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Questa pagina è scritta riportando documenti dell'epoca, da me accuratamente trascritti in un diario. Essa fu pubblicata sul Web nell'anno 04. Viene ripubblicata nell'anno 7 come ultima propaggine (al di là di questa andrete soltanto in quel sito personale che più volte avete visto annunciato nelle mie pagine). Il 1993 fu una delle annate più intense e piene della mia vita, come potete constatare dalla pagina. Eppure questo file contiene solo una piccola parte di tutto. Le note del diario sono meno di un quarto. Mancano molti libri letti e acquistati (non ho fatto una cernita). Quelli indicati come restituiti sono soltanto alcuni promemoria della giornata (destinati alle biblioteche da cui li prendevo in prestito). Viaggi e spostamenti non ci sono tutti. Diciamo che vi ho inserito solo cose rappresentative, quelle che si potevano indicare con qualche interesse. A un lettore medio possono sembrare tante. Eppure erano molte di più. Questo dipende anche dal fatto che quel periodo fu per me eccezionalmente pieno, attivo. In questa pagina troverete anche dettagli strani, futuribili. Sono quelli in cui metto in rilievo di aver sentito di frequente un nome, un cognome, un suono in un certo periodo. Per me sono cose importanti. In questa pagina ho indicato con semplice puntino o con nome incompleto persone che non ho la certezza possano gradire qui la loro presenza. La prima parte del '93 è scoppiettante e contiene più cose. Il secondo semestre è più interiore, più lunare. Non essendo un sito biografico non ho potuto dilungarmi sul mese di ottobre. In futuro dirò più cose. Tutti i video e molti brani di quell'autunno 1992 avevano una certa dose di magia. Videotel era una piccola miniera, se si aveva fortuna (con le persone) e si sapeva usare il mezzo muovendosi nelle varie proposte. Gli articoli di giornale citati sono solo un piccolo campione. Se me li segnai doveva esserci un motivo. Come il lettore può notare, all'epoca venivo molto attraversato dalla lettura di un articolo. Oggi mi succede con intensità molto minore. Ero preso dal mondo e aperto agli influssi esterni. Che effetto fanno quei numeri del Costanzo Show riconsiderati oggi? Rivisti, sono abbastanza buffi. Si dicono cose in maniera concitata, si litiga molto, il conduttore passa da uno all'altro con troppa leggerezza. 'Wimbledon' è un'altra rivista di letteratura, scomparsa anch'essa. Aveva il difetto di domandare denaro a persone che desideravano la pubblicazione, che concedeva loro. Questo non mi piaceva. Il testo di Bartezzaghi ha ricevuto una stroncatura postuma. In questo caso, interessante ricordare che ho potuto farla perché già allora avevo segnato a matita i passaggi critici. Quando è stato il momento ho potuto ripescarli senza difficoltà e ne ho parlato. Oggi molte di queste cose appaiono comunque lontane. Le persone, poi, hanno la bellezza di 14 anni in più. Chi era solo giovane oggi è uomo o donna di mezza età. E' difficile spiegare queste distanze senza notare che un uomo di 28 anni oggi ne ha 42, un ragazzo di 12 oggi è uomo di 26, o che una via cittadina è cambiata al 70% degli esercizi commerciali. Rivedere 14 anni prima con nettezza e precisione è un dato di memoria. Nelle mie carte dell'epoca, il tempo viene indicato con un codice personale (LIM). Non ho avuto modo né pazienza di risalire a quello che fu probabilmente un concetto ridotto ad acronimo, e che indicava semplicemente l'effetto caratteristico che oggi diremmo del Restauro o dell'Assestamento. Gli innamoramenti culturali citati sono tutti comprensibili oggi? Sì, perché ricordo la mozione di allora. Ma oggi amore a prima vista non sarebbe più. Poi andai anche a fare alcune visite, a Tolozzi. Aveva tutte le pareti di casa e perfino gli interstizi dei corridoi ricoperti di libri. C'erano tutte le edizioni critiche di saggi del Novecento, manuali che non si vedevano più da decenni. Nomi eccellenti come Flora e De Santis vi erano presenti con più saggi. Mai in vita mia avevo visto