La vera storia: le annate nei simboli

Come una Bibbia dei tempi moderni. Questi vanno considerati frammenti 'unici'. La storia contemporanea in simboli cela in pratica la fonte segreta dei vari accadimenti, come in una specie di scheletro narrativo 'nascosto' agli occhi dei presenti. E questa narrazione serve ad addestrare la mente a concepire una realtà esterna.

MEMORIALE 1957

Il 1956 è stato l'ultimo anno con grossi impedimenti, conflitti e lacerazioni. Da febbraio 1957 vengono liquidate indecisioni e impedimenti della prima parte del decennio. Ci si spinge verso nuovi traguardi. L'anno ha una grande voglia di superare limiti e barriere. Il 1957 è il primo anno che si lancia senza remore. Pianeti esteriori, realizzativi e 'pesanti' compiono un primo grande salto. Si sbloccano varie situazioni (es: scrittori che entrano sul mercato editoriale). L'anno è un potente 'sviluppatore' di novità (soprattutto per i nati negli anni '20).

E' forte, senza scrupoli, un anno che può anche spaventare chi non è pronto a riceverne il fuoco. Certo, non è contemplativo. Anzi, nella grande fucina di desideri cova un certo consumismo (reso possibile da ricchezze che cominciano ad accumularsi dopo anni di ricostruzione). Quest'anno, che ama la produzione, introduce in Italia la prima forma di 'mercato' televisivo ad uso e consumo di tutti.

Quest'anno favorisce la costituzione di società, l'avviamento di imprese, investimenti in generale. Ama il capitale, soprattutto maneggiarlo o farlo circolare. Ama lo scambio. Hanno successo la realizzazione tecnologica, la prontezza di riflessi, il movimento repentino che spezza frontiere e ostacoli (vedi trattato costitutivo della Comunità Europea). Non sono ammesse esitazioni. La grammatica del 1957 è fatta di azione, di impulsi rapidi, di decisioni. Quest'anno bisogna muoversi. Quest'anno bisogna fare, fare e poi fare assolutamente. Se in questo fare si distrugge qualcosa o qualcuno, pazienza. Il 1957 non nutre pietà o piccole compassioni personali.

MEMORIALE 1958

Che succede una volta data la spinta? Spesso ci si adagia, proprio perché ci si culla sullo slancio. Con il 1958 siamo su un territorio diverso, ma è qualcosa che segue la scia creata dal 1957. Questo periodo non ha né la forza né la voglia di lanciarsi del precedente. Anno più solido del precedente, ma con meno passioni. Non è un anno di avanguardia. In compenso ha una notevole plasticità, un equilibrio nelle forme che mancava al precedente. L'annata è poco rancorosa, dunque non cova neppure grossi conflitti. Se lo si provoca, diventa glaciale e non risponde alle sfide.

Il 1958 conosce l'arte di stare in armonia, senza pretendere necessariamente uno scambio. E' un anno che procede, cammina con linearità, e non vuole fare eccessivi sforzi nel suo moto. Un concetto-chiave dell'annata è il roteare. Il 1958 capisce poco di geometrie e di quadrature. Conosce meglio invece tutto ciò che crea e riempie contorni (si pensi all'edera), ciò che fodera e riveste. Arriviamo dunque a una definizione deduttiva: anno che crea una superficie, dà spessore, gonfia. Quest'anno favorisce la sistemazione borghese, la sistemazione di interni domestici (arredi, architettura, ecc.), la vendita di prodotti alimentari e igienici, l'industria alberghiera, l'arte decorativa in generale. Il sesso è sottinteso o sussurrato.

Non volendo complicazioni il 1958 è disposto anche a cedere, pur di non mettere le situazioni a repentaglio. L'annata comunque si emoziona raramente. Se proprio la si tocca, diventa al massimo tenera. Così facendo può anche diventare noiosa. Ecco perché abbiamo definito il 1958 'borghese'. E' un periodo di regolarità, non ama gli strappi, le scenate. Proprio le tipiche caratteristiche della borghesia cittadina, che infatti quest'anno si afferma (perfino nella cronaca) e si radica nei grossi centri urbani. In autunno l'atmosfera si fa più pepata ed eccitante.

MEMORIALE 1959

Il 1959 ha molte spine, irte, sempre pronte a punzecchiare. E' un anno poco piacevole, poco conciliante, che si erge spesso a giudice e non esita a provocare. Soprattutto non ha pietà di nulla e di nessuno (neppure in amore, che quest'anno si sacrifica anche senza nuove certezze). Tiene molto alle sue cose, guai a chi nega ciò che sostiene lui. Con la sua natura può creare anche un clima di paura, perché ha tinte forti e accentua i contrasti (è quest'anno che Cuba inaugura il suo distacco dagli Usa dopo l'avvento di Fidel Castro, personaggio in linea con l'annata). Questo periodo porta alla ribalta proprio uomini e cose che sono fonte di paura per gli altri. Perfino il papa suscita paura e sconcerto annunciando di voler indire un Concilio ecumenico.

L'annata si entusiasma per i cavilli e le cause più sottili (da vincere, possibilmente, l'anno a causa della sua aggressività non sa perdere), per la scoperta di cose occulte o sotterranee come complotti o segreti militari. Concetti-chiave dell'annata sono infiltrazione e sottigliezza. Il 1959 ama insinuare e insinuarsi, battere e battersi, arrivare da qualche parte. E' un anno che non si concede pause, ha sempre obiettivi o bersagli da raggiungere. Sottigliezza naturalmente significa per analogia parecchie cose. Tra queste, la capacità di conoscere e carezzare un dizionario più ricco e corposo degli anni precedenti, per cui s'innamora ad esempio di un neologismo o di parole ad effetto (entra in vigore con lui il nuovo codice della strada, di cui il '59 profitta per lanciare una marea di termini tecnici per automobilisti e pedoni). Questo arricchimento segue naturalmente l'inizio di una civiltà anche culturale della industrializzazione.

MEMORIALE 1960

Quest'anno gli avvenimenti restano, rispetto agli anni scorsi. Il 1960 è un anno classico nel senso letterale del termine, e nei decenni successivi i suoi eventi verranno ricordati proprio con un alone di classicità. Vengono codificati e consacrati i primi punti fermi dopo il gran balzo del '57, e così l'anno serve a formare una spina dorsale al mondo e alla nuova società dotata di mezzi e di tecnologia. Spina dorsale nuova è ad esempio quella dell'Africa. E' un anno poco incline al compromesso, crede in maniera incrollabile in certi ideali, ed è disposto a soffrire per vederli realizzati. Ha una grande forza, un grande peso specifico, ma vede soprattutto per grandi temi. Ha comunque una certa passione per gli oggetti e per la geometria (di tutto). Non ha sesso, non lo capisce. Ha una mentalità letteraria, tutto trasforma in archivio, in reperto didattico o mnemonico.

E' bravo a classificare, ma non altrettanto ad analizzare. Preferisce la sintesi. Non è portato per la chiacchiera, la trova una perdita di tempo. Il 1960 favorisce le attività amministrative (anche pubbliche), l'ascesa politica e gli atti per realizzarla, l'espansione internazionale, le grandi assise politiche. A livello individuale è un anno ideale per le docenze universitarie, per i carrieristi in genere. Spinge chi è dotato di mezzi finanziari e di ambizione di salire da qualche parte. Non ammette però slealtà e soprusi. L'annata non tradisce le buone intenzioni dal punto di vista morale.

MEMORIALE 1961

Questo è un anno granitico, di marmo in un certo senso. E' un periodo di grande freddezza, con un notevole aplomb. L'annata concede poche tenerezze. Non ammette poi cose che contrastino una linea prestabilita. Se dunque si è presa una decisione, quella deve essere anche se è sballata. Più che parole vuole fatti, vuole vedere materia. E così si spiega come accetti di buon grado un muro come quello di Berlino o respinga l'attacco Usa contro Cuba (proprio erigendo un muro di resistenza, e muro sarà anche quello che la Siria impone improvvisamente all'Egitto, col quale si era unita). Concetto-chiave del '61 è proprio quello di muro, insieme con quello di attaccamento a qualcosa. L'annata è eclettica, cioè fa della molteplicità di interessi un suo punto forte (per cui, ad esempio, la gente si apre a nuove letture, le università inaugurano nuovi corsi), ma anche qui si può dire che lo fa in senso unidirezionale, secondo un programma fisso e non discutibile (proprio perché non ama dilungarsi in parole e dibattiti a troppe voci).

Le prime cassette audio ci indicano con chiarezza anche un altro punto-chiave del 1961: la incisione, in tutti i sensi. Viene autorizzato quest'anno l'uso della biro per la firma sui documenti. Questo è un anno in cui le case discografiche (di incisione) realizzano una quantità enorme - per l'epoca - di prodotti su vinile (i dischi sono un oggetto tipico dell'annata). Vengono create ufficialmente le prime cassette di registrazione audio a nastro magnetico (prima erano state impiegate solo a livello sperimentale).

CHIAVI DEL 1961 - Il '61 è legato al '60, rispetto al quale però è più rigoroso. Occorreva una lunga riflessione per capirlo, perché l'anno resta di difficile penetrabilità. Notiamo che:
1) Compare uno stile intimista (le bolle, prendi una matita, ti voglio cullare, solo baci chiedo a te, mi piacerebbe visitar la Spagna, carissimo Pinocchio, ecc.), che è la più naturale prosecuzione dell'oggettistica e del naturalismo del 1960;
2) Si canta quasi lo si facesse per una parte di sé proiettata in uno spazio fisso (al di là delle stelle ci sei tu, sopra un grande prato traccia il viso amato, visitar la Spagna... e ballare con te questo flamenco, ti voglio tenere... posare sopra un raggio di sole, posare sull'onda del mare, legandoti a un granello, what a sky, ecc.);
3) Prevalgono cantanti e autori che cantano quasi per se stessi (atteggiamento tipico dell'anno, che non capisce un fatto come 'rivolgersi a un pubblico').

MEMORIALE 1962

Ecco la grande accelerazione della storia. I primi satelliti per le telecomunicazioni, i primi veri dischi del rock, le prime danze date al corpo dal ritmo, i debutti di tanti personaggi poi divenuti protagonisti ci dicono che qui la storia riparte. Però, attenzione: questo si attua in un'atmosfera rarefatta, quasi inconsapevole.
Il 1962 è un periodo trattenuto, occulto, invisibile. Il mistero è molto presente in tutte le sue manifestazioni, cioè accadono cose che nessuno riesce a spiegare oppure si hanno lunghe pause di silenzio.

Il 1962 è necessariamente un anno traumatico, perché è un anno di iniziazione del mondo. Questi dodici mesi vedono una lunghissima serie di 'prime volte' (ci sono anche 'new entries' di lusso, come quelle di Beatles e Bob Dylan), con le quali la nuova spinta potente impressa dal 1957 trova la sua prima grande realizzazione. E' quasi ovvio che il 'bambino' venuto fuori con il '57 trovi una primissima maturità espressiva nel 1962, ai cinque anni di età. Nella realtà, coloro che avevano strimpellato la chitarra nel 1956-57 (generazioni dei rocker nati nei primi anni '40) ora arrivano a realizzare le 'prime uscite' ufficiali. Ma la cosa non avviene alla luce del sole. L'annata immette persone e situazioni in un nuovo ambiente, lavorando come un tunnel di passaggio verso una nuova fase. In questo tunnel si hanno anche dolori (come ogni vera iniziazione comporta), traumi (anche fisici), separazioni con la vecchia fase. Il tutto avviene appunto con un contorno di silenzio, cioè senza veri contrasti. Gli unici sono quelli interiori, che naturalmente si vedono meno degli altri.

Per affrontarla nel migliore dei modi occorre una certa forza interiore (chi è debole si perde, quest'anno) e la capacità di soprassedere confidando in un futuro più tranquillo e regolare. E' un'annata anche perversa, in molte sue manifestazioni. Saranno perversi soprattutto i pensieri di coloro (pochi) che conquisteranno una loro posizione. Ha due punti-chiave: il mese di febbraio, un mese di grande profondità e mistero, e tutto l'autunno, che porterà in fondo al tunnel con non pochi rimpianti. L'anno favorisce le mutazioni camaleontiche (per analogia le operazioni chirurgiche, le rappresentazioni teatrali, la nascita di vocazioni per il palcoscenico ecc.), le avventure del pensiero, e l'acqua in generale (che condiziona qualsiasi iniziativa dell'anno).

Il 5 febbraio si verifica in cielo una spettacolare congiunzione dei primi sei pianeti del sistema solare (più la Luna), che appaiono in un orbita ristretta di soli 16 gradi.

MEMORIALE 1963

Tanto era stato occulto il 1962 quanto è solare e visibile il 1963. Una volta lasciato il tunnel si comincia infatti a respirare e nuotare in un nuovo ambiente, senza i problemi del passaggio. L'anno consolida nei primi mesi il passaggio delicato dell'autunno 1962, e diventa di un certo colore a partire dalla primavera. L'effetto è molto singolare: il mondo alla fine del 1963 ha l'impressione che questi dodici mesi siano passati molto rapidamente. Il motivo è semplice: si sono fatte cose apparse normali e - a parte l'assassinio Kennedy - neppure un grammo di mistero ha attraversato la cronaca. Quasi non ci si accorge di questi dodici mesi. Questo è l'anno delle conferme, dei colpi rapidi (senza badare alla forma), insomma un anno di sostanza. Al 1963 non piacciono le cose complesse, le trasformazioni e i travestimenti dell'anno passato. Qui si va al sodo, si privilegia la normalità, e dunque le manifestazioni più sane e fisiologiche. Questo è un anno ideale per fare i primi bilanci, per riorganizzare aziende e organici, per allacciare proficui rapporti di lavoro (senza complicazioni), per mettere ordine dentro casa. L'estate è torrida, e spinge a stendersi per ricevere i raggi del sole.

L'anno ama le uscite da casa, i piccoli spostamenti, gli inviti a cena, le serate nei locali. Favorisce le attività sportive, l'aeronautica, l'acquisto di nuovi apparecchi domestici per rendere più rapidi servizi che prima si facevano a mano. Concetti-chiave dell'annata sono la percussione e l'avvitamento ritmato. Quest'anno vanno particolarmente le tinte forti e gli abiti classici. Guai poi dilungarsi con le parole. Ama conversare, ma non i chiacchieroni. Preferisce un dialogare di lavoro, essenziale, secco.

Questo è un anno che consolida i nuovi miti borghesi, ma sempre all'insegna dei suoi concetti-chiave, per cui hanno successo le innovazioni nella chirurgia di intervento rapido, i meccanismi di sicurezza, le corse automobilistiche, rimedi volanti (pastiglie) contro malesseri tutto sommato passeggeri, meccanismi di lavaggio o di riparazione anche improvvisati, ecc. Per la prima volta si impone l'elettronica nel mercato di accessori anche casalinghi (e la stampa cominicia a parlarne).

CHIAVI DEL 1963 - Nelle note italiane il 1963 porta una spruzzata di sincopato (ritmi che percuotono e per la prima volta si avvitano proprio come cacciavite, surf, hully gully ecc.), le prime comparse del sax, le prime incursioni di Morricone e un'ondata inarrestabile di imperativi in tutti i testi.
(Amore fermati, Stai vicino ed accarezzami, Amore dimmi, Ferma, Ricorda, I pensieri dividi, Non cambiare, Guarda, Scendi, Venite quaggiù, Datemi la primavera, Non essere curioso, Non essere geloso, Digli a quel coso che sono geloso, Fatti mandare dalla mamma, ecc.ecc.).
Focaccia raccomanda imperativo: 'Per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare'. L'annata domanda e offre chiarezza, non vuole mai complicazioni (Michele: "Se mi vuoi lasciare, dimmi almeno perché").

Anno della domanda-e-risposta. CELENTANO - Vuol ballare con me? Grazie, preferisco di no/ VANONI: 'Che cosa c'è? C'è che mi sono innamorata di te. 'If I had a hammer' di Pete Seeger per Rita Pavone diventa 'Datemi un martello', e anche qui si risponde: 'Che cosa ne vuoi fare? PAVONE -Lo voglio dare in testa a chi non mi va'.

Da notare l'incedere a percussione di Vianello in 'AH-AH-brrronzatissima, eeeheee...!' e nei Watussi (gli altissimi negri), della Pavone in 'Cuore', di Neil Sedaka in 'I tuoi capricci'. Tutto il 1963, nei temi, si può sintetizzare in due parole: chiarezza (quando-dove-come) e schema domanda-risposta con frequenti verbi all'imperativo. Questo tempo, ovviamente, serve meglio di altri per esprimere i nuovi ritmi (facili coi monosillabi in inglese, meno in una lingua più articolata come l'italiano). Quando non si trova il modo con le parole si procede dividendole in rapidi monosillabi.

EMPIREO

L'ascesa non era finita, in realtà. Inizia nel 1957, ma raggiunge la vetta proprio nel biennio 1964-65. Siccome questo biennio è molto importante, ci è sembrato più indicato separarlo e dedicargli una pagina 'definendolo'. Diremo dunque che l'Empireo è il cielo più alto, il punto più alto che la storia umana raggiunge compiendo dalla fine anni '50 quella ascesa tecnologica e culturale che permette ora di avere a disposizione un numero di apparecchi (riproduzione del suono - trasmissione immagini - ricezione via satellite - lavaggio automatizzato) e una conoscenza che mai si erano avuti in passato (si pensi soltanto all'esplorazione dello spazio).

Il biennio 1964-65 è importantissimo, dal punto di vista storico. Il balzo in avanti del '57, che ha ricevuto punti fermi dal 1960 e novità grosse dal 1962, nel 1964 e nel 1965 proietta il mondo sul punto più in alto del nuovo corso. Si tocca l'apice del nuovo ciclo. We could finally make out the top of the hill. It was the spring of 1964. The realm of a 'new light', called 'Empyrean'.

MEMORIALE 1964

A questo punto è stata data una spina dorsale (1960), si sono rotti gli argini del moralismo borghese (1962). Cosa manca? Manca solo una nuova sensibilità (interiore e anche epidermica). Il 1964 serve proprio a dare al mondo antenne all'esterno e sensibilità all'interno, ciò che in fondo diventa poi 'storia del costume'. Il 'nuovo corpo' che aveva trovato il 'nuovo ambiente' acquista un nuovo 'sentire' e viene così 'corazzato' dal '64, che non ha molte pruderies. Questa annata conferisce una sensibilità e dei piaceri, poiché con l'esperienza dei sette anni precedenti sente che può fare molte più cose. Ecco perché escono con lui trattati (per l'epoca importanti) di semiologia, di linguistica e di ideologia sul nuovo consumismo. Ecco perché il cinema scopre di poter realizzare nuovi filoni (il miliardario spaghetti-western di Leone, i Beatles con il loro primo film, i musical del biennio, le commedie rosa, ecc.). Ecco perché l'anno vede una serie di manifestazioni artistiche finalmente acclamate sul momento (negli anni scorsi gli eventi diventavano importanti da postumi). Annata che sprizza elettricità. I famosi 'urletti' che accompagnano Beatles e concerti dell'epoca sono la spia - sebbene giovanile - di un risveglio del mondo e la scossa di quel contatto elettrico.

Al '64 le parole interessano, e soprattutto interessa come vengono utilizzate e articolate nel discorso. Annata intellettuale, in questo senso. Più che parole-chiave ha a cuore la loro connessione, dunque non parleremmo per lui di chiavi fisse ma di campi di presenza. La parola struttura, ad esempio, è importante. Essa porta poi a un altro concetto, l'arrangiamento. Il 1964 sa arrangiare perché ha in se stesso molte qualità riunite: è positivo, comprensivo, tollerante, equilibrato. Riesce a portare ogni iniziativa in una buona direzione (in politica, avvengono grandi rinnnovamenti ad esempio). L'annata non teme nulla, ma neppure aggredisce. La sua caratteristica - che lo distingue ancora una volta - è dunque la capacità di procedere in qualsiasi situazione, sia col vento in poppa sia contro vento. Questo del resto lo si vede proprio con l'abilità dei maestri degli studi di incisione, dove si riesce a creare brani da brivido con pochi accordi. Se il 1964 non trova un terreno completamente pronto, comunque semina. Chi non lo vede perde qualche occasione. Tutti questi motivi rendono questo periodo 'emozionante'. Il 1964 crea continuamente una ventata di interesse e risveglia - in chi abbia la pelle giusta - sensazioni corporee.

Abbiamo considerato in questa analisi due componenti culturali, quella alta (cultura, sociologia) e quella bassa (musica leggera). Entrambe raggiungono qui un punto molto alto. Non potremo fare a meno, nei prossimi anni, dell'analisi per strutture (società, mercato, scambio, lingua) e dell'arrangiamento nelle canzoni. Dal 1964 al 1971, epoca d'oro della saggistica e del disco a 45 giri, ogni cosa culturale verrà trattata come 'sociale' e ogni brano musicale verrà trattato in studio con cura. E' il perfezionamento del prodotto in mano a un'équipe di lavoro che collabora per raggiungere il massimo risultato. Siamo in cima.

CHIAVI DEL 1964 - Il 1964 è il primo anno dialettico. Ma i problemi li enuncia, li pone al massimo come ipotesi, non ne soffre mai perché vuole divertirsi. Era l'anno dei primi trattati di semiologia, e difatti va sull'etere più di tutti un testo che parla di segni che spiegano, 'Da una lacrima sul viso ho capito tante cose... Uno sguardo ed un sorriso m'han svelato il tuo segreto' (Una lacrima sul viso). La stessa funzione in 'Te lo leggo negli occhi'. Tutti i testi dell'annata hanno in comune il porre in via preliminare un problema, una questione (Quando vedrai la mia ragazza devi dirle..., Like to tell you about my baby, Se qualcuno guarda me io comprendo che...)

Spesso introduce con un 'se' puramente affermativo e non ipotetico, dando anche una risposta (sempre positiva, l'annata è godereccia).
E se domani io non potessi... mettiamo il caso che ti sentissi... e sottolineo se... (E se domani) / Se ti amerà come tu vuoi ricorda che lei l'ha imparato da me... Se piangerà senza un perché allora ricorda che lei pensa a me (Lei sta con te) / Se qualcuno guarda me comprendo che sei tu che mi piaci (Quelli che hanno un cuore) / Se tu vorrai aspettarmi un giorno avrai tutto il mio amore per te (Non ho l'età, perfino la più castigata non si nega il piacere finale) / Se sto piangendo amore scusami... ho capito che lasciandoti io soffrirò (Amore scusami) / Se potessi restarmene qui pagherei tutto l'oro del mondo (Ogni volta) / Se tu vedrai che c'è qualcuno che... (Quando vedrai la mia ragazza, il più tipico dell'annata, con il concetto di struttura).

Molto citata la 'casa' (solo qualche esempio sono i testi di A Hard Day's Night, The House of the Rising Sun, Ogni Volta), poiché è la struttura primordiale. Presenza di locativi (in, nel) a testimoniare la descrizione di una struttura. Infine, fa capolino il 'mondo', che vedremo ancor più protagonista l'anno prossimo.

Downtown When you're alone and life is making you lonely You can always go -Downtown When you've got worries,all the noise and the hurry seems to help, I know - Downtown
Ecco la natura viva e animata del periodo, che dice: "Se hai preoccupazioni o sei solo vai nel centro città"
Just listen to the music of the traffic in the city, Linger on the sidewalks where the neon signs are pretty
L'annata ama i rumori, la musica, la verve, in una parola la vita
How can you lose? The lights are much brighter there, You can forget all your troubles Forget all your cares, and go Downtown
Si insiste per non avere più guai e preoccupazioni, l'annata vuole godere
Don't hang around and let your problems surround you, there are movie shows - Downtown
L'annata è anche concreta, consiglia di non andare a zonzo, di non girovagare a caso (suo amore per la struttura)
Maybe you know some little places to go to where they never close - Downtown Just listen to the rhythm of a gentle bossa nova You'll be dancing with 'em too before the night is over Happy again
Danzare, stare nei locali che non chiudono (ecco ancora la struttura di cui godere)
C'era già tutto il 1964 in questo brano, che è un inno alla gioia dell'animazione, della vita cittadina, del godersela. PARTICOLARE IMPORTANTE: la versione italiana, lanciata in un frammento successivo, porterà caratteri 1965 in un testo molto diverso.

