Imparare a vivere nella propria dimensione

Vivere una propria realtà dello spirito significa doverci camminare, doverla respirare. Viverla come se fossimo dentro una scatola. Alcune delle situazioni che si vivono sono, ovviamente, di tutti. Se si va in cima a una montagna per godere il panorama, se si va ad abitare in un appartamento nuovo, se si passeggia di notte al chiaro di luna, tutti ci sentiamo sollevati e sentiamo cose belle. Ma 'realtà dello spirito' è una cosa individuale, che diventa propria di ciascuno di noi nel momento in cui la sentiamo come nostra vivendola.

Perché introdussi la Memocard a suo tempo? Perché mi ero stancato di vedere astrologi schiavi delle case. Quella delle 'case astrologiche' è una semplice esemplificazione, costruita del resto in epoche in cui non si conoscevano bene i corpi celesti. E' utile, certamente, all'inizio. Al principio infatti occorre per il principiante capire in quali e quanti settori può suddividersi la vita di ciascuno. Serve per fare pratica. Arrivati a una certa età supererete anche questo. La nostra vita non ha settori, anche se noi per comodità la consideriamo in questo modo. Pensare che esistano davvero case astrologiche è come pensare che dietro l'orizzonte astronomico ci siano denari e allo Zenit viaggi di una persona. Bisogna avere un poco di fantasia. E questo purtroppo ha contribuito a creare quel solco che la separa dall'ambiente cosiddetto 'scientifico', perché non c'è alcuna persona seria che possa prendere in considerazione un tema del cielo diviso a spicchi di arancia in cui a 45° sud-ovest ci sono i denari e a 120° nord-est i viaggi. Può essere al massimo una proiezione mentale. Allora, se io dico a una persona che farà molti soldi perché ho visto una figura geometrica molto bella nel suo cielo posso anche indovinare, ma tutto sta a dire che quella figura non contiene denari ma è solo un simbolo di qualcosa.

La questione è strettamente correlata a un'altra, attinente al cervello. Quando si sentono ricercatori uscire fuori con quegli 'annunci clamorosi' che in un'area del cervello sono state localizzate certe funzioni, si resta ugualmente stupiti per la inconsistenza della cosa. Quand'anche fosse vero (cosa che è praticamente impossibile a dirsi), non direbbe nulla. Nulla di più che dire ad esempio che "le funzioni della apprensione tattile sono localizzate nel termine degli arti superiori, cioè nelle mani". Non è di questo che abbiamo bisogno, e neppure di sapere - ad esempio - che siamo poco amanti dei viaggi poiché di questo ce ne saremo già accorti da soli. Una Memocard, che è il perfezionamento dell'antico tema natale, è molto al di là di queste cose. Esse infatti ci appaiono sempre più banali e circoscritte. Nessuno vorrebbe davvero sapere 'soltanto' se farà soldi o se si sposerà. La conquista maggiore sarebbe avere una fotografia precisa di quella strada che ci troviamo a percorrere, cosa che è difficile descrivere a parole. Se io dicessi a una persona che è avara, che ama gli animali e che è molto golosa di pesce pur indovinando non farei una grossa impresa. Le grosse imprese sono proprio quelle difficili a fare con le parole. Poiché queste possono rappresentare solo una parte delle cose, e mai riprodurle fedelmente al 100%. Per arrivare a questo dovremmo avere una fotocamera interna che riprendesse in una istantanea quel che si definiva come 'anima'. Visto che non esiste, poiché non è né una parte anatomica né una separata del nostro corpo, non esiste neppure quella foto. Torniamo dunque ad osservare che è importante inquadrare il percorso che ciascuno di noi si trova a compiere. Quel percorso è immediatamente percepibile nel disegno del tema natale, per coloro che veramente sanno leggerlo. E' un percorso globale, non è un insieme di soste ai caselli per vincere un giorno alla lotteria e un altro per sposarsi.

In questo percorso globale, a un certo punto, l'identificazione con i vari avvenimenti della nostra vita sfuma. Ci basterà poco infatti per 'smentire' sia colui che un giorno ci predisse un lieto evento sia colui che ce lo disse cattivo. Vi basterà stare in casa o esporvi a poche realtà esterne, e vedrete che potrete anche trascorrere 24 mesi della vostra vita senza che vi succeda nulla. In realtà questa è una realtà antica, a cui l'uomo contemporaneo è superiore. Nei libri dell'antichità si parlava di sventure, di cattivi presagi, o al contrario di una incomparabile fortuna. Cose molto relative, cose davanti alle quali non ci impressioniamo più di tanto. Avendone viste tante, l'uomo del 2004 non usa più quei termini estremi, perché si rende conto che le cose non sono così nettamente 'definite'. Capita a volte che un'apparente sfortuna di giornata nasconda un fatto positivo, che solo in seguito capiamo. E al contrario che una fortuna grossa come due milioni di dollari vinti al gioco portino in breve tempo alla rovina.