una cosa simile, nemmeno le biblioteche possedevano più certe cose. Il difetto è che trovavo sempre altra gente dentro e troppa chiacchiera nelle stanze. La caduta fu oggetto di interrogativi, perché a queste cose attribuisco sempre un grande valore perché li prendo come segnali di qualcosa. Chi incespica è il nostro corpo. In quel momento mancò un minimo di attenzione. Il lettore potrebbe credere che mi capiti di frequente: al contrario, la riporto proprio perché non mi succede quasi mai. Qui non mi succedeva da ben 17 anni. Joyce incombe. Forse è questa la constatazione più adeguata. Nonostante qualche tentativo da parte di critici meno entusiasti degli altri, il suo nome caratterizza l'inizio del Novecento più di chiunque altro. Io, per la verità, sono tra quelli meno entusiasti. Mi piacciono alcune cose sue. Altre non le capisco e non mi sono mai entrate. Quello che ritengo eccessivo è la sua monumentalizzazione, quando dicono che tutti gli devono qualcosa. Non mi pare. Il flusso di coscienza esisteva probabilmente da prima, almeno in forma larvata. Non credo che la sua opera abbia avuto gli influssi che dicono. E' vero invece che il suo personaggio, la sua biografia, il suo modo di essere affascinarono (ma è un discorso diverso). Anche in questo periodo, lo scrittore irlandese mi torna spesso alla memoria. Le giornate da dimenticare erano molte di più di quelle che appaiono qui. Qualcuno si domanderà cosa intenda quando parlo di sensazioni cupe. Sono le cose che vive chi sente dimensioni parallele della coscienza e del vivere. E' come se una linea si stendesse parallela alla nostra vita e io sentissi le sue curve, le sue spire. Quando la sento triste mi rattristo anch'io. Quelle brutte copie le scrivevo e le riscrivevo. Ogni volta mi chiedevo se andava bene e rifacevo. Allo stesso tempo guardavo la mia grafia come incuriosito, poiché era molto più rotonda che in passato. La prima lettera a Canali conteneva anche una osservazione critica sulla rivista Wimbledon (a cui lui collaborava con articoli). Quasi subito vidi scomparire la rivista, e scherzando dissi a me stesso: "E' bastato così poco per farli battere in ritirata?". Questo viaggio a Parigi è routine. La città che ho visitato di più, in vita mia. In questo periodo è indicato passarci, perché è fuori stagione e non c'è folla. Ricordo che si guardava per prima cosa chi ci sarebbe stato (manifestazioni, mostre, musica, ecc.) e si prendeva settimane che concentravano più cose. Ho ripescato il pensiero sulle donne nei bus del mattino, perché è uno di quelli che più spesso affioravano alla coscienza. E' una forma di desiderio che, come nel caso delle irruzioni, dovrebbe esprimersi in un attimo. Riuscire ad apporre uno schiocco in venti secondi sopra le labbra di quindici donne. Come un vento improvviso che ti assale e poi se ne va.
In quel mnmento scrissi proprio il progetto di un'opera di estetica letteraria, che cogliesse lo stato delle cose. Per averne una memo preparai anche un prospetto in un unico pannello gigante, con tutte le idee, con frecce e direzioni. La cosa si concretizzò soltanto a fine 1993, quando nelle pause studiai a fondo anche l'opera di Saussure e mi misi a comporre quella che per me avrebbe dovuto essere la 'rivoluzione linguistica'.
In questa prima decade di febbraio si sblocca l'aria. Per festeggiare ho sentito musica degli anni '60. Cose che non impegnano. Le senti e ti torna un'atmosfera di quando eri piccolo. Fu molto curioso veder litigare (si fa per dire) Consolo con Eco. Il primo rimproverava al secondo di non aver dato abbastanza eco alla situazione disagiata di Rushdie. Eco lo stese perché gli elencò una serie di suoi interventi e alla fine con una certa eco di rivalsa gli disse: "A questo punto direi proprio che non ho fatto altro che quello". Stefania era un personaggio interessante, una di quelle donne nate per metà maschiaccio, con pensieri tipicamente maschili. Il suo approccio alla vita era bello ma troppo 'impenetrabile'. Però quella frase di marzo (vedi sotto) mi