MEMORIALE 1965

Grande annata, di un'importanza finora senza pari (in questo secolo). Il '65 prosegue la marcia del '64, ma è più completo. Questo è un anno di grande peso, dotato di classe e di stile. Ha la capacità di trasformare tutto ciò che incontra, lo rende oggetto culturale, ne valorizza le doti in maniera da compenetrarlo e farlo proprio nel modo migliore. E' un anno talmente alto da non aver bisogno neppure di molti discorsi. E' come se dicesse: 'Le cose parlano da sole'.
Le parole dunque si fanno meno decisive, perché si vive direttamente dentro di sé le singole situazioni e le visioni (innumerevoli) che l'anno propone. Si viaggia meno, si parla meno, si fatica meno in tutti i sensi. Lo sviluppo ordinario delle cose rende 'normale' quel che un altro anno avrebbe offerto in pena o come scandalo. Il 1965 non vede questi estremi, perché si ritiene al di sopra di tutto. La sua è una superiorità manifesta, tanto che non crea problemi neppure quando le cose parrebbero mal messe. E' un periodo molto intellettuale, che naturalmente viene compreso di più da chi ha testa e sensi adatti. Questo non è l'anno delle indecisioni, delle repressioni, del minimalismo. Tutto è concepito in grande. Abbiamo titoli come 'Il mondo', 'La notte', 'The sound of silence, 'Il silenzio, 'The sound of music' (circa 100 milioni di dollari incassati nel giro di due o tre anni), 'Satisfaction'). Tutto trova un immenso spazio avanti a sé proprio come l'uomo che quest'anno si muoverà liberamente fuori della gravità terrestre.
La caratteristica del '65 è quella di procedere con velocità su un terreno libero. Si sperimenta quel che c'è più avanti nello spazio (se si lascia qualcuno o qualcosa poco male, si tornerà anche indietro). L'anno non oppone resistenze perché non è sicuro neppure lui del futuro, e così ragiona in questo modo: "Intanto vediamolo, prendiamolo, se son rose fioriranno". Dillo oggi, dillo domani, dopo 12 mesi è presente nella nostra vita un immenso campionario di 'cose in più' che appena due anni prima non si potevano immaginare. In mezzo può esserci anche del superfluo, come è naturale. L'importante è aver acquisito l'idea, il concetto di una nuova funzione, l'impressione visiva di qualcosa (come la minigonna, come la optical art) che prima non si conosceva.

Il '65 ha la prerogativa unica di proseguire il processo in corso senza rinnegare un solo elemento degli anni precedenti (di tutto tiene conto), e di avviarne al tempo stesso di nuovi. Alcune giornate del '65 restano 'improvvisamente' storiche, senza che sul momento la cosa venga avvertita. Non è la quantità di eventi, ma la qualità che conta (possono anche essere pochi numericamente, come nel 1965 della politica italiana o nel 1989 italiano in genere). Il progresso 'invisibile' ma esistente a fine anno lo registra. Che significa 'di un'importanza senza pari, finora'? Significa che con la coscienza del momento non c'è stato qualcosa di simile in precedenza. Con la nostra ottica possiamo fare bilanci, archiviazioni, recuperi tardivi. Ma se vogliamo capire i fenomeni inseriti nelle varie epoche dobbiamo vederli con la mente nelle epoche in cui succedono. Tutti noi ridiamo o proviamo vergogna quando leggiamo i nostri diari dieci o vent'anni dopo. Ma quei diari furono scritti, comunque. Ciò significa che avevamo un'altra testa, che si viveva in un altro mondo.
L'anno registra l'ingresso ormai consolidato del 'miniaturizzato' nella tecnologia e nell'oggettistica quotidiana. George Heilmeier inventa nel 1965 lo schermo a cristalli liquidi. Viene inaugurato in luglio il traforo del Monte Bianco.

CHIAVI DEL 1965 - Il 1965 è comunque un anno che faceva (e che fa, vivendolo) paura. Una doppia quadratura tra segni mobili aveva creato panico tra gli addetti (pochi). In realtà quasta brutta configurazione è durata poco (a parte il fatto di non significare nulla di catastrofico). I grandi spazi dell'annata vedono naturalmente anche vuoti, partenze e amori che vengono a mancare, soprattutto realtà che finiscono:
Ma poi verrà il giorno che partirò (Ciao Ciao) / E' finita così, senza un vero perché (Ti senti sola stasera) Ormai ti sto perdendo... ed io vado come un folle relitto, è sfumata ogni speranza (Lei) / Solo vuoto intorno a me... (La notte) / Non dormo... sogno i tuoi occhi verdi che non mi guardano più... (I tuoi occhi verdi) /
Ma il tutto viene tenuto, viene semplicemente avvertito consapevoli che ci sarà altro (Ma poi tutto continuerà... vivrò anche senza di te / Arriva l'ora prima o poi che ci innamora). Potremmo definire il 1965 come quella persona che poi si fa una ragione anche della mancanza. E finché non ha, sublima nel ricordo che impegna quasi tutti i brani dell'annata:
Sarà un ricordo di più (Vivrò) / Non ti scordare di me (Ciao Ciao) / Non lo scorderò mai, mi è rimasto nel cuor (Lui) / Ricorderai i tuoi giorni felici (Un anno d'amore) / Ora è tutto un ricordo, nient'altro che un ricordo (I tuoi occhi verdi) / Con niente fai tutto scordar (Tu sei quello)

Il 1965 dei testi musicali è felicissimo nel frasario breve, che si svolge sempre alla presenza di grandi spazi e di cose immense come il giorno e la notte. C'è perfino chi come Pino Donaggio ha inciso un titolo omnicomprensivo come 'Il mondo di notte' (più 1965 di questo...). Ma vediamo alcune delle frasi più in memoria.
Gira il mondo gira nello spazio senza fine... nel tuo silenzio io mi perdo... la notte insegue sempre il giorno (Il mondo) La notte tu mi appari immensa, invano tento di afferrarti... se il giorno posso non pensarti la notte maledico te... la tua voce fende il buio (La notte) / La notte è piccola per noi, troppo piccolina... se il giorno è lungo da passar la notte vola (La notte è piccola) / E' notte, ma non dormo (I tuoi occhi verdi) / Quando si fa sera siamo ancora qui, noi due, noi due soli e il mar... quando è finita una lunga giornata (Si fa sera)
L'ultima frase di questo brano sembra la summa di tutta l'annata: ...e sentiamo che vale la pena di star lontani... se quando si fa sera siamo ancora qui

MEMORIALE 1966

Abbiamo lasciato il 1966 fuori dall'analisi sulle meraviglie dell'Empireo soltanto perché quest'annata introduce una breve pausa nel processo in corso. Ma fa parte anch'essa dell'Empireo. E' un anno che per la prima volta - dal 1957 - esprime dubbi e disturbi sulla marcia intrapresa.
Se fate attenzione, scoprirete che il 1966 è uno degli anni meno rappresentati, negli archivi fotografici e nelle antologie. Anche qui tutto ha un significato. Film e libri, ad esempio, sono entrati poco nella memoria (con l'eccezione di 'Blow Up') anche nel caso in cui siano stati considerati di gran pregio. Le ragioni sono varie. Il 1966 è per sua natura 'kafkiano', nutre trasformazioni e metamorfosi (molti degli eventi si compiono nell'acqua, che ha un ruolo quasi esorcistico), ma al tempo stesso ha timori. La sua debolezza anzitutto sta nel non saper esprimere reazioni che si impongano. Se vengono introdotti 'nuovi schemi' l'anno resta neutrale (e in questo caso non apporta alcuna nota, rallentando così il processo in corso) o inserisce una ribellione sterile della parte avversa. Il risultato è uno stallo della situazione.

Un film molto fisso nella memoria dell'annata è 'Un homme et une femme', di Claude Lelouch, che riscuote grandi consensi e circola molto. Contiene molti simboli del 1966. Il film presenta acqua dall'inizio alla fine (tergicristalli dell'auto, spianate marine). I due protagonisti (un corridore automobilistico e una vedova) procedono per tematiche, facendo balenare tutta l'incertezza psicologica dell'annata.
Già in primavera arrivano dure prove e l'annata mostra tutte le sue crepe: una certa dose di paura (il 1966 dà paura delle cose e non permette di affrontarle con freddezza e determinazione), di indecisione, di laisser-faire. Tutte cose che proseguiranno in estate, acuendo la confusione. In autunno, quasi per reazione, il clima diventa anche aggressivo. Insomma, un anno complicato, non facile, in cui è più saggio attendere gli sviluppi della situazione. Il 1966 resta come un cuneo di irrazionalità, compresso tra i grandi macigni 1965-1967.
Il 1966 porta comunque dei segni incisi nel tempo e nella memoria. Può essere considerato il primo anno con rivolte sociali provenienti dal basso. Il motivo si deduce dall'insieme: l'ansia di novità si mescola con l'utopia e genera così rivendicazioni, per ora confuse. Un anno precario, molto assoggettato agli eventi, che carezza sogni più che produrre realtà (non è casuale che si formino le prime comunità hippies, in California). Questi sogni utilizzano il 'nuovo che avanza'. Non potendo tornare indietro l'anno proietta in utopia il suo lato irrazionale, portando alla ribalta quei gruppi con le chitarrine (poi verrà chiamato il 'beat') e i capelloni, che disturbano la vista delle famiglie borghesi. I blue-jeans trovano prima grande diffusione nel pubblico giovanile.

Tutta l'estate - che è la fase più tipica del 1966 - verrà poi chiamata del 'beat', con una formula tutto sommato riduttiva. E' in realtà un'estate poco solare, piena di paure, bloccata nel conflitto tra generazioni in mezzo a un'onda così imponente come quella degli anni '60. Quasi a suggellare, il campionato mondiale di calcio, che si gioca in Gran Bretagna, viene vinto dai padroni di casa con un gol 'fantasma' nella finale con la Germania. Sul mercato arrivano le prime calcolatrici elettroniche da tavolo.

CHIAVI DEL 1966 - Questo marchio è l'incertezza, l'apparire del dubbio che conduce all'ipotesi o a una semplice proiezione sul futuro. Abbondano le ipotetiche, soprattutto i 'se' e i 'forse'. Lo troviamo in molti testi: 'Se telefonando, io potessi... ','E se non la sapete voi...''Forse, se guardassi me... capiresti meglio che... ', 'Un giorno qualcuno ti chiederà... ', 'Io mi domando, amico, non sei contento? , Ragazzo triste, che sogni sempre... perché non sanno come sei', 'Se tu le darai tutto quello che hai...', 'Chi può fermare il fiume... chi può cambiar l'amore ', 'Se ho sbagliato un giorno... ', 'Se mi ascolti, amore mio...', 'Un tuo dubbio in cambio di niente... ', 'Se mi amerai come non hai amato mai', ecc.ecc. Impressiona poi la frequenza di verbi al futuro in moltissimi brani (Riderà, Anche se tu mi amerai, Io ti darò di più, Will you read my book, I will say the only words, Non finirò di amarti mai, Cercherò e un giorno lo troverò ecc.ecc.).

IL TRIENNIO DELLA DISCESA, EPOCA CLASSICA DELLA MODERNITA'
E' discesa finalmente, per tutti. Quel che l'ascesa 1957-65 ha portato (almeno come seme) trova il suo terreno definitivo nel raccolto di questo triennio. Dal 1967 al 1969 arriva (e viene goduto) a livello di massa tutto ciò che la tecnologia e l'evoluzione della cultura hanno portato negli ultimi dieci anni. Sulla superficie lunare arriva il primo uomo, le grandi aziende si dotano di complessi elaboratori elettronici, i televisori domestici raggiungono ormai quasi otto famiglie su dieci, nei paesi industrializzati iniziano regolari emissioni con il colore, si va in automobile ascoltando musica e notizie dall'autoradio, si leggono periodici di ogni genere, arrivano pellicole meno contenute, ci si veste ormai con grande libertà, arriva l'ondata della musica pop con grandi produzioni discografiche e raduni all'aperto.
Gli anni precedenti hanno creato la pelle giusta per accogliere tutte queste cose, e ora si gode il panorama dalla vetta. La discesa implica - per forza di cose - l'inizio di un calo nella sensibilità religiosa, poiché troppe cose materiali (anche dentro casa) distraggono i nostri sensi. E' in questo triennio che si pongono le premesse per la laicizzazione della vita, che si avrà nei primi anni '70. Il processo porta a una riduzione del senso del sacro e alla progressiva dissoluzione dei sacramenti.

MEMORIALE 1967

Quest'anno introduce aria completamente nuova, che dissolve le nebbia e le incertezze del 1966. Lo scenario si rischiara e diventa nitido. Tutto viene nuovamente bagnato dalla luce del sole, che dispensa raggi piuttosto cerebrali dando una connotazione intellettuale a tutto ciò che si crea e che si dice. Qui siamo in un regno di grande espressività, soprattutto molto autorevole. Attenzione, quest'anno è tutt'altro che dolce. Ha maniere controllate, non cerca il consenso, se dev'essere ruvido si esprime liberamente e con molta franchezza. Non esita più di tanto, poiché tutto gli sembra normale e a portata di mano. L'anno ha il suo punto di forza in una sapiente regia: tutto si sistema con scioltezza, non di rado accompagnato da un certo esibizionismo. Ci si incendia molto più facilmente che in passato, questo è un dato importantissimo. La parola incendio è uno dei concetti-chiave.
Per la prima volta si assiste a proteste collettive in tutti i settori della società, che risultano quest'anno più vivaci e pronti ad organizzarsi sindacalmente (soprattutto perché l'anno non esita). Gli abiti si fanno più pratici e succinti, le comunicazioni si ringiovaniscono, le frasi si spezzano oppure si articolano con maggiore libertà nella forma e l'occhio - che accoglie nuovi colori sempre più vivi - si strizza spesso in segno di complicità. Oltre a una certa operosità, il 1967 ha anche una dose di leggera 'follia' rispetto agli ultimi anni e favorisce le persone dotate di fantasia e di creatività. Molte cose sono concepite in un batter d'occhio, come per un'ispirazione improvvisa. Sono in soggezione, quest'anno, i passivi. L'estate, in maniera particolare, invita all'azione e al movimento del corpo.
Nel 1967 la confusione e l'ingenuità degli hippies dello scorso anno diventano concreta 'cultura alternativa', e chi protesta sa un po' meglio quel che dice (anche nei casi in cui la ventata dura poco) perché dal 1966 sono stati fatti anche dei progressi linguistici. Insomma, c'è un po' più di tutto, quest'anno. Proprio il primo anno della Discesa non poteva che introdurre a culture alternative urbane, che spezzano la regolarità e la routine. Ormai abbiamo più parole, più abiti, più musica, più scelta. Si ha in genere una maggior decisione nel fare le cose, come se si cominciasse a far pesare l'esperienza fatta e la cultura maturata con i nuovi strumenti. Molte delle opere create quest'anno - che hanno testi più articolati e vissuti degli anni scorsi - hanno un'aria di rivendicazione e di sfida intellettuale. Nota dominante è la citazione, che era inesistente gli anni scorsi.

CHIAVI DEL 1967 - Il 1967 reca nei testi una complessità sintattica sconosciuta agli anni precedenti. E' qui che compare il primo ipertesto (29 settembre), è qui che i verbi si coniugano in qualsiasi tempo (futuri ancora frequenti, ma abbiamo perfino brani al condizionale e al congiuntivo). Essendo il fuoco una delle chiavi, chi poteva finire nei testi se non il fuoco nucleare più potente che esista? Quello del sole, che nel 1967 ricorre molto nei testi.
Se il sole lassù è di tutti, tu lo sai che la strada appartiene solo a noi (Il sole è di tutti) / Nel sole io verrò da te (Nel sole) / Per tutti c'è sempre un giorno di sole (Bisogna saper perdere) / Guardare ogni giorno se piove o c'è il sole (Ciao amore ciao) / Il sole non si spegnerà con te (Non pensare a me) / Il sole ha cancellato tutto (29 settembre) / Il sole è uno straniero (L'ora dell'amore, che cita anche 'il fuoco della vita').

Il marchio del 1967 è soprattutto l'esclusione di altre cose, per concentrarsi su una (vedi straordinaria analogia con il fenomeno delle pulsar, una delle maggiori scoperte in assoluto di Giovanni Monni). Cosa che ancora una volta richiama l'unità, la potenza di un centro rispetto al quale il resto viene escluso con negazione e spesso con interrogativi retorici.
A chi sorriderò se non a te? (A chi) / Chi più di me ti farà impazzire? Chi più di me che non ho nient'altro al mondo (Chi più di me) / Dentro di me non c'è che amore per te (Mezzanotte tra poco) / Cosa non farei per stringerti a me? (La musica è finita) / Come se non ci fosse che lei... vedevo solo lei e non pensavo a te (29 settembre) / Tu guardavi tutti meno me (Stasera mi butto, qui è la massa-unità ad escludere l'io restante) / Parole, non sono altro che parole (Parole) / Siamo la coppia più bella del mondo e ci dispiace per gli altri (La coppia più bella del mondo) / Uno che s'era sempre divertito e niente più / Non dar retta alla gente, credi a me (Quando dico che ti amo)

Molto bella la frase di '29 settembre': "E tutta la città correva incontro a noi", che sembra una descrizione del collassare verso un centro escludendo tutto il resto. Anche qui poi c'è un brano che contiene tutte queste cose insieme, ed è 'Estate senza te' (J'ai entendu la mer), di Christophe. Ecco il passaggio che ho scelto, come manifesto dell'annata.
Il sole brucia ma non per me... chi mi dirà cos'è l'amore che non ho più? Se non tornerai quaggiù cosa farò di me?

MEMORIALE 1968

Il palco è stato inaugurato. Il solare 1967 ha introdotto nuovi raggi nell'atmosfera che circonda il pianeta, e il 1968 non può che trarne le conseguenze. La sua natura è meno solare del precedente. E' un'annata più ricca dentro, che ribolle in continuità un enorme cumulo di tematiche, che esplodono tutte insieme determinando grandi exploit individuali e collettivi. Quest'ultimo è un fattore determinante. Il '68 può essere considerato il primo anno che realizza interno ed esterno allo stesso tempo, in una miscela di grande potenza. Gli uomini esprimono un grande potenziale in un momento in cui anche la società dà lo spazio necessario.
Questo spazio serve all'esterno ad ospitare rivendicazioni collettive (come il maggio francese) e all'interno a realizzare nuovi prodotti nati da un profondo malcontento. Tutto questo, naturalmente, si esprime con gli oggetti e con le parole dell'epoca. Oggi ci vediamo anche ingenuità, ma dobbiamo stare sempre nella famosa strada che fu intrapresa nel '57, e da allora possiamo dire di essere arrivati al punto di fuoruscita degli istinti più potenti, avendo ormai anche oggetti e libertà (conquistata) per farlo. Il 1967 ha procurato un biglietto di uscita, un lasciapassare che il '68 (più chiacchierone, più creativo nelle formule) ha accolto dandogli sviluppi finora sconosciuti. Nei ricordi di molte persone questo è l'anno di una fuga da casa, di una presa di coscienza, di un libro-scoperta, di una scossa improvvisa data alla propria esistenza.

La popolazione dell'Occidente è diventata sempre più giovane, in questo decennio. E' il momento in cui si svegliano i protagonisti del 'baby boom', cioè i numerosi figli messi al mondo nel dopoguerra. Qui abbiamo una grande esplosione generazionale, una grande 'ribollitura' che produce i primi frutti. Molte di queste cose (con l'occhio postumo 'naif') riflettono la tappa a cui è giunto il cammino. Il 1968 non ha intoppi, in tutto quello che crea. La sua puntualità è suprema. Appena si manifestano segnali contrari al processo in corso, immediatamente scattano rivolte di piazza, discese in campo, conferenze stampa ecc. L'anno semina anche vittime, sacrifica cattedre universitarie e diffonde una certa aggressività ideologica. Nel 1968 tutto viene fatto secondo impulsi, originati dalla sensibilità del momento (non ci sono troppi calcoli, non si nascondono le cose, ecc.). Possiamo dunque parlare di autenticità. Nei testi prevale in maniera evidentissima il senso del tempo, con periodi, stagioni e datazioni precise. L'annata, proprio da questi due ingredienti, guadagna in puntualità e prontezza (anche cieca). L'annata poi non accetta cose imposte, almeno di primo acchito. Anche quando sbaglia (sono tanti i casi) non fa neppure un gesto per riparare o per riconoscerlo. Nasce proprio quest'anno la famosa frase (poi abusata anche nelle interviste più banali) del 'non voglio compromessi'. Conseguenza di questo atteggiamento è il 'tutto è possibile', cioè la consapevolezza di poter intervenire. L'annata ha dunque una caratteristica peculiare nella grande libertà e facilità di inserimento: ciò che pareva impossibile fino a pochi mesi fa improvvisamente viene fuori, e per di più rivestito di una nota creativa (nella lingua, negli abiti, in nuovi orari).

In Italia il termine '68' non sarà più un semplice numero, nei prossimi due decenni. Servirà proprio a indicare 'eventi improvvisi e destabilizzanti della piazza'. In questi casi paga soprattutto l'esserci stati. Escluso però che fosse presente la mia generazione di fine anni '50 (perché bambini) e quella di fine anni '30 (perché troppo grandi) a parte qualche leader politico restano quelli nati tra il 1944 e il 1952. La rivolta studentesca nelle università, la contestazione dei gruppi politici alla prima della Scala, a Milano. Sono questi i due fatti principali che si iscrivono nella storia dell'anno. Socialmente è ormai importante la politicizzazione della scuola, con serie di assemblee, dibattiti, volantinaggio e ciclostile con slogan all'indirizzo del governo e delle autorità (anti-autoritarismo è una chiave con una sua ingenuità, perché in questo caso gli si contrappone un altro autoritarismo).
L'anno provoca una vampata, che tuttavia non ha conseguenze politiche di rilievo. Soprattutto, il 1968 sconta un elemento di inquinamento che anche i prossimi anni (e perfino nei G8 di fine secolo) disturberà la protesta. Questo elemento si chiama 'infiltrazione di violenti' all'interno delle masse. Succede in pratica che le legittime istanze di rivendicazione (salari, scuola diversa, leggi per i lavoratori) vengano 'sporcate' da immissioni di elementi estranei, inclini a una violenza per la violenza. Ecco perché la vampata, pur potente, non diventa ancora 'storia'. Queste sono scintille, sebbene forti, che utilizzano ancora materiale grezzo. Siamo lontanissimi, tanto per essere chiari, da eventi planetari e incontrollabili come il Restauro (che saranno indipendenti, cioè un puro dato collettivo dell'evoluzione). Idee, spunti, impulsi sociali servono a movimentare. Comincia a prendere forma la tendenza all'autofinanziamento, all'autogestione' (parola che semina una certa suggestione).
C'è chi abbandona il tetto coniugale, c'è chi si dà al 'freak' di strada (Altman, ad esempio), c'è chi fonda un nuovo gruppo teatrale da zero (Fo, con la Comune). Le voglie sono imperiose.

