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Anno durissimo |
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Iniziative radicali |
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Bolìvar, liberatore del Venezuela, del Perù, dell'Ecuador e della Bolivia Le dichiarazioni di indipendenza - Il 24 febbraio indipendenza del Messico dalla Spagna col Plan de Iguala di Agostino de Itùrbide. Il 27 settembre l'esercito nazionale di liberazione sfila in trionfo nella capitale. In Guatemala lo sentono e decidono di fare lo stesso (vedete che succede come nel Restauro, ricordate quelli che imitavano gli altri nei mutamenti costituzionali?). Poi deliberano addirittura di sperimentare una annessione al Messico. In Perù, San Martin ci tenta anche lui ma non ci riesce (la Spagna, che ha vicere e governanti in questi territori dell'America centrale e latina, non riconosce). La cosa riuscirà con fatica tra qualche anno. La Colombia, che era stata costituita in repubblica due anni fa, è stata liberata da Simon Bolivar. Il 30 agosto viene deliberata una nuova costituzione, Bolivar presidente. I prossimi anni si farà con sofferenza di molti una cosiddetta Grande Colombia, annettendo il paese a Ecuador e Venezuela. In Africa - Coloni negri, già schiavi negli Stati Uniti, si stabiliscono nella costa a sud dell'odierna Sierra Leone, dando vita al primo nucleo del futuro Stato della Liberia. FAQ - Come si viaggia? - Si viaggia con le carrozze, vetture che ospitano alcune decine di persone. Da città a città esistono servizi di diligenza simili a quelli che esistono oggi con i bus e gli aerei. Si fa il cambio dei cavalli in alcuni luoghi prefissati, cosa che allunga ancora i tempi. Non ci sono ancora strade ferrate. La prima linea, Napoli-Portici, sarà quella del 1839. Ancora 18 anni ci separano. FAQ - Come si fanno i ritratti? - Si dipinge. Non esiste ancora la fotografia. L'antenato della prima fotografia, il dagherrotipo (dal francese Daguerre), verrà messo a punto soltanto nel 1836-37. Ancora 15 anni ci separano. FAQ - Come si naviga? - Da circa 14 anni (1807) grazie a Fulton esiste una macchina a vapore per le navi, che prima andavano con le vele, e per i battelli, che andavano a ruota. Il progresso viene decantato. Due anni fa, nel 1819, hanno visto arrivare in Gran Bretagna (Liverpool) la prima nave a vapore che ha attraversato l'Atlantico. Quest'anno è scesa in mare la Aaron Manby, prima nave a vapore a essere costruita interamente in ferro. FAQ - Come vivono le famiglie? - Si hanno - specialmente d'inverno - giornate molto corte, perché dopo il tramonto si ha soltanto luce di singole fiammelle e di lucernari. Il padre di famiglia ha una notevole autorità, e i parenti hanno relazioni più strette di quelle che si hanno oggi. Il 90% della popolazione non ha alcuna istruzione. Chi ce l'ha vaga molto (anche con la mente), talvolta si dispera. Intanto compone. Ci si scrive molto ma molto più di oggi. Gli intellettuali hanno rapporti epistolari molto frequenti, in cui si confessano - anche con accenti disperati e senza vergognarsi - problemi e sofferenze. Il concetto di patria è molto forte. Dalla fine secolo XVIII° hanno preso piede in tutta Europa ideali 'nazionali'. Conquistare l'indipendenza e cominciare a vivere entro una propria nazione è il sogno di molte anime pure dell'epoca. Ci si entusiasma raramente. La vita quotidiana riserva soprattutto amarezze. FAQ - Chi sono i 'notabili' in ciascun comune? - I sacerdoti sempre. I sapienti talvolta. I politici - che poi sono o i reali o i liberali che lottano contro di loro - sono molto rispettati dalla parte meno istruita della popolazione. Non esiste ancora la parola 'borghese' nel senso spregiativo che ha dato il secolo XX°. Nei discorsi appare spesso il concetto del 'tradimento', poiché quest'epoca privilegia la fedeltà a un ideale, a un principio, a un percorso. Chi ha testa e cuore riesce a vivere per anni in prigioni in cui viene concesso pochissimo. Ci si conforta di amori familiari o dell'attaccamento alla patria. Dio viene citato abbastanza spesso, soprattutto quando l'occasione è alta e solenne.