piacerà. Alessandro è un personaggio abbastanza mellifluo. Diligente e impegnato (entro il suo recinto), ma anche ortodosso. Troppo, forse. Quando l'ortodossia è eccessiva sconfina con l'opportunismo. Insomma, non mi piaceva. In questa pagina ritorna più volte l'ipertesto, perché è una delle forme dell'epoca. Come parlare oggi della minigonna o dei Beatles per gli anni '60. Dire 'ipertesto' è dire tante cose. Mi tornava l'ipotesi che si potesse organizzare perfino un discorso o una conferenza per 'ipertesto'. In pratica, funziona nel seguente modo: tu inizi a parlare... poi in certi riferimenti prendi un'altra strada aprendo una finestra nel tuo discorso e facendone così di infiniti nel giro di pochi minuti. Ancora oggi non so se è un'idea fattibile. Probabilmente si potrebbe fare in teatro, costruendo pièces a più voci. Claudio piaceva... Gian Claudio mi venne contestato. Comunque lo tenni circa un anno e mezzo, fino a settembre 1994. L'ultima comunicazione firmata in quel modo fu lo scambio epistolare con il marchio Longanesi. Pizzuto fu il mio amore di quell'anno. Poi lo acquistai anche, quel libro. Mi piaceva quel modo. In seguito appresi che aveva avuto poca fortuna sia in ambiente accademico sia come pubblico di cultori. Il multimediale prende come può prendere un affare completamente nuovo che investe tutta la cultura. E il bello è che neppure abbiamo idea delle sue applicazioni. Chi immagina come saranno di lì a poco i computer? Però ci piace molto. Il giovane che mi vende il Pc a Ronco a un certo punto si arrabbia. Lo avevo infilato nel discorso, e lui - come certi sacerdoti - mi interrompe: "Ah, se vogliamo riempirci la bocca di belle parole...". Probabile che neppure lui, che era tecnico, immaginasse l'avvento della rivoluzione imminente. Isabelle, che era sincera, mi scrisse in aprile: "Che significa multimediale?" Dal 16 è veramente regno nuovo. Qui bisogna andare al sito biografico, in cui descriverò queste fasi passo per passo. Sono, fino al 25, giorni di grande felicità. Il brano di Madonna, che risale a qualche mese prima, entra e si fissa nella mia mente alla fine del lungomare di Sestri, nel tratto in cui una piazzola a rientrare conduce a un'agenzia immobiliare e a un ristorante (spesso poi transennato per lavori). Mi accompagnerà anche nei giorni prossimi.
La giornata a Reggio Emilia è piena di ricordi e di sensazioni immagazzinate. Inge che scende le scale un poco sfiorita e triste (durante il convegno sonnecchierà), Ghezzi che arriva 'casual' poco prima della fine come passasse a un bar, Fabbri che catalizza le attenzioni generali. Molti, molti movimenti dietro le quinte. Dovrei scrivere un libro su questa giornata, di cui ho osservato cose anche curiose. In un certo senso, somiglia alle giornate del gruppo '63 perché i giovani presenti credono di rappresentare qualcosa di grosso e di importante (ciascuno porta un ego per l'occasione). La questione di Rossana avvenne per caso. Alla fine, in tarda serata, si sfilava tutti quanti in un corridoio in direzione dell'uscita. Io mi trovai casualmente accanto a lei. E chi resisteva senza interpellarla su quella storia?
Videotel va bene, perché si parla per giorni o settimane (con le dovute precauzioni e le prudenze del caso, che nascondono qualcosa) e poi un giorno si dice: "Ma tu che fai? Come ti chiami realmente?". Sensazioni non molto belle all'uscita dal locale. Ravasi non dev'essere stato molto contento, perché all'uscita (mi sono messo a bella posta, dietro l'ingresso per vederlo e farmi vedere) passa - con una borsa nera da ufficio - e senza voltarsi fila via.
Il 'blind date' è l'occasione più bella, se si ha fortuna (incontro che piace). La sorpresa c'è tutta, l'immaginazione è potente, l'attesa incuriosita. Entrambi poi ci confesseremo di aver avuto timore di non riconoscere l'altro. Poi sono io che alla vista della tuta punto un dito e dico: "Sei tu?!". Passa qualche secondo, lei mi fissa (intuendo che sono quello che lei deve incontrare) e poi fa una battuta: "Non sono mai stata un'altra".
