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Guardiamo sempre alla vita |
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Miracoli unidirezionali quelli di cui parla l'Antico Testamento, perché essi sarebbero avvenuti soltanto in favore del popolo ebraico. Il più sensazionale e incredibile rimase sempre l'apertura delle acque del Mar Rosso per far passare il popolo in fuga dall'Egitto (che abbiamo già descritto nella sua essenza meramente favolistica). Questi casi, come anche quello delle 'sette piaghe', avrebbero configurato un 'Dio che viene', ma l'idea di un Essere che venga in soccorso di una etnia soltanto era già vecchia nel tardo Medioevo. Grossa fu la responsabilità di coloro che preservarono questa idea di una salvezza 'a senso unico' facendo passare faraoni e popolo egiziano come 'forze del male'. Qui siamo né più né meno che nelle storie in cui si racconta ai bambini di 'gente buona' e 'gente cattiva', e di un momento finale in cui 'arriva il liberatore' o 'arrivano i nostri'. Gli uomini di allora ebbero senza dubbio questo senso delle cose e lo collegarono alla presenza di un Dio personificato, ma sarebbe bastato già un filosofo arabo o un pensatore cinese del Medioevo per ricondurre i fatti alla realtà e non a una singola idea suggestiva. Pensare se stessi come 'protetti' da una giustizia superiore fa bene, perché dà sollievo e crea sicurezza psicologica quando le cose volgono al peggio, ma è una caratteristica anti-sociale. Se la popolazione di Denver pensasse di essere super-protetta o favorita dalla sorte, è evidente che quella città comincerebbe o a snobbare le altre o a stabilire rapporti non di parità. Vedete quanti danni con la Terra Santa. La convivenza più sana è quella che non ha presupposti di distinzione tra i membri. Ci sono elementi più dotati e più capaci, ma non elementi più protetti dall'esterno. |
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Non si seppe mai - neppure con approssimazione - quale fu il volto vero di Gesù. Nessun documento riporta connotati, anche perché - dobbiamo pensare - all'epoca non esistevano specchi, materiale cosmetico, oggetti per il ritocco, pensieri sul miglioramento della propria immagine. Gli uomini dell'epoca, pur possedendo una serie notevole di istinti puramente egoistici, non ebbero un cervello pronto per esempio a compiacersi della propria bellezza e a raffigurare all'esterno i tratti precisi di un viso. Venivano attirati da ciò che si credeva o si diceva (si pensi alle domande di verifica a Gesù), da immagini della natura, da singole attribuzioni di un uomo più che da manifestazioni reali del suo comportamento. A loro fu sconosciuta ad esempio l'indagine introspettiva sul nostro essere e sul comportamento. Non avrebbero mai potuto fare un discorso obiettivo su una persona all'infuori del combatterla - se ritenuta maligna - o venerarla - se ritenuta degna. Fino all'epoca dell'Illuminismo non si ebbe percezione chiara della presenza e dell'autonomia di vita del nostro cervello. Esso esisteva, ma ebbe per secoli un ruolo non centrale, poiché mancava una concezione del sistema nervoso e della 'periferia' comandata da un 'centro'. A questa intuizione, prima che ci arrivasse la medicina moderna, arrivarono soltanto singoli pensatori (che poi avrebbero fatto la storia dell'esoterismo), che fondarono un centro nella ghiandola pineale e - nella letteratura esoterica - nel cuore. Gli stessi incarceramenti e gli esili agli eretici non furono altro che reazioni decretate dalle autorità non a un uomo in carne ed ossa (perché altrimenti, fedeli al messaggio biblico ci si sarebbe amati) ma a qualcuno che si riteneva rappresentasse il male, non solo come visione del mondo ma come rischio potenziale di perversione di un ordine che si intendeva mantenere rigidamente com'era. In questi casi, non si esitò - fino al secolo XVII° - a sacrificare l'intelligenza di alcuni per il bene - creduto - di molti. Ecco come furono emarginati associazioni, liberi pensatori, novità sui dogmi. La diversità creava resistenza. Una volta instaurata l'unica diversità, quella ufficiale dell'unico Dio e dell'unica Chiesa centrale, tutte le altre sarebbero state 'diversità non ammesse'. Se si era diversi, questo veniva visto come 'maleficio di natura' e dunque 'peccato' (si veda l'omosessualità). |
