Pagina dell'11 e 12 marzo 2003

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Il motivo della rifondazione - Quel che non mi suonava più lo rimuovevo appena lo rileggevo. Ma rileggersi non è un'operazione molto piacevole, e così non l'ho fatto spesso. Ci sono pagine che non posso toccare più, perché sono perfette come sono (dalla prima all'ultima riga). Questo è il caso del 'Memoriale del calendario'. Difficilmente modificabile è anche quella degli errori del monoteismo (pagina 'errori').
Pagine che non posso toccare sono quelle sull'Islam, in cui con la massima chiarezza e con grande sintesi spiego tutte le illusioni di quella cultura (che pure è stata superiore, come apporti, a quella cristiana). Torniamo ora per un attimo alla 'nessun dio', che è uno dei centri della narrazione di Memoriale. Questa è la pagina della dimostrazione, che è rimasta quasi immutata in tutto questo tempo e recentemente ha avuto come corredo una colonna a sinistra per ridurre il tutto ad alcuni punti-chiave. Questa pagina fu scritta ugualmente d'impeto, anche se contiene dei ragionamenti. Essa non ha il metodo del 'Memoriale del recupero', in cui ragionai per quattro giorni e senza soste. La pagina della dimostrazione è più schematica. Se un giorno dovessi toccarla dovrei ampliarla, perché alcuni concetti sono espressi soltanto in forma di tabella e non hanno molto sviluppo.
In questa pagina della 'dimostrazione' dovrete battere soprattutto sul fatto di una parola che suscita tante immagini diverse, cosa che può capitare soltanto a un oggetto irreale perché dal suono non puoi risalire all'oggetto e così veicoli soltanto un suono e basta. 'Winchapilg', questa è la parola immaginaria che ha accompagnato per due anni chi è entrato in quella pagina. La parola 'dio', dopo la corruzione, rimase soltanto suono, poiché mancava di un concetto unico e spiegabile in maniera unica a tutti.
Qui coesistevano il singolare e il plurale, cosa che avrebbe escluso che si trattasse di un nome proprio (tutti diciamo 'Bill Clinton' poiché ci riferiamo a un essere unico, se poi dovessimo intendere tutti i Bill Clinton esistenti questi sono tanti uomini ma non sono tanti Bills Clintons).

L'unicità di quel Bill Clinton sarà data dalla sua NASCITA, abbinata a un codice genetico.

Qualcuno poi si chiederà perché il nome dell'ex-presidente Usa figuri così spesso. E' stato solo un caso, e logicamente ho pensato che un nome conosciuto da tutti potesse arrivare più facilmente di un nome non conosciuto.

Essendosi rivelata puro suono, la parola 'dio' andava almeno rifondata.

I passi fondamentali - Chi non ha capito, a lungo si interrogherà su quella che può sembrare una beffarda inversione e che invece è la pura e semplice realtà: la santità come tragedia del cristianesimo. Viceversa, chi ha compreso questo passaggio ha capito almeno il 50% di tutto.

Santità fu l'apporto obbligato che Cristiani e Giudei dovettero dare a una parola che era stata spossessata del suo significato originario. Santi diventavano gli oggetti del culto (non più quelli della teofania), santi diventavano i luoghi istituzionali (non più quelli spontanei di una illuminazione). Tutto passava a una rigida separazione che la parola originaria 'dio' non prevedeva.

Questo passo chiarisce perché 'devozione' non è spiritualità. E' su questo che le ex-autorità dovranno battere presso la popolazione più affezionata a quelle pratiche. Una volta penetrato questo concetto, il resto verrà molto più facilmente.
Perché la parola non aveva in origine quella separazione? Perché non c'era nulla di tutte quelle cose. Non c'erano reliquie, non c'erano ostie, non c'erano abiti di cerimonia. Quando mai un Essere soprannaturale avrebbe delegato alcuni uomini a far carriera in suo nome? La purezza del concetto originario fu persa man mano che queste cose andarono in mano agli uomini. Essi ebbero nomi, funzioni speciali, favori, e commisero un peccato che poi si sarebbe trasmesso a tutta l'umanità. Il peccato fu commesso da coloro che se ne impossessarono, dandosi abiti di cerimonia, copricapi e importanza.
Qui però siamo andati un pochino avanti. Abbiamo preso un passo importante da una pagina (MemoAnticoTestamento) che fu scritta in seguito, ai primi di gennaio 2002. A quei giorni dobbiamo ancora arrivarci.
Dove eravamo rimasti? Eravamo all'estate 2001. A quel punto io avevo in testa la dispersione del sacro e la corruzione, ma non ero ancora arrivato alla sorgente. Avevo la certezza che un fraintendimento avesse dato origine a quella dispersione, ma occorreva arrivare alla vera teofania. Un lettore allora mi chiese 'come mai, se avevo dimostrato l'inesistenza di Dio, lo ridavo in altra veste'. Dovetti spiegare e rispondere nel modo che leggete sulla pagina 'appendice2memoriale'. Se io scopro che una bottiglia che contiene vino Chianti viene venduta con la scritta Barolo cosa faccio? Mica dirò che quella bottiglia non esiste! La bottiglia è stata contraffatta, ma questo non vuol dire che la parola 'Barolo' sia necessariamente priva di un significato. Se la parola 'Barolo' fosse stata inventata a bella posta, allora avremmo un conio inutile e sprovvisto di sostanza dovuto a una frode pura e semplice. Ma quella parola qui esisteva da almeno 2700 anni. Soltanto con la prova di una frode - difficile a trovare - sarebbe stato possibile cancellarla. Ho dovuto presupporre un semplice fraintendimento, un errore che poi venne a propagarsi dappertutto (allora erano frequentissimi, perfino quelli di copiatura). A questo punto, dunque, occorreva risalire alla fonte di quell'errore, un uso errato di quella parola. La parola esisteva, ma cominciò a circolare con un significato diverso (che è lo stesso fenomeno di un'etichetta Barolo apposta su una bottiglia che contiene Chianti).