Sono stato attento a qualche scia sulle nuove tecniche. Se ne parla, c'è fermento. In grande spolvero di presentazioni pubbliche, su un percorso parallelo, il giornalista Antonio Caronia e l'artista Mario Canali. Sarà però una cosa con scarso futuro, dopo quest'annata. I film sul virtuale sono brutti. Trovo eccessivo l'entusiasmo di Zolla per il fenomeno. Probabilmente ha compreso male la storia della pluridimensionalità. Non cambia l'essere. Trovo che non sia riuscito l'esperimento di Mariotti (una frase unica che si snoda per tutto un libro). Tadini esagera con 'La Tempesta'. 'Di scuola si muore', dice Pacchiano in un saggio che propone anche l'abolizione del valore legale del titolo di studio. Io sono d'accordissimo (naturalmente). Ma poi a fine anno scriverò anche a lui una comunicazione (la mia cosa meno bella di tutta l'annata, scritta tanto per fare) indirizzata alla Castagnone (chissà se gliela passò). Lo sapevate che questo è l'anno in cui la Calabrò - quella della Calabrina, eh - fa molta esperienza con i magistrati, intervistandone nove e componendo un saggio per Sperling & Kupfer. Ironia della sorte, tra di loro c'è Almerighi. A proposito, già escono libri su Mani Pulite e sul pool di MIlano. I magistrati mi pare che facciano esibizione, più che altro. Alcuni quadri degli Uffizi, danneggiati per l'esplosione, non li rivedremo più. L'artista più colpito è Bartolomeo Manfredi.
La Ortese è uscita con il Cardillo. Non mi pare che quel titolo possa attirare i giovani. Raboni ha intinto veleno contro il saggio di Manacorda. Quando Giovanni intravede nuovi arrivi o gente che prende la scena in un punto in cui lui non c'è, prova sofferenze. Invece era la cosa più bella uscita negli ultimi anni, in quel genere. C'era scritto tutto quello che doveva esser detto. L'unico difetto era quello di non indicare gruppi nuovi, ma nessuno avrebbe potuto farlo. Basta tornare alla 'last page'.
"Vedete quella pietra verde?". Al girarsi inutile dei presenti verso quel punto dirà: "Ecco, non c'è nessuna pietra verde.
Raboni e Manacorda sono due nemici. Si sapeva. In seguito, in un pomeriggio di fine 1995 ascolterò molto curioso una puntata del pomeridiano di Rai3 in cui il secondo ha chiesto al primo di intervenire telefonicamente a una discussione. Caso delicato? Nient'affatto (mentre io mi attendevo scintille). Manacorda poi discute di temi più generali con Vattimo. Anche 'Millelibri' scompare. Un'altra ritirata. Sto diventando come Attila. Dove passo io... Questa nota sull'ignorante viene dal fatto che anche alla radio o sui giornali si parla troppo spesso di trame, senza pensare che ce le ritroviamo spesso nascoste dentro la nostra stessa esistenza e non vi facciamo caso. Per chi fosse convinto che la Fallaci non esisteva più... c'è, c'è... quest'anno è la Rizzoli che ripubblica la 'Lettera a un bambino mai nato'. Questo nome non ha mai smesso di esser presente negli annuari editoriali. Per chi non avesse capito, gli anagrammi qui a destra sono quelli di Giuliano Gramigna. Il passaggio da un sistema a un altro è un tema molto dibattuto. Dicono che Apple e Microsoft mai comunicheranno. Ma ci si diverte a tentare improbabili soluzioni.
Una lettera come quella a Oliviero si è consumata nello spazio di un attimo. Tornato a casa, un giorno, mi vedo una busta grossa nella cassetta. E' proprio lui. Giro e vedo quell'indirizzo, con stampigliatura e dizione 'segreteria centrale' o 'direzione nazionale'. Non mi ispirava proprio. Pensai che quella operazione avrebbe rafforzato semmai i contenuti della mia lettera. Andai, come in preda a trance, in tabaccheria dopo aver battuto quattro righe.
Misi la busta sua com'era, in una busta nuova, e gliela rispedii indietro. Era davvero il minimo.