CHIAVI DEL 1968 - Già si era visto parzialmente nel 1967. Il 1968 presenta un 'marchio di datazione'. I testi percorrono esperienze affettive e di vita situando sempre 'nel tempo'. Dilagano avverbi di tempo e situazioni che rispondono alla domanda : 'Quando?'. L'elenco è solo indicativo, perché è sterminato.
Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso eccola qua... Sembra quand'ero all'oratorio... Quelle domeniche da solo... ora mi annoio più di allora... / E adesso cosa dirai? Quello che adesso dirò... /  Stasera sì, rimani qui con me, stasera amor... / Oggi devo dire che ti voglio bene... / Ho scritto poi nel mio cuor ed è restato lì per tanto tempo/ Quando mi innnamoro... / Era tanto tempo fa... / Cinque minuti e un jet partirà / Ma oggi sento che lo dici a tutte meno che a me / Ora insegnami...
Ciao, stasera son qui / L'estate di Dominique / Valse d'été / Quando siamo alla fine di un amore... /

I periodi di tempo diventano proprio soggetto di un'azione.
Un giorno di sole fa dire a dicembre: 'l'estate è già qui' - Luglio mi ha fatto una promessa, l'amore porterà.. luglio si veste di novembre... ma perché non torni? E' luglio da tre giorni / Senti l'estate che torna / Sera... stendi le mani... /

MEMORIALE 1969

Annata grandiosa. Come mai ce n'è stata negli ultimi cento anni. Qui abbiamo un essere che non si preoccupa di piacere o di vendersi. E' un'annata nobile, che guarda dall'alto in basso, forte di una sua ideologia su tutto e di una concezione superiore dell'esistenza. Completa la fase triennale della discesa dando un tocco di classe che le due precedenti non avevano. Non ha problemi, dopo gli scontri dello scorso anno. Se ci sono cose calde le affronta (senza esasperare), se ci sono cose belle si butta (a godersele), se ci sono pericoli si impone con la sua autorità e risolve. Non teme nulla e non si scontra con nessuno (in Italia abbiamo quasi 11 mesi di quiete). Questo è un anno con un grande peso specifico, un essere che ha iniziative importanti. Rispetto al precedente se la prende comoda, è borghese. A quest'annata piace il benessere, anche quello casalingo, non è un grande viaggiatore Se si sposta ama le cose comode, e così provvede a garantirsele. Quest'anno ci si sente sempre in diritto, per qualsiasi cosa appaia opportuno. L'annata ha una fissazione per le cose di principio, per le chiarificazioni, per le quadrature del cerchio. In generale, non ama il passato (per analogia le discipline classiche dell'antichità e la storia risultano meno gradite nelle scuole). Tutto ciò che è cultura le interessa, in quanto ha una passione per l'accumulo di esperienze e per la scoperta di universi individuali (vedi programmazione della Tv). I suoi bisogni vanno più sul lato della scoperta, dello stupirsi per un'impresa, dell'appassionarsi per un aggeggio nuovo. Guai essere superficiali: l'annata vuole vedere chiaro in tutto e per tutto. Va a fondo in tutte le cose. Davanti all'oggetto del desiderio, il '69 non si risparmia e se lo gode tutto, fino all'ultima molecola (basta vedere le interpretazioni dell'annata). La sua grandiosità viene dall'insieme delle sue qualità, difficilmente reperibili altrove. Questi dodici mesi resteranno un unicum per quanto riguarda la saldezza interiore, la compattezza dei comportamenti umani (mai volgari, mai tanto per fare) e il senso della socievolezza. L'annata ha anche alcune sacche di piccola perversione, che alcuni individui sfruttano in profondità complottando (ma sono sacche brevissime, impercettibili ai più). L'estate del '69 resta un periodo mitico, simile a come immaginiamo certe epoche dell'antichità. Ho ancora dentro di me la sua atmosfera, insieme giocosa, leggera, intellettuale. Molto facilitate per tutto l'anno le riconciliazioni (l'anno riesce a ricucire tutto ciò che eventualmente si spezza al suo interno), le imprese sportive acrobatiche o comunque aeree. Non in linea con l'annata l'attività onirica e il romanticismo di vecchio stampo. Sono cose che il '69 non comprende. Se qualcuno vi accenna viene fermato sul nascere. L'autunno è stagione di iniziazione: molte persone - specialmente i nati tra il 1945 e il 1954 - lo ricorderanno come una stagione con qualche brivido e nuove sensazioni.

CHIAVI DEL 1969 - Individuare il marchio del 1969 non è stato facile. C'è voluta una lunga riflessione, con i suoni e i testi dell'epoca per arrivare a quella che considero la scoperta più bella. Il '69 è un essere che vuole andare a fondo, che vuole rendersi conto di tutto. E' quella che in grammatica si dice 'funzione esplicativa'. Si parla e si spiegano le cose, utilizzando la congiunzione 'perché' e il verbo 'sapere'.
Perché le ore non si sono fermate con lei (Un'ora fa) - Perché perché perché... io le piacevo (Storia d'amore) - Ma spegni quella luce perché ho nostalgia di te (Nostalgia) - Tu adesso mi vuoi soltanto perché non cerco di te (Il paradiso) - Perché l'amore che non c'era adesso c'è (Che cosa hai messo nel caffè) - Mi domando perché sembrano tante nuvole che nascondono te (Il primo giorno di primavera) - Perché lo so che ormai non mi appartiene (Zingara) - C'è un fuoco dentro me che non si spegnerà, lo sai perché (La pioggia)

Non c'erano mai stati tutti questi perché nei testi delle canzonette. Addirittura viene usato anche nel senso di affinché.
Radio accesa e luce spenta perché il cuore non ti senta (Whisky) - L'ho comprato per te perché pensi un poco a me (Pensiero d'amore)
Questa funzione esplicativa si manifesta in altri modi. Ad esempio mediante frequenti incisi con 'sapere'
(E la mia anima - si sa - in purgatorio finirà (Lo straniero), La mia vita - lo sai - ha bisogno di te (Acqua di mare)
ma più in generale con la definizione
Gelosia è l'amore che non ti sorride più (Che male fa la gelosia), Mi hai chiesto lui chi è (Mi ritorni in mente), Ma l'estate cos'è se ti illude e poi.. (Acqua di mare), Io sì lo so che donna è lei... lei è un viso d'angelo, Oramai non sai più chi sei tu (Nel giardino dell'amore) - Ricordo che avevo paura... di cosa non so... (Nostalgia), Cos'è la vita senza l'amore... è solo un albero che foglie non ha più (Ma che freddo fa)

Non è un caso che il 'perciò' lo abbia il 1969 (ecco un altro eloquente segnale esplicativo)
Noi perciò ci vediamo su da lei pomeriggio alle sei (Pomeriggio ore sei)

Il grandioso 1969 voleva sempre spiegare, definire. I brani hanno un testo che si moltiplica per sviscerare.

SIGNIFICATO DEL PERIODO 1970-76 - Se avessi dovuto dare un'altra definizione avrei detto 'l'era della caduta dei monopòlii'. Tra il 1970 e il 1976 cadono infatti istituti giuridici, situazioni con unico gestore, anacronismi risalenti a molti decenni prima. Questa è la vera fase di liberalizzazione del mondo, che trova un terreno fertile nella grande disponibilità di oggetti e apparecchi domestici.
Questi sei anni segnano il trionfo della moquette (con crisi delle piastrelle), dei faretti e delle lampade alogene (che fanno tendenza), ma soprattutto della tecnologia domestica. Tutti azionano nuovi meccanismi, i giradischi diventano impianto stereofonico ed entrano in tutte le case. Perfino l'amore coniugale diventa tecnologia con i contraccettivi, di cui fiorisce la cultura e la diffusione. E' un'epoca che vede il crollo della religiosità tradizionale (anche se nessun libro di carta lo dice ancora). Comincia a farsi largo una formula che si può riassumere in questa maniera: religioso a modo mio. In questi sei anni - anche se nessuno lo vuol dire - avvengono defezioni dagli ordini. Un colpo lo danno anche gli editori, che non hanno alcuno scrupolo a far circolare romanzetti e pubblicazioni senza molti pudori. Il 1975 e il 1976, ultimo anello di questa fase, coglieranno frutti maturi e li faranno godere più di tutti gli altri.

Originariamente il 1970 e il 1971 erano separati dall'avvento della tecnologia di massa, in quanto sono in realtà due 'cani sciolti' con caratteristiche proprie. Dovendo ricomporli da qualche parte non avevo altra possibilità che accorparli alla prima metà degli anni '70, perché preparano il ciclo.

MEMORIALE 1970

Dicembre '69 lo ha detto: la nobile leggerezza dello scorso anno sembra svanire. Il 1970 inizia con un paio di mesi di scontri e tensioni generazionali. E' un periodo in cui l'aggressività si sviluppa dal fastidio per la dotazione altrui o dalla smania di accelerare i progressi venuti fuori nel corso del 1969. In gennaio e in febbraio personaggi dal fare maligno e senza scrupoli intorbidano le acque. Proprio i primi tre mesi dell'anno introducono un nuovo clima, intriso di sesso e di competizioni. Concetto chiave dell'annata è quello di campo. Scoprirete molte sorprese. Questo concetto si allarga simbolicamente a tutto ciò che lo rappresenta nella vita: campo di calcio, campo per concerti, letto matrimoniale come sede, luoghi all'aperto teatro di avvenimenti, contrapposizione tra individui ecc. Altro concetto fondamentale è la competizione. Il 1970 interpreta la realtà come uno scenario in cui si sviluppa una gara tra concorrenti. Tv e radio italiane, quest'anno, sono stracolme di quiz, di giochi a premi, di competizioni tra due o più concorrenti. E' poi un anno con una fortissima presenza di sceneggiati polizieschi a puntate. La realtà stessa si fa torbida (allucinogeni, sesso domestico, storie romanzesche, ecc.). E' un anno di grandi matrimoni, celebrati con grande clamore dei media. Il 1970 infatti non ama le soluzioni intermedie: in tutto vuole arrivare a una conclusione, in qualsiasi cosa porta la realtà ad estreme conseguenze (si pensi alle morti illustri per droga). Possiamo dunque dire che tiene comunque alla celebrazione.
Siamo in tutt'altro scenario rispetto al tranquillo 1969. Quest'anno, per ovvia caratteristica sua, recupera il passato come materia storica, ha un certo interesse per le cose antiche, per l'archeologia. Ma a causa dei forti contenuti molte persone si sono perse. In un anno così vario, chi non ha solidità dentro di sé o molti punti fermi cade vittima della droga.

Dell'agosto '70 è il festival che si svolge all'isola di Wight, con i più bei nomi dell'epoca. Tra questi anche Jimi Hendrix, celebrato chitarrista del triennio della discesa. Hendrix qualche settimana dopo viene trovato morto a Londra (responso del medico legale: intossicazione da barbiturici che ha provocato vomito e soffocamento finale). Si conclude così la parabola 'maledetta' di un uomo ricercato dalle polizie di tutto il mondo non meno che dai suoi ammiratori.
Passano soltanto pochi giorni e ci lascia anche la (sopravvalutata) cantante Janis Joplin, in una stanza di albergo di Hollywood. Dose eccessiva di eroina.
L'unico aggettivo che può definire da solo il '70 è 'torbido', che è l'unico a riassumere tre caratteristiche, sesso, competizione, cose piccanti. Il 1970 riesce ad essere 'conciliativo' soltanto nella parte di mezzo, da aprile e per buona parte dell'estate. Ma i primi tre mesi e gli ultimi quattro sono a tinte forti, e in essi compaiono personaggi strani, svitati oppure molto cerebrali. Difficile dunque dare al '70 una descrizione 'a blocco'. Scegliendo periodi di dodici mesi ho dovuto comporre le due nature.

CHIAVI DEL 1970 - Il confronto tra i due elementi - Qui il marchio è il più evidente di tutti, perché si ripete con una frequenza esorbitante. Immenso il campionario di preposizioni e avverbi locativi. Immenso il campionario di aggettivi possessivi. Immensa frequenza di pronomi personali. Abbiamo detto che l'anno concepisce la realtà secondo un confronto entro uno spazio definito. Come si esprime questo nei testi? Nella maniera più semplice, ponendo IO e TU in connessione e relazionando cose mie con cose tue in doppia direzione. Osservate:
Io e te da soli - La tua bocca, le tue mani sul mio viso, su di me (Mamma mia), Che noi porteremo lontano, io e te (Settembre), Io ti guardo mentre dormi accanto a me (Eternità), Piango mentre guardo te/ Stai dormendo ancora, io son sveglia e guardo te (Per te), Io non ti conosco, io non so chi sei... so che hai cancellato con un gesto i sogni miei (Insieme), Sento dentro me che tu abiti ormai nell'anima / Io mi perdo nel blu degli occhi tuoi (Io mi fermo qui), Se in fondo al cuore tuo c'è un ragazzo... sono io (Se bruciasse la città), Io che parlo con te, di... (Anna).

Continua correlazione dell'io con il tu, cose mie con cose tue. Un'annata che va agli estremi di tutto, garantendo competizioni ma anche confronti e soprattutto scambi tra me e te. Dilaga la destinazione, PER TE o PER ME. La lingua infatti colpisce l'altro perché l'annata arriva sempre agli estremi
Ho preso la chitarra e suono per te (La prima cosa bella)
Per me lei lascerebbe il suo castello (Lady Barbara)
Io che gioco le tue carezze per me... i tuoi pensieri eran tutti per me (La spada nel cuore) Credevo che l'azzurro dei tuoi occhi per me... (Fiori rosa fiori di pesco)
Io ti guardo e penso che sei un miracolo per me (Mamma mia)
Con le dita mie leggere ti sto dicendo quel che sei per me (Per te)
Per me e per te non poteva accadere nulla di più grande (La lontananza) Dimmi per chi piango (Io e te da soli)

Guardate nel testo di uno dei brani più belli e tipici dell'annata, 'Un pugno di sabbia' dei Nomadi. Tutto il pezzo è un'altra chiarissima esemplificazione, soprattutto il contrasto tra l'universo del 'me' e del 'te'
Ho nel cuore l'amore insieme a te, ma nel cuore rivedo ancora lui con te... Non c'è stata primavera insieme a te, dal momento che il sole non era più con me... Ti baciava le labbra e io di rabbia morivo già... ti baciava le labbra e un pugno di sabbia negli occhi miei...
Molto curioso che una prima volta il cantante dica: "Perdonare a te' e una seconda volta - particolare molto strano - canti lo stesso verso transitivo, "Perdonare te". Questo fu probabilmente un messaggio occulto di cui nessuno si accorse. Certo non si è mai sentito che in uno stesso brano un frammento della strofa venga ripetuto in una forma grammaticale diversa.

MEMORIALE 1971

L'annata non segue il 1970. In materia sessuale è più lineare, non ha esitazione nel proporla in maniera normale. La moda degli 'hot pants' mostra molto più che in passato le cosce delle donne. Il 1971 è un anno che non vede molte distinzioni di sesso (la Svizzera ammette anche le donne al voto, dopo referendum).
Una delle parole-chiave del 1971 è proprio unione. La forza del 1971 sta nel proiettare per la prima volta su un universo 'globale' desideri di riunificazione delle esperienze. Si può definire, in questo senso, antesignano della globalizzazione. Per fare questo recupera molte cose del passato (l'annata è colta, guardate quante citazioni nei film cinematografici, quante riedizioni nei programmi Tv, quante fiabe nei testi), alle quali assegna un nuovo volto (analisi, riesame, nuove interpretazioni, ecc.). Annata buona per archivisti, o per tutti coloro che registrano su carta, che mettono su un foglio numeri, conteggi oppure elenchi di cose (molte delle citazioni prendono questa forma).

L'annata ha anche una certa dose di 'noncuranza'. Quest'anno si ascolta poco consigli e obiezioni dall'esterno (vedi anche la questione del Bangladesh). La cosa diventa anche contraddittoria e porta a una mutevolezza di fondo. In teoria si vuole discutere, in pratica si fa poi di testa propria (determinando anche conseguenze rischiose). Molte opere di artisti vengono dedicate a cause civili, a nomi del passato, a cose per cui si dice valga la pena un minimo di attenzione. Quando poi la cosa è stata portata a conoscenza, il tutto si disperde immediatamente. Dice di voler portare la pace. Così sembrerebbe anche dalla quantità trascurabile di grandi conflitti.
Quest'anno va in crisi la libertà incontrollata, nel senso che si rendono necessarie alcune misure nuove per ristabilire un ordine all'interno di strutture in via di ristrutturazione. Il 1971 diventa dunque l'anno dei nuovi assetti, del cambiamento negli organigrammi (concetto-chiave dell'annata mobilità). Un giorno scoprirete tantissimi fatti correlati allo spostamento (gente che arriva in posti diversi, che viene spostata per lavoro, che si muove per strada lavorando, che comincia una vita itinerante, ecc.). Tra gli oggetti dell'annata le palline clic-clac, snervante passatempo che fa sbattere due palle tenute insieme da una cordicella, e il ping-pong che riavvicina Usa e Cina dopo una trasferta di atleti americani. Entrambi questi meccanismi realizzano il movimento (il primo provvedendo a 'riunire' le due palle divaricatesi, il secondo - che sembra appartenere più alla simbologia dell'anno precedente - mediante un moto di un'unica pallina tra due campi).

L'annata presenta una quantità rilevante di contenuti, di temi (la scuola, i rapporti familiari), ma non ha la necessaria malizia per trasformarli in potenti richiami sociali. Macina temi a non finire, perché è vorace nella sua natura onnivora. Uno degli elementi costanti dell'annata è il mistero (in questo caso non per un interesse specifico, ma proprio perché il 1971 è troppo ingenuo per penetrare ciò che non conosce; si noti qui la differenza, l'anno scorso eravamo al letto o al sesso, quest'anno siamo alla vista delle cosce). Accadono in prevalenza fatti e fenomeni dovuti a cause poco chiare (alcune lo diverranno in un secondo tempo, in un anno più acuto). Per esempio, nel 1971 scompaiono improvvisamente (o vengono sequestrate) molte persone. I sequestri vengono suggeriti anche da un'impazienza dell'annata nel perseguire obiettivi a lenta cottura. Si vuole far presto, si vuole ottenere immediatamente ciò che si insegue. Ma così facendo si conquista ben poco.
Il 1971 è fondamentale per l'incremento occupazionale del settore terziario (=produzione e fornitura di servizi). Le aziende acquistano un grande peso tecnologico, e gran parte si dota di uffici-stampa, uffici-ricerca e documentazione di progetto. In questa annata molti dirigenti - alti e medi - vengono trasferiti in altre sedi, o per farsi le ossa o per acquisire essi stessi una pratica direttiva. Il fenomeno della ristrutturazione aziendale prende corpo in tutta la sua realtà sociale ed economica.

CHIAVI DEL 1971 - Nel 1971 dominano alcuni brani Mogol-Battisti, coppia che ha trovato nuova linfa dall'apporto di giovani musicisti e partorisce al momento brani più curati di quelli di fine anni '60.. L'hit più forte dell'anno, dopo questi, è 'Tanta voglia di lei', dei Pooh. Il motivo rimbalza alla fine dell'estate, e più lo si sente più entra nel cervello.
Mi dispiace devo andare, il mio posto è là... il mio amore si potrebbe svegliare, chi la scalderà?

Questo pezzo introduce il nostro discorso al primo tema del 1971, la delusione con moto. Il protagonista - che in genere parla nel testo in prima persona - dice delle sue delusioni, di una presa di coscienza.
Avevo 16 anni e già deluso dalla realtà... io mi sentivo giù/ Da che parte andrò non so (Mamy Blue)... Gli amici sono quasi tutti via e gli altri partiranno dopo me, peccato perché stavo bene in loro compagnia ma tutto passa tutto se ne va (Che sarà)... Che colpa ne ho se il cuore è uno zingaro e va... (Il cuore è uno zingaro) Canzone porta in giro un po' d'azzurro (Sempre)... La suggestione mi ha preso la mano e tu piano piano sei venuto con me... ('La suggestione', non fidatevi di questo doppio senso apparente, il brano è triste)... Nostalgia che passa e va (Casa mia).

Il 1971 - abbiamo detto - è un pochino più ingenuo e sommario dei precedenti. Suggerisce solo temi. Non ha la profondità necessaria per estrarre o suggerire grammatica e strutture.
I Pooh, tanto per non smentire la delusione con moto, replicano subito con 'Pensiero', Non restare chiuso qui, pensiero, riempiti di sole e vai nel cielo...

Il secondo tema del 1971 è la narrazione romanzata, fiabesca. Questo rientra nella voglia di citare, e così si canta di Itaca, Capitano che hai negli occhi il tuo nobile destino... o di un dramma di guerra... Signor capitano, si fermi qui... attenti sparano... si butti giù... (La riva bianca la riva nera) o di una favola, come in uno chiamato Gesù Bambino (4 marzo 1943), del sentirsi improvvisamente Arlecchino (Amore caro amore bello), de 'Il gigante e la bambina', che in un giorno senza tempo camminavano tra i sassi...
In questo secondo tema è compreso un certo quantitativo di citazioni con Dio, che - come sappiamo - è la fiaba più grossa da sempre. La Vanoni dice 'Proviamo anche con Dio, non si sa mai' e Battisti lo usa con disinvoltura laica in 'Dio mio no', canzone censurata.

MEMORIALE 1972

Qui cominciamo ad essere lontani da tutto il resto. Il 1972 è come una nave che si allontana da un porto dove si è consumata una gran parte della propria vita. L'essere qui si sente 'vissuto'. Siamo dunque lontani dal clima della fine anni '60 e soprattutto da quel clima quasi trionfale che aveva dato novità in tutti i settori. Questo è il primo vero anno dell'era della Mass Technology. Qui si tirano le somme di tutto, ed è la prima volta che lo si fa. Facendo i bilanci, che succede? La prima cosa è rendersi conto. L'annata è sentenziosa, constata e trae delle conclusioni (prevalentemente serie, perché quest'annata odia la superficialità). 1972 è un anno complicato. Perché è un anno difficile a capirsi, lento, sottile, volubile. L'anno si sviluppa attraverso grosse ondate che vanno e vengono di continuo, in una alternanza tra aperture e chiusure. Il risultato è un miscuglio adatto agli artisti, a persone sensibili, a ideologi, a persone abili a manovrare e a tramare. L'inverno è lento e sonnacchioso. L'anno si sveglia all'inizio dell'estate, un'estate movimentata, intensa, che non lascia respiro. L'autunno è elegante e sobrio al tempo stesso. Si finirà in malinconia, proprio come si era iniziato.
L'anno è talmente serio e impegnato che i cantanti di Sanremo si coalizzano e fanno una manifestazione sindacale.
L'anno è molto filosofico, gli interessa la psichiatria, si rivolge all'essere, dunque penalizza le persone troppo gaudenti e i facili entusiasmi. Si potrebbe definire 'annata esistenzialista'. Questo è uno spazio più problematico di tutti i precedenti, odia il consumismo (che piaceva al 1971), soprattutto non concepisce lo sfruttamento delle persone. Il 1972 ama la musica, anche le danze (non quelle troppo scatenate). E' un anno che richiede a tutti un certo sforzo, perché non si culla in ciò che già esiste, crede molto nella ricerca, nella sperimentazione, nelle soluzioni collettive, nell'amore per la natura e per gli animali. Ricordiamo che è qui che si forma la prima vera coscienza ecologista e la consapevolezza del ruolo del clima. Molti brani musicali dell'annata hanno elementi naturalistici (cemento delle città, sole, pioggia, ecc.). Costante poi il lato bohémien, con esperienze di vita a cui si dà i colori (soprattutto della malinconia). Un'annata poco amata dai contemporanei, ma interessante per i posteri.

CHIAVI DEL 1972 - L'annata suggerisce due filoni:
a) Il coté bohémien - Frasi che si assomigliano terribilmente, come Dormo sull'erba, ho molti amici intorno a me.. (Piazza grande), Lasciò il suo paese all'età di 20 anni con in tasca due soldi e niente più... /Cominciò così a fare il vagabondo... (Viaggio di un poeta), Io vagabondo che non sono altro, soldi in tasca non ne ho... (Io vagabondo), Quanta gente ci ha tanti sordi e l'amore no e stamo mejo noi che nun magnamo mai... (Vianella), Al ventuno del mese i nostri soldi erano già finiti (I giardini di marzo), Le rose e i violini questa sera raccontali a un'altra/ Non dire nulla, c'è la notte che parla, la romantica notte... (Parole parole), Strade strade correrai... (La carrozza di Hans)
b) Il vizio della sentenza - Frequente una breve sentenza sulla vita, una constatazione da gente 'vissuta' che osserva le cose del mondo: Tu sei una musica che DIREI ho cantato già... (Una musica), La verità siamo noi... (Noi due nel mondo e nell'anima), Perché la voce dell'amore sembra sempre verità.. (Sole che nasce sole che muore), Aveva capito cosa conta di più... (Viaggio di un poeta), Guarda bene come ci ha conciati la metropoli... E dicevano 'quelli vengono dalla campagna' (Un albero di trenta piani), Ma il coraggio di vivere, quello ancora non c'è... (I giardini di marzo), Troppe lacrime in amore fanno aprire gli occhi... questo l'ho imparato (Non si vive in silenzio) ecc.ecc.

Queste due tendenze spesso si fondono nello stesso motivo, come in 'Io vagabondo', 'Viaggio di un poeta' e 'Semo gente de borgata', dove si canta un'odissea da gente candida ma con la testa smaliziata. Il 1972 ricorda quei tipi sui 25-30 anni che girano il mondo con il sacco a pelo dicendo di aver capito tutto della vita.

