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Follia, eccentricità

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Bisogno di sovvertire

Cade Costantinopoli - Avvenimento-chiave dell'epoca la fine dell'Impero bizantino, altrimenti detto Impero Romano d'Oriente, per mano dei Turchi. Lo scorso anno ingenti truppe ottomane (più di centomila uomini) al comando di Maometto II (appena 21enne) avevano stretto d'assedio e poi sconfitto la città in una data rimasta poi nel mito (29 maggio 1453).

FAQ - Che significato ha la cosa? - Per quest'epoca ha un significato più che grande, direi immenso. Uno di quei casi in cui si può dire che 'è finito un mondo'. 1) L'Impero durava da circa mille anni, nel senso che era la propaggine a Oriente di quel che a Occidente era stato l'Impero Romano. Ora l'intero mondo ortodosso dei Balcani finisce nelle mani dei Turchi; 2) L'Europa perde un importante passaggio per il Medio e l'Estremo Oriente, con danni per il commercio internazionale; 3) Perisce la sede di una civiltà e parte del suo patrimono culturale viene trasferito ed esiliato in Russia. Si forma l'ipotesi di una Mosca terza Roma. L'Occidente archivia il primato di Bisanzio e della sua civiltà.

Lo scorso anno, Enrico VI d'Inghilterra aveva perduto il senno. Il Parlamento ha nominato in reggenza Riccardo di York, come protettore del regno. Questi allontana la corte dei Lancaster e imprigiona il duca di Somerset. Senonché, è successo che Enrico abbia avuto un figlio e parendo che sia rinsavito la reggenza viene tolta a Riccardo, mentre il duca di Somerset viene liberato. A questo punto Riccardo lancia la sfida, e prende avvio la guerra che poi verrà chiamata delle Due Rose.

Il 1454 vede poi uno scontro tra l'Ordine Teutonico e una Lega prussiana appoggiata dalla Polonia, governata dal re Casimiro. Ne viene fuori un'altra guerra che durerà 12 anni.

FAQ - Cos'è l'Ordine Teutonico? - In origine era una confraternita fondata da San Giovanni d'Acri per la cura dei malati. Poi divenne un ordine cavalleresco, ed ebbe un Gran Maestro. Stabilitosi nel nord della Prussia, si allargò territorialmente fino ad annettere l'Estonia. Poi l'Ordine pian piano decadde. Nel 1454, si ha lo scontro finale, e nel 1466 - alla fine - la Prussia diventerà feudo della Polonia, la quale sarà grande potenza territoriale allargandosi fino al Mar Nero.

FAQ - Perché citiamo questo fatto? - Esso è importante, perché nel 1454 - ribellandosi all'Ordine - Danzica si proclama libera e nasce il cosiddetto 'corridoio di Danzica', cioè questa città - una delle più grandi bizzarrie della storia occidentale - diventa un territorio a sé. Non avendo però risorse, accetta la protezione del re di Polonia. E della Polonia sarà per più di tre secoli.

Sopra vediamo un'immagine della Bibbia Mazarina, quella a 42 linee di Gutenberg. Due volumi, con 643 fogli stampati su due colonne di 42 linee. Una novità assoluta per l'epoca. Essa viene stampata, secondo la maggior parte delle fonti, tra il 1453 e il 1455.
Molte cose di Johann Gutenberg, a cui è attribuita l'invenzione della tipografia a caratteri mobili, rimasero avvolte nel mistero.

Costantinopoli assediata dai Turchi, miniatura del secolo XV. Parigi, Bibliothèque Nationale.

