Indietro nel tempo, 1956

UN'ANNATA NEGATIVA - Quando il momento è negativo, molti attendono con ansia che vada via. Questo fu, ad esempio, il 1956. Periodo di transizione, che prospettava l'apparire di alcune cose nuove ma non le raggiungeva ancora interamente. Qui l'autore ha voluto presentarvi solo una parte di trattazione: lo ha fatto come esempio postumo per ribadire che egli potrebbe narrare di qualsiasi annata di storia.

Annata difficile, conflittuale

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Complicata transizione

A Mosca, al XX° congresso del PCUS Krusciov denuncia il dispotismo del regime di Stalin e annuncia al contempo una fase di distensione con le nazioni occidentali. Viene deciso lo scioglimento del Cominform.

In previsione di un attacco israeliano Siria e Libano firmano un accordo di alleanza. Fanno lo stesso Arabia Saudita, Egitto e Yemen. Le potenze occidentali si ribellano alla nazionalizzazione del canale voluta da Nasser e minacciano sanzioni. La Gran Bretagna, poi, dopo aver ammesso l'esigenza di autonomia di Cipro, ha quest'anno un voltafaccia in senso restauratore e fa deportare Makarios alle Seychelles dopo averlo arrestato. Gli Stati Uniti rifiutano una proposta sovietica per un patto di non aggressione.

In tutti questi casi notiamo come l'annata rivendichi sempre qualcosa di legato al passato. O lo denuncia apertamente condannandolo, o tenta di superarlo con proposte di accordo interlocutorie. In realtà, non riesce mai ad archiviarlo definitivamente e così si muove in maniera ambigua e interlocutoria (tipico strumento l'alleanza) come al crocevia di due strade, di cui l'una non va più bene ma l'altra non è ancora percorribile. Gli unici spiragli apparentemente costruttivi sembrano l'indipendenza concessa a Tunisia e Marocco dalla Francia di Mendès-France. Si tratta però di semplici dichiarazioni. La sostanza verrà realizzata dal 1957.

L'annata vede una prevalenza della sinistra, come si nota nei nuovi governi di Francia, Finlandia, Grecia, Birmania e Ceylon o dal nuovo volto del Pakistan divenuto repubblica islamica e con una nuova Costituzione. La conflittualità ideologica del 1956 si unisce alla suggestione proprio nel vaneggiare con dibattiti imbevuti di cose astratte come quelle della cultura di sinistra.

Secondo spezzone ore 14.24 GMT

MEMORIALE 1956 - Il 1956 è anno difficilissimo, da vivere e da far passare. Esso va considerato come 'fine di un lungo ciclo', ma in quanto anello terminale possiede ancora strascichi di sofferenza e di orrore (un titolo come Look Back in Anger è molto significativo del conflitto nel passaggio). Sono i residui di quel giogo politico che ha incatenato le nazioni del Novecento nei regimi più efferati o nelle avventure belliche più disumane. L'annata possiede e vede il capolinea già nei primi mesi dell'anno, ma non sa farlo vivere, non lo realizza. Anzi, si perde in un gioco spettacolare ed effimero basato sulla dialettica, sulla semplice schermaglia, sulla imitazione di moduli già noti. Lo conduce non alla luce del sole, ma in maniera sotterranea. In modo subdolo, l'annata seduce. Al tempo stesso fa anche cadere, si compiace quasi del dramma altrui, ma in pratica non riesce a far trionfare vere e proprie novità. Di suo non impianta qualcosa che si possa dire originale.

Quest'anno hanno un breve esito coloro che costruiscono potenti suggestioni basate sul passato. L'annata, essendo al capolinea, vede l'ultima stazione del vecchio ma non la prima del nuovo ciclo. Non sa come ricominciare. Se deve risolvere problemi, urla contro i fantasmi del passato oppure tenta accordi vili per sopraffare il nemico.
Primo spezzone ore 13.30 GMT

Gli avvenimenti tragici ungheresi sono proprio il segno del clima difficile e conflittuale dell'annata. Nagy vi aveva impiantato un corso di progressivo sganciamento liberista dal giogo sovietico. L'ascesa di Gomulka in Polonia sembra aver galvanizzato ancor di più i progressisti, tanto che in Ungheria si organizzano manifestazioni di consenso al nuovo corso polacco. Al culmine di questa fase, a fine ottobre l'Ungheria si spinge fino a domandare a Mosca il ritiro delle sue truppe e l'uscita dal Patto (costituito nel 1955). Il PCUS non accetta e anzi manda migliaia di carri armati a reprimere la rivolta. L'Ungheria perde non meno di 20.000 vite umane. Nagy e compagnia progressista vengono processati e poi fucilati in segreto.
Secondo spezzone ore 14.24 GMT

Qui sopra un'immagine (tratta da 'Storia del cinema', Utet) de 'L'arpa birmana' (Biruma no tategoto, di Kon Ichicawa). La storia del sergente Mizushima, che durante la guerra si converte al buddhismo, arriva alla mostra di Venezia e fa sensazione. Il film avrà un successo postumo, e circolerà molto nei cineforum occidentali per tutti gli anni a venire.

Una storia tipicamente 1956 è quella retro del regista Bergman (Il settimo sigillo), che parla di un cavaliere tornato dalle Crociate che inizia una partita a scacchi con la Morte. Al di là di qualche suggestione letteraria, poca cosa. E' l'annata in cui la giovane Brigitte Bardot comincia a sedurre i media dell'Occidente grazie a Vadim, che la lancia in 'Et Dieu créa la femme'. Non lontano il Baby Doll di Elia Kazan, che fa lo stesso con Carroll Baker. Non lontana la prostituta (ecco la seduzione con il realismo) delle Notti di Cabiria di Fellini.
Primo spezzone ore 13.30 GMT

E così via. Quest'annata, abbastanza facile, si sarebbe costruita nel tempo minimo delle due ore e mezza-tre. Noi l'abbiamo voluta lasciare al secondo di sette spezzoni (e con ancora due interessanti parole-chiave), proprio per lanciare una sfida. La completerà chi vi riesce, ricordando che non si può dire quel che si vuole. Sono al contrario cose vincolate, nel loro legame assolutamente rigoroso con lo spazio-tempo.

Pagina originariamente pubblicata il 14 febbraio 2005