L'autunno immette in un piccolo (e
imprevisto) imbuto. Sarà il salto in un vuoto - ideologico
soprattutto - che accompagnerà il mondo fino ai primi anni
'80. L'agonia di Bing Crosby simbolizza molto bene lo spegnersi
del mondo tra il 1976 e il 1977, epoca in cui molte delle star
che hanno fatto l'entertainment del Novecento si
ritirano.
Un particolare interessante è che
l'anno parla molto di 'repressione', dunque sente probabilmente il
complesso di una ritenzione che impedisce la normale e sana
espressione degli istinti. Questo lo porta a spinte emotive devianti
(concetto dello scantonamento),
che non poggiando su una base certa si appropriano di modelli
sociali effimeri. Ecco perché molti prodotti e molti pensieri
dell'annata sono rivolti al passato (canzoni per bambini, vecchi
successi rimixati). Il 1977 può farsi catturare dal vecchio
solo perché non ha del nuovo immediatamente a disposizione. Io
stesso, durante il '77, vivo molto spesso questa situazione: vedo un
programma alla Tv e mi immedesimo talmente nel personaggio da voler
poi uscire con i suoi panni (occhiali scuri, bavero in un certo modo,
cappotto di quel tipo, ecc.). Si comincia a parlare molto del
cervello, per spiegare i fenomeni di violenza. Varie riviste
pubblicano articoli sulle ricerche più recenti intorno alla
nostra materia cerebrale.
Molte vecchie
star del cinema e dello spettacolo, in tutto il mondo, abbandonano
quest'anno.
La morte di due miti dell'epoca contemporanea come Elvis Presley e Maria Callas è uno dei tanti segnali che indicano la 'ritirata' in corso.
Uno dei principali sintomi del ripiegamento in universi illusori ed effimeri è il videogioco. Si può dire che questo è il primo anno in cui accanto ai flipper compaiono su grande scala schermi per giocare. Dopo essere entrati nelle case, si possono trovare ora anche in locali pubblici con applicazioni di giochi noti come il Backgammon e il Poker.
1) Brani per bambini (primi mesi)
2) Single come 'remake' del passato, tra cui 'Don't Let Me Be
Misunderstood' e 'Black Is Black' (con il titolo del brano dei
Chicago fanno un trio di grande oscurità e timore).
Questo è dato dal momento, che vedendo per la prima volta un declino (sarebbe
il primo vero vuoto da 20 anni a questa parte, ma la gente vive senza sapere queste cose) comincia a veder nero anche quando le cose sembrano a posto. Si sta insieme ma al tempo stesso si constatano dei limiti o dei problemi e si vede nero.
Ma quanti ostacoli e sofferenze poi, sconforti e lacrime per diventare noi...
Primo maggio, su coraggio, io ti amo... Se
sei tu l'angelo azzurro quell'azzurro non mi piace, la tristezza... / Joy Inside My Tears... / Più di
così non posso, ho un po' di paura addosso... Che male fa,
stringere i denti...
Anno altamente drammatico. Per la prima volta dal 1957 il mondo si trova davanti a una voragine. Nessuno dei pianeti più
importanti sostiene, si ha come un improvviso naufragio da
una nave che viene a mancare. Mancano anche gli uomini, nel senso che
vengono meno davanti a responsabilità o non riescono a
coordinare l'azione collettiva. Così la
semplice incertezza del 1977 diventa qui irrazionalità pura e
precipita il mondo nell'anno (finora) più drammatico della
seconda parte del secolo. Il pianeta si ritrova senza energie vitali,
in un vuoto che favorisce qualsiasi rifugio alieno
alla realtà.
Ecco dove le Chiese possono recuperare posizioni. Le recuperano
quest'anno tutti i movimenti che si offrono di assistere l'individuo
in difficoltà.
a)
L'evasione dalla realtà (titoli come 'Wuthering Heights', 'Time passages'
'La pulce d'acqua', 'Il buio e tu', 'Figli delle stelle', 'Sotto il
segno dei Pesci')
b)
Il tema dell'abbandono - E
dirsi ciao - Ciao - Cercami - Ci incontriamo per poi perderci nel vento...