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Un anno della mia vita Queste cose non hanno un 'via' ufficiale, ma una serie di avvenimenti collegati oppure contemporanei che le scatena. Esse derivano da un improvviso trasporto o spinta spirutuale che la persona riceve in determinate condizioni di spazio e tempo. Qui l'apertura si ha nel settembre 1992, mese importante. In quel mese ho un'operazione chirurgica agli occhi (allora ancora pionieristica) per annullare la (leggera) miopia. Questo fatto restituisce all'occhio le vere distanze e mi fa rinascere. L'effetto si nota dopo circa due mesi, poiché c'è all'inizio un periodo di riadattamento (nel sito biografico vedremo tutte le fasi). Infatti da novembre mi sento io, mi sento un leone uscito da una gabbia. L'effetto, naturalmente, è soggettivo. Essendo io nato per scrivere e per occuparmi principalmente di cose che attengono alla scrittura, l'effetto sul mio corpo è eminentemente letterario. Che succede? Una nuova vitalità, uno scoppio di iniziative anche improvvise. Tutti i giorni scrivo, tutti i giorni vado in biblioteca a leggere, tutti i giorni prendo appunti, scrivo diari e compongo poesie a ritmo continuo. Ho da circa un anno un 286 della Olivetti, ma - come tutti - lo uso soltanto per la videoscrittura. L'attività letteraria da novembre 1992 a gennaio 1993 è frenetica. Questi tre mesi finali del 1992 hanno qualcosa di mitico, come se venissi al mondo una seconda volta. Ho scritto anche un racconto in inglese e mi sono fatto fare - con corrispondenza - l'editing da una signora di Londra, scoprendo che della lingua letteraria scritta (inglese) mi manca ancora qualcosa. In questo periodo ho una relazione epistolare con Isabelle Brzostek, di Parigi, che poi andrò a trovare nel 1993. Mi collego ogni sera col Videotel con lo pseudo Claudio e parlo dentro una delle chat-comunità dell'epoca. E' il periodo in cui lavoro alla Sovrintendenza Scolastica per la Liguria.
Contemporaneamente, alcuni brani seguono la mia vita e
vi entrano con repentini innamoramenti (lo vedremo nel sito, per
tutta la mia vita). Il processo consiste nel venire attirato ad essi
e risentirli per decine di volte una dopo l'altra come ad ubriacarmi
delle note. L'autunno 1992 porta il bel video di Alanna Myles, 'Song
Instead of a Kiss', ma soprattutto una sbornia colossale per 'Sleeping
Satellite' di Tasmin Archer (notte tra l'8 e il 9 novembre). La parte restante del mese vivo emozioni forti, con incontri durante i sogni e qualche camminata notturna in spiaggia. Nella serata del 28, grandi discorsi su Videotel. A Pigalle, guidato da Malvina, c'è Ariel (bolognese di 29 anni, che sa tutto di letteratura), Letizia (milanese di 23 anni, che ama Neruda), e Indiana di Milano che ama ascoltare gli altri. Tutti pseudo che nascondono persone in grado di dare qualcosa agli altri in un momento in cui, per mancanza di Internet e di grosse reti, si sta con queste piccole cose.
Dicembre 1992. Brutte energie mi fermano per ben due
volte alla Libreria Antiquaria di Chiavari. In queste prime giornate di dicembre, i pensieri sono molto affollati dall'ipertesto, una cosa che mi colpisce. Rifletto spesso su come si potrebbe parlare in ipertesto a un talk-show.
7. Ahi, questo termine... 'inquisiti', impazza da
mesi. Questi giorni si sono moltiplicati i Marisa, non faccio che sentire questo nome.
29. Restituito 'Il pappagallo di Flaubert' di Barnes. Non mi è piaciuto. Mi hanno passato l'indirizzo di un signore che possiede in casa più libri di una biblioteca pubblica. Praticamente ha solo quelli dentro il suo appartamento. Si chiama Tolozzi.
30. It falls between two stools (=non si può
collocare). Mi piace molto questa nota, che credo sia stata detta da
Beatrice Solinas Donghi (scrittrice che abita proprio nella via
accanto alla mia). Gennaio 1993
Questo è il mese in cui tutte le faccende delle
ultime settimane diventano più concrete. Soprattutto, mi
rivolgo verso la saggistica letteraria, in cui cerco di sintetizzare
lo stato della nostra letteratura, della condizione del letterato e
in più scrivo cose sulla linguistica. Normale che senta il
bisogno naturale di comunicarlo a qualcuno, di scrivere. Vedremo
subito a chi. La mezza di Canali Da qualche giorno mi si agita l'immagine di Luca Canali, latinista che ha scritto anche romanzi e saggi interessanti. Il 7, dopo una giornata dedicata alla poesia, decido di telefonargli in tarda serata. Abita a Roma, quartiere Aurelio. A una prima chiamata trovo la figlia. Il professore vive in un altro appartamento, poco distante. La doppia telefonata non avviene contestualmente. Tra l'una e l'altra passa un po' di tempo, questo non lo ricordo. Poi trovo il professore, che mi dirà di richiamarlo l'indomani alla 'mezza'. Non so cosa sia, intuisco che sia il mezzogiorno... o giù di lì, probabilmente a Roma si usa dire così. Il problema è che il giorno dopo avevo già un viaggio programmato per Nizza. Mi viene male. Difatti non lo chiamerò (perché sono a Nizza, a pensare a tutt'altre cose). Passato il momento, non mi verrà più da farlo. Ma Canali lo vediamo poco più avanti per una lettera.