MEMORIALE 1973

Anno decisivo. Non gradisce le vie di mezzo, i compromessi. Il 1973 spezza catene. Qualsiasi cosa si intraprenda l'anno domanda ai singoli di prendere una decisione netta, di non esitare, di investire nei propri mezzi, di buttarsi nelle imprese, ma anche di lasciar perdere legami col passato (che l'annata non sopporta). La cosa non è da poco, perché non tutti possono essere in grado di interagire con un periodo così impegnativo. L'anno è da considerarsi drammatico, per chi non riesce a staccarsi da situazioni già maturate. Questa è la sua caratteristica principale: il 1973 non ha relazioni con le cose che già trova. E' come se gli interessasse intervenire ex novo ogni volta. E' un'annata impietosa, in senso sociale. E' l'anno in cui in Italia i centri urbani si chiudono alle auto per osservare l'austerity e in cui la pubblicità sui periodici comincia a farsi 'spinta'.

Una intera città francese, Mazamet, smette di vivere nel maggio 1973 per una campagna pubblicitaria della Tv francese. I cittadini sono stati convinti ad uscire e - a un segnale convenuto - buttarsi per terra per dieci secondi, allo scopo di simulare la perdita di 16.610 vite umane. Tante quante le vittime di incidenti stradali lo scorso anno, in Francia. Bizzarrie del 1973.

L'annata non sopporta chi nasconde (e si nasconde), chi si lamenta troppo, chi chiede troppi consigli senza decidere di persona. Favorisce per converso i creativi, le persone in grado di organizzare, di creare un'atmosfera, di innovare in profondità l'ambiente. Ama in generale le cose nuove. L'annata è dura, impietosa. Ha successo chi mantiene sangue freddo e non si lascia sopraffare dagli eventi, cercando di interpretarli e sapendo darsi una nota di coraggio e di autenticità. Nel 1973, per un'ovvia conseguenza, aumenta vertiginosamente l'uso di psicofarmaci e medicinali (sedativi, soprattutto). L'anno tormenta gli ansiosi e lascia un brutto risveglio, proprio per tutte le sue caratteristiche. Se fosse anche perverso, sarebbe un Apocalisse. Invece è leale, resta comunque nella logica, nelle arti della diplomazia, non aizza, non incendia. Diremmo quasi che per sua natura gode di cose misteriose, che la gente non può vedere ad occhio nudo. In questo rientra anche uno sviluppo dietro le quinte, che crea vittime sul campo (perché non si occupa per nulla di prevenire, di sistemare in anticipo). Nel '73 parecchi ci lasciano le penne, non solo in senso simbolico. Se si è in età, l'anno invita a ritirarsi (quel che succede ad esempio alla Bardot, scottata dal 'Colinot'). Bisogna accettare, o meglio sarebbe utile imparare ad accettare le 'scoppole', quando arrivano. Sono anch'esse un messaggio del tempo. L'autunno, specialmente, vedrà molte chiusure e molte nuove aperture. C'è chi abbandona l'attività, sopraffatto da una nuova concorrenza; c'è chi abbandona un gruppo per darsi ad altro, c'è chi deve sottostare a un improvviso ribaltamento nella propria vita. E' l'anno dei colpi di scena, delle sorprese, delle cose improvvise.

Cosa c'è di più indicativo del modo in cui il Milan butta via lo scudetto a Verona, nell'ultima giornata? Vedete che anche qui il passato non conta più. Un singolo avvenimento ha spezzato una catena e mediante una sorpresa ha mutato le condizioni. Guardate poi che brutto scherzo gioca il 1973 all'Inghilterra contro l'Italia (gol di Capello allo scadere, maniera beffarda e tipica del 1973).

CHIAVI DEL 1973 - Di che parlano i testi del 1973? Le parole quest'anno sono contorte, girano attorno al concetto. In realtà non fanno che esprimere quel che vi ho descritto nella colonna centrale. Sorprese negative, traumi sentimentali, incertezza del presente. L'annata suggerisce soltanto temi tragici, per lo più dialoghi in cui si dice all'altro: 'Non posso amarti'. Il tema portante è l'impossibilità di un amore, per cause indipendenti dalla propria volontà, con rottura del passato e gli occhi come mezzo di comunicazione
Forse mi dirai che un anno senza te non si vede sul mio viso, ma io lo sento in me - Clair, The moment I met you, I swear, I felt as if something somewhere... Had happened to me, which I couldn't see (Clair) - He sang as if he knew me in all my dark despair. And then he looked right through me as if I wasn't there (Killing me softly) - Io domani glielo dico che non l'amo più... guardami negli occhi, caro amore mio... (Io domani) - Pazza idea di far l'amore con lui, pensando di stare ancora insieme a te... (Pazza idea) - Ho sciolto il nodo dentro a cui mi dibattevo... Per un amore non basta, no (Da troppo tempo) - Come faccio a ricordarti io? (E mi manchi tanto) - Il passato dov'è? Perdonami, l'ho scordato con te (Un sorriso e poi perdonami)

Se poi la persona viene sedotta e costretta si divide in due per negarsi comunque
E' un'incognita ogni sera mia, un'attesa pari a un'agonia... Troppe volte vorrei dirti no, poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho... Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no... (Minuetto)

L'importante era negarsi, non concedersi all'altro, dirgli che non si può, far presenti ostacoli che impediscono una relazione. L'annata era quasi un modello di 'sopraggiunta complicazione', che rese difficili molte cose che in passato si erano sempre fatte con naturalezza. Fu il regno di pochi.

MEMORIALE 1974

Anno positivo, armonico, con un'estate tranquilla. Quest'anno si preparano grosse cose nella tecnologia, ma si preferisce tastare il polso con sondaggi di mercato, con piccoli esperimenti. L'annata è molto avara nelle economie dei paesi industrializzati, poiché non gradisce le grosse spinte materiali. La Borsa stessa viene ridimensionata (l'indice generale di Mediobanca raggiunge il minimo assoluto dal 1961). Si ricerca un accordo tra richieste dei paesi produttori ed esigenze dei paesi consumatori di petrolio, cosa che dipende dalla sostenibilità dei costi. Perfino negli Stati Uniti il governo federale decide quest'anno di tagliare le spese.
Ciò che caratterizza l'annata è semmai la sua debolezza, la sua propensione alla moderazione (anche nei casi in cui dovrebbe arrabbiarsi). L'anno non ha la forza necessaria per osare qualcosa (in questo senso dobbiamo interpretare la serie innumerevole di atti di criminalità soprattutto tentati più che realizzati). Tentare un atto criminale significa essere poco potenti socialmente, non potere fare. Nel 1974 abbiamo attentati, stragi, agguati, omicidi in tutto il mondo. Allora, come mai diciamo che è un anno fondamentalmente pacifico? Non dobbiamo confondere i due livelli di analisi. Criminalità esiste da sempre e si ripete ogni anno un certo numero di fatti criminosi. In alcuni anni - come questo - è più evidente, perché le organizzazioni compiono atti ai danni della collettività (ecco il dato del '74, ecco le crisi dell'economia, i cali di tutti i titoli, ecc.), e così ci si riempie di uno sdegno più visibile se sono 120 alla volta a morire anziché uno. Ma non dobbiamo farci trarre in inganno dalle cifre. Si hanno numerosi attentati proprio perché siamo in uno spazio di recriminazione (numerose durante l'anno le rivendicazioni), dove covano lunghe insoddisfazioni e rancori sociali che sfociano in attentati mediante esplosivo.
L'annata è più piagnona delle precedenti. Le persone, se urtate, si ritengono ferite e se lo legano al dito. Un anno con un potente senso di colpa. Lo stesso troverete in molti dei nati nel 1974. Si lagnano, recriminano, anche per cause che gli altri non capiscono. Poi sbolliscono e magari non sanno spiegare perché lo hanno fatto.
Il 1974 non ha un grande senso della realtà, è capace di innamorarsi di quisquilie romantiche, di una tinta, di una scommessa interiore, di un'illusione. Gradisce il soprannaturale, la parapsicologia (ancora si usa questo termine terribile), e comincia a diffondersi il verbo (quello profano) dell'oroscopo mattutino. Si parla tantissimo di guaritori, di trasferimento di energia terapeutica e di esorcismi.

CHIAVI DEL 1974 - Qui il filo conduttore, pur nella versatilità dell'annata, non può che rispecchiare nei testi i caratteri di debolezza e recriminazione. I singoli italiani portano tutti un contenuto psicologico di colpa (critiche, rimproveri, pianti, sfoghi) espresso rivolgendosi direttamente col tu
Non gioco più, ti assicuro... se ti faccio male...(Non gioco più) - Ti aspetterò dovessi odiare queste mura... (Anima mia) - Urla Marta 'Non pregare...' (Marta) - Voglio ridere quando piangerai... e mi dirai: 'Aveva sì ragione lui' (Voglio ridere) - Bugiardi chi? Tu bestemmi e non lo sai... (Bugiardi noi) - Mi addormento coi complessi di un bambino... se non l'ami perché ci stai? (Nessuno mai) - E adesso ascoltami senza interrompere... vivere insieme a te è stato inutile... spogliati come sai fare tu... tu mi rimpiangerai, bella senz'anima (Bella senz'anima) - Non dai modo di trovarti mai sincera... così piccola e fragile - (Piccola e fragile) Sei quello che sei e non cambierai... che strano amore, non ci capiamo eppure stiamo insieme... ridi, e non pensarci più... (Non pensarci più)

MEMORIALE 1975

Il nuovo periodo invita all'azione senza aggressioni, in maniera pacifica e spesso giocosa. E regala arte e musica in quantità. Questo è un anno che riunisce tutte le migliori qualità, senza voler essere 'di capitale importanza' (e questa forse è una delle sue qualità). E' piacevole, scanzonato, provocatorio, vitale, spesso gonfia un pochino le cose (inventando o esagerando la portata delle cose). Ma è un anno che realizza tutto ciò che l'individuo si pone in testa di realizzare (anche il male, naturalmente, se è questo che si desidera). Si recupera così quel senso della realtà che era mancato al 1974. E' sicuramente l'anno finora più laico e meno religioso. Ha una grande sete di riforme (alcune importanti le realizza). Un anno che può essere paragonato a un grosso bolide o a un grande giocattolo che viene dato in mano (e ciascuno lo userà a suo modo). Il '75 non sopporta doppi giochi (una volta avviato il giocattolo, lo vuole veder funzionare in un unico modo), le timidezze, le ritrosie. Se le scorge, trasforma tutto in caricatura. Quest'anno si leggono molti manuali di guida a nuove professioni, ci si può esaltare con nuove occupazioni, si possono creare suggestioni dal nulla, ci si perde nella (contemplazione della) natura (si comincia a parlare di 'effetto serra'). L'anno favorisce le iniziative individuali, ma inserite in un progetto socialmente vasto e di buone intenzioni. Può essere considerato l'anno in cui l'umanità intraprende strade alte della propria evoluzione.
Nel '75 succedono poche cose, per un naturale principio: chi è maturo e consapevole vive senza troppi sbalzi. L'annata realizza l'anticipo di quella 'fine della storia' di cui più volte hanno parlato i filosofi. Se andate agli almanacchi troverete pochissimi eventi di cronaca nera, pochissime tragedie, i cambi al vertice poi sono pochi e tutti positivi. Un po' dappertutto è l'anno del 'vogliamoci bene' (senza sprecare grandi parole, perché il '75 è laconico e lavora per sintesi). Da notare che l'anno, anche in caso di dissapori, tende ad evitare scontri sociali, per cui si riesce a stare in pace con se stessi e con gli altri.
Un fatto molto bello, che testimonia la felicità dell'annata, è l'incontro nello spazio tra la Soyuz (Urss) e l'Apollo (Usa). Nella politica italiana, si parla molto di 'compromesso storico' (espressione in linea con l'annata). Gli interessi in gioco spingono in questa fase il Pci a un atteggiamento moderato e conciliante.

Si legalizzano nuovi canali di trasmissione, arriva una grande e creativa ondata di musica ballabile, arrivano grossi impianti di alta fedeltà nei locali pubblici. Nella media, cresce moltissimo l'istruzione, perché l'annata ha determinato una grande diffusione di cultura (periodici alternativi, riviste musicali, giornali internazionali, concerti ecc.). Il '75 si rivela un anno fondamentale per tutti i nati nella prima metà degli anni '50. Improvvisamente sembrano a portata di mano cose in precedenza faticose. Durante l'anno hanno una grande visibilità sulla stampa i giovani e tutte le manifestazioni sociali e culturali, specialmente quelle organizzate dai collettivi e dai comitati autogestiti della sinistra. Molte le iniziative dei Radicali (ovviamente in grande sintonia).

Ricordare il 1975 è ancora più godibile se si hanno testimonianze tangibili, fotografie, eventi familiari o tracce di legami sentimentali nati quest'anno. Mai come in questa fase la parola collettivo, assurta a sostantivo, è stata presente. Entrando all'interno di alcuni appartamenti 'disordinati' molte persone della mia generazione si innamorano di quella realtà, cioè vedono qualcosa di artistico e di suggestivo in una stanza da letto con libri sparsi nel pavimento o in una parete presa interamente da poster. Ricordo di aver visitato quest'anno molti locali di collettivi e associazioni femminili, e di avervi trovato questo spirito fatto di 'piccole sensazioni' e di cose da nulla come 'posizioni di un quadro' o 'colori di un mobile'. L'amore poi è sentito in maniera molto informale e 'partecipativa'. Hanno risonanza i consultori e la consulenza su questioni sessuali mediante risposte sulla stampa. La gente non si accorgerà della parabola discendente dal 1977 in poi e così sembrerà quasi strano essere stati felici quest'anno.
In questa fase ci si ingegna per viaggiare nel modo migliore. In Europa circolano molte roulotte, perché le famiglie riescono a passarci intere giornate nei loro spostamenti usufruendo di tutti i servizi che si possono avere a domicilio. I single si ingegnano nella cultura del viaggio da single, con pochi soldi e possibilmente molte avventure. In questa cultura rientrano soprattutto la conoscenza di tariffe ferroviarie ridotte (i famosi biglietti Eurorail) e di alberghetti modesti ma pratici. Escono guide della serie 'Londra con venti dollari al giorno'. Forse è soltanto nel '75 che il viaggio diventa veramente alla portata di tutti, con invasione di saccopelisti. La musica impera. Ci si informa da molti mesi prima di concerti estivi. In alcuni casi si arriva addirittura soltanto per questo.

CHIAVI DEL 1975 - La musica, anche nei testi, non può che esprimere la felicità dell'anno. Quest'anno i brani esprimono una passione senza limiti e in grandi spazi (il 1975 ama stare fuori, all'aria aperta), con grandi dichiarazioni d'amore a un essere di cui non si riesce a fare a meno. Frequentissimi avverbi come 'more', 'enough', 'again'. Sono grandi sensazioni, si fa l'amore (le parole sono chiarissime). Se l'altro va via lo si prega di restare.
Ero felice di accarezzarti, e dopo la corsa... (Bella dentro) Do it, till you're satisfied / Passerotto non andare via... voleva vivere e volare... come due gabbiani migravamo... ci amavamo (Sabato pomeriggio) / Non resistevo più... Mi ami o no? Io di più / Arrampicàti sopra due finestre per cercarci... per niente si faceva all'amore - Ogni giorno ci sembrava importante per fare ancora un passo avanti nel giardino dell'amore (Pagliaccio) / Quattro giorni insieme a far l'amore come pazzi, a cucinarci gli spaghetti, e non ci annoiavamo noi (Quattro giorni insieme) / Io gli dico 'Ti amo', ricomincia da capo, è violento il respiro... l'importante è finire... (L'importante è finire) / Era bello andare avanti con niente, ma insieme (La voglia di sognare) / Aria/ Feste di piazza ecc.ecc.

MEMORIALE 1976

Il 1976 nei primi mesi porta ancora avanti il verbo 'forte' dell'anno precedente. E' perfino più intelligente e maturo, perché riunisce ormai tutte le conoscenze acquisite negli ultimi dieci anni (tecnologia, modelli di comunicazione, marketing, pubblicità). In questo senso è un anno più vecchio (ossia meno giovanilista) del precedente, più stagionato. Le cose d'altra parte riescono particolarmente facili, c'è entusiasmo, c'è voglia di fare. Poco importa che sia un anno positivo per tre quarti, cioè che gli ultimi tre mesi introducano una nota diversa, molto più bassa e complessa. Fino ad ottobre è un'altra grande annata, in cui chi non ha problemi acquista, viaggia, investe, riceve, spedisce, innova.
C'è però l'altra faccia, quella di chi al contrario ha problemi. Le note di disturbo provengono dalle frange che più 'estremisticamente' hanno portato in avanti la situazione. Tutti andavano avanti... loro lo hanno fatto nel loro senso. E' nel 1976 che autonomi, emarginati, cani sciolti, freak, omosessuali cominciano a farsi sentire (e si manifesteranno in tutta la loro efficacia l'anno seguente) guadagnando posizioni e immagine. Negli ultimi mesi dell'anno si crea il sottobosco - anche materiale e logistico - che permetterà i vari 'scantonamenti' del 1977. Perché il 1976 ha questo? Perché è comunque un anno impegnato nei problemi sociali, non può chiudere gli occhi, è molto molto realista (si vedano anche i film dell'annata). Il realismo eccessivo produce due reazioni opposte e contrastanti: si vede il marcio e si prende il buono allo stesso tempo. I personaggi di quest'annata sono problematici, autentici, se qualcosa non va bene sono pronti ad andarsene via o a ribellarsi. Il '76 è deciso: se prende l'iniziativa va diritto fino allo scopo. L'annata, essendo costruttiva, ama parlare. Non va per sintesi, come il '75, ma per analisi. Ferve il dibattito culturale. Il 1976, insomma, non tollera tradimenti e per inseguire questo suo ideale è disposto a sacrifici (l'estate vede grandi flussi migratori per concerti, riunioni all'aperto, mostre, ecc.).

Questo anno verrà ricordato anche per un particolare: spesso viene a mancare qualcosa (come l'aria a Seveso, il terreno si scuote in Friuli, il capo della Cina, ecc.). L'individuo viene messo davanti a una situazione difficile e deve prendere delle decisioni seduta stante (spesso contro un altro individuo), per cui l'annata ha una dialettica anche conflittuale. O decide - se ha sangue freddo - o fugge - se sangue freddo non ha. Si tratta dunque di studiare un'annata interessante dal punto di vista dialettico, con vari confronti sociali, varie prove (anche di forza), ma con un risvolto positivo che è la maturazione collettiva. Questo è un anno che al 31 dicembre registrerà un grandissimo saldo positivo in incremento di cultura. Ma è qualcosa che nasconde pericoli, che poi affioreranno interamente nel seguente.
Quest'anno si acquista e si ascolta molta musica. Nel 1976 molte persone avviano nuovi contatti con l'estero, fissano una nuova sede, si iscrivono a corsi, si allargano insomma. L'autunno immette in un piccolo (e imprevisto) imbuto. Sarà il salto in un vuoto - ideologico soprattutto - che accompagnerà il mondo fino ai primi anni '80. L'agonia di Bing Crosby simbolizza molto bene lo spegnersi del mondo tra il 1976 e il 1977, epoca in cui molte delle star che hanno fatto l'entertainment del Novecento si ritirano.

IL VUOTO - Qui abbiamo un improvviso affievolirsi di certezze ed entusiasmi, con affiorare di interrogativi sul futuro (generati anche dalle violenze) e di fasi depressive nell'individuo. Il 1977 non ha più la carica perché non ha la medesima spinta degli anni precedenti. Ecco perché lo abbiamo posto all'avvio di un ciclo successivo. Ci sono tanti episodi istruttivi al riguardo. Anche qui bastava osservare. Alcune vecchie glorie del cinema che - richieste - avevano fatto una piccola rentrée nel 75-76 qui ripiegano e ritornano definitivamente tra le pareti domestiche. Alcuni processi di riforma avviati vengono sepolti (Cina). La fase del Vuoto riprecipita il mondo in uno stallo.

MEMORIALE 1977

Anno completamente diverso da quelli che lo hanno preceduto nel decennio. Improvvisamente le certezze vengono meno. La gente si interroga, il quadro si fa più confuso, oscuro, incerto. Come tale, il 1977 non ama quel che amavano i due precedenti. Qui si va per cose imprevedibili, per rapide illuminazioni. E' un anno dalle reazioni incontrollabili, mutevole, uterino. Se qualcosa gli appare tutta d'un pezzo la smonta implacabile. Se è necessario usa l'ironia come arma di sfondamento. E' l'anno dei dibattiti sul 'che fare' e sul 'come essere'. La stampa, in tutto il mondo, impegna discussioni lunghe trimestri su fatti ideologici, sul futuro, sulla politica, sull'energia. L'annata non ama le cose programmate o preconfezionate. Questa volontà di 'non programmato' porta anche una nota di follia, nel senso che penalizza in maniera drastica tutte le cose molto ortodosse, molto rispettose di un ordine (l'annata odia quest'ultimo termine). Una delle immagini dell'anno è quella del settimanale tedesco 'Der Spiegel', che immortala una pistola su un piatto di spaghetti (i Tedeschi sconsigliano quest'anno le vacanze in Italia, a causa dell'eccessiva violenza).
Un particolare interessante è che l'anno parla molto di 'repressione', dunque sente probabilmente il complesso di una ritenzione che impedisce la normale e sana espressione degli istinti. Questo lo porta a spinte emotive devianti (concetto dello scantonamento), che non poggiando su una base certa si appropriano di modelli sociali effimeri. Ecco perché molti prodotti e molti pensieri dell'annata sono rivolti al passato (canzoni per bambini, vecchi successi rimixati). Il 1977 può farsi catturare dal vecchio solo perché non ha del nuovo immediatamente a disposizione. Io stesso, durante il '77, vivo molto spesso questa situazione: vedo un programma alla Tv e mi immedesimo talmente nel personaggio da voler poi uscire con i suoi panni (occhiali scuri, bavero in un certo modo, cappotto di quel tipo, ecc.). Si comincia a parlare molto del cervello, per spiegare i fenomeni di violenza. Varie riviste pubblicano articoli sulle ricerche più recenti intorno alla nostra materia cerebrale.

Molte vecchie star del cinema e dello spettacolo, in tutto il mondo, abbandonano quest'anno. La morte di due miti dell'epoca contemporanea come Elvis Presley e Maria Callas è uno dei tanti segnali che indicano la 'ritirata' in corso.

Per converso, l'annata favorisce uomini di teatro, gente capace di improvvisare, di fare recite 'fuori dai canoni'. Per restare forti nel 1977 occorre soprattutto avere una forza ideologica dentro di sé. E' comunque un anno ricco di fermenti, in giro. Si viaggia ancora. Ma si ritorna altrettanto rapidamente indietro. A casa in senso metaforico, giacché anche dopo tornati a casa si indugia all'aperto (l'estate vede molti campeggi). Al chiuso si sta malino, quest'anno. Si smontano progetti avviati negli anni precedenti, quasi godendo del fatto di mettere tutto in discussione, ma non si riesce neppure a dare risposte. Così questo periodo rimane come una tenda, a tratti anche brillante, che si apre e si chiude a intermittenza lasciando uno spazio di sofferenza e incertezza che non si riesce a riempire se non con palliativi e strappi vari.
Uno dei principali sintomi del ripiegamento in universi illusori ed effimeri è il videogioco. Si può dire che questo è il primo anno in cui accanto ai flipper compaiono su grande scala schermi per giocare. Dopo essere entrati nelle case, si possono trovare ora anche in locali pubblici con applicazioni di giochi noti come il Backgammon e il Poker.

CHIAVI DEL 1977 - La confusione e il vuoto vengono riempiti in successione da due palliativi:
1) Brani per bambini (primi mesi)
2) Single come 'remake' del passato, tra cui 'Don't Let Me Be Misunderstood' e 'Black Is Black' (con il titolo del brano dei Chicago fanno un trio di grande oscurità e timore).

Spesso notiamo che il 1977 esprime il timore di essere lasciati ('If You Leave Me Now', 'Don't Let Me Be Misunderstood', 'Non mi lasciare').
Questo è dato dal momento, che vedendo per la prima volta un declino (sarebbe il primo vero vuoto da 20 anni a questa parte, ma la gente vive senza sapere queste cose) comincia a veder nero anche quando le cose sembrano a posto. Si sta insieme ma al tempo stesso si constatano dei limiti o dei problemi e si vede nero.

Ma quanti ostacoli e sofferenze poi, sconforti e lacrime per diventare noi... Primo maggio, su coraggio, io ti amo... Se sei tu l'angelo azzurro quell'azzurro non mi piace, la tristezza... / Joy Inside My Tears... / Più di così non posso, ho un po' di paura addosso... Che male fa, stringere i denti...

