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Annata imperiale

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Stabilizzazione

NASCE L'USO DEL COGNOME. Solo ora comincia a diffondersi l'uso del cognome, che all'inizio figura - nelle menti dell'epoca - come un soprannome. Il sistema in uso diventa: (PRE)NOME + COGNOME. Come ci si arriva? Il cognome nasce dalla vita, da quel che si fa. Ecco dunque un gran numero di FABBRI, di FERRARI, MURATORI. Oppure viene dal luogo di provenienza, e così abbiamo i primi MANTOVANI, ROMANI, GENOVESI, CREMONESI. Ma i più comuni sono quelli con aggiunta di patronimico. Ecco dunque i DI PIETRO, i DI DOMENICO, i DI GIORGIO. Poi verrà la natura, coi FRASSINETI o i CARPINETI, ecc.ecc.

FAQ - Quindi erano semplici assegnazioni? - Sì, la cosa non deve stupire. Ancora oggi, quando i genitori danno il nome di battesimo non assegnano forse dal nulla? Anche qui la cosa nasce in genere da un procedimento logico (il nome di uno dei nonni, il nome che ci piace tanto, ecc.). Allora, venivano trascritti questi appellativi. Naturalmente, considerato il livello culturale medio possiamo immaginare quanti errori si commisero. E così nacquero le variazioni, alcune volute ma molte involontarie. Oggi, ad esempio, chi si chiama Corgnati (anziché Cognati) o Sgualdini (anziché Sgualdrini) discende da un errore o da una correzione del passato. Si può dire che almeno un quarto della popolazione italiana fu sempre 'mal nominato'. Ma la cosa restò tale.

Tutti i cognomi italiani nacquero da variazioni di qualche decina di parole-base. Soltanto da quelle. 'Mare' divenne Marini, Maroni, Marinuzzi, Marinetti ecc. 'Monte' fu Montini, Montano, Montaldo, Montalto, Montanelli ecc. 'Bianco' divenne Bianchi, Bianchini, Biancheri, Biancardi ecc. 'Rosso' fu Rossi, Rossini, Rossetti, Rossani ecc.
Le variazioni furono in un certo senso necessitate (e utili) poiché altrimenti troppi avrebbero avuto lo stesso nome. E' vero che si era in pochi, ma col passar del tempo si sarebbe stati sempre di più. Se non si fosse cambiato, oggi avremmo ad esempio 4 milioni di Giovanni Veronesi o 10 milioni di Paolo Rossi e Mario Bianchi.

FAQ - Come si viaggia all'epoca? - A piedi. Chi vuole andare da Milano a Roma (caso rarissimo, eh) ci va a piedi e impiega circa un mese. Il lettore non sorrida. Questo è uno dei tanti elementi che separano l'epoca nostra da questa, ma loro - come sempre - non possono accorgersi. Un motore applicato a un mezzo di trasporto non viene neppure immaginato. Volare, in aria, è soltanto nei sogni. Qui mettiamo in rilievo soltanto il diverso vivere, poiché camminare sempre a piedi - visto oggi, più di 1000 anni dopo - ha lati positivi e negativi al tempo stesso.

Esiste il carro, o per meglio dire un carretto che serve a trasportare piccole cose su corti tragitti. Le prime carrozze verranno costruite molto più tardi, fra 300 anni.

FAQ - Chi viaggia dove soggiorna? - Ci sono piccole locande. Poi svolgono questa funzione anche i monasteri dell'epoca, che hanno già la cosiddetta 'foresteria' per chi ha bisogno di passare una notte o più.

Qui sopra vediamo un astrolabio dell'epoca (Ahmad e Mohamad di Ispaham, 984, Oxford), strumento usato per misurare la posizione di stelle e pianeti. Il bordo graduato indica dapprima la latitudine di un luogo. Poi si stabilisce, per quel luogo, l'altezza del sole sull'orizzonte. Al centro vediamo un perno, intorno una mappa con alcune stelle di riferimento. Lo si utilizza - se si è esperti - insieme con effemeridi.

