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La nascita del Cristianesimo
Non si può fare un discorso organico su una nascita del movimento cristiano, perché le cose accaddero man mano e progressivamente senza che nemmeno i primi apostoli se ne rendessero conto.
DISCORSO SUL MESSIA. Qui dovremmo ripeterci (vedi pagina sulle faq di fine ciclo). L'attesa o la speranza o l'idea stessa di 'messia' erano strettamente correlate al sogno di una riunificazione ebraica, insomma di una liberazione nazionale da tutti i gioghi imperiali e da tutte le sventure di quel popolo. Varie profezie tenevano in incubazione questa idea da secoli e così il termine - nella precarietà di allora - ebbe un'etimologia perfino estranea a questa, perché dire Messia era dire 'unto dal Signore'. Un appellativo che si dava ad alcuni regnanti e nel frattempo serviva ad alimentare nei primi 'emittenti' un'idea soltanto utopistica e letteraria. Noi oggi potremmo dire che Bill Gates (o altri) è stato il messia dell'era informatica o del regno casalingo dei personal computer. In questo pure sarebbe da intendersi una liberazione per la diffusione democratica della cultura o per lo sviluppo dei mezzi. Ma né il termine né il concetto hanno molto rigore. La vita di Gesù nella odierna Israele fu interpretata come la vita di un messia, ma la storia successiva dimostra che nulla è reale di quel concetto. Israele non ebbe mai né una liberazione né un territorio tutto per sé (la rinascita della speranza si è avuta soltanto nel secolo XX°, dopo la fine della seconda guerra). In questo senso, neppure Gesù fu mai messia per gli Ebrei. I discorsi dei primi discepoli erano cose soltanto di quell'epoca, dettate da illusioni e pure fantasie.
Secondo la loro migliore tradizione un discorso concreto di nascita del movimento si può fare solo dal momento in cui un gruppo di Ebrei di lingua e cultura greca (Ellenisti) diventa protagonista di alcuni atti. Questi sarebbero inseriti in tre principali tematiche innovatrici:
1) Una critica radicale del Tempio
Qui dovremmo andare ai versetti 44-50 degli Atti degli Apostoli, da cui si apprende la risposta del martire Stefano alle accuse sulla distruzione del Tempio. Dio non abiterebbe più il tempio di Gerusalemme. L'Altissimo non abita in templi manufatti. Occorre un nuovo edificio permanente per ospitare il culto supremo. Questo passaggio, che è molto bello, vale come sempre a spostare la sede di una spiritualità che dovrà impiantarsi ex novo. Come oggi Monni vi dice: "Non è più la chiesa il luogo della nostra spiritualità" allora Stefano, a costo di essere lapidato o impiccato, gridava agli Ebrei dell'epoca che quelle cose non andavano più bene. In questo molti studiosi hanno visto uno degli elementi di rottura tra Ebraismo e Cristianesimo.
Noi diciamo: va bene, a patto di vederlo solo come un'allegoria di quello che sarebbe successo di lì a qualche secolo. Paolo stesso avrebbe sentito un senso di colpa per quel martirio e da lì avrebbero preso le mosse tante altre cose. Ma, attenzione, non è che con quell'episodio del martirio di Stefano nascesse qualcosa.
2) La missione
Qui si afferma che molti attendevano, tranquilli, a Gerusalemme. E gli Ellenisti sarebbero stati i primi a muoversi attivamente, annunciando al mondo che quell'uomo era Signore del Mondo. I primi evangelizzatori - secondo molti studiosi - furono gli Ellenisti, tra cui Stefano e Filippo. In verità è difficile affermare questo con certezza.
In quel giorno ci fu una grande persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme, e tutti si dispersero per le regioni della Giudea e della Samaria, eccetto gli Apostoli. (Atti, 8-1)
Quelli che erano dispersi se ne andarono da un luogo all'altro annunciando la parola. (Atti, 8-4)
Qui potremmo domandarci: "Come faceva chi raccontava (Luca o chi altro) a distinguere in quei gruppi Ebrei parlanti aramaico e gente di origine Ebraica che parlava greco perché veniva da altri luoghi?". In altre parole, noi oggi possiamo attribuire parole e atti a una o più persone, che riconosciamo, perché abbiamo mezzi meccanici che lo attestano (Tv, registrazioni ecc.). Duemila anni fa, il racconto era per forza di cose sommario e frammentario. Una domanda, che nessuno si è mai posto, è: "Perché gli Apostoli no? Perché essi restano tranquilli a Gerusalemme?". Questo è un piccolo mistero.