MEMORIALE 1978

Se il '77 diceva 'non lasciarmi' il '78 dice proprio 'ciao'. Qui c'è proprio l'abbandono di qualcuno. Può essere un partito, può essere la terra di origine (esilio, fuga ecc.) può essere la propria indipendenza, può essere un'occupazione, può essere più comunemente la persona amata, o anche semplicemente un restare senza compagnia. Ad esempio è un anno con pochissime uscite sul mercato della musica pop, e con molte apparizioni di carneadi. Andate a guardare negli archivi e scoprirete che molti artisti di nome nel 1978 hanno una casella vuota: si sono assentati dallo studio discografico. Nel rock come nella leggera.
Anno altamente drammatico. Per la prima volta dal 1957 il mondo si trova davanti a una voragine. Nessuno dei pianeti più importanti sostiene, si ha come un improvviso naufragio da una nave che viene a mancare. Mancano anche gli uomini, nel senso che vengono meno davanti a responsabilità o non riescono a coordinare l'azione collettiva. Così la semplice incertezza del 1977 diventa qui irrazionalità pura e precipita il mondo nell'anno (finora) più drammatico della seconda parte del secolo. Il pianeta si ritrova senza energie vitali, in un vuoto che favorisce qualsiasi rifugio alieno alla realtà. Ecco dove le Chiese possono recuperare posizioni. Le recuperano quest'anno tutti i movimenti che si offrono di assistere l'individuo in difficoltà.

Nel 1978 occorre essere molto forti, per superare tutte le difficoltà che si frappongono alla realizzazione di qualsiasi cosa. Nel primo semestre molte persone si perdono, si danno a cose artificiali o viaggiano senza costrutto. E' un periodo sommamente negativo, in un modo che da tempo non si ricordava. Alle inquietudini sociali si aggiungono infatti problemi individuali di (re)inserimento in una realtà che si presenta vuota di valori e di entusiasmi. La stessa espressione verbale si fa contratta e preoccupata. L'estate è grandiosamente vuota di contenuto. Il 1978 può essere paragonato soltanto a un paesaggio arido e desertico. L'annata ha un discreto recupero soltanto negli ultimi due mesi. Novembre e dicembre introducono un clima più aperto e disteso, alimentando qualche illusione e facendo comunque respirare dopo una contrazione di molti mesi.

CHIAVI DEL 1978 - I testi anche qui non possono che rappresentare la disperazione dell'abbandono e problemi correlati a una situazione dura. Due sono i filoni che si succedono:
a) L'evasione dalla realtà (titoli come 'Wuthering Heights', 'Time passages' 'La pulce d'acqua', 'Il buio e tu', 'Figli delle stelle', 'Sotto il segno dei Pesci')
b) Il tema dell'abbandono - E dirsi ciao - Ciao - Cercami - Ci incontriamo per poi perderci nel vento... addio ragazza ciao, io non ti scorderò dovunque tu sarai (Figli delle stelle) - Anche se ormai tu non ritorni, resta qualcosa restano i giorni (Bella sarai) - Per chi ti vuole una vota sola e poi non ti cerca più... dedicato a chi è stato troppo solo (Dedicato) - E ti fanno compagnia quaranta amiche, le mie carte... anche il tuo cane abbaia la malinconia (Tu come stai?) - E Marina se n'è andata, oggi insegna in una scuola, vive male, insoddisfatta, e capisce perché è sola (Nata sotto il segno dei Pesci) -Dimmi che non sei tu... un miraggio... ma sei tu? (Tu) -

Quest'anno molti cantanti e autori non registrano proprio uscite. Troverete molti vuoti di produzione, assenze. Cose ovvie, dopo quello che ho spiegato.

MEMORIALE 1979

Dopo il deserto un po' di refrigerio. Ma giusto quello, perché più di questo il '79 non è. L'annata può essere paragonata a uno spaccio di bevande alcooliche che improvvisamente appare nel deserto dopo tanto peregrinare. Non può essere preso in seria considerazione, perché al suo interno non ha proprio nulla di importante. E' un anno leggerino, consumistico, che prende tutto in maniera lineare, troppo semplicistica. Una frase tipica dell'anno è 'me ne frego'. L'anno non ha molte esigenze, ama le cose esteriori o utili (quest'anno nascono l'idea del Cd e del walkman) e non esita a mettere insieme cose passate e cose da venire. Tutto gli interessa, perché di niente ha una specializzazione. Il 1979 assomiglia a quelle persone che vanno in un luogo e tutto gli sembra bello, tutto vorrebbero fare, tutto vorrebbero provare, tutto vorrebbero avere a disposizione. Soprattutto, si acquista molto. Non si esita a vedere quel che c'è sul mercato per soddisfare le proprie esigenze (ma non quelle più profonde). Questo era il periodo indicato per chi vuole concedersi viaggi senza pensieri, soggiorni all'estero fruttiferi, o semplicemente una pausa divertente (l'anno odia faticare). L'annata è internazionale, poiché non concepisce frontiere in tutto quello che fa e ama la pluralità.
Le organizzazioni criminali si mostrano potenti proprio perché rappresentano quanto di più immediato e spettacolare possa esistere nella società. Una delle attività più in vista sono poi le operazioni finanziarie. L'economia e il gioco con i soldi sono cose che interessano molto al 1979, perché con queste cose si permette alla gente di navigare con un certo spirito e non complicandosi la vita. Tutto questo viene fatto con la massima disinvoltura. Il 1979 ama giocare (dappertutto: in Borsa, al flipper, agli sport, a qualsiasi competizione leggera). Non si pone alcun problema di ordine morale, perché è talmente preso dal vivere che non gli viene in mente altro. Il 1979 ha come concetto fondamentale quello del cerchio. Per analogia, tutto quel che è circolo nella vita (vizioso, d'azzardo, o al contrario degli affetti, delle proprie cose ecc.). L'anno terminerà mesto in un desolato Natale. E resterà pochissimo di quest'annata, di cui molte persone conservano comunque un ricordo piacevole. Ma la maggior parte degli eventi si disperde nell'effimero.

MEMORIALE 1980

Siamo dentro un'annata lenta, pesante, monotona nella sua regolarità. I primi sei mesi danno l'apparenza di non trascorrere mai. Si resta come se ci fosse l'attesa di qualcosa di grosso, che non arriverà mai. L'energia vitale è come imprigionata, e ci si dà ad attività sotterranee e meditative. Quest'anno può assimilarsi alla fase in cui vanno in letargo molti animali. Chi lo ha capito se ne sta buono. Chi non resiste è destinato a soffrire, perché qualsiasi eccesso e qualsiasi baldanza vengono stroncati. Questo è un anno a cui piacciono le cose metodiche, le scoperte lente, le dure ascese. Soprattutto non deflette dalla moderazione. Se si sconfina nel leggero, il 1980 scoperchia qualsiasi intenzione subdola, perché è un anno serio.
L'autunno è più liscio e piacevole. Notiamo che tutte le cose importanti dell'annata avvengono da settembre in poi (incontro Gates-IBN, Apple III e primo lancio di azioni in autunno, prime trasmissioni delle private su scala nazionale in Italia, ecc.). Nonostante i difetti, l'anno è abbastanza importante perché crea le premesse di molti sviluppi degli anni '80. E' in quest'autunno che si aprono alcune porte importanti. E' un anno che non disdegna le sortite dettate dalla curiosità, il nuovo lo intriga. L'importante è che si metta ordine, che si stabilizzi qualcosa (vedasi in Italia la suddivisione del territorio nazionale in USL, Unità sanitarie locali, con tesserino e assistenza gratuita ai cittadini. vedasi ad esempio l'enorme risonanza che hanno i 'pentiti' durante l'anno). Bando alle spese pazze, che si nascondano anche i figli matti e tutti gli scheletri che ancora pendono nell'armadio.
L'anno favorisce la cancelleria, il montaggio e la fabbricazione di prodotti, la registrazione, e per analogia tutto ciò che è rivisitazione analitica del proprio passato. Nel farlo esige comunque che si limitino le fatiche, non vuole complicazioni fisiche - delle quali ha terrore - né perdite di tempo. Può essere paragonato a un orologio a pendolo, che gode immensamente ogni volta che i padroni di casa si avvicinano per pulirlo e regolarlo. Per i motivi insiti in queste caratteristiche, è comprensibile che l'estate sia stata calda e arida. Temperature altissime e soffocanti, dalla terza decade di giugno fino a metà luglio, hanno prostrato molti degli Stati Uniti.

Per capire il 1980 (o meglio i primi otto mesi) ho consigliato di badare al testo di 'Luna', di Gianni Togni, che lo rappresenta molto bene. E' infatti un'annata che progetta più che agire, che guarda le cose come da un rifugio, elabora, riflette... forse anche troppo (e guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po', sembro uscito da un romanzo... qualcosa farò ma adesso no...)

Quest'anno c'è poco movimento culturale, comunque. La gente sta di più in casa, poiché il 1980 non ama le uscite mondane. Guardate anche che razza di Olimpiadi poco mondane e chiacchierate si svolgono in Urss (tra l'altro con partecipazione ridotta). In estate specialmente c'è atmosfera stagnante.

SIGNIFICATO DELLA RISALITA. Con questo ciclo abbiamo visto arrivare i primi esperimenti di trasmissione Tv con satellite, i grandi serials delle Tv, i grandi canali e i giganti della Tv via cavo, i video musicali, e abbiamo preso dimestichezza con una serie di apparecchi nuovi come i videoregistratori, i primi computer da tavolo, abbiamo imparato la ginnastica aerobica, concepiamo bambini anche in provetta o con trapianto di embrioni, abbiamo applicato per la prima volta un cuore artificiale a un essere umano, abbiamo registrato un intervento chirurgico su un feto nell'utero materno. Ma abbiamo avuto anche pene e problemi causati da errori.

MEMORIALE 1981

Il 1981 è un anno molto difficile da analizzare e da descrivere. Si direbbe 'letterario', ma in senso forte. Passa molto velocemente, al contrario del precedente (molti ne usciranno avendo l'impressione di non aver fatto in tempo a fare qualcosa). E' l'anno di un nuovo inizio importante in tutti i settori, ma ha sulle spalle l'eredità del vuoto di fine anni '70 e forse questo è il principale motivo per cui non tutti sono pronti. L'animale si sveglia dal letargo e riprende a vivere annusando attorno a sé. Succedono molti fatti, quest'anno. Importanti, anche. Ma non ci si accorge. Ecco perché il 1981 avrà probabilmente una comprensione postuma, nei prossimi decenni. Sul momento lo si vive anzi con difficoltà (qualcuno non lo regge), talvolta con la bocca amara. Nessun anno registrerà come questo un bilancio finale così ricco di neologismi sedimentati, di termini ormai acquisiti, di usanze accreditate. Molto più ricca si è fatta la quantità di cose permesse. L'evoluzione rispetto al passato è più marcata. Ma non ci si accorge.
Il 1981 è molto abile nella costruzione di teorie, di visioni del mondo. E' un periodo che crea e dà distanze tra gli individui. In teoria propugna la pace, in pratica fa di tutto per non averla. Crede molto nelle gerarchie, nella necessaria autorità dei Vip. Ma è anche giustizialista, e se c'è da portare qualcosa alla luce non ha ritenzione. L'annata non consente errori. Chi ne ha fatto, quest'anno, li ha pagati cari. E sono moltissimi. Si sono avute tante delusioni nelle relazioni sociali, sia in senso affettivo sia in senso sessuale propriamente detto. Occasioni che pure si sono presentate non hanno trovato persone o strutture pronte. Il 1982 si rifiuterà di riparare nel settore danneggiato. Occorrerà attendere la metà del decennio per sciogliere nodi e tensioni contratte in questa fase.

E' molto difficile raccontarlo, per il resto. L'annata ha infatti una natura occulta, è come se stesse su un'altra dimensione della realtà, non è percepibile ad occhio nudo. A molti viene offerta - improvvisamente - un'occasione, ma se la lasciano sfuggire. Non erano pronti. Si può dire che chi ha una natura snob quest'anno si diverte a piene mani... chi è più terra terra ha da passar brutte notti. Tutto ridiventa possibile se si è capaci, e l'unico messaggio che esso porta è 'se avete fascino, affascinerete'. Il 1981 invita a leggere, a tenersi informati, a non perdere il passo con un mondo che si sta ridisegnando. Guai languire come nel primo semestre del precedente. 'All'erta stai', ci dice, 'perché posso presentarti sorprese belle o brutte minuto per minuto'. Il 1981 è un pacco-sorpresa che bisogna aprire. Se lo apriamo ci troviamo davanti a uno specchio, e se siamo forti abbiamo una nuova strada da percorrere. Se questa forza non abbiamo resteremo come se quel pacco non ci fosse mai arrivato, e qualcuno potrà spiegarcelo solo in futuro.

Attenzione, il 1981 ha lasciato dietro di sé tutto ciò che sono stati gli anni '70, anche negli oggetti. Ecco perché qui siamo necessariamente in un nuovo ciclo, che porta sia cose sia uomini nuovi. La serie di nuovi arrivi è tra i principali fattori che destabilizzano, soprattutto a livello strutturale e gerarchico, cosa che crea già un clima non proprio tranquillo. Molte persone cominciano a pensare di avere qualcosa da temere e si premuniscono (vedi caso loggia P2). Si tentano molti contatti di natura segreta. C'è da dire che l'annata, essendo ambiziosa, tende a puntare in alto. Si pensa sempre di andare ai vertici. Non sempre li si trova. E capita anche di camminare inutilmente, o di attendere qualcuno che c'era prima ma che non verrà più.

CHIAVI DEL 1981 - Due caratteristiche emergono in tutta evidenza.
1) Lo scaricamento su (o il narrare di) un altro. Sono per lo più azioni con soggetti esterni a chi parla. Rare le azioni dell'io. Tu cosa fai stasera, Strada facendo troverai... sentirai... vedrai..., Metti un periodo buio lì senza amore, Non ti lascerà da solo il mio canto straniero, She'll turn her music on you... she's pure as New York snow... she's got Bette Davis eyes, Johnny's always running around... Mary says she changes his mind, Every little thing she does is magic, Per Elisa... guardi le vetrine, non ti stanchi... lei

2) L'elemento della sorpresa o della suspence. Spesso (ci) si interroga. Do you think I'm to blame? Don't you think that by now? (Abacab), I don't know if you know who I am (In the air tonight), Ma dimmi... tu cosa fai stasera..., Chi fermerà la musica..., Dimmi chi ti ha preso... (Notte rosa), Che resta dentro di me... che fretta c'era... che resta di un sogno erotico... (Maledetta primavera), Do I have to tell the story... ask her if she'll marry me (Every little thing she does is magic), She never knows what to think (Johnny and Mary), Non capisco perché tutti quanti continuano a chiamarmi Donatella, Sarà perché ti amo... , Ti dà sempre ragione ma in cambio poi chissà che vuole (Malinconia), Her lips a sweet surprise.
Molte le citazioni della notte e della primavera. Non guardate a Sanremo: l'annata vera e propria parte da aprile.
Naturalmente esistono altre chiavi, del 1981. L'autore vi ha raccontato delle due più evidenti. 'Malinconia' era uno dei brani più tipici del 1981.

Come sempre c'è anche la 'summa' dell'annata, in cui tutti ma proprio tutti gli elementi del periodo sono in gioco. Ecco il testo che più di tutti rappresenta il 1981.
One man on a lonely platform One case sitting by his side Two eyes staring cold and silent Show fear as he turns to hide We fade to grey Un homme dans une gare isoleée Une valise à ses côtés Deux yeux fixes et froids Montrent de la peur lorsqu'il se tourne pour se cacher Sens la pluie comme un été anglais Entends les notes d'une chanson lointaine Sortant de derrière un poster Espérant que la vie ne fut si longue

MEMORIALE 1982

Siamo dentro un'annata 'maledetta', una delle più disumane del secolo. Questo è il cuore del dramma di uomini che cercano di risalire dopo il vuoto di fine anni '70. Ci si chiederà perché è drammatica la risalita. Il motivo si scopre leggendo i contenuti di questi cinque anni, che presentano una quantità di delusioni e di ostacoli non inferiore alle cose nuove che appaiono. E' come se risalendo un costone di roccia apparissero pietre taglienti che rigano la pelle di chi non ha altra superficie. E il quadro si radicalizza, quest'anno.
Continuano gli anni letterari. Questo lo è in modo più dolce del precedente ed è un anno che 'cova' le sue ambizioni. Ne ha parecchie e ama se stesso. Come tutte le persone ambiziose ha anche il giusto cinismo. Non solo: diremmo che è un anno crudele. Lo sarà per molte persone, a cui farà avere sgarbi, piccole vendette, ingiustizie, cose difficili da digerire, secondo l'ottica del 'mors tua vita mea'. Cosa richiede? Ama anzitutto le strategie, le tattiche, le manovre. E' un anno poco assistenziale, questo. Viene poco incontro: chi è in difficoltà si arrangi, che mostri la sua forza, le sue risorse.
In senso globale, siamo qui ad un bivio. L'anno assomiglia a un paesaggio autunnale, con poche rose e molte spine. La fase di spoliazione del nucleo domestico e delle certezze è qui al suo apice. Siamo dunque all'interno di un anno di privazione. Questo è anche un anno di morte. Molte volte siamo davanti ad auto distrutte dalla criminalità (notiamo qui l'elemento fallico colpito, di un essere comunque in esilio rispetto al suo corpo). Stiamo risalendo da un fondo valle e abbiamo ricreato nuovi strumenti (con questi dobbiamo ripartire), ma non sappiamo ancora usarli bene. E più d'uno si aggira spaesato, in questa dura risalita.
L'anno favorisce l'azione dei 'regolaristi' ingegnosi, dei bravi artigiani, di quelli che non fanno il passo più lungo della gamba. Se ci si limita, si può anche averne indietro qualcosa. Guai invece ai prevaricatori, ai presupponenti, perché possono averne cavoli amari. L'annata si diverte quasi a beffare chi parte coi favori del pronostico o con la sicumera del vento in poppa. Insomma, occorre fare molta attenzione. Non si mantiene mai alla superficie, anzi odia i superficiali e le cose superficiali. E' un anno fastidiosetto, che va alla radice di tutto. Anche quando la persona crede di aver qualcosa in mano, gli viene a mancare qualcosa o perché c'è uno che contraddice o perché la situazione rivela inconvenienti. Se si è in sintonia con lui, si avrà un successo 'poco visibile' e spesso inatteso, fortunoso. Ciò che accade è impalpabile. Quel che succede è spesso lontano dagli occhi.

MEMORIALE 1983

Quest'anno si lancia. Non ha gli arrovelli interiori dei due precedenti, non ha molti dubbi, non sopporta di star fermo. Ha bisogno della luce del sole. Spiazza, perché non si può esser pronti a un anno di fuoco dopo le lunghe riflessioni maturate e i drammi degli ultimi due anni. Così i primi due mesi sono terribili, una prova di forza. C'è del fuoco, ma non può venire fuori. Le intenzioni diventano una prova inattesa per chi le nutre. Ma non disponendo della sottigliezza dei precedenti, la prova viene registrata senza affrontarla. Significa che molte persone fuggono, cambiano sguardo, si fanno piccole (perché in molti casi vorrebbero non esserci). I primi quattro mesi trascorrono con molte pene e poche soddisfazioni.
Le cose mutano all'inizio dell'estate, che è torrida. Qui il 1983 trova raggi più adatti alla sua natura, e così fa innamorare, serve la felicità altrui, insegue finalmente un ideale concreto, e cerca di rendere tutto ciò che non gli era riuscito nei primi mesi. E' un'estate da vivere.

L'anno resta comunque goffo, perché le sue aspirazioni, che sono notevoli, trovano scarsa corrispondenza nella realtà. Ecco perché si alimenta di moda, di tendenze, di colori, di parole all'ultimo grido. Ha perfino un certo esotismo. Quest'anno tutto - perfino gli arresti della magistratura - viene spettacolarizzato. Ama ad esempio le serate nei locali (non si chiude in casa a leggere), le scene forti, le risposte 'a sensazione'. Per Time 'uomo dell'anno' è il computer. E' un anno che ha sempre colori pieni e forti. Tutto sommato, però, ha poco di fresco e di giovanile. Favorisce la legalità (sempre e comunque), e proprio per questo si fa abbindolare. Mancano la malizia e il cinismo del precedente, e così gli sfuggono le azioni astute. Vede poco, da lontano.

Quest'anno ritornano telefonate da persone già conosciute in passato. Si conversa, ci si incontra (qui occorre riconoscere che l'annata è genuina, non discrimina). Il clima triste dell'autunno lo reprime e negli ultimi due mesi si intristisce, convinto però che tutto con lui è sistemato. Il 1983 è stato un anno talmente convinto di ciò che faceva da non ammettere troppe alternative. Dava spazio a chiunque, anche persone di infima qualità, salvo registrarne lui stesso l'insuccesso o l'insufficienza di resa. Il 1983 può essere paragonato a una giacca elegante di altri tempi, che tenta disperatamente di riassettarsi e rimodernarsi nelle pieghe e nelle maniche. Difficile ammirarla. Ma senza fare troppe storie - e senza fuggire con altri abiti indosso - la si poteva anche indossare contentandosi di far buona la propria apparenza per un paio di sere.
Questo è l'anno di massimo splendore della cultura dei pubblicitari, che ormai sono una categoria a parte e si definiscono semplicemente 'i creativi'. E' fiorito anche un dizionario, quello dei copywriters, dei redattori editoriali, dei creatori di strisce pubblicitarie. E' gente che si dà arie. Da notare che i raggi molto esteriori dell'annata servono a puntino un settore che ha bisogno proprio della esteriorità.

MEMORIALE 1984

Si recupera l'interiorità, ma soprattutto la stabilità. La risalita ha qui un bel passo in avanti, perché trovano i primi appoggi e i primi punti fermi le novità uscite nel 1981 con qualche preoccupazione. Il 1984 non ama le spinte forti, non tiene in nessuna considerazione gli impulsi. Tutto quel che fa lo cura e lo pianifica. Se qualcosa lo interessa va diritto al sodo. Ha la riservatezza nel suo patrimonio genetico. Non concede molto udienza. Non di rado ha delle piccole crisi. E' un anno piuttosto passivo, e guarda con sfavore le cose fatte con leggerezza o distrazione. E' adatto ai sensitivi, ai contemplativi, ai ricercatori, tutte categorie che non vivono di cose immediate e appariscenti. La tecnologia è il suo pallino, perché con essa pianifica e tiene al guinzaglio la popolazione facendola ragionare. Quest'anno però si può reagire provocando nel prossimo reazioni di sconcerto. Nei casi in cui l'anno accetta anche un pizzico di follia, questa dev'essere collegata a un'ambizione personale, a una necessità. Quest'anno si immagina, si attende, si spera, si intravede, si viviseziona. Il 1984 sente molto le cause idealistiche, ma più che altro quelle finalizzate all'interesse del singolo individuo (per il quale è pronto a reclamare). Si scandalizza se qualcosa appare iniquo.

In autunno si fa più dolce e concede qualche divagazione agli impegni quotidiani. Ma sbraita sempre. E' un anno brontolone, poco conciliante, in una parola diremmo 'incontentabile'. Sono numerosissime le osservazioni che vengono fatte nel 1984, le richieste di chiarimento. Chi non vuole averne grane o eccessiva noia se ne sta buono sul sedile, a fare cose per sé. Gli altri sollecitano inutilmente un vicino di poltrona (bus, cinema, teatro, treno) che non degnerà il prossimo di molti sguardi.

Pausa di riflessione. Abbiamo visto molte persone e molti organismi dover rimediare in questi primi anni '80 a situazioni che si erano indebolite alla fine degli anni '70. Lo hanno fatto con nuovi strumenti. Non siamo in presenza, in questo caso, di un rinnovamento costruttivo ma piuttosto di un rinnovamento drammatico (specialmente nel 1981-82), che già ai primi anni '90 risulterà abbastanza effimero. Qualcosa ha spinto in avanti senza le certezze possedute in precedenza e qualcosa si è creato anche da una serie di privazioni. Ci sono aziende che crollano, gli uomini dell'economia vengono messi spalle al muro, le crisi politiche si fanno irrisolvibili ecc. In questo ciclo si sono registrate molte separazioni, molte persone si sono tradite, molte persone hanno conosciuto le droghe, molte persone hanno tentato cose che non sono riuscite. In Italia abbiamo avuto per la prima volta un governo laico (con Craxi la novità diventa assoluta), un nuovo Concordato per i rapporti Stato-Chiesa, enti pubblici rivoluzionati o soppressi, e proprio dal 1980 al 1983 si è diffuso un potentissimo interesse per l'occulto (è qui che si crea quell'immenso fatturato dei cartomanti, dei maghi, dei falsi astrologi ecc.).