addio ragazza ciao, io non ti scorderò dovunque tu sarai (Figli
delle stelle) - Anche se ormai
tu non ritorni, resta qualcosa restano i giorni (Bella sarai) - Per chi ti vuole una vota sola e poi non ti cerca più...
dedicato a chi è stato troppo solo (Dedicato) - E ti
fanno compagnia quaranta
amiche, le mie carte... anche il tuo cane abbaia la malinconia (Tu
come stai?) - E Marina se n'è andata, oggi insegna in una scuola, vive male, insoddisfatta, e capisce perché è sola (Nata sotto il segno dei Pesci) -Dimmi che
non sei tu... un miraggio... ma sei tu? (Tu) -
Le organizzazioni criminali si mostrano potenti proprio perché
rappresentano quanto di più immediato e spettacolare possa
esistere nella società. Una delle attività più
in vista sono poi le operazioni finanziarie. L'economia e il
gioco con i soldi sono cose che interessano molto al 1979,
perché con queste cose si permette alla gente di navigare con
un certo spirito e non complicandosi la vita. Tutto questo viene fatto con la massima disinvoltura.
Il 1979 ama giocare (dappertutto: in Borsa, al flipper, agli sport, a qualsiasi
competizione leggera). Non si pone alcun problema di ordine morale,
perché è talmente preso dal vivere che non gli viene in
mente altro. Il 1979 ha come concetto fondamentale quello del cerchio.
Per analogia, tutto quel che è circolo nella vita (vizioso,
d'azzardo, o al contrario degli affetti, delle proprie cose ecc.).
L'anno terminerà mesto in un desolato Natale. E resterà
pochissimo di quest'annata, di cui molte persone conservano comunque
un ricordo piacevole. Ma la maggior parte degli eventi si disperde
nell'effimero.
L'autunno
è più liscio e piacevole. Notiamo che tutte le cose
importanti dell'annata avvengono da settembre in poi (incontro
Gates-IBN, Apple III e primo lancio di azioni in autunno,
prime trasmissioni delle private su scala nazionale in Italia, ecc.).
Nonostante i difetti, l'anno è abbastanza importante
perché crea le premesse di molti sviluppi degli anni '80. E'
in quest'autunno che si aprono alcune porte importanti. E' un anno che
non disdegna le sortite dettate dalla curiosità, il nuovo lo
intriga. L'importante è che si metta ordine, che si
stabilizzi qualcosa (vedasi in Italia la suddivisione del territorio
nazionale in USL, Unità sanitarie locali, con tesserino e
assistenza gratuita ai cittadini. vedasi ad esempio l'enorme
risonanza che hanno i 'pentiti' durante l'anno). Bando alle spese
pazze, che si nascondano anche i figli matti e tutti gli scheletri
che ancora pendono nell'armadio.
L'anno favorisce la cancelleria, il montaggio
e la fabbricazione di prodotti, la registrazione, e per analogia
tutto ciò che è rivisitazione analitica del proprio
passato. Nel farlo esige comunque che si limitino le fatiche, non
vuole complicazioni fisiche - delle quali ha terrore - né
perdite di tempo. Può essere paragonato a un orologio a
pendolo, che gode immensamente ogni volta che i padroni di casa si
avvicinano per pulirlo e regolarlo. Per i motivi insiti in queste caratteristiche, è comprensibile che l'estate sia stata calda e arida. Temperature altissime e soffocanti, dalla terza decade di giugno fino a metà luglio, hanno prostrato molti degli Stati Uniti.
Il 1981 è molto abile nella costruzione di teorie, di
visioni del mondo. E' un periodo che crea e dà distanze
tra gli individui. In teoria propugna la pace, in pratica fa di
tutto per non averla. Crede molto nelle gerarchie, nella
necessaria autorità dei Vip. Ma è anche
giustizialista, e se c'è da portare qualcosa alla luce non
ha ritenzione. L'annata non consente errori. Chi ne ha fatto,
quest'anno, li ha pagati cari. E sono moltissimi. Si sono avute
tante delusioni nelle relazioni sociali, sia in senso affettivo
sia in senso sessuale propriamente detto. Occasioni che pure si
sono presentate non hanno trovato persone o strutture pronte. Il
1982 si rifiuterà di riparare nel settore danneggiato.
Occorrerà attendere la metà del decennio per
sciogliere nodi e tensioni contratte in questa fase.