Fine dell'Impero Romano d'Oriente. Da Bisanzio a Istanbul. Fino all'XI° secolo, Bisanzio era stata una potenza, baluardo cristiano contro le minacce dell'Islam. Poi c'era stato lo scisma. Possiamo dire che lo Stato sovranazionale era già terminato, con la quarta crociata. Negli ultimi due secoli, guerre e pestilenze avevano decimato l'Impero. Ma il secolo XIV°, con Giovanni V Paleologo al trono, aveva prodotto ancora un notevole patrimonio artistico. Con la caduta in mano turca, nel 1453, finisce tutto poiché la città viene saccheggiata e anche i luoghi di culto vengono assoggettati a un nuovo governo della città che quel culto non ha. Ecco perché l'evento dello scorso anno riguarda anche questo. E' un evento a lunghissima portata, che lascerà una eco per molti anni a venire. Se io stessi scrivendo in presa diretta, vi dovrei dire di un panorama di desolazione. Massacri, distruzione di libri, molte case private sventrate. Il sultano intende tuttavia conservare alla Chiesa ortodossa un minimo di sopravvivenza. Quest'anno, in gennaio, permette l'elezione di Giorgio Scholarios Gennadios come nuovo patriarca. Nelle intenzioni di Maometto, i sudditi greci avrebbero dovuto costituire una comunità autonoma all'interno del nuovo regno con un capo nella persona del patriarca. Il sultano stesso, preoccupato per le condizioni della città, si adopera per ridarle un volto. Maometto II, in seguito, assumerà un grande potere politico in tutta l'area dell'ortodossia greca (sue saranno in seguito anche la Bosnia, la Serbia e la Crimea, un totale di più di 200 città) e un notevole ascendente presso i Turchi medesimi.

MEMORIALE 1454 - Questa è un'annata di quelle decisive. In se stessa contiene elementi vari e non omogenei, per cui va studiata a fondo per comprendere quali siano le geometrie del momento. Le configurazioni planetarie del momento recano il segno della stranezza, della eccentricità, della follia. Si forma in cielo una figura corrispondente a tre quarti di croce (tre quadrature) in segni fissi, che non lascia presagire cose buone. Qualcosa c'era già l'anno scorso, nel 1453. Elementi che vediamo chiaramente negli eventi. A cominciare da quello principale della distruzione dell'Impero di Bisanzio, che scuote gli equilibri del mondo occidentale (anche se si fece poco per impedirlo).

Fondamentale qui osservare questo dettaglio. Dai documenti dell'epoca, nonostante la minaccia dei Turchi fosse concreta da qualche anno, risulta che nessuno in Occidente si è mosso (un manipolo di volontari dall'Italia non fa testo). Questo è un particolare sempre significativo nella storia. Se non ci si muove o non si interviene per proteggere/difendere, succede che le famose forze della natura prevalgono sulla ragione.

Il 1454 vede poi un succedersi abbastanza 'folle' di eventi in Inghilterra (vedi qui a sinistra), non a caso con un uomo che perde la ragione e che in conseguenza di questo scatena eventi che provocano l'ira nell'opposta fazione. Parola-chiave è proprio perdita di un ordine. Abbastanza strano ed eccentrico è anche l'accordo firmato dagli Stati della penisola italica (vedi qui a destra). Bizzarra è la nascita del corridoio di Danzica ("Noi siamo liberi", ma non avendo denari poi accettano di farsi 'polacchi'). Costante del 1454 è la ribellione a un ordine, con il proposito di fondarne un altro. Siccome l'annata non è costruttiva, ecco che - non trovandolo - si accetta una soluzione di compromesso. Si veda anche il massacro di Costantinopoli, in cui Maometto II rovescia quel che vi trova ma poi rendendosi conto che con le ceneri non si costruisce accetta che vi rimanga un residuo di Chiesa e di cristianità. Gli sviluppi dei prossimi anni saranno vari, in dipendenza del contesto.

Quelle quadrature tra segni fissi indicano che più forze sono in campo e tutte sono potenti nel momento in cui vengono in contatto. Questo contatto esige il sacrificio di qualcosa. Sul momento non ci si rende conto poiché si dà retta a impulsi fortissimi, che determinano l'azione (l'annata non conosce distensione). Azione purché sia. Si noti quanto sia incredibile che tutti i re degli Stati italiani si riuniscano. Non era mai successo. In pratica, ci si è messi in agitazione pensando a quel che potrebbe succedere (scontri reciproci, preoccupazione per possibile avanzata dei Turchi dall'Oriente, ecc.). Un trattato di paura - noi diremmo - più che di pace.