Questo ciclo, soprattutto, ha portato nelle case una televisione completamente diversa da quella che si faceva negli anni '70. Un programma come 'Drive in' sarebbe stato impensabile ancora nel 1976. Tutto questo ha significato anche nuovi personaggi e una serie abbondante di neologismi, per gran parte dalla lingua inglese. E' difficile dire se questo arricchimento ha portato anche qualità. A questo punto i giovani - che sono i ventenni dei primi anni '60 - parlano una lingua rapidissima e spesso 'televisiva'. Non esiste più il purismo di una volta. In definitiva, il periodo ha agito da preparazione per ulteriori sviluppi, che porteranno la nostra vita molto al di là di quanto abbiamo saputo concepirla finora. Lo abbiamo vissuto con molti errori, data l'inesperienza con tutte queste macchine. Ma ci siamo lasciati per strada molte cose che non servivano più. Gli errori vengono riparati in gran parte dal 1985 e dalla fase della Transizione. Il ciclo 1981-84 resta dunque con un ricordo di innovazione e di dramma al tempo stesso. Il bilancio è straordinario per la spinta nel settore tecnologico ma sicuramente di sofferenza sul piano umano (abbiamo perso certezze e ci siamo privati di valori).

MEMORIALE 1985

Annata fresca, giovanile, virile. Un'annata tipicamente cinematografica e adatta alle riprese. C'è aria frizzante nel 1985. Torna un'annata potente dal punto di vista laico. L'anno ha pochi dubbi, procede spedito nella realizzazione di quello che i primi anni '80 hanno indicato e porta a compimento l'idea soggettiva di essere risaliti. Quel che si consegue quest'anno serve solo a perfezionare quel che il resto del ciclo aveva lasciato incompiuto e soprattutto a procurare quel che il rigido 1984 si era rifiutato di concedere. Ma tutto quel che si fa qui dentro resterà soltanto qui e non avrà molto futuro.
Quest'anno si conseguono posizioni, più anelli vengono messi in comunicazione, le domande ricevono attenzione, piovono conferme. E' un anno che va veloce in tutti i sensi. Perfino la burocrazia sembra adeguarsi alla sua scioltezza. La gente si sente più aperta, vuole scoprire, vuole fare, vuole viaggiare. L'annata sparge un alone illusorio, per la sua capacità di creare un benessere senza pensare agli eventuali sbocchi. E' un anno che fa tesoro del 'carpe diem' nella maniera migliore, ma al tirar le somme si scopre che non ha una continuazione coi seguenti. L'anno ha un ponte preliminare, che è la conclusione del 1984, ma non riesce a stabilirne uno tematico col prosieguo (1986). Dunque termina qui il ciclo della Risalita.
Quest'anno possono sentirsi forti anche i deboli. anche chi perde è convinto comunque di uscirne bene. Il periodo non conosce rese, non conosce umiliazioni, ha un orgoglio insormontabile e una fiducia a prova di bomba anche nel torto o nella tempesta. Sarà infatti quello delle sfide dialettiche, degli 'showdown', delle 'discese in piazza' per vedere. Ma è un anno che trae in inganno molte persone, tutti coloro che si erano convinti che da esso si potesse costruire qualcosa di duraturo. Un evento improvviso, quasi fatale, darà il rintocco di un'altra fase, completamente sconosciuta al 1985 (la Transizione).
Beninteso, molti ne hanno un ricordo bello. Sono in tanti - specialmente i nati tra il 1951 e il 1955 - ad essersi sistemati con lui o ad aver trovato un partner (cosa frequente in questi 12 mesi). Ma questo ricordo è come un cassetto che non si riapre più. Chi invece non lo ha vissuto bene? Chi era rimasto alla lentezza e alla meditazione del 1984. Qui si circola, si parla, si agisce, si mette immediatamente in comunicazione senza problemi. Guai stare a riflettere troppo o ad analizzare. L'anno si spazientisce se gli viene data un'attesa in qualcosa (non ama ad esempio la fotografia). Sono favorite proprio le attività rapide, le corse, le competizioni, le attività in palestra, le automobili in generale e tutti i mezzi a motore (questo era l'anno ideale per cambiare macchina, anche trovandola in affari di seconda mano), che servono ad attraversare uno spazio da percorrere in libertà, senza impedimenti e senza oscurità (il periodo non ama il buio e la nebbia ideologica, sono sue la perestroika e soprattutto la glasnost, trasparenza). Il 1985 acquista in velocità.

Per volare ad alta quota... dove si respira l'aria e la vita non è vuota... Le vedi camminare insieme, nella pioggia o sotto il sole... /

Perfino i nemici di un tempo sembrano disponibili al dialogo e pronti a dimenticare dentro un salotto (istruttivo l'incontro davanti al caminetto dei due leader delle super-potenze). La conclusione - gli ultimi due mesi - lascia con un po' di amaro in bocca. A novembre e dicembre arrivano alcune piccole 'scoppole', che rimettono le cose parzialmente in discussione. Chi ha antenne capisce che si torna alla realtà. L'anno seguente sarà di tutt'altra pasta. Il 1985 può essere paragonato a un viaggio molto piacevole in un pianeta sconosciuto. Tornati dal viaggio resteranno alcune cose belle unite alla delusione per non aver potuto farle durare più a lungo.

Una curiosità: il 1985, nonostante le sue caratteristiche, ha lasciato poca documentazione fotografica nei vari settori. Telecamere sì, macchina fotografica no. La gente e i fotografi in genere sono più tesi a riprendere quando gli eventi sono faticosi o particolari. Nel 1985, a parte il concerto e la tragedia dell'Heysel, c'è stato poco da riprendere. Se era fiction bastava il cinema.

SIGNIFICATO DELLA TRANSIZIONE - Lo scenario, alla fine del 1985, cambia completamente. Qui non abbiamo più i grossi problemi causati dagli sbalzi tecnologici dei primi anni '80. Abbiamo già una macchina chiamata Pc, abbiamo collegamenti planetari, riceviamo i programmi dei satelliti a casa, abbiamo una teletrasmissione via cavo. I dubbi residui qui non vengono risolti, ma semplicemente accantonati. Il ciclo opera semplicemente come anello di congiunzione verso un mondo pronto a ridisegnarsi con il grande incontro planetario del 1989-92. La Transizione porta ancora più in là il processo di evoluzione, in maniera da fare apparire l'avvento del Restauro radicale come un fatto necessario e ineludibile. Ma gli strumenti definitivi verranno trovati soltanto nell'epoca del Restauro. Così questo triennio diventa interlocutorio, ha eventi e personaggi che lo attraversano senza troppe scosse e senza lasciare una grossa memoria.

MEMORIALE 1986

Dopo il vivace 1985 arriva un anno debole, che ha sempre bisogno degli altri. Il 1986 vede poco da lontano e così si affida a soluzioni contingenti, che spesso risultano palliativi. L'annata possiede una moderazione costante, che sfoggia ogni volta che appaia opportuno. Quand'anche si scatenino tensioni, è capace di metterle a tacere in maniera diplomatica. Conosce l'understatement e sa muoversi per vie diplomatiche. E' convinto di poter andare per mare, ma una volta partito scopre di non avere sufficiente spinta ed esperienza. Resta così un anno che smuove poco le acque, non piace a quelli che amano le cose dirette e immediate. Qui mancano grandi impulsi, mancano le spinte. Ci si adatta. E' un anno precario, dentro il quale si può realizzare poco

Per la risoluzione dei problemi si tende a procrastinare, a ridimensionarli con un semplice rinvio a una fase successiva. L'energia è sotterranea, affiora di tanto in tanto in maniera inattesa ma breve. L'annata favorisce i medium, i cartomanti e tutto ciò che ruota attorno a questa segreta energia. Circola per tutto l'anno il concetto del rubare, dei furti in generale (se ne parla in merito alla sicurezza degli appartamenti, sui furti commissionati d'arte, sulle ruberie dei politici). Per analogia, nel 1986 è importante evadere, fuggire, andare da un'altra parte (si fanno molti piccoli spostamenti, durante l'anno). Del resto il furto è proprio lo spostamento materiale di un oggetto nel suo possesso.
L'annata è un poco suscettibile. Molti si irritano per una questione o per una frase. Vorrebbero dire 'a non rivederci' ma si limitano a un moderato 'arrivederci'. Il 1986 è talmente poco portato a decidere che la situazione rimane tale e quale. Si evitano così le situazioni più dure, non si arriva agli scontri. Se si soffre, si soffre in silenzio e con poche parole. Qualche bel momento in gennaio, ma il primo trimestre è debole e negativo. L'estate è sensitiva e intellettuale. L'autunno molto crepuscolare e artistico.

MEMORIALE 1987

Questo è un anno molto più aperto e disponibile del precedente. Invita a saggiare le cose, a tastare col polso le situazioni, a mettersi addosso tutte le novità. 'Perché no?', domanda il 1987. E così chiama a molte cose, fa venire voglie.
L'annata trova un clima propizio alla sua baldanza in primavera. La sua è una natura chic. Non esita ad inseguire una rivista patinata, a seguire le evoluzioni della cronaca rosa (che piace molto al 1987), a dare colori ad ogni uscita. Ma una volta in ballo non sa che fare.
Ci si perde in fuochi di paglia, cioè in effimeri entusiasmi presto sedati da una realtà che si rivela meno allettante. E così si dirà: 'Tutto qui?'. Però - sembra dire il 1987 - è importante che ci si provi, ogni volta. Insomma, vorremmo anche dire una nota positiva. L'anno vuole vedere, sperimentare, tentare sempre e comunque. Un'immagine nota a tutti è quella di chi, avendo visto che nella propria città arriva quel giorno una grande star del cinema, si fa trovare comunque sul posto per dire di 'esserci stato' anche lui, pur non potendo toccare o interpellare il mitico personaggio. Il 1987 è colui che si butta. E' spregiudicato. Certo, proprio per questo va a soffrire, perché finisce per raccogliere soltanto un quarto di ciò che vorrebbe teoricamente. Sono dunque ricorrenti durante l'anno brusche 'prese di coscienza', ripiegamenti coatti (nonostante un desiderio interno, che dunque viene represso). I singoli vorrebbero (e si sentirebbero all'altezza di) avvenimenti che invece non si possono assolutamente realizzare. Insomma, l'anno vive un quadro conflittuale, nel quale si innestano comunque molte inizative artistiche, molto turismo, molto scambio interpersonale. Resta dunque un anno vivace, molto pronto e disponibile, ma scarsamente specializzato in tutto quello che fa o che cerca di fare.
Essendo tali le caratteristiche dell'annata, è alto il livello dei desideri. Arriva a case editrici e discografiche un numero esorbitante di proposte da parte di giovani (per lo più aspiranti).

'Ci avete chiamato. Oltre a bere e vedere che dobbiamo fare?' - Questo è il nucleo principale di quella che poi sarà definita 'volgarità' degli anni '80. E' qui che si hanno le serate estive dell'effimero, in cui si offrono ai cittadini rimasti in città pacchetti di spettacoli. E' qui che si esprime in tutta la sua baldanza la 'Milano da bere'. E' qui che si crea un desiderio collettivo che non porta a nulla di stabile e reale. Si vede gli altri e si imita. Il 1987 consuma. Ormai ha tutto, perché l'epoca gli dà un poco di tutto. Ma gli rimane poco. Del triennio è l'anno più vivace. Ma non getta basi.

MEMORIALE 1988

Un anno privo di grosse tensioni, regolare nella sua andatura. Anche quando dice di essere molto interessato o impegnato in qualcosa (e lo fa quasi sempre) è talmente tranquillo che è difficile crederci. Ha una grande souplesse, pare che le cose possano sioltanto sfiorarlo. Tuttavia, appena si inizia a parlare ecco che diventa dialettico. Gli va di discutere, di contrapporre varie tesi, di mostrare tutto quel che si può dire di una cosa. E se la materia interessa diventa un raccontatore (gli piace la storia, la classicità), una specie di cantastorie moderno (le soap opera qui hanno favori). Così facendo sviscera a puntino ogni argomento, perché di tutto afferma di essere interessato. La sua contraddizione è che poi non acuisce mai le contrapposizioni, e si limita ad osservare (fare osservazioni) senza penetrare. L'annata non è facile né agli entusiasmi né ai grandi trasporti amorosi.

Non ha una morale. Se va bene, va bene. Se non va bene, va bene lo stesso. L'anno procede, non si blocca in nessun caso. Ed è il preludio delle meraviglie che cambieranno la vita nell'era del Restauro. Gli manca ancora la realizzazione della rete (non ha strumenti e neppur esso può gettar basi), ma comincia a parlarne. E' come se sentisse il fiato del seguente, cioè ha la premonizione della bomba che sta per arrivare e così non si sforza più di tanto. Durante l'anno arrivano persone nuove, situazioni che cambiano la vita, comunicazioni decisive. E' comunque una fase risolutiva della storia del mondo. La sua natura pacifica e realista gli impedisce i trionfalismi, gli eccessi individuali. E' un anno che favorisce il riordino delle proprie cose, la ragioneria, l'edilizia, le piccole occupazioni domestiche. Si viaggia meno degli anni scorsi, per turismo. Il 1988 cura di più la tranquillità domestica e piaceri intimi come l'arredamento e il decoro. Ama le superfici, sulle quali imbastisce il suo gioco. E' elegante, tiene sempre alle soluzioni più armoniche e convenienti.
Chi deve dimettersi nel 1988 si dimette senza problemi (proprio perché manca un clima di conflitto) e chi deve ottenere qualcosa, anche come arretrati, quest'anno consegue in genere l'obiettivo. L'autunno migliorerà addirittura le caratteristiche dell'anno apportando una nota più disinvolta e libera. L'annata si scioglie progressivamente in novembre e dicembre, per affidarsi al sacro verbo rivoluzionario dell'anno seguente.

IL RESTAURO - Che mondo è quello che si ridisegna in questo 1989? La risposta è: un nuovo mondo. Né di sinistra né di destra (qui non esistono più), né progressista né reazionario, né più brutto né più bello. E' semplicemente un nuovo mondo. La congiunzione larga tra Saturno, Urano e Nettuno avvenuta tra il 1989 e il 1992 segna l'inizio di questo nuovo mondo. La diffusione del personal computer nelle case, che prelude al lancio della rete, è stato sicuramente l'evento principale di quattro anni in cui tutte le nazioni del mondo hanno profondi rivolgimenti. L'importanza di questa congiunzione tra pianeti lenti e dunque generazionali è tale che i nostri posteri la ricorderanno con la massima considerazione. Naturalmente questi fenomeni non sono mai avvertibili immediatamente in tutta la loro pienezza. Soltanto in seguito, qualche decennio dopo, emerge tutta la loro importanza.
Il 1989-92 instaura un nuovo clima, che poi subirà alcuni disturbi (i punti più tragici saranno superati nel gennaio 1994 e nel primo trimestre 1995) fino all'inizio del 1997. Dalla metà di quell'anno tutto procede gradualmente su una via sicura.

MEMORIALE 1989

Ecco l'anno che scardina tutto. Ecco il rivoluzionario, nel più importante appuntamento degli ultimi cinque secoli (l'incontro di Saturno, Urano e Nettuno, che non avveniva dall'epoca di Cristoforo Colombo). La grande qualità del 1989 è che porta fatti, non gli interessa la spettacolarità. Difatti troverete una colonna centrale tutta impegnata da un diario come non si era mai visto in passato. Qui arrivano cose sostanziali, tutto si rimodella secondo una nuova concezione che dipende sia dall'arrivo di forze fresche (uomini nuovi) sia dalla scoperta che qualcosa si può fare. L'anno però non brinda, né diventa euforico. Semplicemente esegue.
Nel 1989 italiano (ma non solo) molti di quei protagonisti che vedremo negli anni '90 si sistemano sui posti, prendono posizione col loro corpo, cioè entrano nel palcoscenico in cui reciteranno la loro parte negli anni seguenti. Chi va alle partite di calcio conosce già questa scena, quando un'ora o due prima della partita cinque o sei giocatori entrano in campo vestiti con la giacca e fanno un giretto per saggiare le condizioni del terreno di gioco. Il 1989 vede più volte nel corso dell'anno questa scena dell'assaggio.
Il 1989 non è uno che parla, è uno che esegue e realizza. Non è uno che illude, è uno che dice 'pane al pane'. Non è uno che si perde nei sogni e nei progetti, ma agisce direttamente (prende appuntamenti e ci va, mette in contatto, non si nasconde ecc.). L'anno riunisce in sé anche qualità di tipo sociale, benché sia essenzialmente autonomo di natura. E' capace comunque di intravedere i difetti e di correggerli molto rapidamente. Ecco perché è questo il vero spartiacque. Solo qui può affermarsi in tutta la sua potenza il computer.
Il 1989 non conosce soste ed è uno dei pochi ad essere costante e implacabile per tutta la durata dei dodici mesi. Al 31 dicembre ci si ritrova con la stessa forza del 1 gennaio di 364 giorni prima. Per tutto l'inverno 1988-89 non cade - da noi - neppure una goccia di pioggia. E' uno straordinario preannuncio di un'epoca della nostra vita che cela anche nei simboli la valenza di asciuttezza. Vedremo questo simbolo molto spesso nella nostra analisi degli eventi dei primi anni '90. Ognuna delle quattro stagioni del 1989 riesce a prendere dell'annata le cose più positive, trasferendole dentro il proprio clima e all'interno di una differente sensibilità.
L'annata agisce a livello personale come 'specchio della realtà'. Chi già si sente bene non può che sentirsi benissimo. Chi aveva dei problemi quest'anno è costretto a confrontarli, a vederli esposti, a non nascondersi più dietro le parole. I posti non vengono dati. Quest'anno i posti si creano, per un curioso 'venire al pettine' di tutti i problemi a lungo covati. L'anno determina un'improvvisa accelerazione, ma lo fa in maniera naturale e senza strappi. Ribellarsi alle sue innovazioni significa comunque restare freddi davanti a una barca di salvataggio che arriva a traghettare due naufraghi in un'isola in mezzo all'oceano. Se non si accetta questa barca, qualche settimana dopo arriveranno sull'isola uomini con una lingua diversa. E il guaio - per questi ultimi - è che l'anno macina tutto, cioè stritola con un morso ciò che non va più bene e lo scioglie in un album di ricordi.
In questo quadriennio il computer passa dal 35-40% di presenza nelle aziende al 100%. Inizia ora la sua penetrazione presso le famiglie e i privati, partendo addirittura da zero (spuntano nuovi concessionari e nuovi negozi di informatica come funghi). Ma la macchina costa ancora abbastanza. In Italia un 286 costa non meno di 3-4 milioni. Si fa poi ancora una certa fatica ad apprendere.

Sui giornali incontrate spesso l'espressione 'i 5 o 10 anni che cambiano il mondo', e la cosa suona simile al 'terremoto più forte che si ricordi a memoria d'uomo'. Lo si disse ad esempio per gli anni '80, ma con questo metro qualsiasi anno 'cambia il mondo' (lo abbiamo visto proprio in queste pagine). Se vogliamo essere rigorosi gli unici anni che cambiano il mondo sono questi quattro, perché raggiungono obiettivi che portano molto avanti la civiltà della comunicazione e creano uno spartiacque. Anni che risulteranno duri in particolare per i nati dal 1934 al 1938.

MEMORIALE 1990

Anno che mette più drammaticamente a confronto il vecchio con il nuovo. E' come se tutto seguisse una certa via (il periodo non può disattendere le indicazioni del 1989), ma dopo la svolta sono ancora pochissimi a seguirla. Nei primi sei mesi dell'anno, il clima risente ancora di quel confronto, e così i segnali nuovi che emergono mettono in ovvia apprensione i detentori di un potere instaurato in una fase precedente (molti di questi ultimi cercano di fare le scarpe ai nuovi, in questa fase, ma non ci riescono). Il risultato è una piccola tensione, che complica un pochino le cose in vari settori. Il marchio del primo semestre 1990 è un confronto tra persone o cose (testi di Sanremo, programmi object-oriented, ecc.). L'anno però ha dalla sua una notevole capacità di mantenere il metodo, cioè di imporre la forza dell'ordine e della ragione. C'è chi sbraita, quest'anno. Ma viene messo sotto controllo proprio con la ragione.
Dovunque si fanno strada nuovi criteri ispirati alla pianificazione, alla graduale introduzione di nuove tecniche. Il clima persiste con alti e bassi per tutto il primo semestre, in cui comunque il fattore umano è importante (pochi anni sono stati soggetti come questo agli sbalzi di umore a seconda delle rispettive reazioni).
Nel 1990 ci si annusa, le persone si sentono, sono a più stretto contatto, e anche in questo si manifesta una grande caratteristica dell'anno, che è quella di 'squadrare' e 'filtrare' con un certo criterio tutto ciò che si capta con le proprie antenne.

Si sogna molto per tutto l'anno, anche se molte cose non andranno in porto (l'anno non ha le capacità, che poi vedremo, del 1994). Il clima muta un pochino nel secondo semestre, acquistando in forza e aggressività. L'autunno è dunque più radicale, se c'è la delusione la spiattella senza tanti complimenti e se c'è la perdita di tempo se ne dispiace in maniera sonora. Il 1990 resta comunque per la sua forte spinta verso la programmazione. Ama vivere e non sopporta di farsi trovare alla sprovvista.
Un atteggiamento ricorrente, durante l'anno, è stato quello di (ri)guardare le carte e accorgersi che le cose sono diverse da come le si pensava. La reazione più comune è stata quella di ristrutturare se stessi e il proprio ambiente.
Quest'anno molti personaggi della cultura, specie nei primi sei mesi dell'anno, confessano di non ritrovarsi più. Sono i centri urbani, soprattutto, ad esser diventati difficili da vivere. Faticano di più le generazioni che hanno vissuto l'ultima guerra, perché il mondo non più diviso ha cambiato faccia alla realtà di tutti i giorni. La selezione di questo ciclo è molto dura. Salgono pochi, o persone con fortissime spinte dall'alto o persone che hanno una specialità che altri non hanno. Il clima diverrà più leggero solo nel 1993. Qui cominciano ad avere posti-chiave i nati nei primi anni '60, che trovano un'atmosfera adatta alla loro razionalità e freddezza.

La fase 1989-1992 rimette uomo ed esistenza su un livello primordiale, in cui spariscono sovrastrutture (soprattutto urbane), luoghi di culto tradizionali, e il ritrovarsi da soli con se stessi e la natura è una delle caratteristiche del grande appuntamento planetario. In questi quattro anni (e oltre) saranno innumerevoli le imprese (immersione, viaggi tra i ghiacci, arrampicate, ecc.) e le libere iniziative a contatto con la natura. La cosa era stata conosciuta in piccole dosi negli anni della Risalita. Ora trova il suo terreno più adatto.