Evento-principe è la prima de 'Il franco cacciatore' (Der Freischutz), opera di Carl Maria von Weber composta tra il 1817 e il 1820. La prima rappresentazione si svolge il 18 giugno, alla Schauspielhaus am Gendarmenmarkt di Berlino, con direzione dello stesso Weber. In sala pare siano presenti Heine, Hoffmann e Mendelssohn. In origine le parti cantate si alternavano a parti recitate. Ora viene tutto cantato. L'opera, che è una rielaborazione di miti tedeschi medioevali, narra la storia del cacciatore che viene indotto a pratiche di stregoneria per avere l'aiuto di forze soprannaturali e del demonio allo scopo di conquistare la fanciulla. L'opera viene subito replicata a Vienna. Il successo è immediato e sarà incontrastato negli anni seguenti. In Italia, per la prima (Firenze) si dovrà attendere ancora 22 anni (1843). Sembra un incanto che la prima di quest'opera esca pubblicamente nel 1821, poiché essa è da considerarsi la summa dell'opera romantica tedesca. |
MEMORIALE 1821 - Il 1821 è uno di quegli anni iscritti fortemente nella storia. Questa pagina parla di avvenimenti molto duri, che lasciarono strascichi in varie parti della società. Perché? Perché - sia detto qui per sommi capi a coloro che non conoscono il cielo - in quel 1821 si ebbero alcune posizioni planetarie simili a quelle che avrebbero dato il via alla scoperta di Tangentopoli. Allora come nel Restauro la società venne spaccata (allora tra filo-monarchici e liberali insorgenti; oggi tra politici e magistrati). Qualcuno riesce, qualcuno no (e viene represso). La radicalità di quelle posizioni non ammette via di mezzo. Si lotta per far trionfare princìpi sia da una parte sia dall'altra. Si soffre, anche. Fuori dall'Italia, potrebbero dire di non aver visto Mani Pulite. Ma videro ugualmente qualcosa di simile, se non di peggio (basta pensare all'Algeria). In Cina non si ebbe nella primavera 1989 qualcosa di simile ai moti che vediamo in questa pagina? In tanti altri paesi non si sono avuti movimenti e sollevazioni per ottenere la Costituzione (o una sua modifica) o il multipartitismo? Chi si è dimenticato torni alla pagina del Restauro. Quindi, questo 1821 riproduce in piccolo il 1989-1992. Brevi periodi che rinfocolano ideali radicali ed estremi, tali da spaccare la comunità in frange diversamente orientate. Il periodo più aspro è l'inizio del 1821 (si veda sotto anche l'ode, oltre ai tentativi di indipendenza in Piemonte). E' matematico, se ci si scontra qualcuno - delle parti in lotta - deve soccombere. Qui, in Europa, sono ancora più forti le monarchie, gli imperi, che dispongono di terribili poliziotti e di truppe fedeli pronte a reprimere con le armi qualsiasi insurrezione. In America, alcune delle rivolte contro la Spagna riescono, altre troveranno terreno più facile nei prossimi anni. Leggendo questa pagina, ci si rende conto che il movimento è sempre in direzione di una indipendenza. Contemporaneamente, si cerca anche (o si va a lavorare su) lo strumento-base, che è sempre la costituzione. Il secondo semestre (specialmente nell'autunno) è più tranquillo della prima parte. Quando le cose sono state decise, in un modo o nell'altro, si compirà nel prosieguo atti che sanciscono quella vittoria o quella sconfitta. Nel complesso, per i contemporanei il 1821 è stato un anno molto difficile da vivere. Non disponendo delle nostre compensazioni, non potevano ovviare facilmente. Avvenimenti improvvisi hanno sconvolto la vita di tutti i giorni, inducendo alcuni a reagire. Ecco una parola-chiave dell'annata. Nel 1821 si reagisce, con forza, con determinazione. Non si bada alla moderazione, si è molto risoluti negli atteggiamenti. Può apparire strano che non sia un anno di sofferenza dichiarata per gli artisti, ma la verità è che in questi casi chi compone o chi contempla assiste ad atti che si preannunciano importanti e si attende qualcosa da questi. Se poi le speranze svaniscono, si ripongono le odi e le liriche in un cassetto. Ma si può dire che le delusioni maggiori si sono già consumate in anni precedenti (basta pensare a quella di Beethoven per Napoleone). Allora, che si faceva quando eventi orribili prostravano? Si andava all'estero. Si pensava di essere in esilio (concetto tipico di quest'epoca). Si migrava spesso per motivi idealistici e perfino per la patria degli altri. Nei contenuti e nella forma, il 1821 è periodo adatto a saggi, specialmente a trattati scritti in forma di summa di qualcosa (vedi sotto). Questo perché è annata schematica, che non bada tanto alle sottigliezze, ha un gioco molto scheletrico. Del resto, la costituzione stessa è la 'summa' per eccellenza, e la lingua stessa ha adottato la parola per significare l'essenza di qualcosa (esempio, la costituzione fisica del corpo umano). L'anno è dunque tipico di un costituirsi (vedasi nella colonna a sinistra il frequente formarsi di qualcosa in America). Il 5 maggio muore a S.Elena Napoleone. La notizia ispirerà il 5 maggio a Manzoni.