Qualsiasi predizione precisa può essere smentita. Questo dimostra due cose. Intanto che sono un pochino illusi proprio coloro che le fanno (non quelli che le ascoltano, che al massimo si divertono). E' imbarazzante notare come fior di professionisti che pure hanno studi seri alle spalle si lascino trascinare in questa pratica esibizionistica delle previsioni di inizio anno per tutti i segni. Seconda cosa, in molti casi non si può sapere fino a che punto una previsione sia di successo o meno. Se io predìco a una ragazza di 19 anni che il fidanzato la lascerà entro i prossimi sei mesi enuncio una cosa talmente frequente e normale che se succedesse non darebbe alcuna dimostrazione. Se io dico che nel 2004 i Cancri staranno meno bene che nel 2003 non vuol dire nulla. Insomma, dimentichiamo queste cose. Dimentichiamo che leggere le posizioni astrali sia questo. Questo non è, e se viene fatto è ad uso e consumo di chi ha mezzi poveri in testa e non può neppure contestare.

Escluso che sia questo, rimangono poche cose. Dicendo che non è un meccanismo divinatorio, resta solo la possibilità che con esso si descriva un essere umano. E' qui che iniziano le cose interessanti. Anche la descrizione è un'arte. Bisogna saperla fare, a prescindere dalle cognizioni. C'è chi nasce portato per spiegare, c'è chi non riesce neppure a indicare la via per arrivare al cinema che è due chilometri più avanti. Mettendo insieme l'esperienza (=numero di casi analizzati) e la capacità di saper descrivere si ottiene un buon professionista in questo campo. Tirando le somme, diciamo dunque che non siamo più attratti da quel tipo di lettura o da quei discorsi nudi e crudi sugli avvenimenti. Ecco perché ci interessa qualcosa di più. Ci interessa un discorso che, seppur generale, inquadri meglio chi siamo e che strada stiamo percorrendo. Quel che mi interessa è sapere come usare le gambe che mi ritrovo (e che non posso più sostituire con altre). Quel discorso riceve dunque maggiori impulsi da una descrizione generale di quella strada e dalla semplice constatazione di come appaio all'esterno (cosa che non sappiamo, perché non possiamo osservare noi stessi come fanno gli altri). Un professionista che si rispetti non può più avere a che fare con l'astrologia figurata di tanti secoli fa. Una domificazione deve pur esserci, poiché quel che si fa è situare, dare casa ai corpi celesti per una singola persona. Dirla 'Placidiana', 'Campana' o 'Regiomontana' ha poco senso. Quando tu vieni da me senti i miei discorsi, e io - come altri - siamo molto più avanti di coloro che ci precedettero tanto tempo fa (il medico da cui andiamo non ne sa molto di più di un medico del 1400?).

Allora, nella esperienza di oggi questa 'realtà dello spirito' l'ho chiamata Memocard. E' una parola come altre. 'Carta della memoria' sembra dire poco, ma dice molto se si pensa che lì è impressa la nostra strada, il nostro essere. E quella strada, mentre il vostro essere la percorre, non pensa in termini di 'dodici case' o di 'dieci pianeti'. Ha davanti una realtà più globale. Attenzione anche al fenomeno opposto, naturalmente. Sbagliare qualcosa o non vedere conferma, deve rafforzare (mentre i più tendono a deprimersi). Se ci accorgiamo che qualcosa non è andato come pensavamo significa che era sbagliato quel che pensavamo non che non esiste la materia o che sia meglio non crederci. Il problema è sempre del singolo, che non arriva alla materia da raggiungere. Se davvero è bravo, essa non sarà più un testo scritto una volta e per sempre ma un perfezionamento suo e costante di quel testo.