Il regno d'Italia, uno Stato feudale formatosi nell'888, si compatta nel 961 con quello di Germania, nella persona di Ottone I di Sassonia, nuovo imperatore

MEMORIALE 961 - Annata meravigliosa. Giove, Urano e Nettuno si incontrano quest'anno alla fine della Vergine. Un triplo appuntamento non comune. Il 961 è un'annata che nella pochezza degli ultimi decenni risulta imponente, maestosa, imperiale in tutti i sensi del termine. Una pietra miliare, che un occhio particolarmente attento dell'epoca non avrebbe dimenticato. Un periodo costruttivo di alta potenza, per quest'epoca. E' certamente l'inizio di un ciclo in senso stabile, anche per l'umanità. Il Sacro Romano Impero germanico e la casa di Sassonia (vedi colonna a destra) ne sono un esempio e aprono un lungo ciclo. I re di Sassonia, oltre alla penisola italica, mireranno anche ad attrarre a sé i popoli slavi orientali (adesione alla Chiesa tedesca).

Un altro esempio. Soltanto ora appare nella storia del mondo la Polonia, guidata da Mieszko I principe della dinastia dei Piasti, il quale la converte al cristianesimo (si noti come la religiosità di questo paese ha dunque solide radici proprio nell'epoca in cui nacque).

Più si torna indietro più si parla di uomini con vista molto corta e completamente in balia degli eventi. Qui lo siamo, poiché l'Europa è ancora tormentata da continui mutamenti (si veda la rapidità con cui si insediano nuovi papi), da continue scorrerie (si veda l'attività di razzia dei nordici), e sono cose tanto più impressionanti quando si pensi che non esistono mezzi di trasporto terrestri. Quindi succedono all'epoca molti avvenimenti, rispetto al contesto in cui si vive. Il 961 non disdegna di farli succedere. Registra dappertutto movimenti (alcuni chiari altri sotterranei), perché vuole che la situazione si decida o in un modo o in un altro. Non è un anno che esita. Considerati i pianeti, parte da febbraio-marzo e terminerà nello stesso periodo del 962. In questi dodici mesi mira a (far) vedere chiaro. Così facendo non bada ai mezzi. Non ha pietà di uomini, poiché va per cose alte e incide sulle strutture sociali. In questo si differenzia notevolmente dagli anni che hanno preceduto, eredi passivi di situazioni risalenti a un passato remoto. Caratteristica dell'annata è quella di riuscire a ottenere quello che serve senza spargere granché sangue e senza impegnare lotte (ecco un altro aspetto positivo). I manuali di storia ci dicono che quest'anno Ottone scende nella penisola per combattere contro Berengario ma non c'è una sola riga di questa lotta (non si sa con certezza se abbiano lottato, dove, con quali conseguenze). Ancora una volta, effetto del 961.

Quest'anno muore Haakon I, re di Norvegia. Noto come il 'buono', sarà cantato da molti poeti nordici, il più pronto dei quali è un certo Skaldaspillir (cognome, come gli altri dell'epoca, curioso e onomatopeico), che gli dedica un carme.

FAQ - Perché i popoli nordici sono protagonisti all'epoca? - Perché Norvegesi, Danesi e Svedesi, detti Normanni (=uomini del Nord) o Vichinghi hanno acquisito negli ultimi due secoli un grande potere nei commerci e nei traffici. E' un dominio commerciale che si unisce a uno spirito guerriero. A partire dall'800 hanno organizzato molte spedizioni e spesso andarono via dai luoghi con rapine di grande valore che le popolazioni locali non poterono frenare.

La Spagna ha avuto un'era gloriosa negli ultimi tre secoli, sotto gli Omayyadi. Nel 961 Al-Hakam II subentra a Abd ar-Rahman III nel califfato di Cordoba. Protettore delle arti, amplia e decora in meglio la moschea di Cordoba. Siamo in una Spagna araba.

Anche la Sicilia ha al momento una cultura araba, alla quale seguirà una normanna.

Quest'anno, Niceforo Foca riconquista Creta - che era araba - e la restituisce all'Impero bizantrino.

Questa è l'epoca del primissimo 'romanico', il primo stile architettonico dell'Occidente cristiano a croce latina, di cui l'espressione più alta è la basilica. Ma per avere costruzioni di un certo valore occorrerà attendere il secolo XI°, poiché ora sono preoccupati da altre cose (Arabi, anno 1000, ecc.).

FAQ - Perché nel Medioevo si parla così spesso di feudi e feudatari? - Perché avere possedimenti terrieri è tutto, in questi secoli. Dalla terra si ha l'agricoltura che coi suoi prodotti sostenta il popolo e talvolta anche i mercanti locali. Chi non ha terra si mette al servizio di chi l'ha, in vari modi, e diventa vassallo di un signore. Tutta la società viene così ad essere fondata su una gerarchia, che si estende orizzontalmente per tre rami (nobiltà, clero, contadini). Il simbolo del potere medioevale - sia come rifugio sia come sede di partenza - è il castello, eretto sempre con un recinto fortificato.

