
Indietro nel tempo, 1972
UN'ANNATA TERRIBILMENTE SERIA - Tornare indietro nel 1972 vuol dire 'rivivere' per qualche attimo quegli istanti, con il solito metodo. Essere stati attenti, non solo a quello che succedeva ma a come lo si sentiva. Essere attenti a una linea continua di quell'annata non poteva che suggerire - anche se non subito - quei caratteri tipici che troviamo nella colonna centrale di quell'anno. Chi ha una mente molto acuta distinguerà ormai 'cose del 1972' (che vediamo in questa pagina).
Un'annata intimistica, esistenzialista, attenta alla psichiatria o al ragionare, poco propensa alle cose 'urlate' o eclatanti. Il 1972 è il primo anno interamente 'serio' dell'era contemporanea. Guarderete alle atmosfere grigie e seriose di tanti film, ambientati spesso in interni borghesi di palazzi altrettanto grigi. Guarderete al continuo ripiegarsi di tutti, senza esibire. Perfino chi nel 1972 ha grandi successi si mantiene discreto, quasi sprezzante della pubblica opinione e restio all'ostentazione.
Il 1972 è il primo anno che discute razionalmente e in profondità tutte le cose. Finalmente, dopo anni di manifestazioni, il governo americano decide veramente di ritirare dal Vietnam le truppe impegnate in combattimenti di terra.
Siamo in un'annata che è la prima a ragionare in senso ecologico e a porre il genere umano davanti a interrogativi e scelte di una certa serietà. A Stoccolma si tiene la prima conferenza internazionale di ecologia. Gli Stati Uniti mandano in orbita per la prima volta un satellite per la osservazione dello studio delle risorse esistenti sulla superficie terrestre (ERTS 1). Non è un caso che, in coincidenza con la incombente crisi energetica e l'aumento del prezzo del greggio, il 1973 penserà poi all'austerity sulla base delle premesse poste dal 1972. In Italia abbiamo un'inflazione galoppante, con una psicosi generale che conduce a restringere le spese davanti agli aumenti generalizzati del primo semestre. Poi ci si prepara, perché dal 1 gennaio 1973 entrerà in vigore l'Iva, imposta sul valore aggiunto.
Nel 1972 Marco Pannella digiuna per quasi tre mesi passando da 100 a 70 chili di peso. Lo sapevate che nel 1972 avviene il primo scioglimento anticipato delle Camere, nella storia repubblicana d'Italia? Nell'era del proporzionale, Colombo si era dimesso in gennaio lasciando nelle mani del presidente della Repubblica, Leone, una difficile crisi da gestire. La DC sembra poco disposta a sostenere il premier uscente e si annunciano anche trame segrete. Viene affidato l'incarico all'eterno Giulio Andreotti, il quale (udite!) non ottiene la fiducia del Parlamento a fine febbraio e così Leone decide di sciogliere le Camere. Il 7 maggio, dunque, elezioni politiche che porteranno alla sesta legislatura. Lo sapevate che il deputato più giovane quest'anno è Renato Altissimo? Appena 32 anni, piemontese, viene dal mondo dell'industria.
In questa fase, siamo a un crescente peso politico del Partito Comunista. Il 1972 favorisce l'esistenzialista, grigio Enrico Berlinguer, che sale alla guida del Pci al posto di Longo. Il 7 novembre vanno alle urne anche gli Americani, per eleggere il nuovo presidente e insieme la Camera dei Rappresentanti. Il democratico McGovern sfida (senza successo) Nixon.
L'annata, abbiamo detto, è parca e silenziosa (quando proprio deve parlare, ragiona quietamente e senza alzare molto la voce). Se ne sono accorti anche in Francia, dove Pierre Messmer - che ha preso il posto di Chaban-Delmas alla guida del governo - resta clamorosamente in silenzio per mesi.
Arriva un minicomputer. Si chiama HP 35, della Hewlett Packard. E' la prima volta che compare sul mercato un oggetto fai-tutti-i-calcoli che sta in un taschino e pesa solo 300 grammi. I circuiti integrati hanno consentito all'azienda americana di ridurre gli spazi fino ad ottenere un oggetto grande quanto una tavoletta di cioccolato. In Italia viene lanciato a 340.000 lire.