MEMORIALE 1991

Primo anno esteriore dall'inizio della svolta. Gli strumenti sono sul tavolo, abbiamo voglia di usarli e di insegnare che c'è un nuovo metodo. Fino all'estate, il clima invita all'azione e diventa al tempo stesso impegnativo: chi non ha niente da dire quest'anno si trova male. Perché tutto si svolge in maniera veloce, pragmatica. C'è bisogno di adesione, perché il 1991 vuole fare affermare qualcosa, che può essere una presenza (specialmente sul mercato), un'attività conveniente o anche semplicemente un'idea. L'accento è posto sulla scintilla che dovrebbe far partire l'esito finale. Quest'anno si fa leva sulle parole. Tutta questa tematica serve alla perfezione - sia in senso attivo sia per subire - i desideri collegati alla libera iniziativa che dovrebbe rendere. L'annata è comunque potente, perché non si risparmia neppure una delle voglie che arrivano.
Il bisogno di azione si nota anche nel tenore delle dichiarazioni, che coinvolgono un po' tutto il passato e collegano tutto e tutti. La parola connessione rimane dominante per tutti i dodici mesi. Molte aziende 'connettono' e 'si connettono' quest'anno. Connessione significa soprattutto far conoscere al di là di qualcosa, superare in qualche modo una barriera (magari soffrendo e superando ostacoli). Tutti ci si provano, nel 1991, sulle ali di una fiducia in sé e negli altri (spesso data in maniera ingenua). Arrivano le prime conferme del 1989, che danno un messaggio positivo e di fiducia per il prosieguo. Ci si può lavorare, insomma. Non ci si era sbagliati. Coloro che avevano saggiato le condizioni del terreno due anni fa quest'anno cominciano a mettere le mani in pasta.
Nel primo semestre avvengono molti colpi di fulmine sia affettivi sia intellettuali. Molte persone avviano nuove attività, entrano in un mercato, molti sollecitano la stampa ad occuparsi di nuovi personaggi e di nuove attività. Soprattutto si cercano complicità, accordi di convenienza, intese concrete. Le donne si mostrano quest'anno più disponibili e partecipano molto di più alle attività sociali. Questo non è né l'anno delle riflessioni né l'anno delle sofferenze intese in senso espiatorio. Ci si informa, non si lascia nulla di intentato. E se non si è soddisfatti si protesta. Questo è l'anno in cui una piccola scintilla può innescare un potente riversamento di lagnanze e rimostranze, perché si vorrebbe aver ragione da subito. Appartengono al 1991 le parole picconata e soprattutto esternazione (vedi vicenda presidente della Repubblica), perché l'anno non esita a dire tutto quello che pensa. L'esternazione, per analogia, porta al computer anche il primo supporto multimediale, il Cd-ROM, e una serie di supporti in forma rotonda (che è quella preferita dal 1991). Ma la maggior parte sono cose soltanto di quest'anno (videodisco, Cd-I, e Cdtv).
Il 1991 può essere un nuovo locale per una attività commerciale. Può essere un nuovo centro di comunicazioni, un 'call center' in cui decine di persone si riuniscono e trovano una sistemazione e che migliaia di altre persone decidono di chiamare per dare una svolta alla loro vita. Molti ci riescono pure. Chi non vi riesce (pur facendo parte della brigata) non ne ha comunque un ritorno di sofferenza. Non credo che qualcuno abbia avuto grandi sofferenze nel '91. L'autunno porterà un'atmosfera più moderata e raziocinante.

Il rampantismo del momento - Una smisurata voglia di fare soldi e tendenza in un ampio ventaglio di professioni coinvolge quest'anno una vasta schiera di giovani. E' il trionfo del terziario più facile, quello delle agenzie di servizio. Basta poco. Un locale in affitto, due scrivanie, un computer e il marchio (che quest'anno fiorisce spesso dal franchising). Nel 1991 partono molte cose, sulla base del 'mettersi in proprio'. Nello stesso settore è questo il momento della vendita multi-level. Sono toccasana dell'igiene, prodotti dietetici, medicinali miracolosi, anti-inquinanti, filtri di depurazione per l'acqua.
Chi entra nell'organizzazione subisce un lavaggio del cervello, che inizia dal primissimo incontro (una riunione in un albergo quattro stelle con rinfresco). Si prosegue con 'inni euforici' lanciati con urla disumane dal capo e dai suoi accoliti nel corso di sedute di gruppo travestite da convention o da corso di addestramento.

MEMORIALE 1992

E' l'ultimo anno del 'grande appuntamento planetario' e lo completa in modo grandioso. Attenzione, questi dodici mesi sono molto importanti.
E' l'ultimo anno in cui osserviamo eventi 'pesanti' che si ripercuotono su Costituzioni o elezioni. Qualcosa ci sarà ancora nel seguente ma solo come strascico. A fine '92 il bilancio è stavolta definitivo: ciò che non c'era più non c'è più davvero e non rimane nulla a chi non si era attaccato alla svolta del 1989. Questo periodo crea un maggiore solco rispetto ai precedenti, per somma di mutazioni e di cambiamenti. L'autunno è la sua stagione tipica, e rimane inciso per i suoi contenuti nuovi improvvisamente imposti a una società che si sta rimodellando.
Il '92 è un anno concreto, positivo, molto tecnico, inguaribilmente razionale in tutte le sue manifestazioni. Quest'anno non accetta soluzioni di comodo, vuol vedere chiaro in tutto quel che si fa e non ammette soluzioni 'pasticciate'. Il livello di maturazione raggiunto dal 1992 è molto alto, e guarda dall'alto tutta la storia passata. Con il 1992 ciò che non si deve fare non si fa più. Ciò che si deve fare viene 'analizzato' in ogni sua parte, e poi immesso nella vita di tutti i giorni senza esitazione. Questo è un anno in cui nelle lingue di tutto il mondo arrivano e vengono liberamente immesse centinaia di parole straniere, soprattutto dal settore informatico e tecnologico. La stragrande maggioranza sono inglesi, ma persistono residui dell'antichità latina e greca come suffissi. La vera globalizzazione (Europa, termini uguali in tutto il mondo, rete, multimedia, ecc.) avviene qui. L'annata ha un concetto-chiave nell'allineamento. Se qualcosa non va bene ci si disallinea, cioè ci si sposta da una linea precedente. L'annata lo fa in modo indolore, a differenza di altre. Ormai si sta modificando anche la percezione dell'occhio, sempre più diretto verso uno schermo. Con la rete pian piano diminuirà l'attività svolta in precedenza coi fax, perché non ci sarà più bisogno. Particolare curioso: solo in questo momento la parola fax arriva a catturare quasi l'intero dominio (prima c'erano telefax, e in parte facsimile). Proprio ora che si prevede non servirà più...
E' un anno molto scientifico, e in maniera scientifica colpisce se intende colpire. Da notare che la strategia viene utilizzata da entrambi i lati, sia in quello delle forze dell'ordine sia in quello della criminalità. Se non intende colpire, l'anno curiosamente ripiega in una soddisfatta inerzia, come se fosse umile e contento anche del poco. Ciò che non ama sono le 'piazzate', le urla tanto per urlare. L'annata è specializzate nei rendiconti. La stessa espressione 'Mani Pulite' le appartiene, ma più che altro appartiene al 1992 l'aggettivo. Il pulito campeggia su molti articoli e desideri dell'annata (per mani, per l'aria, per l'alimentazione, per l'immagine dei prodotti) e illustra chiaramente una 'resa dei conti' che nessun altro periodo ha creato in precedenza.

Lunghi periodi nel corso del secondo semestre trascorrono nel silenzio della natura (che il 1992 ama molto, così come i prodotti alimentari biologici) e nel lavoro domestico al riparo da occhi esterni. E' un anno in cui si ha comunque bisogno di un certo conforto, data la freddezza delle sue manifestazioni (l'annata non concede debolezze, è un essere tutto d'un pezzo) e la precarietà delle situazioni. Molte persone credono quest'anno di avere malattie che poi si rivelano 'immaginarie'. Che significa? Anche qui andiamo per analogia: una mancanza di 'calore' e di fiducia ha creato (falsa) sensazione di malessere. Il 1992 riconduce alla realtà tutte i voli pindarici e nel farlo non può che fare apparire pessimismo ciò che è solo crudo realismo. Può essere paragonato a un tavolo di lavoro, in cui più persone si alternano per far funzionare una macchina. Ciascuna di queste persone si ritira nel suo letto ogni sera pensando che vivere è duro. Ma al risveglio, la mattina seguente, sono tutti pronti a riprendere con serenità i tentativi pensando che altro non hanno da fare al momento. La convergenza del lavoro di tutti nel grande risultato del Web è opera di un anno che ha cumulato in sé tutte queste caratteristiche, che hanno proiettato la società nel punto più alto di una nuova costruzione. Ora bisogna pian piano richiamare gente che la abiti e che sappia usare l'arredo.

MEMORIALE 1993

Questo periodo inizia con un lungo ponte stabilito con l'autunno '92. Ma è questo '93 che introduce nell'era dell'incertezza più di qualunque altro anno. Siamo dentro uno spazio molto bello, elegante. Il 1993 è uno degli anni più artistici e raffinati degli ultimi 200. Non è un anno che si iscriva negli annali, non è un arrivista, non è un arrampicatore. Viaggia anzi a quote basse e non concepisce troppi sforzi per raggiungere una meta. Ha una coscienza sociale molto sviluppata. E' umile, ma estremamente fine, esige giustizia, non accetta compromessi mediocri o cose poco limpide. Tutto ciò che non sembra ben fatto (come ragionerebbe un pittore) viene rifatto. Altrimenti l'autore desiste e rimanda a un periodo più ispirato (nessuno dei seguenti, più tumultuosi, lo imiterà). Nel primo trimestre si hanno momenti drammatici, per esempio i primi dell'anno, gli ultimi di gennaio, l'equinozio di primavera. Fino al 26-27 marzo il dramma si ha nel confronto tra il vecchio che non c'è più e il nuovo che si vorrebbe. Ne risente chi non ha capito e accettato il nuovo, nel senso che si scontra fatalmente con chi quel nuovo ha già instaurato o tentato di creare. Così in questi primi mesi si registrano conflitti personali nei luoghi di lavoro e negli uffici, si chiedono trasferimenti, si viaggia e ci si muove per insoddisfazione (come se si cercasse nel movimento l'antidoto alla propria insoddisfazione). La 'valvola di spurgo' di ciò che non regge al nuovo ordine (ad esempio, quello giudiziario di Mani Pulite) porta a una serie di dimissioni o di rimozioni dai partiti e dagli enti pubblici.
L'anno ha una passione per l'interazione. Concetto presente e ricordato per tutto l'anno, in fiere e convegni, è proprio la interattività. Per tutto il 1993 ci si trova davanti a qualcosa, che porta a scoprire universi non conosciuti. La cosa per analogia significa per esempio interesse per la medicina che porta aghi sulla pelle (agopuntura) o davanti alla stessa sintomatologia (omeopatia). La cosa per analogia significa anche fare l'amore (che piace all'annata) con più partecipazione (un uomo davanti a una donna). Il karaoke è un congegno tipico dell'annata. Da notare anche qui l'esser posti davanti a qualcosa, la base pre-registrata su cui si canta. Alla Tv si vedono anche le parole sullo schermo.
Questo concetto dell'essere 'posti davanti a' è una chiave di lettura molto importante del '93, e la vediamo proprio nelle immagini più note come quella di Rabin che stringe la mano ad Arafat a Washington (foto che va dappertutto) o dei suicidi dell'annata, in cui l'uomo viene a trovarsi improvvisamente davanti a se stesso o a una mancanza di vie di uscita (e il davanti a se stesso provoca in questi casi la perdita di sé).
Questo è l'anno in cui si lavora con fervore su standard di applicazione a nuove macchine o a nuove tecniche. Ha successo chi segue logiche 'sociali' anzichè 'individuali' (queste ultime avevano dominato il 1990 e il 1991). Così si hanno buoni risultati nella creazione di cooperative, di fondazioni per assistenza o volontariato, e soprattutto di corsi (l'anno sarà stracolmo di aggiornamenti, seminari, workshop ecc.). Si stanno affermando le nuove tecniche di comunicazione, e qui si pongono basi importanti. L'anno tuttavia è silenzioso, nonostante la 'fuoruscita' di cose e persone. La sua raffinatezza impedisce di parlare a vanvera, per cui perfino le rimostranze - essendo dettate da un sacro senso della giustizia - quest'anno infastidiscono meno che in passato. Si trovano soddisfazioni in maniera originale. La sua apertura mentale permette escursioni, viaggi in gruppo, nuove collaborazioni. Il 1993 è come un quadro che viaggia in tutti i musei del mondo, e in ciascuno di essi viene 'ritoccato' in meglio da un pittore diverso.

Il 1993 si può considerare il primo anno che porta a concretezza le spinte innovative dei primi anni '80. Il Restauro ha fornito il materiale. Al 1993 il compito di consentire la prima vera messa in opera di tutto ciò che si può fare col nuovo materiale. Quest'anno alcuni computer cominciano a camminare con NT (per l'epoca una cosa immensa). Assestamento è comunque un ciclo che segue i significati della parola stessa, che indica un aggiustarsi di cose e sistemi per via dell'arrivo di nuovi congegni o personaggi che hanno cambiato il panorama. L'aggiustamento avviene in forma lenta e progressiva, senza che ci si accorga anche qui.
Tutta la parte centrale dell'annata - compresa l'estate - ci si diverte, perchè ci si sente spinti a uscire da se stessi, ad andare incontro a qualcosa. Allo stesso modo succede nei canali televisivi, che quest'anno vengono bucati da personaggi 'tutti fuori'. Le ultime settimane, a partire dal 20 ottobre, sono le più irreali e silenziose degli ultimi trent'anni. Regna una strana atmosfera, come se si stesse tramando qualcosa. Il mondo progetta qualcosa? E' in atto una trama segreta da parte di qualcuno?

MEMORIALE 1994

Siamo al silenzio degli ultimi mesi del 1993. Il 1994 comincia col silenzio irreale che è calato alla fine di ottobre. I primi 18 giorni sono durissimi. Tante persone ricevono eventi inattesi (incidenti ad esempio, oppure notizie molto negative come un responso sfavorevole o una diagnosi terribile o una scortesia da non dimenticare, oppure vengono messe davanti a una prova). La prova implica la necessità di una scelta, e drammatici contrasti rendono dure le prime tre settimane dell'anno. Lo vediamo in politica, così come nella cronaca molto cruda di quei giorni. La prova richiede una certa forza interiore.
L'incantesimo negativo si sblocca intorno al 25 gennaio. Da quel momento l'atmosfera si scioglie e l'annata decolla, mostrando tutte le sue caratteristiche. Soprattutto movimento per realizzare uno scopo, ricerca del successo in tutti i settori, estremo pragmatismo. Il 1994 è capitalistico, nutre predisposizione per il commercio dei prodotti, gli piace anche esporli. In tutti i settori avvengono nel 1994 miracolose performance, non solo da parte di persone già operanti ma anche da parte di illustri sconosciuti (che in questo '94 troveranno gloria, anche nei classici ed effimeri quarti d'ora di celebrità). Si hanno 'gioie segrete', cioè soddisfazioni godute in privato per qualcosa che è accaduto (vendite improvvise, profitti economici, esperimenti o collegamenti riusciti, nomine, annunci, ecc.). Il 1994 diventa il vero trampolino di lancio per Internet, di cui ora si comincia a conoscere la vera identità, cioè quella famosa ragnatela che consente di navigare dappertutto (World Wide Web). Il verbo navigare trova diffusione quest'anno.
Movimento finalizzato, in una ragnatela- Il Web con tutti i suoi istituti parte in pratica quest'anno, che cumula in sé tutte le caratteristiche che favoriscono la navigazione con un rapido movimento su una sequenza di tanti frammenti visivi (presto anche audio). In seguito le varie lingue assumeranno un nuovo verbo gergale per questa azione (in italiano si dice 'smanettare' e 'smanettone'). Si fanno strada le due abbreviazioni - lanciate dagli Stati Uniti - 'The Net' e 'The Web'. Molti termini tuttavia (gopher, archie, e tutti quelli degli anni '80) stanno per lasciare il posto ad altri.
Questo è l'anno delle azioni di forza, nel bene come nel male. Per cui ci si allea con la stessa rapidità con cui ci si lascia, si montano casi che vengono soppiantati da altri, e soprattutto domina la velocità. Arrivano avvisi di garanzia in pochi attimi, si parte piombando improvvisamente negli aeroporti, arrivano telefonate-choc improvvise da una parte all'altra del mondo, si convocano conferenze-lampo, si preparano misure-tampone e decreti nel giro di un paio di sere, ecc.ecc. Rientrano in questo quadro anche le continue scoperte di dettagli privati e l'accertamento. Questo movimento però non produce conseguenze durevoli.
I frammenti in sequenza - Il 1994 è anche regno dei creativi. Sua caratteristica quella di ispirare opere, immagini e interventi come 'collage creativo' di frammenti in sequenza che attraversano rapidamente il tempo narrativo. Molti eventi sono di questo genere.
Il giovane regista italo-americano Quentin Tarantino vince la Palma d'Oro a Cannes con 'Pulp Fiction'. Oscar a 'Forrest Gump'. Questa pellicola diventa molto presto stereotipo sociale (secondo me eccessivo e ingiustificato, mi pare che il protagonista faccia cose normalissime). Entrambe sono fortemente marcate 1994 (sequenza di tanti frammenti attraverso rapido scorrimento nel tempo narrativo, tecniche cut-up narrativo). Lo stesso carattere ha 'Zapping' (tipico 1994), un programma radiofonico italiano nato quest'anno che ritrasmette i sommari di tutti i notiziari (ma l'intero programma, una macedonia senza capo né coda, è sbagliato). Lo stesso carattere ha 'Blob', che infatti quest'anno è seguitissimo. Lo stesso carattere hanno i cataloghi (numerosi) inviati per posta o mediante schermo (tipici 1994, commercio più sequenza prodotti). Lo stesso carattere ha il motore di ricerca, che parte nel 1994. Questo è l'anno in cui il cinema si appropria con 'The Mask' della grafica digitale computerizzata (in cui rientrano i caratteri già visti).
Succedono meraviglie. In generale ci si sente in forma, i conferenzieri sembrano più brillanti, si fanno con facilità operazioni un tempo difficili. L'anno è di successo più degli altri perché crea più di tutti le condizioni per la riuscita degli affari, delle iniziative, del buon esito di qualsiasi cosa. E' un anno che non sopporta tentennamenti. Potremmo definirlo pericoloso. Lo notiamo anche dalle varie reazioni. Chi lo teme prende la fuga o si nasconde. Chi lo adora al contrario torna alla ribalta, nella convinzione che esso sistemi tutto. E chi ha il vento dalla sua parte quest'anno si mostra aggressivo.
Questo periodo ama le cose fatte di notte e all'oscurità, cioè non visibili a tutti. Per analogia, crescerà moltissimo il volume di operazioni compiute dal pubblico mediante tessere magnetiche (Bancomat, ad esempio, azione tipica compiuta di nascosto) o transazioni con mezzi elettronici in cui compare un codice segreto. E' significativo che quest'anno il Nasdaq, nuova Borsa elettronica, registri un volume record di azioni scambiate a livello mondiale. Quest'anno favorisce la satira e la ricostruzione fantastica degli avvenimenti (ama più la storia dell'attualità). L'annata è poi acuta nel rilevare errori altrui. Nel 1994 risulta in netto calo, anche per via dei computer, l'afflusso di testi alle case editrici.

Il clima dell'annata si spegnerà d'un colpo a fine dicembre. Improvvise difficoltà determineranno contrazioni e ripiegamenti in tutti i protagonisti del '94. Ritirata generale. in pochi giorni verrà rinnegata tutta l'eredità dell'annata.

MEMORIALE 1995

Battuta d'arresto nella grande evoluzione in corso. Il 1995 è una caduta in un universo indistinto, con le idee confuse, indeciso su tutto. Gli ultimi 10 giorni del 1994 lo hanno già detto: non è possibile continuare nella strada intrapresa, c'è qualcuno che si frappone e crea ostacoli con cambiamenti improvvisi di idea, voltafaccia, dinieghi repentini. C'è qualcosa che improvvisamente indica una crisi. Gennaio ad esempio si presenta come può presentarsi l'uomo nero alla porta di una tranquilla famiglia di una città. L'impatto con l'inverno 1995 è duro, e coinvolge tutti i settori (l'economia in special modo). Le comunicazioni appaiono meno facili dell'anno precedente. Il 1995 è l'anno che registra il maggior numero di connessioni fallite. L'utente ha preso tutto l'occorrente ma non è riuscito ad effettuare il collegamento con la rete, da casa sua.
Ridotto così a una 'nebbia irrazionale' il 1995 sarà soprattutto l'annata delle lunghe trattative, dei lunghi pour-parler che non porteranno ai risultati sperati.

Movimento verso l'irrazionale - Il movimento del '95 avviene in tre direzioni: 1) Orizzonti ignoti (città cablate, connessioni fallite, vuoti, ecc.); 2) Orizzonti indecifrati (capitali grossi, X-Files, Roswell ecc.) 3) Orizzonti passati (es., storia nel cinema, riesumazione vecchi nomi, premier ripescato, ecc.). Quando ci si muove in altro modo si fallisce o insorgono problemi inattesi che rendono il quadro nebuloso e difficile da interpretare. Ecco perché una delle vie obbligate nel 1995 è il viaggio, inteso come spostamento per lo più senza una meta.
Anche qui dobbiamo adottare una logica simbolica e così anziché il concreto si verifica l'indocumentabile in una sagra continua dell'irrazionale (visioni di Madonne piangenti, presunto filmato del corpo di un E.T. precipitato a Roswell).
La confusione del 1995 - Il 1995 è anche l'anno di Roswell, con le rivelazioni sul presunto atterraggio di extraterrestri nella località del New Mexico nel 1947. Mixer, in Italia, trasmette un filmato che mostra l'autopsia dell'epoca. Ci sono motivi che fanno pensare a una messinscena e altrettanti che inducono a ritenere autentico il filmato. La cosa più curiosa è che dopo la diffusione della cosa non si conoscerà con chiarezza (ecco un'altra testimonianza dell'annata, che non sa parlare chiaro) neppure il modo in cui la persona che ha venduto il filmato ne sia venuta in possesso.
Per analogia è indocumentabile anche una cifra con dodici zeri. Dunque per tutto l'anno si dibatterà di capitali, di grossi trasferimenti, di cessioni in base a cifre spesso di fantasia. Mentre chi grossi capitali aveva investito li perde malamente. Nel 1995 un maggior numero di persone sale su mezzi di trasporto pubblici, perché in fondo questi - nel loro anonimato - possono diventare rifugio dalle grane di ogni giorno. Si procede comunque, perché è comunque un anno di movimento. Ma s'inciampa, si cammina senza meta oppure si staziona in posizione eretta davanti a un oggetto di sofferenza.

MEMORIALE 1996

Il 1996 riporta saggezza. E' un anno che vuole costruire e ci riuscirà (quel che manca lo metterà il più intelligente 1997). Nelle vite individuali quest'anno - dopo le follie e le cadute dello scorso anno - registra una presa di coscienza con la realtà, mettendo già in soffitta tutte le illusioni alimentate dal 1995. Si torna su una strada percorribile, anche se non al massimo dello splendore. Il 1996 sa autoanalizzarsi meno degli altri. Essendo pragmatico va diretto allo scopo, e non sopporta molto di essere preso in giro o di ridere di se stesso. In questo modo sfuggono molte cose, perché non approfondisce. E' comunque un anno ambizioso, un anno che se preso nel giusto verso si getta nelle cose con la giusta partecipazione. E fa partecipare, è un anno che non isola le persone e le questioni. Tutto viene visto assieme (una delle parole-chiave è cocktail).
Il 1996 è stato un anno non memorabile ma positivo, nel suo equilibrio e nella sua moderazione. Non ha amato le follie. Chi lo ha avuto in buona sorte ha consolidato o costruito qualcosa. Chi non lo ha amato si è semplicemente annoiato.

Contano molto le parole, quest'anno. Per tutta l'annata si monteranno parole leggermente sovradimensionate rispetto alla portata dell'avvenimento. Spesso i protagonisti si troveranno costretti a ridimensionarle. Ma le parole grosse servono anche ad arricchire la propria azione (in Italia arrivano ad esempio 'l'authority delle telecomunicazioni' e 'la liberalizzazione delle telecomunicazioni'). Arrivano i dossier e le intercettazioni (ricordate le microspie portate alla luce?). Il 1996 non resiste a non sapere, è un anno che si intrufola, che interpella. Fenomeni molto deprecabili, che non abbiamo esitato a condannare.
Non sopporta le perdite di tempo, le gite inutili. Ma è rarissimo che si scomponga, ha un aplomb di stampo britannico. Per questo qualcuno lo vede 'frigido', poco penetrante (cosa certamente vera). Quest'anno torna in primo piano l'economia vera, non quella delle cifre figurative del '95. Il turismo ha ancora un'ottima annata. Fa presa anche quello delle foresterie dei conventi. Perché il turismo? Perché chi ha denaro trova conveniente quest'anno andare alla ricerca di qualcosa da scoprire. Sempre avida di informazioni quest'annata: si interpella la gente, e per questa funzione - a parte il lavoro dei detective - il turismo è un'attività ideale.