Legittimo dubbio. "Se hai detto che anima non esiste in quanto sostanza separata perché non possiamo buttare a mare la parola?" Perché non c'è motivo per farlo. Questo l'ho spiegato alla fine della pagina 'presenza dio', dove dico che alcune parole decadranno nella versione macro e potranno essere conservate nel senso lato profano. Altre si estingueranno definitivamente e non potranno più rimanere nei nostri dizionari. Diciamo che 2/3 almeno del dizionario di termini ecclesiastici ci lascia.

Vedete la sorte di 'anima'. Anche qui, ciascun filosofo o teologo interveniva dicendo: "L'anima è..." E così abbiamo avuto centinaia di versioni diverse, come se anziché un concetto solo ne esistessero tanti applicabili. Succedeva appunto perché utilizzata in quel modo la parola non trasmetteva un'immagine unica per tutti (da ridere che ancora nel 2003 si domandasse a qualcuno 'cos'è l'anima'). Anche un ricercatore come Crick ci è caduto e qualche giorno fa ha detto: "L'anima è...".
Questa parola come altre può restare nel suo significato esteso, quel che chiamiamo 'profano'. Così diremo ancora: "La cantante X ha un'anima blues". Ma non la useremo più in un contesto scientifico, perché non è né un organo del corpo umano né una sostanza. Così faremo ad esempio con 'grazia', che si potrà dire ad esempio in frasi come "Quel portiere parò tutto quel giorno, era veramente in stato di grazia". Cosa che ha semplicemente un significato esteso, e non ha nulla a che vedere coi cieli, col divino e con altre favolette. Anche col perdono? Beh, qui non c'è nessun problema perché chi lo cita è come se scherzasse. Tutti continueremo a dire: " beh, ti perdono', ma più che 13 lettere nell'aria non manderemo. In alternativa, cosa dovremmo fare? Uccidere?
Ogni parola ha un senso compiuto e completo quando ha tutti gli elementi essenziali a posto. Se non li ha, è fatale che quel suono attraversi la storia con centinaia di definizioni e di discorsi. Ricordate quando parlammo di quel biblista che aveva risposto a una lettera con tante citazioni altrui? Allora, se nel 2003 uno ci chiede cos'è il fuoco non stiamo a dire - come facevano i teologi - che Eraclito diceva... secondo Agostino... secondo Paracelso era... poi Lavoisier disse che... Lo stesso meccanismo della citazione storica perde gran parte del valore, poiché fu testimonianza di un'epoca meno civilizzata della nostra.

Settembre 2001, un mese importante. - Dunque, eravamo a fine estate 2001. A quel punto io ero fermo alle conclusioni di quel 29 gennaio. Dio non esiste, e l'ho dimostrato. Mi manca però una spiegazione. Allora che esisteva a fare questa parola? Se fu corrotta - come spesso era successo a tante - cosa era? Il mese di settembre 2001 fu risolutivo.
Qualche giorno dopo l'attacco al World Trade Center, intorno a metà settembre, avvenne il FATTO. Senza che lo programmassi. Era pomeriggio e mi trovavo in spiaggia. L'ultimo ricordo fu questo. Uscivo dall'acqua dopo un bagno. Prima di sedermi nuovamente, lanciai una pietra contro una roccia. Come in un lampo improvviso, mi venne l'idea di riunire nella mia mente tutte le frasi che da secoli venivano dette con la parola 'Dio' (A Dio piacendo, se Dio vuole, grazie a Dio, che Dio ti benedica ecc.). Passarono sì e no due o tre minuti al massimo. Come un risultato di un'operazione, mi venne in mente la vera definizione di dio, in 17 parole, che più volte ho annunciato. Era l'unica che definiva il concetto di Dio in tutte quelle occasioni, era il concetto originario. Non più quello solito, generico, astratto. Finalmente era un concetto, unico, valido per tutte le citazioni, le spiegava tutte. Era il momento-chiave. Andai a domandare in prestito una penna a uno dei bagnanti, poiché il cervello mi bolliva e - nel timore di perdere la lucidità di quell'attimo - avevo bisogno di mettere tutto per iscritto.
A quel punto ero arrivato alla svolta. Come scoprire un tesoro nascosto in fondo al mare per secoli.

Tornato a casa, mi misi al computer e scrissi questa pagina, che mandai qualche giorno dopo sul Web. Questa fu la prima pagina che scrissi con in testa la vera teofania, e risale al 20 settembre 2001.