UN'ANNATA COSTRUTTIVA PER LE DONNE
Il 1972 ha una certa importanza per le donne e per i gruppi ispirati a una visione femminista. La riappropriazione del corpo, la discussione in gruppi collettivi, la crescente centralità delle donne nei ruoli politici e sociali. Il 1972 crea le premesse per l'impegnativo CISA di Adele Faccio (Centro informazione sterilizzazione e aborto), che vedrà la luce nel 1973. Nel 1972 viene progettato il primo settimanale femminista italiano, Effe. Nemmeno una firma maschile: una intera redazione di donne, tra cui Renata Pisu e Grazia Francescato. Le offerte di lavoro saranno rigorosamente per donne. Troverà posto anche una rubrica su casi di violenza nei confronti delle donne.
Ludina Barzini diventa direttore dell'edizione italiana di 'Selezione del Reader's Digest', prima volta per una donna in un settore non femminile. La rivista oggi non raccoglie entusiasmi, naturalmente, ma allora aveva un suo piccolo ruolo nel mondo. Silvana Giacobini dirige Eva Express. Marisa Bellisario diventa direttore della pianificazione in Olivetti accanto all'amministratore delegato. Laura Biagiotti presenta la sua prima collezione nel prêt-à-porter. Novella Calligaris ha un'annata d'oro nel nuoto, vincendo una medaglia d'argento e due di bronzo alle Olimpiadi di Monaco (l'anno prossimo sarà la prima italiana a fare un record mondiale). Paola Pigni arriva al bronzo nei 1500 metri.
Il Corriere, che ha Ottone come neo-direttore, passa dalla famiglia Crespi al gruppo Rizzoli (il giovane Angelo si prende, con una certa soddisfazione, una grossa patata che con gli anni gli procurerà più guai che vantaggi).
In un'annata così seria, il 'gaudente' Ugo Tognazzi compie una scelta seria sposando finalmente la donna (Franca Bettoia) con cui convive da sette anni, e da cui ha avuto Gianmarco (6 anni) e Maria Sole (1 anno e mezzo). L'attore ha avuto solo da poco il divorzio dalla moglie norvegese Margaret (figlio Thomas), e il suo figlio maggiore 17enne Ricky è nato dalla relazione con una ballerina irlandese.
In un'annata così seria, per la prima volta, al festival di Sanremo autarchia nazionale: non più stranieri. Inoltre, risparmio: non più la coppia, ma un solo interprete per ogni canzone. In quest'annata, il sindacato dei cantanti mette sotto accusa l'organizzazione e il comune di Sanremo sostenendo che è stato violato il regolamento. Si chiede di rifare tutto, ma alla fine prevale il buon senso e dal 24 al 26 febbraio si tiene la regolare edizione annuale (l'ultima di un certo peso, dal 1973 in poi le annate non sopporteranno più la manifestazione, che verrà boicottata ed emarginata fino al 1980). Nel 1972, i dischi delle canzoni del festival vendono un numero inferiore addirittura del 50% rispetto a quelli dell'anno precedente.
In un'annata così seria, muore in pratica il 45 giri di consumo. Dal punto di vista industriale, il fenomeno ha una spiegazione anche nella convivenza con un comodo strumento quale il registratore con la cassetta. Ma è proprio un'annata decisiva per l'impegno, che determina l'arrivo dei primi nomi di un certo peso nel 'cantautorato' (De Gregori, Venditti) con la conseguenza che il mercato comincia a non richiedere più i motivetti con testo leggero e facile refrain. I testi del 1972 sono anzi seriosi (vedi Memoriale dell'annata), pretendono di emettere sentenze o pensieri di pseudo-saggezza sulle cose del mondo.
Il 1972 presenta una grande quantità di brani solo strumentali. Molto significativo, poiché in questo sta la sua natura poco portata allo spreco o all'abbondanza di parole. Laddove ne mette in giro, racconta sempre - e in maniera seria - dell'esistenza. Alone again, brano che lo rappresenta in tutto e per tutto, ci dice anche che il 1972 è un anno che preferisce la solitudine. Une belle histoire, brano che fa uscire il 1972, è un breve romanzo di vita 'per strada' (condizione che l'annata ama molto, come si noterà in Piazza grande, Io vagabondo, Viaggio di un poeta, e tanti altri).