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Il ritmo e la canzone - come libera creazione di un autore - accelerarono la presa di coscienza dell'uomo, negli ultimi due secoli. Cantando liberamente brani 'non canonici' o non dedicati al culto, l'uomo veniva a ritrovarsi con una indipendenza mai conosciuta in precedenza. In una esibizione davanti a un pubblico, l'individuo esponeva i suoi due dati più caratteristici, movimento del corpo e voce. Allo stesso modo, cose come la danza moderna, l'atletica leggera, le palestre, resero più liberi e spontanei movimenti del corpo che in precedenza si sarebbero fatti soltanto di nascosto. Tutto il secolo XX°, con la cinematografia (immagini in movimento), le correnti artistiche di avanguardia, la fotografia, riportò il genere umano alla realtà oggettiva esterna, dopo che per secoli l'essere era rimasto imprigionato in quella interna. Sopravvissero bene le discipline orientali, che già possedevano una mistica reale del corpo, ma decaddero lentamente tutte quelle occidentali, che avevano separato corpo e spirito come se fossero valori in antitesi. L'animazione del movimento fu in grado praticamente di demolire l'intero corpus del cristianesimo e dell'ebraismo. Ma siccome non lo si disse, e si tollerò che ancora restassero in vita i culti già esistenti, ci si venne a trovare in una drammatica dicotomia. |
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Coloro che non vi riuscivano (a fare quelle cose nuove) restavano dall'altra parte (che ormai non c'era più) e per dare alla loro estraneità un senso culturale costruirono una 'teoria della decadenza altrui'. Dissero cioè che tutte quelle cose erano un segno di decadenza della civiltà, come se la Chiesa fosse stata unica depositaria della verità davanti a un popolo di 'traviati' che si dava a cose profane come il rock, il cinema spinto, lo sport, la danza col corpo, ecc. Si disse così che tutte queste cose erano 'sottocultura'. Solo così le religioni avrebbero conservato la adesione di milioni di fedeli. Ancora una volta venne in soccorso l'antica arma del 'diavolo'. Ogni volta che arrivavano difficoltà dall'esterno o da altri uomini, si era imparato a squalificarli dicendo che erano 'opera del Maligno'. Si ripeteva frasi dell'antichità, senza accorgersi che quell'epoca esisteva soltanto sui libri. |
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L'automobile fu la più grande 'scatenatrice' dell'uomo che era stato represso, perché con essa ciascuno poteva riprodurre su piccola scala la potenza e i sogni della velocità. Se con l'aereo la cosa restava riservata a pochi (militari, aeronautica, astronauti, piloti di linea) con i veicoli a motore in superficie chiunque poteva muoversi liberamente sul territorio (anche senza motivo). Il corpo, adattandosi a un congegno meccanico, acquistò padronanza e riflessi in un modo che mai la storia umana aveva registrato prima. Durante tutto il secolo XX° furono frequenti episodi al limite della comicità, in cui individui 'imbranati nella vita' si svegliavano mettendosi davanti a un volante. E anche qui, prima del computer, fu l'automobile a riunificare tutti. Tanto che l'immagine di suore o di sacerdoti alla guida di un automobile suscitava un ovvio senso di ripulsa (se fai quello che faccio io perché giri con un abito diverso?). |
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Ciò che il telefono fece decadere - la possibilità di fantasticare sull'altro in assenza - trasferì tutta la mitologia sulla lingua parlata e su tutto ciò che della 'animazione presente' si nutriva: interrelazioni personali (si cominciò a dire 'il mio rapporto con'), strategie sul lavoro basate sulla comunicazione, reti di condivisione dati, ecc.ecc. Mettere in contatto due punti della Terra distanti fece guadagnare velocità e movimento, facendo perdere gran parte del mistero precedente. In un attimo si poteva sapere quel che l'altro faceva o pensava, in qualunque parte del mondo. |
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Ancora oggi, nessuno Stato al mondo possiede una scuola pubblica all'altezza della società e del livello tecnologico. Ciò dipende anzitutto dalla assenza di formazione di chi poi insegna (unico traguardo=vincita concorsi statali), e poi dalla mancata simbiosi tra insegnante e allievo in classi di 30 o 40 studenti. L'Università arrivò addirittura a 'peggiorare' questo modello, sfornando titoli destituiti di una vera formazione di vita e di un insegnamento. La divaricazione tra scuola e vita produsse in continuazione elementi con pagelle buone ma scarsi attributi nella realtà e viceversa. Ancora una volta l'inganno del 'luogo consacrato' aveva colpito, e nessuno si accorse dell'imbroglio enorme causato a tutti. Grembiuli, divise, pagelle, giustificazioni, interrogazioni furono il pesantissimo pedaggio imposto da un sistema repressivo che faceva coincidere la scuola con un luogo determinato. |