Se si afferma che gli Ellenisti furono nella storia i primi missionari si dice probabilmente una verità, perché i primi a recarsi presso altri territori per parlare di quelle cose furono loro. Ma poca certezza vi è su come questo fu fatto e su quali ostacoli si dovettero superare.
3) Inclusione dei pagani da convertire
'Pagani da far diventare cristiani' è cosa che naturalmente va intesa in relazione al nuovo concetto e non con quella parola che ancora non esisteva. Se noi diciamo che 'bastava la fede nelle parole e negli atti di Gesù' è come se dicessimo oggi che chi vuole convertirsi all'Islam non deve necessariamente diventare Arabo per farlo. Noi lo capiamo, ma allora non potevano capire una cosa del genere. Diciamo quindi che queste sono 'storie' raccontate in seguito da 'fanatici' che vollero usare tutti i mezzi della lingua e della logica per stabilire un filo continuo in una serie di vicende di cui non conosciamo bene i contorni. Allora, diciamolo per chiarezza, si aveva soltanto il seguente quadro di vicende:
a) Presenza continua nelle menti di un uomo crocifisso, che si diceva esser morto per redenzione sua e altrui; b) Idea che fosse davvero resuscitato, e che fosse salito al cielo; c) Idea che gli Ebrei (popolo, in generale) non dovessero più seguire (soltanto) le leggi e i riti che gli antenati avevano tramandato.
Queste idee erano naturalmente prodotto dell'epoca. Niente di più. Memoriale ha smentito tutte le affermazioni che fecero di Gesù un uomo diverso dagli altri. Naturalmente, non ho potuto che constatare il loro successo, comunque. Molti ci credettero (e alcuni ci credono tuttora, purtroppo). Questo valse davvero a fare del Mediterraneo una culla di civiltà nascente che più tardi avremmo chiamato cristiana. Ma molte delle descrizioni successive, che elaborano una serie di dettagli, sono accecate dalla parzialità e dalla faziosità degli studiosi stessi. Essi, in pratica, non fecero che trasmettere l'uno all'altro questa serie di fantasie e di esagerazioni.
Una cosa non reale, ad esempio, fu l'affermazione che ai pagani Gesù veniva presentato come il Signore del Mondo. Può darsi che questo venisse anche fatto. Ma non è realtà separare in due tronconi: come veniva presentato agli Ebrei e come veniva presentato ai non Ebrei (improprio anche definire questi ultimi 'pagani'). Una cosa di fantasia fu lo Spirito Santo (la gente sentiva anche allora quello che era nell'aria, e se alcuni momenti erano più belli questo non significa che esistesse un'atmosfera santa). Chi ancora oggi parla di Spirito Santo come se fosse una realtà concreta dovrebbe essere preso in giro. Voi stessi, consacrati con l'abito che celebrate Messe in tutto il mondo e adoperate ancora quelle parole, dovreste fare un'azione di chiarificazione e di sgombero di tutte queste fantasie dopo essere entrati nello spirito di Memoriale.
I capisaldi della prima predicazione sono i soliti principi: fede in tutto quel che viene detto, battesimo come immersione in un nuovo regno, identificazione di valori in quelli che si crede essere 'gli unici' (salvezza, accettazione sofferenza ecc.). Questi funzionano un po' come un'acqua che si riceve improvvisamente da una fonte termale, e che si dice debba purificare. Alcuni uomini, come sempre accaduto, sono disponibili non solo a ricevere ma a farsi portatori di una concreta propaganda. Questo, non altro, furono i primi uomini che portarono in giro queste cose. Fino alla conclusione della prigionia di Paolo, il testo neotestamentario penetra in questa serie di racconti, richiami, messaggi che non sono altro che 'narrazione umana'. E' come se io stampassi le mie vicende sul Web, a partire dal quel 1999. Avremmo appelli, lamentele, litigi, illusioni, accuse, ripicche, imprigionamenti, liberazioni, imposizioni, attacchi, eccetera. Insomma, un mondo che si dispiega. Tante volte io stesso ho cercato di estirpare il male, cacciandomi in situazioni difficili e complicate. Non cercando un ritorno, accetto che tutti questi contenuti arricchiscano chi può esserne arricchito. Il messaggio libera nell'aria un certo quantitativo di informazioni, che la gratuità di Internet ha contribuito a veicolare. Come sempre, qualcuno li respinge e qualcuno li accetta. Cose vostre. In quell'epoca si sarebbe potuto dire la stessa cosa. Con la differenza che allora impiccavano perché il concetto di democrazia e di libera manifestazione del pensiero erano sconosciuti, mentre oggi il regno della democrazia fa capitare questo molto più raramente.
Pagina pubblicata originariamente il 4 luglio 2005 con il nome 'Whatisworth', ripubblicata il 7 novembre 2005 con lievi modifiche