Ecco come è divisa territorialmente la penisola italiana, dopo il nuovo assetto dato dal Congresso di Vienna, nel 1815. Una penisola dominata da potenze straniere - Il Congresso, che avrebbe dovuto ridisegnare la geografia europea in un continente risollevato dopo l'esilio di Napoleone, attuò in realtà una restaurazione conservatrice poiché decise di reinsediare le dinastie già regnanti in precedenza. Dunque, cosa era l'attuale Italia in quel momento? Nient'altro che un territorio di spartizione tra alcune casate. Il Regno di Sardegna, come si chiamava da circa un secolo (comprendendo oltre al Piemonte e alla Liguria l'isola), tornò ai Savoia nella figura di Vittorio Emanuele I. Esso era l'unico Stato indipendente e non dominato da case straniere. Il Regno Lombardo-Veneto tornò all'Austria. Le altre zone, che vediamo nella carta, furono dei Borbone, degli Asburgo ecc., e dunque tornarono almeno per linee collaterali di parentela alla potente Austria di allora. FAQ - Passò alla storia, in senso negativo? - Per quanto ci riguarda, rimase l'espressione del delegato austriaco, Metternich. Secondo lui, la penisola era soltanto questo, cioè nient'altro che una espressione geografica. In altre parole, significava che c'era un territorio ma non una nazione vera e propria. Situazione che gli Italiani istruiti dell'epoca non potevano tollerare, dato che avrebbe contraddetto i princìpi della nazionalità e della indipendenza, che allora andavano per la maggiore. FAQ - Come possiamo pensarli? - Per fare un paragone, questi due principi avevano allora la stessa eco e la stessa importanza che hanno oggi quelli che difendono l'ambiente dall'inquinamento o quelli che lottano contro la globalizzazione. Come questi ultimi, erano di gran moda. La necessità principale era data dalla volontà di ristabilire la libertà e l'uguaglianza che gli anni della Rivoluzione Francese sembravano aver fatto trionfare. In altre parole, si doveva lottare contro la spartizione tra monarchie che socialmente governavano con rigidi Stati di polizia. Dicevamo dunque delle dinastie che tiranneggiavano in Europa, e che avevano trovato uno strumento efficace di controllo nella Santa alleanza dei prìncipi europei. FAQ - Come possiamo pensare questa Alleanza? - Come una Nato di allora. Appena da te qualcuno insorge interveniamo noi e ti aiutiamo a mantenere il potere.
FAQ
- Come
veniva giustificata questa alleanza? -
Con i princìpi della destra.
Necessità di mantenere l'ordine sociale, e di preservarlo
dalla sovversione. Un'idea letteraria, che nascondeva più che
altro la preoccupazione di non perdere il governo dei territori. La
cosa più comica è che nel trattato venivano invocate
perfino le Sacre Scritture, a dimostrazione sia del fatto che si
prendeva Dio per i propri interessi sia del fatto che non si sapeva
neppure leggere quel libro.