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Una mano che suona improvvisamente alla porta di un'abitazione privata è uno dei più grandi 'stimolatori' di dio, e forse proprio per questo la gente non sa vivere un avvenimento improvviso quale l'arrivo di un uomo che bussa alla nostra porta e ci parla improvvisamente. Non siamo abituati, perché i falsi richiami della civiltà hanno forgiato orari e appuntamenti fissi - con barriere all'entrata - come se potessimo esprimerci soltanto con questi. Chi oggi andasse all'entrata della sede di un ufficio senza un appuntamento verrebbe immediatamente respinto. Anche qui, si perde una parte notevole delle potenzialità. Quell'uomo potrebbe essere un portatore di pace, di verità e di scienza. Chiedendogli se ha un appuntamento, il portiere o l'addetto alla reception ripete in pratica una formula come nella Messa, e questa formula inibisce la realtà, la pone su uno schema preformato che 'uccide' la vita e i rapporti. Anche l'usanza - che abbiamo bene imparato - di mandare via i rappresentanti di commercio senza neppure farli parlare è un terribile omicidio nei confronti di tutto ciò che dio può dare o regalare. Un dovere di rispetto e di ospitalità nei confronti di chiunque - salvo propositi truffaldini e arrivi ad orari indecenti - è la prima cosa che si richiede, e che ci permette tra l'altro di valutare la persona che ci viene a trovare. |
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I nudi delle riviste e il richiamo delle belle attrici continuano ad essere la più grande condanna per l'altra parte dell'umanità. TUTTI siamo portati a pensare di primo acchito che una suora ha un aspetto molto poco invitante. Anche qui, lo squilibrio inibisce dio anziché rafforzarlo. Quella donna potrebbe avere una bellezza sua. Meno si hanno relazioni con lei, meno quella donna potrà manifestarla. Perché non esiste frigidità? Perché la natura crea tutti con organi che portano in qualche modo al piacere. E' questo 'qualche modo' che bisogna scoprire volta per volta. Non tutte amano la penetrazione. Dunque, la lezione che dio dà porta sempre a una scoperta. Se inibiamo questa scoperta inibiamo la vita, ed è la più grande trasgressione a dio che possiamo fare. |
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Siamo sempre più attratti dalla donna, e dalla bella donna. Tutti. E qui non riusciamo a superare uno squilibrio tra idea e realtà. Questa donna infatti ci porta a sé con un viso o un look o un'aura che ci conquista, ma se poi non avesse altro - oltre a quello - avremmo sprecato tempo ed entusiasmi per nulla. Una bellezza che non si accoppia ad altre cose, al saper fare o essere qualcosa anche nella vita, rimane come un miraggio: vediamo in lontananza un oggetto che magari eccita il nostro apparato endocrino, ma avvicinatici ad esso scopriamo che non possiamo farci nulla. In questo senso possiamo dire che molti miti delle donne fotografate sulle riviste sono inconsistenti, anche se importanti. Rovesciando il discorso delle religiose potremmo dire che queste donne - se non sapessero fare altro - nascono senza altre risorse. E così un uomo che si lascia accalappiare risponde certamente a normali istinti ma approda in un vicolo cieco in cui l'idea non viene contornata da alcun tipo di realtà, come se l'immagine fosse lì ad esercitare un miraggio dei sensi e basta. A tutti è capitato di esser andati in estasi guardando le foto di una rivista e poi di essere stati delusi dalla realtà. Questo succede anche qui perché lo spazio-tempo ha già percorso un bel tratto nel frattempo. E non sempre le immagini dell'obiettivo fotografico o della Tv rappresentano fedelmente la realtà. Così questa ci delude. Provate a riprendere un oggetto di carta da voi idolatrato 20 o 30 anni fa, nella vostra adolescenza. Scoprirete che oggi il vostro corpo non risponde più come allora. Eravamo diversi anche davanti a quel dio. Oggi che non c'è più capiamo quanto fossimo meno evoluti di oggi. Pagina pubblicata nel gennaio 2002 |
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