La pagina nel link qui a fianco qualche mese dopo confluì nella pagina 'tabella dio', visitabile al link 'Riconversione'. Leggendole noterete che questa fu l'aggiornamento di quella. Inizia in modo simile, e poi si allarga con i concetti dei primi di gennaio 2002 (che vediamo più avanti). Il momento di svolta si era compiuto. Era come se una persona fosse riuscita ad accendere un fuoco, dopo tanti tentativi. E quel fuoco crepitava, si alzava nell'aria.
Ma non fu una lotteria. La questione era ugualmente complicata, anzi complicatissima, poiché richiedeva comunque un lungo lavoro di ricostruzione (su Memoriale c'erano pochi link), stavolta più elaborato della semplice dimostrazione del 29 gennaio. I mesi successivi, che all'esterno furono duri (operazioni militari in Aghanistan, antrace, ecc.) al mio interno divennero una specie di laboratorio permanente. Cominciai a lavorare alla nuova ricostruzione, quella della vera teofania.
Fu un lavoro mentale continuo, anche notturno. A quel punto dovevo infatti ricostruire tutto il cammino storico di quell'idea. E vi riuscii, poiché partendo dall'epoca precedente alle prime redazioni dell'Antico Testamento capii che a quella parola doveva essere successo qualcosa. Fu un momento difficile, occorreva trovare il modo di dirlo e di scriverlo in maniera da comunicarlo. Una delle cose più difficili è comunicare una serie di nozioni a chi sulla materia ne ha altre acquisite in precedenza. Qui c'erano addirittura miliardi di persone con quella parola ormai installata in quel modo. Così pensai che la cosa più giusta sarebbe stata un seminario, protratto per qualche giorno. Una lunga discussione. E qui tutti i lettori di Memoriale ricordano. Contemporaneamente all'entrata in vigore dell'Euro mi misi al computer per fare quel seminario di 4 giorni. Ricordate la sera del 31 dicembre 2001? Scrissi: "Munitevi di una copia della Bibbia, perché da domani si fa un seminario".
E così dal 1 al 4 gennaio 2002 scrissi quelle pagine che vanno sotto il nome di 'Memoriale del recupero', che trovate nei link della pagina 'Rivelazione'.

Il quadro delle obiezioni è molto variegato. Oggi me n'è arrivata un'altra, anch'essa molto fantasiosa. Dice: "Ma allora la pittura, le tele, i ritratti di tutti quei secoli? Che ne è dell'Ultima Cena, del Giudizio Universale, degli affreschi vaticani, di tutta la pittura?"
Quando noi parliamo di quei secoli, parliamo di quei secoli. Il motivo principale che rende 'falsi' i discorsi del clero è proprio questo, il fatto di decantare qualcosa che loro non hanno vissuto. Io chiedo a voi: come fate a dire bello per tutta la vita una cosa che hanno vissuto i nostri antenati 2000 anni fa? Se il Nuovo Testamento dice delle mirabilie in merito a Gesù, in merito ad alcuni episodi, in merito ad alcune visioni dell'epoca... va bene, noi ci crediamo. Diremo: allora (a quel tempo) ebbero, vissero quelle cose, che per loro furono cose meravigliose. Noi, oggi, venti secoli dopo, non viviamo quelle cose. Allora perché ne parlate ancora? Se volete parlare di mirabilie guardatele nel mondo di oggi, scopritele in quello che vi può dare la realtà di oggi. Oggi non c'è nessuno che si mette a dipingere il Cenacolo, così come nessuno si mette a scrivere le note della sinfonia n.40 di Mozart. Quindi è come se voi viveste tutta la vita per delle cose che sono soltanto scritte nei libri o immaginate dalle menti artistiche dell'epoca. Possiamo studiare queste cose, ma non possiamo decantarle o celebrarle con parole di oggi. Questa è un'ingiuria che facciamo al tempo presente. E' come se dicessimo: "Non ti voglio vedere, io rimango a 2000 anni fa". Allora cosa sei nato a fare, oggi?

Tutto il modo di essere che è stato del clero è espressione di funzioni che potremmo definire dell'uomo 'inferiore'. Inferiore è colui che con un misto di paura e di servilismo passa il tempo ad adulare, a celebrare. "Il Santo Padre", "Il cuore tenero di Gesù", "La luce del Tabernacolo", e così via. Ma se anche quelle cose fossero tali, cosa ci guadagnate voi a dirle? Cosa guadagnano corpo e mente di un individuo del 2003 a dire della 'misericordia di Dio'? Vedete dunque che uno che trascorre il tempo a fare questi discorsi già si qualifica, già dice al mondo di vivere una condizione inferiore, in cui non si accorge dell'aria, dell'atmosfera di oggi, delle altezze raggiungibili oggi. Per ovvia consuetudine continuerà a frequentare persone che come lui diranno quelle cose, e alla fine l'unico risultato sarà di formare una catena. Questa catena per fortuna oggi perde tutti gli anelli. A questo punto, con la disgregazione della catena si vedrà chi davvero avrebbe fatto qualcosa anche fuori dalla catena e chi invece si era soltanto aggregato.