Tra gli ultimi giorni dell'anno e i primi dell'anno
nuovo si è affacciato prepotente il desiderio dei libri
antichi. Contemporaneamente, James Joyce ritorna come il fantasma di
Bogart nel film di Woody Allen. Quello di Joyce è un fascino a
prescindere. Ogni volta mi viene da pensare che anche dove non ci
sono cose particolari, la sua figura colpisce e il suo nome ammalia
come fosse un monumento importante in mezzo a una piazza. Lo senti in
mezzo, presente, imponente. Dal 17 inizio a scrivere una lettera a Canali sulle cose che volevo dirgli. A penna, naturalmente (non ho mezzi attualmente, e la macchina a tasti non mi ispira più). Ma provo sofferenza a scrivere e riscrivere più volte. Questo è un caso in cui pur avendo in testa tutte le cose da dire non mi soddisfo mai di quello che è venuto sulla carta. E' come se dipingessi e volessi ritoccare il quadro infinite volte. Tre o quattro giorni così. Intanto sto notando che la mia grafia è cambiata, probabilmente proprio da quel settembre. Non ricordavo curve e disegni delle lettere così ampi, grandi, immediati. Scrivere a penna è bello, ma dà anche pene che con gli altri mezzi non si provano.
18. Molto bello in serata. Si ode nell'aria un
ricompattamento di energie, che si raccolgono dal silenzio delle cose
ormai smarrite e frustrate. Pian piano, si respira... Dal 20 al 25 gennaio - A Parigi, con Flavio
Bello fare un viaggio con un'altra persona trovandosi
lì direttamente, senza fare il treno o l'aereo insieme. Ci
siamo dati appuntamento da FNAC e ci siamo trovati. Tornare a Parigi
a fine gennaio ha comunque il senso di un ritorno al passato. Le
mezze stagioni serbano impressioni di una volta, che non si ritrovano
più né col caldo né col freddo di quelle estreme.
27. Nei percorsi della mattina in bus, un pensiero
è sempre quello di baciare ad una ad una tutte le casalinghe
che ci trovo. 31. E' partita finalmente lettera a Luca Canali. Sarà l'unica - per una banale e casuale mancanza di computer - ad esser scritta a penna. Si tratta dunque di lettera autografa, la cui copia (nel testo) io non possiedo. Ne ho soltanto una brutta, a casa. Febbraio 1993 Mese dedicato alla sistemazione dell'opera di estetica letteraria. Ho recuperato anche libri della critica letteraria italiana di inizio secolo. Il percorso mi sembra fattibile. In tutta la famiglia della critica letteraria italiana del secolo, non ne trovi uno che non venga dall'università. Fino a un certo punto. Fino agli anni '60 il dogma è assoluto. Dal 3 al 10, periodo di silenzio interiore e di magia. Vivo con molta armonia.
8. Cos'altro c'è sotto le querelles di questi
giorni (Consolo-Eco, Crovi-Rugarli, Almansi-Fortini) se non generi
letterari allo sbando? Marzo 1993 Il 2 marzo visita ad A. Z., che lavora alla redazione di 'Millelibri' della Giorgio Mondadori. Si trova a Milano, vicino al Naviglio. Ci arrivo in una giornata tetra, molto piovosa.
Cosa è Millelibri? Una rivista mensile di
letteratura. Non ha una grossa altezza come visione e come scrittura,
ma si segnala per la accuratezza con cui tratta degli autori,
costituendo alla fine un utile strumento bibliografico (con foto
interessanti). Purtroppo, queste cose non hanno ricavi sotto forma di
entrata. Giorgio Mondadori, il meno acuto della famiglia, è anche un
editore con un forte passivo e la rivista viaggia in perdita costante.
La dirige Alfredo Barberis, un vecchio lupo di mare con navigazione
su carrette di media potenza.
3. La testa è ormai solo per l'ipertesto. Acquisto sottocosto a Ronco Scrivia un nuovo computer, un 386 Wyse con Windows3, Works e molto software.
16. Molto ispirato dal mare. Felicità.
Sensazione di entrare in un nuovo regno. La cosa si ripete ancora
più forte nell'equinozio di primavera. Aprile 1993
1. Luca Canali mi risponde con una cartolina postale.
Mi ringrazia e mi dice che il vecchio libro è irreperibile. Fa
un poco di promozione a quello che sta per uscire. PAUSA. Questo 1993 si iscrive nella mia vita in un modo particolare. Amerò molto l'annata proprio a partire da questo mese di aprile, nel quale cammino molto in posti seminascosti della Liguria.