L'abbraccio tra gli elementi - Il 1996 vede molte situazioni in cui ci si abbraccia, tra partner commerciali, tra partner politici e tra semplici personaggi della pubblicità. E' un dettaglio non perfettamente visibile, ma quest'anno si è potuto notare nelle pause o tra le righe di altre storie. Quando poi qualcuno ha parlato, questi abbracci sono risultati più alla luce del sole. Tra gli abbracci per analogia anche il concetto del mettere tutti in mezzo. L'Explorer è uno dei concetti-chiave del 1996, in cui proprio il prodotto che si chiama così (browser della Microsoft) prende vantaggio sul diretto concorremte. Tuttavia, siccome l'anno non vuole troppi contrasti subito esce allo scoperto una serie di raccomandazioni sulla coesistenza possibile dei due sistemi. 'Vi spieghiamo in quale maniera potete usare l'Explorer tenendo anche il Netscape', dicono per tutto l'anno i giovani giornalisti dell'informatica. Sembra al momento un concetto di grande pregnanza. A ripensarci, negli anni seguenti, si sorriderà anche di questo.
Il movimento all'interno di una struttura - Quest'anno il movimento avviene prevalentemente all'interno di una struttura (sono infiniti i casi, Explorer entro Win95, gruppi politici all'interno della grande coalizione Ulivo). Nel 1996 va forte una nuova corrente artistica, la 'prison art', con elementi tipici del 'movimento all'interno' come il tatuaggio sul corpo. Soprattutto la 'home art', per cui si decorano in maniera surrealista pareti e soffitti del proprio interno domestico. Entrambe le tendenze sono partite dagli Stati Uniti.
L'integrazione tra gli elementi - Da registrare poi l'anno degli integratori. I biscotti diventano barrette, le pillole diventano integratori, cioè concentrati simili a un'alimentazione giro-del-mondo (che le comprende tutte). E' appunto la realizzazione del concetto 'visto insieme', in cui si fa partecipare tutto allo scopo di conseguire il migliore risultato. I prodotti vitaminici nel 1996 vanno fortissimo perché sono un'espressione tipica di quest'annata. Una frase delle più ricorrenti: 'Hai mai provato a pasteggiare con cioccolato, fibre, selenio ecc.'

MEMORIALE 1997

Anno sociale, diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto in questo decennio. Un'annata-choc, che crea dappertutto scoperte, bruschi mutamenti. Quest'anno tutte le nazioni hanno dovuto risalire la china da una situazione difficile (in alcuni casi drammatica). Meno male che l'atmosfera non era quella del '95. Viviamo un anno che introduce in maniera definitiva aria nuova. Quest'anno vanno forte le riviste e le comunità new age, che propugnano concetti assolutamente in linea con l'annata.
Chi studierà il 1997 sarà certamente interessato a scoprirne le innumerevoli facce, che provengono da un soggetto intelligente ma poco affidabile. Bisogna fare molta attenzione, perché questo è un anno burlone, che prende anche in giro. Riserva follie e bizzarrie non da poco. E' inoltre un anno con numerose valenze esoteriche che non possiamo spiegare in questa sede per mancanza di spazio. Succedono, nella realtà visibile, molte cose (in maggioranza negative, ma il bilancio finale sarà ugualmente favorevole) ma nella realtà invisibile ne succedono molte altre di cui i protagonisti taceranno.

In varie situazioni si fa un dietro-front. Si era in una direzione e improvvisamente le circostanze portano in un'altra, senza che si possa opporre resistenza. Si registrano specie nei primi tre mesi molti tradimenti, molte persone non osservano una regola o un patto, spesso ci si assenta in maniera strategica. Gennaio e febbraio sono davvero mesi che non vengono vissuti dalla gente nella giusta maniera. Avrebbero teoricamente aria pulita e alte aspirazioni, ma non ci si ritrova - nelle singole situazioni - e così si svicola volentieri lasciando le cose come sono.
Nuove congiunzioni planetarie si sono formate nei cieli all'inizio dell'anno e hanno portato sollevazioni di piazza, reclami a non finire, gente che non vuole ottemperare (il Parlamento si rifiuta di approvare il decreto che regola il passaggio della Stet dall'Iri al Tesoro; l'inchiesta sulla Gemina porta a 28 denunce della polizia tributaria, per irregolarità nei bilanci; l'estrazione dei numeri vincenti della lotteria Italia avviene in maniera erronea e qualcuno che pensava di aver vinto rimarrà a mani vuote e dovrà rivolgersi al giudice). In gennaio e ai primi di febbraio l'atmosfera è di grande nebulosità, e così spuntano anche improvvisi malanni o indisposizioni (che in certi casi salvano, mediante assenza strategica, situazioni ingarbugliate). All'aria nuova ci si arriva soltanto progressivamente, a partire dalla primavera. Nel nostro paese vengono avviate tutte le procedure della liberalizzazione nel settore delle telecomunicazioni. Alcune normative e alcuni personaggi entrano improvvisamente nella vita e nel lavoro quotidiano. Una delle parole-chiave dell'anno è proprio questa, entrata o arrivo improvvisi. Qualcuno ne ha paura.
Un evento scolpito nella memoria dell'anno è la ripresa con la videocamera all'interno di una chiesa, in Umbria. Siamo a settembre. Improvvisamente quel filmato diventa storico perché per effetto di un terremoto volte e pezzi di marmo della chiesa vengono giù travolgendo le persone che vi si trovano. Evento tipico del '97.

L'estate ad esempio è tranquilla e piacevole, ma anche in questa stagione sarà protagonista l'entrata improvvisa, con numerose sorprese (di cui, ripetiamo, i protagonisti non sempre racconteranno). L'autunno conferma e accentua addirittura le caratteristiche dell'annata, perché l'anno vi si trova più a suo agio. Il 1997 è come un ospite inatteso che entra nel nostro appartamento e col quale non riusciamo a dialogare bene perché parla una lingua infinitamente più progredita e ricca della nostra. E' un anno che impegna, non accetta cose mediocri. Un anno che porta alla prova chi non intende parteciparvi, nel senso che lo costringe comunque a far qualcosa per scoprire un nuovo settore, un nuovo lavoro, una nuova tecnica. Durante quest'anno avremo molte conversioni all'informatica, molte persone che prima non avevano mai toccato un computer vengono avviate all'interno degli uffici. Non fanno la minima resistenza, questo è un fatto confortante.
Questo fenomeno si riproduce anche in altri settori, e in tutti i casi si registra un notevole impegno del nuovo adepto.

MEMORIALE 1998

Anno di natura sottile e seducente, costante e uniforme senza nutrire troppe facce nascoste o da interpretare. La gente diventa meno problematica. I problemi - quelli rimasti - ormai si conoscono tutti. Inutile giocarci, fare strategie, calcolare troppo. L'annata ha rispetto alle altre un opportunismo innato. Riesce a vedere bene le varie situazioni e sa come sbrogliarsela. Il 1998 è una donna di mezza età, ben truccata in viso, che si comporta con una certa dose di astuzia e si integra perfettamente con l'ambiente senza creare ulteriori complicazioni. La grande capacità di quest'anno è proprio quella di accettare le inevitabili debolezze senza enfatizzarle. Così si penetra di più nei settori che interessano, si conquistano posizioni di potere (perché non si va contro ciò che può creare ostacoli sulla via). A livello più alto questo significa anche notevole intelligenza, soprattutto preparatoria. L'intelligenza del '98 è diversa da quella del '97 (che aveva meno appetito fisico ed era più bizzarro e cerebrale). Il 1998 è molto sano, ha desideri, pulsioni, e non reprime tutte queste sue funzioni perché le considera atto rientrante nella normalità. Guardate quanta goduria e abbondanza nel suono ottenuto in rete mediante compressione.

Favorisce il commercio in generale (guardate al clamore della new economy), dunque nuove attività. Fenomeni portati dal 1998 sono principalmente due:
a) Le fusioni tra grandi società (merger)
b) La capitalizzazione pressoché folle delle nuove società per la telefonia mobile

L'annata favorisce poi le attività marittime, la ristorazione, anche le attività assistenziali in genere. Odia le cose altisonanti, i paroloni, le grandi complicazioni. E' un anno minimalista, un anno che vive cercando di campare nel miglior modo possibile senza negarsi nulla. Termina malino. In dicembre si perde in una certa confusione, che comunque non cancella la solidità degli 11 mesi precedenti.
Il metodo della compressione, con conseguente riproduzione del suono, è una delle cose che il 1998 riesce a fare meglio degli altri anni. Rientra infatti nella sua natura. Se c'è da arrivare da qualche parte l'anno ci arriva, anche con mezzi non proprio ortodossi. Soprattutto, se incontra disturbi o impedimenti, non esita un attimo a sbarazzarsene con arti diplomatiche o politiche. Non gli manca il coraggio, neppure nel prendere posizione (benché non si ammazzi). Al 1998 piacciono le cose non troppo arzigogolate. E' un anno fortunato. Molte cose se le ritrova, senza neppure lavorarci sopra, e se qualcosa arriva all'improvviso riesce a trasformarlo in maniera che vada a suo vantaggio. Non discrimina, non evita. Il suo unico difetto sta nel non esser mai decisivo. Non stiamo parlando di un anno molto importante, sia ben chiaro. Questo è un anno comunque di passaggio. Serve a suggerire temi che il più intraprendente e violento '99 porterà alla luce, in una serie di sfide. Anche qui si può dire che l'anno prepara. L'annata abbonda di sesso, sesso a piene mani e in tutte le salse, in una serie infinita di storie (Bilancia, Clinton-Lewinsky, videocassette ecc.). Il 1998 è stato l'anno delle calze e dei collants, cosa che si capisce dalle sue caratteristiche.

MEMORIALE 1999

Qui si comincia a volare ad alte quote. Siamo in un periodo di slancio e di investimenti. Investire non solo denari, investire nella propria immagine, investire con le parole o con gli atteggiamenti, investire in tutti i sensi. Il 1999 è un'annata di tensioni. Si infila nelle situazioni più dure, nei confronti bellici, nelle sfide. Per quasi dodici mesi ci si trova tra due o tre fuochi, nettamente contrapposti e antitetici tra loro. L'anno, anziché moderare e attutire, sembra assorbire le tensioni e diventa teso lui stesso perché non ha natura né pacifica né conciliativa. Però tiene.

Il 1999 si trova a raccogliere una eredità corposa e non facile da gestire. C'è pace, ma ci sono ancora dei piccoli conflitti qua e là. Esiste inoltre una certa discrepanza tra chi utilizza già la nuova economia e chi non ha invece accesso ai nuovi strumenti nel senso più redditizio. Tutte le situazioni vengono risolte anche qui con la 'legge del primo anno', che non esita ad imprimere un ritmo diverso dall'anno che lo precede. Il 1999 si permette anche eccessi. Prende di mira chi è debole, non guarda in faccia, e soprattutto è disposto a 'vedere' cosa c'è dall'altra parte (similmente a coloro che al poker 'vedono' il rilancio di chi punta alto).
Molte persone (soprattutto giovani artisti) si lanciano senza timori, perché credono che questo sia il loro anno. Il 1999 favorisce le persone incisive, senza timori e scrupoli, pronte ad affrontare la realtà. In cambio non dà molto, ma crea comunque una selezione.
Altra grande qualità dell'annata è la curiosità. Questo è un anno in cui basta una pulce. Molti affari vanno in porto da un semplice avviso pubblicitario, spesso si insegue un oggetto nuovo che si è visto in mano all'amico o sulla pagina di un settimanale. L'annata si dilata in immensi spazi economici e commerciali soprattutto per la caduta delle barriere e l'apertura dei mercati internazionali (in gran parte dovute alla liberalizzazione degli scambi). I continenti sono grandi mercati disponibili ad offerte e cessioni. Per tutto l'anno vanno molto forte gli status-symbol, quegli oggetti nuovi della telefonia o dell'informatica che dominano ormai la vita quotidiana. Tutto il 1999 vede un grosso lavoro di scoperta di questo nuovo universo. Ecco, è capace anche di grosse fatiche quest'anno. Se si appassiona di una cosa, è capace di starci giorno e notte senza mollare la presa.

Conservano un buon ricordo proprio coloro che si sono trovati in sintonia sul piano del metodo. E' curioso ad esempio che molte cose, molti meccanismi quest'anno si blocchino con vari black-out e interruzioni. L'anno non si scompone e va immediatamente alla ricerca della soluzione più rapida. Uno dei protagonisti dell'annata è proprio il processore dei Pc. Parliamo qui di una lotta tra titani. L'annata è difficile da vivere, perché continuamente tiene in tensione e sotto pressione uomini e relazioni sociali. O si viene ricevuti o non si trova neppure chi si cerca. In politica ad esempio con il 1999 o si comincia a fare qualcosa o si lascia per avvenuta scadenza. I più acuti osservatori avranno notato che il primo anno di ciascun ciclo spezza la marcia e introduce un ritmo diverso. Così è anche per il 1999, che mostra varie penetrazioni e attacchi. E poi non ha vie di mezzo. L'anno vive di una tematica simile a una corda che si tira e propende senza vie di mezzo o per una estremità o per l'altra. O lancia o boccia senza pietà. Quest'anno semina vittime anche nei Vip della musica, alcuni dei quali non trovano il consenso o il compenso che volevano. E' un'annata comunque dotata di un'intelligenza senza limiti, se vuole. Se si accorge che non è il caso, riesce perfino a dire 'non è il caso'. Così facendo, può essere che vada a creare danni a qualcuno o a qualcosa (mancando di tatto). In questo si conferma ancora la sua aggressività, la sua determinazione.

MEMORIALE 2000

Se nel '99 si cominciava a volare su alta quota nel 2000 si vola a quota altissima. Quest'anno conferma tutte le sentenze dell'anno precedente su ciò che non c'è più e vi aggiunge qualcosa di più solido. In questo è più brillante, poichè a differenza del '99 è in grado di creare valori stabili, e sa lasciar decantare tutto ciò che non può cristallizzarsi. E' un anno capace anche di moderazione, dunque di saper dominare la realtà in qualsiasi situazione. Durante il 2000 naufragano parecchi uomini al potere da lungo tempo e si ha la morte (molto significativa, al di là delle cifre) di uomini a lungo carismatici del Novecento. Pare che l'anno abbia agito da ricambio, e chi funzionava da troppo tempo ha tolto il disturbo come in un ricambio di pile.
Dal 1 gennaio al 31 dicembre viene compiuta molta strada, e lo si fa con la massima disinvoltura. Questo è un anno che tira avanti, non ha e non concede esitazioni. Alcune caratteristiche sono in comune col periodo precedente. O si emerge o si affonda. Il 2000 è assolutamente realista, non ha neppure una goccia di romanticismo, non ha molta letteratura, bada alle cose della vita.

Allargando gli spazi, l'annata lavora un po' come un dilatatore universale di potenza. E' un anno che a tutti un po' concede qualche minuto di soddisfazione. A tutti, anche ai più miseri e impotenti, è successo di assaporare una serata piacevole, qualche istante di sogno, qualche barlume di gloria. Il 2000 ha dato spazio a tutti, anche se per pochi istanti. Tutti danno l'impressione di aver vinto. E così più che chi ha vinto, nel 2000 ci si porrà ogni volta questa domanda: 'Chi ha perso?'. Il 2000 non ha reso facile l'ammissione di una sconfitta. A fine anno, ad esempio, si vede come dà uguale spazio ai due contendenti americani e si ha l'impressione che nessuno dei due debba perdere. La stessa cosa era successa in precedenza, dappertutto. Anche chi era stato sconfitto aveva rifiutato - dapprima - di darsi vinto oppure è stato sconfitto soltanto perché il vincitore doveva essere per forza uno soltanto. Quando necessariamente sconfitto doveva esserci questi lo ha ammesso solo costretto, oppure le cose si sono risolte per via misteriosa.

MEMORIALE 2001

Se il 2000 viaggiava su quote altissime, il 2001 viaggia su quote stratosferiche. Il primo anno del nuovo secolo apporta radicali contributi e introduce definitivamente nell'era dell'incertezza e dell'imprevedibilità. Un nuovo periodo che richiederà questi requisiti come fondamentali per addestrarsi alla vita e alla consapevolezza del mondo in cui si vive (in contrapposizione alla comoda e incrollabile fede che per secoli si era richiesta come valore-guida).

Tutti, ma proprio tutti gli avvenimenti principali del 2001 aono caratterizzati da atteggiamenti che abbiamo ritenuto di poter sintetizzare nella parola 'estremismo'. Le persone si trincerano rigidamente in una posizione, i conflitti vengono esasperati anziché attutiti e tutto il 2001 corre in questo modo verso una drammatica bipolarità tra estremi. Gli eventi dell'anno sono caratterizzati da un atteggiamento estremistico, per cui ci si ostina oppure si va da una parte a un'altra senza mediazioni o patteggiamenti.
Concetto-chiave dell'anno è proprio taglio. Tutto, durante l'annata, indica un taglio. Guardate anche al Cessna privato che taglia la strada all'aereo Sas nell'aeroporto di Linate, provocando uno spaventoso impatto che lascia 118 morti sulla pista. Responsabilità gravi, forse anche nei servizi a terra.
A proposito di tagli, nessuno era mai arrivato alla novantina di coltellate inferte dalla piccola Erika alla madre e al fratellino, a Novi Ligure, in collaborazione col fidanzatino.

L'annata, come la precedente (ma per motivi diversi), prende corpo soprattutto nel secondo semestre. Gli eventi principali hanno luogo dalla metà di giugno in poi. Lo sviluppo anomalo della situazione, da settembre in poi, causa in autunno un riflusso generale che comprende:
a) maggiore permanenza nel proprio ambiente domestico o comunque nella città in cui si risiede;
b) disdette viaggi o vacanze (=tagli, anche qui) già prenotati;
c) sensazione di ritorno alle proprie radici, in direzione proprio paese e propria cultura;
d) rifiuto opulenza (tagli spese superflue), causato anche da sensazioni spiacevoli di aerei o palazzi che cadono.

La crisi data dal crollo della cultura stessa di edifici così alti è stata anche interiore. Ma è un riflusso non pacifico, con recriminazioni e focolai non completamente spenti da nessuna parte.
Tutto questo, naturalmente, deve combinarsi con una ridotta sensibilità per la festa in generale e per le feste comandate (il Natale 2001 è stato uno dei più grigi e vuoti, nella sensibilità popolare) e per le ricorrenze tradizionali. Il risultato finale è un curioso 'vuoto domestico' non privo di curiosità e di disponibilità a scoprire il futuro incombente. Ciascuno, alla fine del 2001, sembra forte di una posizione individuale. Ma non è più capace - come si faceva un tempo - di metterla a confronto. Ogni giorno le pagine dei quotidiani riportano minacce, insulti, vendette private, lunghe e rancorose separazioni tra le parti.

MEMORIALE 2002

Il 2002 non è stato un anno che si ricorderà in maniera particolare. Prima cosa molto chiara: grandi colossi finanziari nel 2002 sono caduti. Le cifre della loro bancarotta (Enron, Worldcom, United, anche Vivendi, anche Fiat) sono talmente alte da essere inimmaginabili. A parte le ovvie motivazioni economiche, perché nel 2002 queste crisi sono state considerate irrecuperabili? Perché quest''annata non ha misteri e cassetti in cui nascondere scheletri (ad esempio, si è completamente sgonfiato quel che si chiamava 'paranormale'). Questi dodici mesi, anche nei casi in cui è emerso qualcosa di poco chiaro, non hanno arricchito le vicende con retroscena o rivelazioni particolari.
Significativo quel che è accaduto alla Lewinsky (pezzo di altra epoca) che in Italia non è riuscita neppure ad iniziare una sua partecipazione ('aborto tematico'= tu chiami una persona o un fatto di altra epoca e il presente non la vede neppure)
L'annata ha proceduto con normalità, senza suggerire il fascino di cose piccanti o l'azione improvvisa di una bacchetta magica. Non avendo l'annata ricette miracolose, chi era caduto è rimasto in fondo ed è stato guardato con neutralità dal 2002 (che non ha infierito ma neppure dato grossi aiuti dell'ultimo minuto, si vedano la United e la Fiat). Il 2002 è stato come quel tizio che dice: 'Io miracoli non ne posso fare'. L'annata ha privilegiato gli affari di media portata (né piccoli né troppo grossi). Questo era l'anno dei borghesi ben sistemati, di quelle famiglie che possiedono una posizione solida e stabile. E così arriviamo alla sua principale caratteristica, che lo ha distinto anche dagli altri del suo ciclo. E' stato un anno borghese. Ogni volta che si sono presentati problemi, il 2002 è intervenuto senza grossi affanni, con il raziocinio e la tranquillità di chi ha una posizione consolidata. Guardate come perfino nel caso più drammatico (sequestro al Dubrovka di Mosca) il governo russo, pur prendendo la decisione estrema (ecco l'estremismo del Trapasso) lo ha fatto con calma, addirittura rivendicando con le dichiarazioni una necessità e ostentando il bene della nazione.

MEMORIALE 2003

Beh, il punto più alto del Trapasso è crudele. Cosa vi attendevate? Non è un caso che sia stato questo l'anno della formattazione (mia pagina 'newformat'), cioè del reset definitivo. Il 2003 non è una bella annata, e neppure si ricorderà per la sua importanza. Con quest'anno si eleva ancora il tasso di ricercatezza e di complessità del mondo. Escono congegni sempre più perfetti e complessi. Ma questa è una corsa (progresso) che non termina mai e ogni anno può dire di averci proiettato più avanti. Il discorso prescinde dunque da tutto ciò che in più abbiamo avuto nella tecnologia e nelle applicazioni industriali. Vista nelle sue valenze specifiche, dopo la morbida pausa borghese del 2002 questa è l'annata che riporta in alto le mire estremistiche a tutti i livelli. Aumentano gli atti terroristici, in tutto il mondo (ma per fortuna la tendenza si arresterà qui). Il 2003 è infatti un anno che non bada alle mezze misure, o tutto o niente. Può anche essere incerto su una questione, ma in ogni caso decide e lo fa in modo risoluto. Non è un essere tenero e anzi odia vie di mezzo e morbidi compromessi. Nulla teme. Per far conseguire risultati, esso è disposto anche a usare una certa dose di aggressività. Gran parte degli avvenimenti di quest'anno sono caratterizzati proprio da un attacco, spesso anche da un'arrabbiatura. Ricorderete, attraverso la lettura, quanto io stesso fossi aggressivo e spesso scrivessi in reazione. Un simbolo potente dell'annata sono state le aggressioni dei cani pitbull, che hanno creato perfino vittime.

Il 2003 non è un'annata propriamente trasgressiva, anche se attacca in continuazione, ma è un'annata che arriva anche a 'fregare' gli altri senza molti scrupoli. E' un essere che con linguaggio basso diremmo 'infido' o 'malandrino'. Molti hanno legato alla loro memoria 2003 un episodio in cui hanno subito un torto, dovuto non tanto a un errore ma proprio al profittamento della controparte (spesso, speculando su un semplice malinteso). Molti eventi del 2003 sono proprio fregature, cioè un danno ingiusto che (in buona fede) abbiamo dovuto subire. Nell'agire, poi, il 2003 mostra la sua forza e dispiega allo scopo anche notevoli mezzi. La grande quantità di lieti eventi nelle famiglie reali (matrimoni e nascite) avviene proprio con una certa esibizione di mezzi esteriori e senza risparmio.

Un simbolo potente dell'annata, specialmente nei primi sei mesi, è la finestra. Con questo elemento trionfa Ozpetek, nel suo film, ma è anche l'elemento portante de 'La 25° Ora' di Spike Lee, uno dei migliori film dell'annata. Guardate a Francis e Jacob. Cosa fanno? Guardano da una finestra, oltre i vetri. Spesso, l'elemento della finestra prende forma grafica con la presenza di più riquadri entro la medesima immagine. Ricorderete anche la presenza di 'finestre' in video nei collegamenti improvvisi con l'Iraq o con Al Jazeera. In Italia ricorderete certamente quei drappi che improvvisamente apparvero in tanti terrazzi e in tante finestre delle case dopo l'attacco degli Stati Uniti (e qualcuno è ancora lì). Portavano la scritta 'pace', in modo aggressivo. Erano un simbolo tipico del 2003 (ostentazione, messaggio aggressivo, finestra ecc.ecc.), che riassume nel modo più completo e globale le caratteristiche del 2003.
L'annata si segnala perché tra le ostentazioni più sicure e piacevoli è anche la presentazione in scena del proprio figlio, come vediamo accadere spesso. La lista dei figli d'arte è nutrita.

Pagina ricavata dall'autore stesso l'11 novembre 07, quale sintesi dal Memoriale delle Annate già presente su www.memoriale.com dal giugno 2001