Bozzetto per l'atto secondo del 'Freischutz', opera lirica in tre atti di Carl Maria von Weber Nacque così l'esigenza di riunirsi per lottare contro le dinastie, che avrebbero negato qualsiasi riforma sociale e qualsiasi diritto dei cittadini. Siccome riunirsi alla luce del sole non si poteva, perché la polizia di allora avrebbe arrestato e incarcerato, i liberali dell'epoca dovettero affiliarsi in associazioni segrete che facevano capo alla Massoneria, da sempre in opposizione agli Stati assoluti e tirannici. L'Austria considerava un delitto il semplice iscriversi a queste associazioni. Una diramazione italiana di questa fu la Carboneria. FAQ - Quindi era in origine un'associazione molto diversa da quella odierna che porta questo nome? - Sì, la Massoneria di allora non era un gruppo di persone che di nascosto si prestano reciproci favori come accaduto per buona parte del secolo XX° (si veda anche qui come il secolo successivo abbia fatto decadere le funzioni idealistiche di una organizzazione), ma un gruppo di uomini che lottavano per un ideale politico o sociale. I giornali stessi non erano come oggi gruppi di gente stipendiata per restare seduta dentro locali, ma fogli che si stampavano per un ideale sociale, per accompagnare e diffondere un'azione di lotta. FAQ - Qual era l'obiettivo di chi lottava? - Quello di avere una Costituzione. Soltanto con un documento supremo contenente princìpi da osservare per tutti, si avrebbe avuto garanzie contro la tirannide e l'assolutismo degli Stati monarchici. Ci si era innamorati di questo documento, perché si era sparsa dapperutto (in tutto l'Occidente) la voce che una costituzione era una vera e propria conquista per tutti, per tutta la società. Noi non ci rendiamo conto, ma basta pensare a cosa furono territori in balia di un principe e senza leggi da osservare. Qui la continuazione delle vicende è narrata nella colonna a destra. FAQ - Come si comportò la Chiesa? - Pio VII, che morirà tra due anni, non ha mancato di pronunciarsi contro la Carboneria. Fuori, è quasi scontato che un certo grado di libertà si respirasse in paesi come la Svizzera e la Gran Bretagna, che erano rimasti un pochino fuori dal gioco delle dinastie. |
James Monroe, quinto presidente degli Stati Uniti, inizia quest'anno il suo secondo mandato. Egli passerà alla storia per la dottrina che prende il suo nome. FAQ - Di che si tratta? - Fu l'applicazione teorica di un messaggio che il presidente avrebbe rivolto al Congresso nel 1823. Una raccomandazione di tenersi alla larga dalle potenze europee, ma allo stesso tempo un invito a fare lo stesso nei confronti degli Stati Uniti evitando ulteriori propositi di colonizzazione europea nel continente americano. L'America agli Americani. Compresa quella centrale e meridionale. Poi la cosa diventò molto più vasta di quello che era in origine e fu usata per interessi politici di varia natura. In realtà, non era una dottrina o una teoria ma un orientamento politico dovuto in previsione di nuovi allargamenti colonialistici da parte dei Francesi. In pratica, esso contribuì al crollo degli imperi coloniali, spagnolo e portoghese.
In Valacchia e in Moldavia scoppiano piccole rivolte di piazza contro i Turchi. La Grecia ne viene contagiata. I Turchi si vendicheranno sulla comunità greca di Costantinopoli. Una mediazione russa evita guai peggiori. I moti nella penisola italica - Ferdinando I, re del Regno delle Due Sicilie, dapprima dichiara di voler concedere una costituzione ma poi tradisce la sua parola e chiede l'intervento austriaco (vedi a lato Santa Alleanza) e il 7 marzo fa reprimere gli insorti napoletani. Qualche giorno dopo scoppia in Piemonte una insurrezione, organizzata dei Carbonari e guidata da Santorre di Santarosa. Carlo Felice, in favore del quale ha abdicato Vittorio Emanuele, non ha voglia di salire al trono e si trova a Modena. Nel frattempo il reggente Carlo Alberto concede il 13 marzo la Carta costituzionale uguale a quella di Spagna del 1812, 'salva l'approvazione del re'. Carlo Felice si rifiuta e anche lui si appella all'intervento dell'Austria (che pure non avrebbe in grande simpatia). A Novara le truppe sconfiggeranno gli insorti. FAQ - Perché Carlo Felice fa questo? - Perché come tanti altri ha il timore di soluzioni contrarie alla monarchia. Per lui è questione di coscienza. Nel Lombardo-Veneto, in mano agli