A quote altissime. - Il Memoriale del Recupero, primi di gennaio, volava a quote altissime. Queste sarebbero poi divenute stratosferiche 13 mesi dopo (6 febbraio 2003) con la sicurezza del Memoriale della formattazione. Se i primi di gennaio 2002 mi trovavo come un individuo spinto da una corrente che lo spinge a reinterpretare un fatto antico, ai primi del 2003 sarò ancora più in alto in quanto metterò alle spalle qualcosa come 26 secoli. La giornata del 6 febbraio 2003 dice quanto definitiva e sicura sia stata l'intera operazione. Ma andiamo per ordine.
Il primo giorno di gennaio 2002 comincia dunque un seminario. Questo è composto da una serie di lezioni, con intervalli. Si parla, per un po' di tempo. Poi si stacca. Così facevo. Qui il ricordo è molto bello. Le pagine a cui tengo di più sono queste di inizio gennaio 2002. Il Memoriale del recupero può essere paragonato a un interrogatorio con la coscienza: "Sei già passato sulla tale questione? Quell'altra ipotesi, cosa ne dici? Se eri arrivato a quel punto, allora spiegami quest'altro". Ero io stesso che interrogavo la mia persona. Lavorai come se dentro di me fossero più persone. E siccome il Trapasso ha visto (e ha alle spalle) 15 probabili miliardi di anni di storia e circa 2600 di storia sacra compilata, è in grado di mettere tutto quanto su un tavolo traendone (finalmente) conclusioni. Così fa parlare una persona, con un torchio gigante. "Va bene, non esiste... ma allora quella parola? Ma se avevano già il deus? E i comandamenti? Ma allora tutti quei dialoghi con Jahvè?"
Fuori... escono risposte che per una volta sono diverse dalle solite lagne. Qui parlava una persona (il sottoscritto) che non era stata indottrinata, non aveva impegni con una chiesa, non aveva denaro da qualcuno, non aveva un'audience a cui guardare. Con l'esperienza accumulata sono venute risposte. Queste sono risposte. Queste sono conclusioni.
La pagina sull'Antico Testamento iniziò il primo giorno di gennaio e proseguì il secondo. Fu una maratona anch'essa e porta (come tutte quelle del Memoriale del recupero) i segni del tempo proprio negli aggiornamenti parziali, che segnano l'andamento di una intera giornata. Per farla però era necessaria un'indagine sulla lingua, e così ho dovuto spiegare come si formano e come vivono poi i suoni che definiamo 'parole'.
Pagina che occorre soltanto cercare di capire, per rimuovere le idee sbagliate eventualmente apprese.

Il Testamento sembrava nuovo. - Uno degli scherzi più feroci che gioca la natura è il farci chiamar nuovo qualcosa. Non appena lo diciamo, c'è immediatamente un nuovo ancor più nuovo del nostro, che diventa vecchio. Qui abbiamo che gli uomini di allora non capirono nulla del concetto, soprattutto non si resero conto che se già c'era stata una Rivelazione sul monte Sinai non poteva essercene un'altra sul Tabor o sul Getsemani.

gli Ebrei non avrebbero avuto bisogno, già lo pregavano e lo invocavano regolarmente. Insomma, parliamoci chiaro: io ripresento una persona se questa persona ha cambiato connotati, non posso ripresentare mia moglie a un amico se a questo l'ho già presentata.

Questo è uno dei passi cruciali della pagina 'MemoNuovoTestamento' dal link 'Nuovo Testamento', e illustra a sufficienza l'altra allucinazione. Se quel Dio già esisteva e si era presentato perché mai avrebbe dovuto ridirlo a un popolo che già lo pregava da tanti secoli? Anche qui, cecità. A tutti piaceva quella storiella del ponte.

quelle introduzioni alla Bibbia fatte da sacerdoti o saggisti cattolici iniziano sempre dicendo che 'Dio col NT ha stabilito un patto nuovo, stavolta non più con un intero popolo ma con l'umanità intera. Perché - si dice - l'umanità è stata redenta da Gesù in croce