FAQ - Quindi i poveri sono coloro che non possiedono terre? - Esatto. In quest'epoca si guadagna commerciando oppure possedendo. I servi vivono in piccole capanne di legno, dormendo su panche rigide e vivendo tra mille stenti. Hanno lavoro soltanto saltuario e in dipendenza delle stagioni o del raccolto. Coloro che non vogliono vivere in questo modo si vendono all'estero per fare le guerre come soldati mercenari.

Appropinquante fine mundi, così iniziano alcuni atti dell'epoca che provvedono a fare donazioni o lasciti. Molti cominciano a pensare all'anno 1000, con una certa paura. Se pensiamo a quella che abbiamo avuto noi nel 2000 con una falsa eco come il 'millennium bug' possiamo immaginare in quest'epoca, che è pregna della diceria e della leggenda. Si affacciano cose simili a quelle che oggi ancora addebitano all'Apocalisse o a presunte 'conclusioni del mondo'. Ci si preoccupa di cose molto irrazionali, e qui - bisogna dire - gli uomini sono giustificati dal fatto di essere ancora poco sviluppati (rispetto a noi). Ecco perché dico che la sopravvivenza, oggi, di questa paura o di discorsi sul diavolo porta a conclusioni sconfortanti. Quei sacerdoti che ancora oggi agitano quei temi hanno il cervello di un bambino. Nulla eguaglia la loro stupidità.

FAQ - Cosa impressionava maggiormente? - Il fatto dei mille anni (da Gesù Cristo, è ovvio). Molti vedevano quella data - che è semplicemente un fatto numerico - come una scadenza, che incombeva sul genere umano. E succedeva ai più istruiti, a riprova che i testi sacri combinarono tanti guai.

Il regno d'Italia perde la sua autonomia, ma... - Nel cosiddetto regno è sul trono il debole Berengario II, marchese di Ivrea, che lo aveva avuto a titolo feudale qualche anno fa. Nel frattempo, peggiorati i rapporti coi vicini e col papa, la sua sorte è andata in malora. Tanto che quest'anno Ottone I scende in Italia, chiamato dal papa Giovanni XII, e ne diventa re. Ai primi del 962, arrivato a Roma con la moglie Adelaide dopo un Natale nell'amata Pavia, si farà incoronare imperatore dallo stesso papa (2.2.962). A questo punto il regno d'Italia non ha più una sua individualità, in quanto diventa appendice del regno di Germania.

FAQ - Perché? - Per due motivi. Il primo è che i futuri re di Germania verranno incoronati re d'Italia. Si può parlare - come fanno - di un Sacro Romano Impero germanico. La seconda, ancora più importante, è che questi re avranno autorità perfino sulla elezione del papa, cioè eleggeranno vescovo di Roma uomini a loro graditi. Lo vedremo già tra due anni, quando Ottone I farà deporre l'attuale papa e insedierà Leone VIII. Se si sommano i due fattori, si ha che i re di Germania - da Ottone in poi - regneranno su un impero allargato che comprende quasi la intera penisola. Ottone ha riconosciuto al papa la legittimità della Santa Sede (sembra di essere nel 1870) ma in cambio ha avuto il diritto di nominare il pontefice (Privilegium Othonis) o comunque di approvarne la nomina. Le conseguenze saranno devastanti nel prossimo secolo, con papi tedeschi legati all'imperatore.

FAQ - Perché quei due puntini di sospensione? - Perché Memoriale ritiene questa svolta positiva, molto costruttiva. Da una parte è vero che si perde di autonomia, ma dato che la penisola era stata divisa e malamente frammentata dai Longobardi e poi contesa dall'888 tra numerosi feudatari si va a guadagnare in unità. E' quasi un'anticipazione di quel che può essere un'Europa come quella del 2005, con una fusione sovranazionale.

Per rafforzare la sua posizione, Ottone crea poi dei vescovi-conti per amministrare le città, e toglie così il potere alle famiglie dei vassalli. Questo accrescerà la mondanizzazione della Chiesa, con un vescovo assurto a figura laica (dedito a cose come la caccia e i banchetti). Abbiamo detto della conseguente reazione di persone umili in teorie dette 'eresie' e del ritiro di altre presso monasteri, in segno di rifiuto della gerarchia ecclesiastica del proprio tempo. Va per la maggiore attualmente l'ordine di Cluny.

Questo stato di cose contribuirà nel prossimo secolo alla nascita dei comuni. Le aristocrazie cittadine riusciranno a erodere il potere imperiale fino ad assumere una loro potestà.