Austriaci, c'era ancora meno libertà. La polizia arrestava e reprimeva. L'anno scorso, nel 1820, due letterati illustri come Pietro Maroncelli e Silvio Pellico (vedi Le mie prigioni) furono arrestati. Saranno condannati a morte con sentenza del 21 febbario 1822. Graziati, saranno condotti nel carcere dello Spielberg, in Moravia. Il 13 dicembre 1821 suscita scalpore a Milano l'arresto di Federico Confalonieri, intellettuale (contrario al governo dell'Austria) che aveva organizzato una milizia civica e un progetto di costituzione. Aperta la porta di casa ai poliziotti, tenta invano di fuggire da una scala segreta del gabinetto, ma viene inseguito e preso. Sarà dapprima condannato a morte nel 1822 e poi trasferito anche lui allo Spielberg con reato 'derubricato' in condanna nel carcere a vita (uscirà nel 1835, ma sarà deportato all'estero in varie parti). FAQ - Come possiamo considerare questi patimenti? E' corretto parlare di 'amor di patria'? - Solo in parte. Qui i manuali scolastici di storia hanno tramandato versioni per ragazzi, abbastanza retoriche. E' vero che si agitava un minimo di orgoglio e un certo desiderio di libertà che alcuni tiranni reprimevano. Al fondo c'era anche quello che manuali molto sommari e ingenui non avrebbero potuto raccontare. Spesso queste azioni erano autolesionistiche o male organizzate, tanto da non distinguersi da semplici insulti o da maldestri tentativi di farsi ragione da sé. Perfino oggi che c'è libertà un cittadino che fosse vessato non avrebbe diritto di farsi ragione da sé. Allora, in un quadro caratterizzato da assenza di garanzie civili e di difensori civici, si veniva arrestati per un nonnulla proprio perché mancava una norma costituzionale che circoscrivesse queste azioni (da una parte, per gli insorti, e dall'altra, per i governanti). FAQ - Dove sta l'errore dei manuali per le scuole? - Essi vedono tutto col senno del poi, sapendo cioè cose che quegli uomini non potevano sapere (perché i concetti non erano così chiari nella loro testa). Allora, come oggi, ci si innamorava anche di formule astratte o di neologismi di cui non si capiva completamente il senso. Per fare un esempio, Confalonieri stesso - se leggesse oggi tutte queste vicende - sorriderebbe, poiché comprenderebbe quanto sommaria e infantile fosse la sua azione. Peraltro, è vero che non c'era libertà e dunque le sommosse erano pienamente giustificate. Mancava però un modo organizzato, uno strumento per far dialogare le due parti. Naturalmente, non tutti i cittadini avevano questi ideali. Quindi, la società in questo non è dissimile da quella odierna. Allora c'erano robuste schiere di simpatizzanti della monarchia che erano lieti di avere re e prìncipi. Dicevano che non vi era alternativa, poiché la popolazione sarebbe stata incapace di autogovernarsi e ogni soluzione di quelle democratiche sarebbe stata un avventurismo con molti rischi. Perfino tra poeti e letterati vi furono molti 'monarchici' dichiarati.
Alessandro Manzoni, che aveva scritto l'ode 'Marzo
1821' in memoria dei liberali, la ritirò dopo aver
assistito al fallimento dei moti.
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Abbiamo ripercorso per brevi linee un'altra annata capitale della storia moderna. Inutile dire qualcosa su di loro, perché i contemporanei si accorsero di nulla. Parliamo globalmente di eventi e uomini che agirono separatamente e per proprio conto. Mai avrebbero immaginato di essere protagonisti di un quadro cosmico. |
L'anno della summa - L'annata è adatta a trattati come summa di qualcosa. Cose come 'Lineamenti di filosofia del diritto', manuale importante di Hegel, o 'La fede cristiana', di Schleiermacher, o 'Elementi di economia politica', di James Mill. Libro dell'anno è le Confessioni di un oppiomane, (Confessions of an English Opium Eater) di Thomas de Quincey. Nonostante le apparenze, è anche questo un trattato, una summa del saggio romantico. Ludwig van Beethoven (a destra, in un ritratto del 1823), protagonista del primo Ottocento, lavora quest'anno su due sonate per pianoforte, op.110 e op.111. Verranno pubblicate l'anno prossimo. Attenzione, in questa pagina l'autore non prende mai posizione su queste vicende. Spiega, narra gli avvenimenti. |
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Pagina pubblicata il 4 marzo 2004
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