Anche qui possiamo immaginare quante copiature, quante trascrizioni si ebbero per secoli. Tutte le Bibbie portavano questa introduzione, come se davvero fosse esistito un Tale che prima si era messo d'accordo con un popolo e poi ritorna per dire a tutti che quell'uomo morto in croce è il segno della sua presenza 1200 anni dopo. Qui ugualmente si resta trasecolati. Nessuno afferrò l'essenza di questa fiaba, in tutto questo tempo. La necessità di ritornare dov'era? La bellezza delle parole trasportò tutti a usare la parola 'patto' (d'altra parte, erano così pochi che la cosa sembrò esattamente quella). Accostare il concetto dell'alleanza con una parte del genere umano è stata la più grande abiezione di tutta la dogmatica cristiana (e non solo). Quando mai un Essere soprannaturale che si allea con alcuni. E gli altri cosa avrebbero detto? E poi non era buono e misericordioso? Se questo era non avrebbe mai potuto allearsi. So che molti, ogni volta che si fermano su questa, dicono che avrebbero voluto leggere di più. Ma se mi fermassi su quelle cose dovrei scrivere per migliaia di pagine. Qui contava soprattutto levare questa specie di bambagia, questo velo protettivo e apologetico che inzuccherava la Bibbia fin dall'inizio. La mia pagina serve dunque a ricondurvi a realtà. Solo l'irrealtà può fare un uomo figlio di 50 cose, noi figliamo e siamo figliati da un solo seme fornito da un sesso all'altro. Tutto il resto sono storielle create da uomini suggestionati oppure complici.
La pagina serve a ricordare che la corruzione era già avvenuta da secoli. Se non comprendete questo, non potete scendere da quella Croce di salamelecchi e celebrazioni del passato. Molti infatti vanno su questa pagina per verificare di che Dio parli Gesù. Parla con una parola già corrotta, è evidente. Vedete che qui il livello di 'modificazione' è altissimo, si parla del Signore, non di un concetto che si possa spiegare o definire. Se noi vediamo una persona sappiamo sempre definirla, delimitarla, perché i nostri organi di senso la vedono, la toccano, o l'hanno vista, l'hanno toccata. Qui si parlava solo con pronomi e con attributi. E quell'uomo - badate bene - alla fine sarebbe stato figlio di una donna e di un Essere soprannaturale. La cosa più buffa è che mentre oggi noi lavoriamo su embrioni, procurando anche nascite 'nostre' da interventi esterni, allora tutte queste cose erano sconosciute. Oggi noi possiamo far nascere senza padre. Volendo, chi ha cinismo va su quella cosa che si chiama 'fecondazione in vitro'. Allora, questo concetto era completamente sconosciuto, perché neppure era conosciuto bene il corpo umano. Non c'è nessun documento di allora che parli di gravidanze, di operazioni sul corpo con termini scientifici. Quindi la cosa è ancora più assurda.
Allora, ricostruendo... la parola 'deus' già voleva dire quest'altra cosa, che però non era mai esistita. Dunque è naturale pensare che a quel punto chi la usa lavori un pochino di fantasia, nel prender con la bocca uno squarcio di metafisica. Ed è naturale che quella gente si infervorasse, che pensasse di esaltare se stessa parlando di 'regno dei cieli' per una visione da cartolina che sovrastava la Terra di allora. Gesù quasi rinnova la presenza di quella parola corrotta, che in precedenza era rimasta per qualche secolo confinata in citazioni di letterati. Ma essa non riceverà mai un trattamento diverso, e anche questo dimostra che quel suono non era né preciso né definito. Per citarla si entra infatti nell'apologo, nella metafora, nella similitudine, insomma diremmo quasi nell'androne sublime della poesia. Molti passi dei Vangeli ricordano proprio l'ars poetica, più che racconti di vita vissuta.
Siamo dunque in un ambito nel quale un'analisi più lunga avrebbe conseguito risultati opposti a quelli che io mi ero proposto. Ciò che mi ero proposto è un totale ridimensionamento di tutta la Bibbia, che ritorna necessariamente ad essere un testo soltanto letterario. Indicativo, bello, corposo. Ma letterario.

Antico Testamento. - Il primo giorno di gennaio del mio seminario ha aperto uno squarcio sulla immensa saga degli Ebrei nomadi in territori ancora disabitati (pensate che paura, quale atmosfera sinistra dovette avere la vita 4800 o 6000 anni fa). Quella gente non ha nulla con sé, ha pensieri che non sanno neppure cosa sono. Non hanno parole, non hanno scritti. Conoscono l'atto sessuale, ma non lo padroneggiano. Conoscono l'arte dell'ospitalità (sono talmente in pochi) ma se vengono traditi da qualcuno possono anche essere ritraditi poiché non arrivano - col cervello - a ricollegare molto bene il passato col presente. Allora cosa volete che potessero creare? Cosa credete che potessero tramandare a una civiltà che sarebbe cresciuta secolo per secolo? Oggi se li vedessimo in azione non li chiameremmo Abramo o Isacco, neppure uomini come noi, forse ominidi, certo non era il genere umano quale noi lo intendiamo oggi.

(Vissero) manifestazioni della realtà, quale essa si presentava sotto forma di visioni e sensazioni. Questo testo (Genesi e poi Esodo) riporta come frasi virgolettate e attribuite a Lui cose che erano semplicemente 'sentite' da quegli uomini. In quanto tali certamente furono fondamentali, ma lo erano esclusivamente per capire la natura della realtà calata nella loro. Tutto qui. Per fare un paragone è come se durante una camminata improvvisamente io avessi una illuminazione. Può essere che questa intuizione mi venga in forma animata, e così dentro di me agisca una specie di 'alter ego' che parla. Ma questo non ha nulla a che vedere con un Essere esterno che mi parla. E' normale che quegli uomini, non avendo come noi moderni una concezione della psiche o di una proiezione mentale, potessero scambiare questa per una realtà esterna. Allora era un'umanità bambina.