FAQ - Cosa è stato il papato negli ultimi decenni? - Un luogo di continui ricambi al soglio. Ben 24 papi negli ultimi 80 anni si sono succeduti, a testimoniare di una grande precarietà delle istituzioni (soprattutto degli uomini) dell'epoca. L'elezione al soglio veniva decisa spesso dalle famiglie feudali più potenti. Da Ottone in poi - in questo senso - non andiamo a migliorare, ma almeno si leva un poco di potere ai ricchi della società feudale.

Teniamo presente che molte invenzioni e 'prime volte' della storia restarono poco certe, dato che all'epoca non si comunica facilmente. In prosieguo di tempo ci sarà spesso qualcuno (i Cinesi, ad esempio) che dirà: "Ma noi quella cosa la usavamo già tre secoli prima". Anche cose come la carta o la stampa non ebbero attribuzioni molto sicure. Oggi esiste ancora un'ampia trattatistica che afferma che la scoperta del continente americano fu di molto precedente all'epoca di Colombo. Questo è un tema trattato nelle Annate. Noi tuttavia non possiamo fare molte disquisizioni. Quando un reperto storico c'è, lo registriamo. Finché nulla si ha di periodi precedenti a quello, dobbiamo rifarci soltanto a questo.

FAQ - Che significato ha questa formula? - Intanto, è meraviglioso che sia rimasta nei libri di storia e che attesti dunque del primo reperto 'non latino'. Ha un significato immenso perché significa che per la prima volta uno ha osato a livello ufficiale.

Chiariamo meglio. Il passaggio da strutture latine a strutture italiane fu abbastanza lento, graduale, forse anche tardivo. Spesso non era neppure facile distinguere e dire quanto ci fosse di latino e quanto di italiano. Dopo questa formula non è tutto immediato. Passano ancora molti decenni prima che il latino scompaia dai discorsi della gente non istruita. Addirittura, non scomparirà mai dagli scritti dei dotti (in e fuori d'Italia), che lo useranno ancora fino al 1700.

NASCITA DELLA LINGUA ITALIANA (VOLGARE) - Una lingua non nasce in un giorno o in un anno. Non è un seme unico e unigenito. Noi parliamo qui del primo documento in volgare, cioè della prima testimonianza storica - da noi posseduta - di una scritta redatta non più in latino ma in un'altra lingua che ancora non si conosceva. Qualcuno chiederà: ma come è possibile scrivere in una lingua nuova, che non si conosce? E' possibile. Il meccanismo è affine a quello del conio di un neologismo. Anche una parola nuova non è conosciuta quando si pronuncia la prima volta, eppure qualcuno un giorno pronunciò per la prima volta la parola 'psichedelico', che prima non esisteva. Poi quella parola, che in precedenza era soltanto 'suono', cominciò ad esistere. Qui ecco quello che successe. Lo scorso anno, nel marzo 960, un giudice interrogava a Capua un testimone per una causa vertente sul monastero di Montecassino. Il testimone disse queste parole (che come in quasi tutte le cause vennero trascritte):

Sao ko kelle terre per kelli fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti

Era la prima volta! Quella persona avrebbe dovuto dire

Scio illas terras, intra fines qui hic continentur triginta annos possedit pars Sancti Benedicti

(nell'italiano di oggi so che quelle terre per il fine descritto nel documento sono possedute da 30 anni dalla comunità di San Benedetto, una comunità che si era trasferita all'epoca a S.Benedetto di Capua).

FAQ - Quella variazione dal latino come venne? - Venne dalla natura, dal fatto che il cervello improvvisamente suggerisca una cosa anziché un'altra. Per tre anni ho battuto su questo tasto, la lingua è un fatto di natura e basta. Certo, non nasce dall'oggi al domani. Chi pronunciò in quel modo si mise a ripetere qualcosa che aveva sentito o che egli stesso aveva azzardato in precedenza (senza accorgersi).
Chi dice quelle parole non è consapevole di parlare 'volgare', in questo momento. Quello che in seguito si chiamerà 'volgare d'Italia' in quest'epoca vien detto 'lingua romana'. Il volgare nacque dal popolo, non dai dotti (che parlavano solo latino). Per noi, comunque, è questo il primo documento. Nel secolo XI° si avranno 'volgari' sparsi in altre regioni, compreso il logudorese in Sardegna. Il secolo decisivo per la diffusione del volgare nella penisola sarà il XII°.

Pagina pubblicata il 11 marzo 2004

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