FAQ - Memoriale ha scelto annate importanti o radicali di proposito? - Non avrei potuto raccontare qui di un anno così lontano da noi con pochi o con piccoli avvenimenti. Già la cosa è difficile per uno importante, poiché si tratta di unificare tante cose e riuscire a farlo è già una impresa. Se non si ha neppure materiale sarebbe stato inutile e poco istruttivo. Ciò che è importante, nella vita, crea lezioni e contribuisce a far capire. Anche nel male. Pensiamo ai contenuti di questa pagina.

L'immagine sopra è quella contenuta nella Geografia di Tolomeo, mappa della penisola disponibile in quest'epoca.

FAQ - In questo momento, che idea hanno gli uomini della Terra? - Un'idea molto vaga. Tra l'altro non ci si pensa, neppure. Chi vuole studiare geografia lo fa sui libri degli antichi autori romani. Le uniche carte che esistano solo quelle disegnate dai naviganti, ma neppure queste hanno misure precise di longitudine o latitudine. In Italia, la prima opera geografica pubblicata a stampa fu la Geografia di Tolomeo, che comparve nella seconda metà del secolo XV°.

Un'Italia di casate (sparse) - Per inquadrare la situazione in atto nella penisola bisogna fare una premessa per la prima metà del secolo XV°. In questi anni è stata più che altro un mosaico di Stati, in mano ad alcune casate nobili. Il Ducato di Milano è degli Sforza, Firenze è repubblica governata dai Medici, il Regno di Napoli (che comprende la Sardegna) è sotto gli Aragonesi. Ci sono poi le repubbliche marinare, di cui la più potente è Venezia, che è a capo di una potente repubblica a sé.

A Milano, Filippo Maria Visconti era morto (1447) senza lasciare eredi. Fu proclamata una libera repubblica ambrosiana (cosa molto atipica per l'epoca), ma era durata giusto un paio di anni. Francesco Sforza, chiamato a difenderla, si impose e prese poi possesso dichiarandosi signore (poi riconosciuto duca). La situazione a questo punto è anomala, poiché tutti gli Stati della penisola sono ugualmente potenti e dunque temono al tempo stesso le insidie l'uno dall'altro. Ciascuno poi avrebbe motivi per allearsi con gli altri almeno pari a quelli che avrebbe per scontrarsi. Già si erano stipulate allo scopo piccole intese che obbligavano gli uni a non ingerirsi nelle cose e nei territori degli altri, ma la preoccupazione reciproca è rimasta. Venezia era contro Milano, e Firenze contro entrambe. Quando arriva la notizia della caduta di Costantinopoli, questa atmosfera si accresce di ansie per il timore dei Turchi (da notare la proverbiale espressione di timore per questo popolo in lingua italiana, che risale sicuramente ai decenni precedenti quest'epoca). Così, grazie anche alla mediazione della Chiesa, si perviene quest'anno all'accordo di Lodi, il 9 aprile, che viene ratificato da questi Stati. Firmano tutti i rappresentanti degli Stati italiani. Lo fanno in una riunione, a Venezia, il 30 agosto di quest'anno. In essa si stabiliscono in pratica gli stessi princìpi del famoso articolo Nato (se ti attaccano da fuori ti difendo) più l'ovvia regola-base di non attaccarsi a vicenda.

FAQ - Che significato ha? - E' un documento politico atipico, non è un vero e proprio trattato di diritto internazionale e neppure una pace come viene chiamata (non era in corso un conflitto). Esso non stabilisce alcuna regola costruttiva, poiché si limita a garantire i reciproci confini e la regola del 'non farsi male'.