Voi andate un giorno del 2003 da un bambino di 3 anni e domandategli cosa ha fatto due ore prima. Può essere che vi racconti di essere salito su una seggiola alta alta alta e di aver tentato di buttare da quella seggiola l'orsacchiotto Isacco a cui era affezionato. Quando però era lì lì per farlo gli è arrivata una voce da dentro che gli ha detto: "Ma dai, non hai bisogno di farlo... " e così il bambino vi dirà di essere contento di avere ancora l'orsacchiotto tra le mani, senza averlo sacrificato.
Basterebbe questo episodio per dirvi della vostra stupidità di lettori del Pentateuco con la testa di oggi. Questo bambino di oggi è perfino in vantaggio rispetto a quegli uomini, perché fa discorsi. Quelli non avevano neppure questi. Tutto questo è sulla pagina 'MemoAnticoTestamento', dal link 'Antico Testamento'. E dovevo venire io a dirvi questo?! Non vi vergognate?

Il passo più atteso del Recupero - Il passaggio fondamentale di quel seminario è la conclusione della pagina 'MemoNuovoTestamento'.

Testimoni e alcuni seguaci della vita di Gesù compresero quella realtà indicata dalla parola originaria 'dio' perché la videro e la sentirono da Gesù stesso (o la compresero intuitivamente dopo la morte, con illuminazioni postume), ma non la poterono esprimere o perché mancò la capacità di comporla autonomamente in lingua di allora (e per questo scrissero al suo posto episodi, aneddoti e parabole, con una ammirazione infinita) o perché il cervello di quella fase evolutiva non permise di metterlo per iscritto.

Molti di voi si sono fermati qui, leggendo e rileggendo senza capire molto. Dobbiamo pensare che anche gli Evangelisti, anche quei primi apostoli sono uomini della loro epoca. Non hanno illuminazioni diverse da quelle che può avere una cultura che compila qualcosa su lastroni di pietra o su fogli di piante, senza avere un dizionario. Tutti qui dimenticano sempre che all'epoca si scrivevano (le rare volte in cui si scriveva) cose e concetti né consolidati né chiariti, con tutte le conseguenze del caso. Quegli uomini ebbero come nuovi concetti e parole che spesso usavano senza conoscerne esattamente ambito e significato. Così quando arrivò quest'uomo seducente, pieno di insegnamenti e di parabole, ascoltarono... ma tante cose entrarono senza essere capite. Ve lo dimostra proprio il confronto tra i quattro vangeli, laddove esistono passaggi simili. Questi sono infatti episodi o cose 'orecchiate' e poi riportate senza molte spiegazioni. Vedete che non c'è neppure storia, non c'è descrizione dei volti, non c'è ricostruzione di nulla. Allora, tutte quelle situazioni non potevano avere un collegamento quale il nostro di oggi quando facciamo una cronaca. Gli occhi e il cervello di quella gente non erano come i nostri. Non arrivavano a 'penetrare' immediatamente quello che si percepiva.

Qualcosa di incommensurabimente grande che gli fu dato di vedere o di comprendere improvvisamente

Cosa sarà? Se oggi io vedo un incidente stradale nella maniera che vi ho detto ho una teofania. Significa che in decimi di secondo mi rendo conto di alcune leggi della fisica, dello spazio-tempo che portano all'evento finale. Allora questa percezione non era possibile agli organi di senso dell'epoca. Non c'erano mezzi, auto, velocità. Dunque essi videro qualcosa che li trasportò 'per brevi istanti' in un altro regno, che era lo spazio-tempo di allora, non uguale a quello di oggi. Non avendo però quegli uomini alcuna nozione di fisica trasformarono quei brevi istanti in letteratura. Così, quando parlano di trasfigurazione illustrano sensazioni particolari, qualcosa di simile alla vera teofania quale l'abbiamo presentata. Ma non avevano né un dizionario per dirlo né un insieme di concetti adatto (perché non esistevano ancora scienze). Se voi prendete tutta quella narrazione con la testa di oggi cadete in un altro pozzo di stupidità perché applicate i concetti di un'epoca (la nostra) a quelli di un'altra (la loro).

La narrazione del NT è meno mitologica dell'altra solo perché a questo punto hanno già un certo quantitativo in più di parole. Ma è per lo più letteratura. Ora, se voi vi innamorate di quel testo va bene. Noi possiamo innamorarci di un componimento in versi, di una commedia teatrale dell'epoca e anche di queste cose. Ma dovete anche interpretarlo. Se non lo interpretate, ricadete sempre nella coazione di questi 19 secoli. Credere che quegli uomini vivessero e fossero come noi. Se si inzucchera ogni discorso sulla Bibbia, li si fa necessaramente diversi da noi, e allora ci sarà sempre quello che crederà che essi abbiano avuto una Rivelazione del cielo rispetto ad altri. Ma vi pare che se Quello ci fosse stato si sarebbe manifestato così poco e in maniera così sofferta?
Quegli uomini lasciarono scritto il 'Verbo divino', come tante altre cose, senza capire neppure loro cos'era. E la prova è che non lo spiegarono. Prendete l'apertura del vangelo di Giovanni. Tutti hanno sempre detto che 'è meravigliosa'. D'accordo, però che vuol dire? In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Ma se una cosa è presso qualcuno, quella cosa non può essere qualcuno. Se io dico che presso la signora Augusta abita la ragazza svedese Ingrid questa ragazza non può essere la signora.
Tutti i commentatori qui - non avendo capito - ripresero pari pari e lasciarono tutto com'era. Così dissero che era 'l'eterna generazione del Verbo'. Che vuol dire? Non vuol dire nulla. Difatti Agostino, che era più intelligente di altri, disse: "Signori, non spieghiamo il Verbo come parola, come ragione. Lasciamolo come Verbo tout court". Già, ma cosa era questo Verbo? Siccome non si sapeva i più accorti trovarono più giusto lasciarlo come era stato tramandato. Poi l'Evangelista prosegue: "E il Verbo si è fatto carne, e abitò tra noi". E qui ecco che tutti si gettarono su quella idea meravigliosa: unione della natura divina con l'umana. La genetica diveniva filosofia, il seme diveniva 'fiaba altissima' che avrebbe innestato nella storia una generazione diversa. Per rendere la fiaba coerente tutto l'apparato si moltiplicò e vi fece così figurare una incarnazione nel grembo della Vergine. Chissà perché la natura decise - per quell'unica volta in tutta la storia - di far nascere qualcuno senza contributo maschile. In realtà il contributo maschile più grosso fu proprio questa perpetrazione di bugie per tanti secoli. Laddove non si capiva si restava con l'antico dettato, aggiungendovi la sacra e inspiegabile bellezza del 'mistero'.

