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Spiritualità: Capacità di percepire il fatto che corpo umano e vita sulla Terra non sono fatti di sola materia. Più o meno spiccata a seconda degli individui.
Le religioni si appropriarono della parola 'spirito' soprattutto nella materia delle preghiere e della devozione. Da dimenticare anche le varie identificazioni con qualità delle persone (bontà, generosità, ecc.). Mai fu data quest'unica sintesi in forma di definizione, che deve intendersi in senso molto preciso. Questa è dunque una 'prima assoluta'
Anima: Parola derubricata, cioè privata in questo caso di valenza sacra, e utilizzabile soltanto in senso lato, profano
La parola 'anima', dal greco 'psyche', ha attraversato tutta la storia dell'homo sapiens come una spada perennemente pronta nel taschino. Questa sarebbe stata sempre l'arma secondaria, in aiuto a quella principale dello 'spirito'. Dicendo che era addirittura entità a sé, separata dal corpo, tutta la civiltà cristiana ne fece un potente vessillo a sostegno di un prosieguo 'con significati'. Questa fu la secolare abiezione dell'Occidente.
Caduta dell'Occidente, nei primi anni di questo secolo, significa caduta di quella illusione
Se si considerava 'anima' come sostanza, è chiaro che prima o poi si sarebbe domandato e preteso un concetto anche dalla scienza, visto che in epoca moderna questa è arrivata a spiegare tutto. Ma la scienza non ha mai potuto spiegare il concetto, per il semplice motivo che esso era soltanto filosofico. Se voi andate da un medico e gli chiedete di 'curarvi l'anima' egli non saprà che fare e vi spedirà da uno psicanalista (o se è spiritoso da un sacerdote). Il nostro corpo porta qualcosa di non materiale, ma non è né una sostanza separata né una parte della anatomia. La caduta della civiltà cristiana deriva dunque da questa astrazione, dall'avere trasformato qualcosa che noi viviamo nella realtà in un concetto filosofico o fiabesco.
La secolare dispersione qui fu responsabilità dei filosofi, già molto prima dell'era cristiana. Già Aristotele e altri filosofi greci impegnarono complessi e interminabili discorsi sull'anima. Inaugurato poi il 'corpo di Cristo' la Scolastica e la teologia medioevale (proseguendo poi con quella del razionalismo moderno) continuarono a parlarne come se fosse un argomento da salotto o da facoltà universitaria. Il mondo cristiano la vide sempre legata al concetto di 'salvezza'. Ecco dove si celebra la caduta dell'Occidente.
Immaginare che una parte di noi si stacchi dal corpo al momento della morte non gli bastava. A questo aggiunsero anche un fatto qualitativo. Arrivarono a dire che quella dipartita sarebbe stata 'biglietto benaugurante' per coloro che si erano ben comportati (concetto vago e indefinito, quali erano i confini?) e 'cattiva destinazione' per coloro che in vita si erano mal comportati. La tripartizione di un regno presunto in paradiso, inferno e purgatorio fu una delle fantasie più spinte dell'uomo medioevale. I visionari manicheistici o moralisti dell'epoca acquistarono questo concetto per inserire nella dogmatica cristiana il grosso spavento della 'fine'.
'Caduta dell'Occidente' non vuol dire vittoria o trionfo di qualcuno o di qualcosa. Quando ci si libera di un falso concetto, si entra in una nuova visione delle cose. Davanti a questo, tutti gli uomini si trovano in una condizione identica. Non ci saranno più Occidentali, poiché la zona occidentale non ha più questo concetto di 'salvezza'. Lasciando la parola 'anima' nel passato riunifichiamo ancora una volta tutto l'universo 'non materiale', cioè non semplicemente anatomico o fisiologico dell'individuo.
Pagina pubblicata il 1 marzo 2003