FAQ - Se non si ha ancora un'idea di nazione come potevano pensare una cosa del genere? - Infatti non si muovono per interessi nazionali. L'ottica è solo quella del 'vicino di casa', quella di chi voglia fissare dei paletti in maniera da non aver disturbi in futuro. Il fatto che si firmi una pace - in mancanza di un grande conflitto - indica che le parti riconoscono la inevitabile tendenza allo scontro e che per una volta si accordano per non obbedire alle forze della natura. Considerata l'epoca, è comunque un documento molto sorprendente e certamente mal descritto dai manuali di storia. Non è una pace, è piuttosto un trattato temporaneo di non belligeranza. Non si può dire 'pace', come si è sempre detto nei libri di storia, poiché il trattato non arriva a porre fine a un conflitto. L'ultimo di una certa entità risale a 20 anni fa.

FAQ - Non è strana la versione dei libri di storia? - Infatti. Può darsi che l'interpretazione fosse di parte, cioè che si volesse accreditare una cosa con il 'senno del poi'. Se così fecero sbagliarono, cioè il fatto di vedere poi 40 anni di relativa tranquillità indusse molti a vedere in questo accordo la premessa o addirittura la spiegazione di quei 40 anni. La storia non va letta in questo modo. Questo è uno dei casi in cui ci si copiò a vicenda. Per avere un'idea dell'inesattezza, basta pensare all'adesione recente della Russia alla Nato. Se dal 2005 in poi avremo anni senza conflitti diremo forse che questo è dovuto a quella adesione? E nel caso diremo che quell'adesione pose pace se non vi erano conflitti?
Se invece intesero 'pace' nel senso di porre fine a un periodo turbolento, la cosa resta ugualmente poco comprensibile perché le relazioni - seppur non amichevoli - non sono belliche e dal 1434 non si è avuto scontro di una qualche rilevanza nella penisola.
I patti si firmano, ma poi la storia ha dimostrato che si vìolano pure. Se negli anni seguenti ci fosse stato serio motivo quei re si sarebbero fatti guerra ugualmente, che questo accordo ci fosse o no. CONCLUSIONE. E' improprio e inesatto affermare che a Lodi fu firmata una pace.

FAQ - Da cosa dipende il fatto che si vedano età puberali? - L'esistenza non era a gradi, come oggi. Si veniva immessi da subito in quel che si doveva fare. I figli di sovrani succedevano al trono a qualsiasi età e già a 11 o 12 anni governavano, prendendo decisioni. Per gli altri, ugualmente, si operava da subito. Per lo più si lavorava in botteghe artigiane, nelle quali si faceva pratica da bambini. Era ignoto allora il concetto del valore legale di un titolo di studio e non vi era collegamento reale tra istituti di istruzione e attività.

FAQ - Che lingua si parla in Italia? - Da poco più di quattro secoli si parla il volgare, che è un italiano dei primordi derivato dal latino. Ma esso varia da Stato a Stato, da territorio a territorio. Per cui si può dire che conviva con la gente un dialetto locale che si è venuto a formare durante il Medioevo, che non è né latino né italiano ma piuttosto una via di mezzo. Soltanto Firenze e la Toscana riescono in questi secoli a coltivare una lingua che oggi diremmo sovraregionale poiché soltanto in quello Stato si sviluppa una circolazione di idee e una parvenza di scambio culturale che favorisce le regole e il buon parlare. Nei secoli medioevali i primi letterati italiani sono per lo più toscani e fiorentini.

La medicina. Qui sopra vediamo un particolare da una miniatura di un manoscritto del secolo XV° contenente il Canone di Avicenna. Si raffigurano visite mediche compiute in case private dell'epoca. La grande diffusione in Europa di pestilenze e contagi, dovuti anche ai traffici degli ultimi secoli, dimostra che si viveva in balia degli eventi. Nonostante nel secolo XV° esistano già università e docenti, le nozioni - soprattutto nella terapia - sono molto sommarie, e possiamo parlare di una medicina di 'praticoni' più che di professionisti. Nei casi gravi, il medico arrivava sul posto semplicemente per emettere una sentenza, il fatto che si dovesse morire (quasi sempre, perché Dio così aveva voluto). Raramente si salvava un paziente grave. Sono molto in voga le superstizioni, quelle che oggi sopravvivono in quei 'falsi maghi' di provincia che prescrivono di raccogliere in un certo modo foglie di una pianta all'alba di un certo giorno e di pronunciare una formula come mantra.