Molto interessante, in un'annata così matura e laica, il discorso del cinema. Necessaria una premessa, da parte mia: dobbiamo valutare i film dell'anno, con la solita considerazione 'del dopo'. Trentatre anni dopo, possiedono tutti una videocamera e girare film non è più una grande impresa. Ma nel 1972 tutto quel che esce nel mondo della celluloide è ancora 'opera d'arte'. Se ne discute con animazione e dedizione, innamorandosi perfino di alcune pellicole. Film come 'I racconti di Canterbury', 'Salomè', 'Arancia meccanica', 'Che?', fanno capire proprio il momento. Non si esita, da parte delle menti più addentro le questioni intellettuali della cinepresa, nel mostrare le parti intime dei corpi e nel rappresentare anche le verità più scomode. I primi anni '70 sono la svolta, che consacra la secolarizzazione del mondo anche nel cinema. Film che rappresenta più di tutti quest'annata, nelle sue valenze esistenzialistiche, è 'La prima notte di quiete', di Valerio Zurlini. Ma se dovessi indicare la quintessenza resterei pur sempre all'Ultimo Tango a Parigi di Bertolucci. Ecco il caso, che poi non sarà solo di quest'anno. Ecco un punto in cui i superstiti del 'mondo con l'abito' dovrebbero riflettere. Cominciamo col dire che Ultimo Tango a Parigi è un film molto bello. Contrariamente a quanto i moralisti dicono al momento, siamo in presenza di un film che svela tutta la crisi dell'uomo contemporaneo e lo fa senza nascondere nulla. Vengono messi in bocca al protagonista Paul (Marlon Brando) espressioni e impulsi sessuali diretti verso Jeanne (Maria Schneider) che danno l'idea della natura anche selvaggia di questi primi anni '70 (e qui dico, naturalmente, cose che pochi notano al momento). Mentre i politici al potere inscenano le solite 'finte' che conosciamo e il 99% della società nemmeno si accorge di quel che realmente avviene sopra le teste, è il cinema a dare la rappresentazione più cruda e sincera del passaggio che il mondo attraversa con la Mass Tech. Soltanto il 1970 diede per la prima volta alla telecamera interi film girati sul sesso. Qui Bertolucci gira la storia-capolavoro di un uomo di mezza età che sbarcato a Parigi incontra per caso una donna giovanissima e si accoppia con lei in un appartamento preso in affitto. Due solitudini che non faranno mai una vera vita a due, fino alla tragica conclusione. Guardate quanto è intelligente il 1972
JEANNE - Non so come chiamarti.
PAUL - Non ho nome.
JEANNE - Vuoi sapere il mio?
PAUL - No, no... sta' zitta... non dire niente, io non voglio sapere come ti chiami. Tu non hai nome, nemmeno io. Nessun nome, qua dentro non ci sono nomi... non esistono nomi. Io non voglio sapere niente di te, dove abiti, con chi abiti, da dove vieni. Non voglio sapere niente di niente. Qui dentro noi ci incontriamo senza sapere niente di quello che siamo fuori di qui.
JEANNE - Perché?
PAUL - Perché non abbiamo bisogno di nomi, qui dentro. Dimenticheremo tutto ciò che sappiamo di noi, tutto.
Così si dicono all'inizio i due protagonisti. Bellissima 'riduzione della vita al presente', quello che da anni cerco di proporre. Il messaggio, che vedremo anche nel finale di 'Nove settimane e mezzo' quando i protagonisti si chiedono improvvisamente generalità e particolari, serve a dimenticare tante false apparenze e il 1972 era certamente l'anno che meno amava quelle cose (nomi, professioni, carriere ecc.). L'annata prediligeva proprio lo stato di natura, il racconto della vita (per immagini, soprattutto).
Il 1972, in un certo senso, fu davvero l'ultimo tango.
Pagina del 25 ottobre 2005