Quando si chiude una tenda, un intero palcoscenico viene celato ai nostri occhi. Se gli occhi devono fare a meno di quello scenario senza averne un altro è chiaro che si intorbidiscono fino a divenire ciechi. Tu mi levi la luce del sole e io rimango al buio. Se quella luce non mi dai più la mia morte sarà precoce, perché il mio corpo non avrà più il calore sufficiente. Il contenuto precedente dunque sparisce per far posto a un nuovo scenario. Questo illumina nuovamente. Se ci aveva parlato un Dio per tanti secoli, ora è un altro dio che ci parlerà. Non restiamo al buio. Ecco che arriva la nuova teofania, la seconda fase - quella più avanzata - del Memoriale del recupero.

Il 'vero dio'. - Questa pagina del 4 gennaio 2002, a cui potete accedere dal link 'Legge' della pagina Rivelazione, è il primo vero innesto del nuovo dio, della vera teofania. Scritta allora non poteva che risultare ostica, ardita, fin troppo avanzata. In essa leggete della fine del concetto di religione, di un'eventuale nuova classe sacerdotale, della privazione di senso della preghiera cristiana, di ciò che scompare dal nostro mondo. A questo molto lealmente arrivo con una introduzione in cui spiego come sono arrivato al vero dio, dicendo anche quali effetti sociali potrà avere questo approdo. La pagina ha avuto frequenti ma piccole modifiche, sia per non squilibrare il quadro (che era fuori dall'ordinario) sia per non inserire troppi elementi di apparente rottura. La pagina, che in quel momento pareva una grande trasgressione, col tempo apparirà sempre più normale. Una volta penetrati nel nuovo mondo, la leggerete come si guarda a una spiegazione del sesso fatta improvvisamente a un bambino. Sono più che altro frammenti di istruzione, a cui arrivo sempre col pungolo dell'interrogatorio. Una trattazione di mero chiarimento. E' come se la pagina dicesse: "Attenzione, che ci crediate o no, che lo vogliate o no, questa è la novità e dovete accettarla adeguando le vostre vite'.
La pagina è poco modificabile, poiché riporta le impressioni dell'autore stesso nell'impatto con un nuovo congegno.

Il 'tabella dio'. - Questa è naturale che sia la pagina più 'sfiziosa' e una delle più ricontrollate. Se dò una nuova tabella degli orari dei treni per la stagione estiva, per un po' di tempo gli occhi - abituati alla vecchia - andranno a riguardarla. "Ma il Milano-Venezia non era alle 11.10?" - "No, ora parte alle 11.50". E così, se anche la cosa ti sarà scomoda, devi ugualmente accettarla. Altro treno non v'è, intorno a quell'ora. Se poi torniamo all'esempio della bottiglia di vino con etichetta errata, qui vi diciamo che quella bottiglia non potete più prenderla. La bottiglia aveva il perdono, l'inferno, campi da golf nell'aldilà. Era una specie di lampada di Aladino per uomini deboli, sognatori. Ora non è più a disposizione. Il supermercato ha cambiato direttore, e il nuovo si è accorto della merce contraffatta. Molti hanno ugualmente una provvista di quelle bottiglie a casa, e dunque prenderanno per qualche anno il vino con l'etichetta errata. Se lo faranno sono affari loro. Ora in commercio si vende anche vino con la sua etichetta, e questo dovete prendere.
Anche questa è una pagina poco modificabile. E' facile, leggibile, ben argomentata. Ci tornerete specialmente quando vorrete ricontrollare il mio grado di sicurezza e di affidabilità. Sì, per una volta mi sono paragonato a un'auto appena uscita di fabbrica, con accessori completamente uuovi. Tutti i test dicono che l'automobile funziona perfettamente e può circolare su strada.

'Vero dio' e 'tabella dio' furono le prime volte. Come tali sono i primi veri documenti di iniziazione. Letti in accoppiata risultano perfino più eloquenti che presi uno per uno.