Le città. Caratteristica di ogni grosso centro abitato sono le mura, che lo circondano a scopo di protezione da attacchi nemici. Le città non hanno una pianta razionale e un piano urbanistico come oggi. Strade ripide e strette si susseguono senza ordine fino alla piazza centrale, in cui si svolgono alcune funzioni pubbliche (grida di editti, fiere, riunioni, assemblee parlamentari ecc.). Gli artigiani vivono in piccoli tuguri, neppure lontanamente comparabili con le abitazioni moderne. Le vie odorano di puzza e di profumi vari oggi sconosciuti. Durante le giornate si odono soltanto tre elementi sonori. Le campane delle chiese, qualche carro che crea fracasso sul selciato e il verso eventuale di cavalli e asini che vi transitano.

FAQ - Come si viveva? - L'esistenza aveva un ritmo più scandito e regolare di quella odierna poiché si ragionava soltanto secondo l'arrivo di luce alternato a quello della oscurità. Il rintocco delle campane segnava i vari passaggi durante la giornata, che avevano anche una definizione letteraria (ad esempio, vespro). Non esistevano come oggi i diversivi, gli hobby, le distrazioni. La gente faceva solo quello che doveva fare come attività propria. Sono importanti le fiere, dove ci si scambia prodotti. Si vive di commercio, a tutti i livelli. Ma quasi nessuno riesce ad accumulare ricchezze come quelle di oggi. E' già fiorente l'usura, denaro prestato ad alti interessi.

In quest'epoca non si conosce ancora la divisione del lavoro, poiché il capitalismo è roba moderna. I soci o collaboratori lavorano alla pari con colui che possiede o ha avviato la bottegs (padrone). Esiste poi una contemporanea attività di apprendistato, poiché in bottega si entra da bambini.

Al momento non esiste (=è sconosciuta) la colazione del mattino, si fa un pasto regolare a metà mattina (e non intorno alle 13) e poi uno più leggero al tramonto del sole (e non alle 20). Mangiato questo, già intorno alle 18.30/19 di oggi cala sulle città il coprifuoco e un silenzio spettrale si impadronisce dell'ambiente.

Loro naturalmente non sapevano e non si accorsero di nulla. Del resto, 12 mesi passano molto in fretta. Anche qui, nessuno di loro - neppure tra i più dotti - avrebbe mai immaginato di leggere la loro epoca nel modo in cui l'abbiamo raccontata qui.

In un anno del genere, cosa fanno gli artisti? Con una croce in cielo ci si assenta. Per capire i simboli, bisogna tornare a quel che dico nel 1978. Mancando una felicità o una ispirazione fluida, si attende tempi migliori. C'è pochissima produzione quest'anno. Gli archivi riportano una tomba eseguita da Luca della Robbia e poco più. Di nomi (poi divenuti) illustri - ad esempio come Piero della Francesca e Leon Battista Alberti - non si ha alcuna testimonianza.

FAQ - Che significato ha? - Il significato è principalmente l'assenza del sé da quel quadro. L'artista è in genere uomo molto più sensibile dei concittadini nell'avvertire il respiro - buono o cattivo - di ciascuna epoca. Quando è completamente assente, è un termometro significativo di un 'non voler esserci' o di un 'non poter produrre'.

Certo, non dovette essere una bella annata. L'evento di Costantinopoli produsse effetti anche a distanza. In quest'epoca, avevano più peso di oggi le voci, le dicerie che si diffondono ad alto livello, poiché non si ha molto più di questo. Uomini che vissero per tanti secoli senza notiziari sulla contemporaneità.

Pagina pubblicata il 7 e l'8 marzo 2004

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