7. 'Mogli di antica data', articolo della Aspesi che
mi colpisce molto Su Videotel capito a parlare con Elisa, una bancaria di Milano di 37 anni. Facciamo conversazione normale. Non immaginiamo il turbine di lì a poco. Maggio 1993
7. Scurati, dirigente scolastico della Lombardia, e
Gianfranco Ravasi, teologo, sono i principali protagonisti di una
conferenza sui metodi pedagogici al Circolo della Stampa a Milano.
C'è anche un addetto editoriale cattolico (credo sia Piemme).
Alla fine salgo io a fianco della cattedra e faccio un discorso
abbastanza lungo sulla discrepanza tra approccio scientifico e
religioso e in più correggo Ravasi su alcune note di
simbolismo. Ravasi parla di provocazione e risponde con le sue teorie. Ci rivediamo una settimana dopo. Stavolta a casa dell'amica, che era proprio la donna che dirigeva la chat. Scendiamo e durante un'attesa della uscita di un'auto - improvvisamente al buio completo di un garage - nasce una storia. Una relazione molto bella, che durerà 15 mesi. 16. Comunicazione a Barberis, sulla scia della precedente. La seconda metà di maggio (c'è già Ciampi primo ministro) è quella che più vede una mia aderenza al periodo. L'esplosione di due autobombe - Roma e Firenze - coglie me ed Elisa in situazioni esattamente contrarie (l'ho accompagnata in Veneto, per uno stage bancario), di grande esaltazione personale. Giugno 1993 4. I nati del 1931 in evidenza da un paio di settimane. Rossana Ombres addirittura in testa a Premio Strega. Questo mese è meno bello dei due precedenti. Trascorrerlo a leggere è comunque spreco, se si hanno energie. Come in una 'ruminazione postuma' elaboro nei primi 15 giorni le cose appena viste, che hanno mutato il panorama. Letteratura elettronica (che invece non avrà esito, ma in Corso Garibaldi a Milano hanno fatto un ciclo interessante a cui ho assistito), arte multimediale (che ugualmente avrà un esito solo parziale), realtà virtuale (buona limitatamente alle applicazioni industriali e alle simulazioni, ma poco fortunata nel cinema). Del periodo è la rivista 'Virtual', di Stefania Garassini (tra le donne dell'anno). Del periodo è 'Gulliver', un interessante progetto De Agostini (Luca Grandori molto bravo per tutto il 1993) sul turismo costruttivo, che poi purtroppo si perderà negli anni. Del periodo è anche Patrizia Carrano, che mi ha colpito con alcuni articoli. Tutto l'anno letterario si segnala (vedi Annate) per l'arrivo di alcune interessanti novità. Moresco, dopo molte peripezie, arriva alla pubblicazione. Avrà poi un suo pubblico che lo stimerà. Lo incrocierò spesso in futuro, durante la mia permanenza a Milano, in luoghi pubblici. Ecco un classico letterato old-style, che si ciba di cose d'aria, nomadismo, e lettura. 21. Nuova visita nella sede di 'Millelibri'. Poi torno per provare a fare qualcosa con Rizzoni, ma eravamo lontani mille miglia. E poi quel progetto era troppo piccolo, troppo limitato. L'agenda non aveva mai preso reale circolazione. Andai questo 21 giugno e poi una giornata seguente. Un paio di eventi simbolici del momento mi fecero capire che non era proprio il caso. Troppa smobilitazione, nella intera redazione. Giorgio Mondadori non aveva avuto successo. 'Millelibri', per la cronaca, scomparirà appena qualche mese dopo (primi di settembre annuncio). Luglio 1993
3. Restituito 'La forma e la vita', di Barberi
Squarotti e 'Discorso semiserio sul romanzo', di Plebe.
6. Estrema difficoltà di costruire una solida
vita a due in giornate di 24 ore. Se queste fossero fatte di
mezz'ore, di ore scaglionate, tutto potrebbe incastrarsi. Dal 14 al 17 giornate ancora molto difficili.