Qui cominciano ad arrivare domande. "Ma allora non è importante quel che succede?". Al contrario, proprio perché è importantissimo, occorre saperlo valutare. Se in 24 mesi ci sembra che non sia accaduto nulla nella nostra vita, questo è un fatto positivo perché vuol dire che il nostro concetto dell'ACCADERE è divenuto talmente alto e significativo da vederlo raramente (=colui che è esperto di numismatica si entusiasma pochissime volte, perché è cosciente che la maggior parte sono patacche di scarso valore). Se stiamo a rincorrere questi eventi siamo ancora in una condizione adolescenziale e magari ne vedremo accadere continuamente. Quindi, proprio perché è altamente significativo il fatto che succedano delle cose, esse (quelle che succedono) devono esservi ma essere poche.
Quando succedono, ci sentiamo sollevati. Un incontro con un nuovo partner ci suggerirà l'idea di aver ricevuto una spinta. Altrettanto farà la nascita di un figlio, fin dal momento in cui ne riceviamo notizia. Queste cose, quando realmente succedono, sono il marchio personale, quello che ci distingue dagli altri. Quello che vivifica e illumina IN QUEL MOMENTO la nostra Memocard. Ma, vista l'esperienza, dobbiamo essere avveduti e raziocinanti in maniera da non scambiare un lieto evento con il raggiungimento della felicità o al contrario una cosa brutta con la fissazione che la nostra strada sarà brutta per sempre. L'uomo del 2004 sa che se compie una bella impresa possono bastare due giorni o due ore per tornare nei guai e al contrario che si può risorgere perfino dalla più grande sciagura.

La Memocard è nient'altro che il tema natale come sarebbe se le case non esistessero. Tutto qui. Voi provate a immaginare di dover sistemare quei pianeti in un circolo immaginario che contiene i segni dello zodiaco ma senza settori. Liberatici del più grosso macigno, rispondiamo a un'altra domanda: "Ma gioie e dolori esistono sempre?". Sì, certo (specialmente nei primi 30 anni di vita). Però siamo un tantino meno sprovveduti. Siamo più intelligenti (spero per voi) nel sapere prendere ciò che accade in senso più relativo e meno drastico di quel che le due parole farebbero pensare. Una gioia si può avere anche per nulla. Una lettera che ci arriva dall'estero, un gatto che portiamo a casa nostra, una scoperta che facciamo con le nostre ricerche, valgono molto più di quel che fu classificato come 'gioia' nelle case borghesi (un matrimonio, una laurea, ecc.). Torniamo dunque al senso di 'famiglia' di cui parlavo nella pagina 'return'. 'Famiglia' sono le nostre cose, i nostri Cd, i nostri libri, le nostre cose, non è un nucleo di persone con cui conviviamo. Un dolore non è necessariamente un familiare che muore o un incidente stradale (che magari porta anche delle illuminazioni). 'Dolore' in senso propriamente detto è qualcosa di cui ci si duole. Insomma, diciamo ancora una volta che l'uomo del 2004 è profondamente diverso da quello di cui parla(va)no manuali di astrologia. Nell'era della comunicazione, i due estremi (gioie e dolori) dipendono da eventi molto sottili, che spesso quei manuali neppure prendevano in considerazione.

Perché stiamo affrontando queste tematiche in questa pagina? Per dire che in quel tema troviamo tutto, di ciascuno. In quella realtà individuale facciamo tratti di strada che comportano successi o al contrario rovesci, con reazioni conseguenti. Queste reazioni, se conosciamo bene noi stessi, siamo in grado di pilotarle. Se viviamo senza saperne nulla, le subiremo. Noi oggi vediamo alcuni film degli anni '50 e spesso ci domandiamo come è possibile che quei protagonisti strepitino per così poco. Case in cui si litiga per un nonnulla, si urla con facilità. E' cambiato anche qui, il panorama. L'uomo del 2004 non è quello del 1952. Così, se un regista turco gira una pellicola deve rappresentare vicende di oggi. Quelli delle vecchie generazioni non fanno che decantare i vecchi film e la vecchia televisione, dicendo che era meglio tutto quello che c'era una volta. La realtà è che quell'uomo non c'è più, oggi. Se un programmista dovesse proporre lo stesso schema di una Canzonissima dei primi anni '60 gli riderebbero in faccia. Quindi non hanno ragione le vecchie generazioni. Si cambia non solo in senso collettivo, ma anche in senso individuale. Io non mi riconoscerei più se sentissi le frasi che dicevo nel 1981. Eppure il mio tema è sempre quello. Già, però quei pianeti nel frattempo si sono mossi. Ce n'è uno che ha compiuto quasi due giri intorno al Sole, uno che ha compiuto i 2/3 di un giro, e via via tutti gli altri. Quindi, quella realtà si muove nel tempo pur rimanendo quella. Come mettere insieme le due cose? Questo è il miracolo più grosso di tutti. Colui che riesce a procedere incurante dei cambiamenti suoi medesimi (poiché controlla perfino quelli) è la persona più felice, è come se intrattenesse una corrispondenza col signor Tempo.

Pagina pubblicata il 9 febbraio 2004, con lievi modifiche del 7 novembre 2005