Il 'perdita Dio'. - Questa pagina è una 'guida con illustrazioni'. Avete presenti quei manuali intitolati 'Il tedesco in trenta giorni'? Ricordate quei libri che vi spiegano una lingua con vignette? Più o meno siamo su quella falsariga. Essa serve da conferma, da spiegazione del cammino attraverso il quale abbiamo perduto l'eredità biblica (senza per questo dover fare cerimonie da funerale). Le ex-autorità faranno bene a portare su questa la gente rimasta indietro, poiché dalla semplicità di questi paragrafi si capisce il senso della perdita. 'Perdita' qui va inteso in senso neutrale. Tu avevi un'abitudine, ora la perdi. Ma guadagni tante altre cose, se ci riuscirai.
Questa pagina è poco o nulla modificabile.

Questa è una pagina molto bella, scritta in una domenica successiva di quel gennaio 2002, quando occorreva avere anche un chiarimento di lingua. Quel vecchio Dio com'è che si confondeva quasi con il concetto di 'provvidenza' e di 'destino'? Appunto perché era un concetto falso, falsificato. Ora che vi ho reso la parola originaria non si confonde più. E ve lo mostro inserendo le parole apparentemente simili nelle frasi recuperate... vedete che non suonerebbe più? Molti useranno ancora a lungo la parola 'destino'. La pagina smonta anche questa. Potremo dunque conservare solo un'accezione profana. Esiste soltanto uno 'svolgersi di fatti', che non è già esistente da qualche parte.

Il file 'resistenza dio' è più di qualsiasi altra la pagina dell'incontro con le difficoltà. Mi vengono incontro gruppi di persone con dubbi o contestazioni, i plotoni, e a questi io prontamente spiego perché quelle resistenze non hanno motivo di esistere. Forse è quella più magica, quella che più mi venne dalle profondità dell'essere. Mentre la scrivevo molte presenze si affacciarono alla mia mente, come a reclamare quelle cose. La scrittura venne dunque libera, sciolta.

Molto più razionale e schematica, la pagina 'finedellechiese'. Questa è come una guida normativa, un vademecum, un Bignami del come e del perché. Qui dovrete ritenere con cura le due nozioni, quelle della consustanzialità e della non emanazione, utili soprattutto alla classe SM.

'Epilogo di Memoriale'. - Questa pagina è molto successiva. Presi alcune situazioni o domande (che si ponevano) e diedi una risposta attraverso il link seguente 'appendice'. Quest'ultima pagina, con le otto risposte, valeva a fugare qualsiasi fantasma popolasse ancora la mente e a chiudere una possibile discussione. Con quelle risposte facciamo piazza pulita e ci distendiamo nel 'nuovo mondo'. Se pensavate che ci fossero questi problemi, mettetevi la testa in pace. Quei problemi non ci sono.
Qui è molto importante l'ultima risposta, poiché con essa diciamo - chiudendo la questione - che ora la teologia non dipende più da un discorso su ciò che non si vede, ma da un impatto individuale con ciò che si vede della realtà. E qui nessuno può ingannare. L'incontro con l'evento pone l'uomo in una condizione singola, individuale, in cui è finalmente confrontato con la vera 'legge di dio'. Questo incontro non ha più bisogno di tutte quelle parole. Lo si vive.

Il 'pensiero non ideologico' - Pagina un pochino filosofica. Dimenticarsi delle ideologie è il primo imperativo. Dimenticarsi che esistano due campi separati, scienza e fede, è il secondo. Voi respirate un'unica aria, non una laica e una ecclesiastica separata. Allora non si può immaginare un'atmosfera che non sia quella già conosciuta dalla scienza. Tutte le nozioni sono uniche, e sono quelle dateci dalla realtà. Non possiamo più restare nel campo indefinito delle opinioni. Se quella cosa ha un'unica definizione, non puoi mantenerne un'altra da un testo antico. Anche se quest'ultimo ha prestigio, necessariamente cede alle ultime scoperte. Uomini più intelligenti hanno portato le cose su una piattaforma più avanzata. Se la nave è lontana dal porto, quel porto non lo vediamo più. Siamo al largo, in un altro mare. Da questo mare non ci si può dire esclusi solo per un amore passato. Se vi eravate innamorati di altre nozioni, metterete questi amori nell'album dei ricordi (senza buttarle dalla finestra), e navigherete in questo mare.

Alcuni, invero molto attaccati al proprio guscio, cominciarono a riunirsi e a discettare come tanti geometri. Sembravano quei giocatori di carte che vediamo seduti ai tavolini del bar. "Cosa abbiamo perso?" - "Beh, perdiamo tutto il contenuto di Rivelazione" - "Cosa ci avanza?" - "Lui dice 'la sapienza" - "Va bene, ma come fai ora a dirlo alla gente?"
Erano davvero questioni importanti, ognuna delle quali esigeva però una risposta diversa. Siccome erano abituati a concili, a concistori, a riunioni tra loro, qui il tavolo - per quanto grande fosse - non avrebbe retto a un crollo simile. Quando viene giù una collina perché tutti i fiumi scendono a valle il minimo sarà salvare la propria vita, che vale più del nucleo di mattoni in cui si vive. Se però si riesce in qualche modo a rimettere su quel nucleo si potrà magari viverci di nuovo. Non servono più concili o consultazioni. Siamo già su un'altra terraferma. Dovete imparare a viverci. Tutto qui.