18. Oggi ho sentito a distanza un moto nei miei confronti da
quelli della Mondadori editrice. Ma potrebbe non essere quello. Anziché un moto di rimpianto, potrei aver sentito un loro dolore - in quella giornata - per un altro fatto. Certo è che ho pensato a loro, e il cuore mi si è chiuso tutt'a un tratto. Agosto 1993
1. Ecco una giornata clou. Credo sia qui l'articolo di
Giuliano Gramigna 'Antologizzate qualcosa resterà'. Quel pezzo
attira la mia attenzione come nient'altro. Sono in auto verso la
Francia. Mi fermo in una zona parcheggio dell'autostrada, come
richiamato. Si parla - mi pare - di due libri (forse antologie, non
ricordo). E poi ancora di establishment e di altre cosette. Mi
irrita. Non me lo scorderò, in futuro. E sarà quello
che mi indurrà a scrivergli, a fine ottobre.
7. Dopo un luglio molto duro (per me), arriva una
nuova idea potente. Scrivere un romanzo, sulla vita di un quaderno
abbandonato per strada negli anni '80. In agosto e poi in settembre passo alcune notti intere all'aperto, steso per terra sul territorio, per capire cosa possa succedere nei movimenti di animali e cose della natura. 23. Coi nuovi occhi ancora più forte la sensibilità. Mi pare di sentire in loro il procedere stesso del mondo 25. La cosa che più prende, degli ultimi mesi, è la competizione tra arte e realtà, con vittoria (che si attribuisce) alla seconda. E' tutto un fiorire di opinioni. Quasi nessuno è disposto a stare con la prima. Il 28 agosto finalmente ho chiara in testa l'idea di far vivere al quaderno tre distinte storie. Settembre 1993 Settembre è tutto preso dalla stesura del romanzo. Sono giornate interiori. Il cervello è continuamente al lavoro e talvolta, nel suo movimento, dà anche le cose che vediamo il 21. La cosa si adatta con questa parte del 1993, che mi sembra rifluire. Il lavoro di scrittura al computer favorisce la creazione di romanzi, poiché centellinando brano per brano trova una macchina chi glielo conservi in tracce (con date precise). Con le macchine per scrivere si faceva lavoro che poi nessuno poteva controllare. Con il computer si sa che quel frammento risale al 3 settembre, un altro al 16 e così via. La stessa conservazione in floppy disk è un ottimo sistema. Alla fine, l'opera sarà 'visitabile' proprio in questo senso. Chi la legge ha un'idea sia della sua creazione nel tempo, sia dell'impronta dell'autore (al quale collegherà i vari frammenti della vita datandoli). 21. Ogni tanto mi esercito anch'io (caro Stefano, non ha comunque senso): Gira l'uggia a Monni, Giura gl'agi a Monni, Giù la gag Monni Rai. 25. Ogni volta che si passa da un sistema a un altro, o che si adatta un sistema su un altro (software, fusi orari, lingue) il cervello gode a conciliare. Salvo quando debba soffrire per farlo. Ho letto in questo mese 'V' di Pynchon. Non ho potuto farlo regolarmente. E così ho acquistato anche il libro: Impresa improba, manca un collegamento tra le parti, l'autore fa esibizione, molte cose non si capisce cosa vogliano dire, ecc.ecc. Però c'è chi gli ha dato una sistemazione e ha creduto che ci sia qualcosa da dire in sede critica. Ottobre 1993 Ancora tutto il mese preso da stesura romanzo. Ottobre è un mese meraviglioso, in senso letterario ed estetico. Ne ricordo pochi altri così belli (vedi, nel sito personale, quando capitò in passato). Dall'1 al 3 sento molto l'armonia del momento. La cosa si esprime in parte con l'ascolto della musica, in parte con il godere della bellezza del viaggio. E' come se, dalle sue prime giornate, il mese mi dicesse qualcosa, mi facesse una presentazione. Per tutto il mese scorre sul lettore Cd 'Le tue mani', vecchio brano di Mina. L'atmosfera nella quale vivo è completamente letteraria, mi avvolge.
Scrivo una lettera a cugino Oliviero Diliberto (nuove
energie con Rifondazione, nuovi progetti per una pubblicazione) per
suo compleanno, ma con osservazioni che avevo in serbo da tempo (l'anno è anche aggressivo per me, spesso scarico cose su
altri). Lo invito a lasciar perdere i partiti. 20. Entusiasmo per il saggio-manifesto di Giorgio Manacorda, 'Per la poesia'. Quando leggo libro a cui aderisco mi sento confortato. Penso che non sono stati inutili i momenti passati in cui sono stato male.
Mi viene di getto quella che sarà la prima
lettera a Gramigna, che porta la data del 23. |