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Unificare una grande comunità è un compito quasi impossibile. Concetto più volte richiamato su questo sito. I risultati si conseguono su tempi lunghi, benché oggi più ragionevoli di un tempo. Spesso abbiamo visto come quel che è prodotto del sentimento porti con sé più danni che benefici. I sistemi bipolari sembrano fatti apposta per limitare i problemi di una eccessiva frammentazione e di un numero esorbitante di partiti. In pratica, siccome due soli schieramenti si contendono tutto il campo, si finisce per non avere possibilità al di fuori dei due. Se non li si accetta, diventa un dramma per l'intero corpo elettorale, come accade da sempre negli Stati Uniti. Da più di due secoli si utilizza un sistema che si ripete ogni volta (o con gli uni o con gli altri). Ma l'obiettivo di arrivare a due soli candidati è talmente limitato da imprigionare chi vota. Essendo altamente probabile che nessuno dei due contenti la maggior parte della popolazione, si vota il meno peggio. Negli Stati Uniti, io la vedo dura finché non si farà una nuova Convenzione nazionale (come quella di fine secolo XVIII°) per fondare qualcosa di nuovo. Non ho smesso di parlare dei sacerdoti. Non si può glissare facilmente su questo argomento. Vista la risonanza e l'altezza delle parole da questi utilizzate, era necessario parlarne allo scopo di ricondurre l'intera categoria alla realtà di una funzione decaduta da troppo tempo. Oggi dovremmo domandarci: "Possibile che in tutto questo tempo nessuno avesse fatto qualcosa nei confronti di una categoria sociale di cui poi siamo costretti a parlar male?". La sopravvivenza di parole alte per qualificarli (Eccellenza, Pontefice, Santo Padre) è uno dei fenomeni più nauseanti dell'epoca contemporanea. Quell'acqua è pura? Quella sostanza è pura? Queste domande contenevano il vero significato originario del concetto. Qualcosa che non sia stato mescolato con altro. In quanto tale, avrebbe potuto essere scambiato anche per astinenza sessuale (contrario di promiscuità). Ecco perché il primo allargamento storico del concetto di purezza fu operato nel sesso. In epoche in cui non si aveva la disinvoltura ma soprattutto la padronanza del corpo che abbiamo oggi non dovettero avere neppure una idea delle tematiche della sessualità. Anche questo tema compare nelle 80 domande della pagina 'fine-del-ciclo'. Essendo campo interamente governato dai cicli biologici, si allontanano sempre più le credenze di stampo moralistico che contornarono il sesso per secoli. Abbandonare quel mondo significa abbandonare tutti questi concetti ereditati da esso. Paradossalmente, dovremmo perfino arrivare a un concetto moderno di 'castità con sesso'. Preservare un concetto di sacralità delle relazioni sessuali è fondamentale, e dunque si estende necessariamente alle coppie sposate, perché pur facendosi oggi con frequenza fuori dal matrimonio è in questo che avviene la maggior parte di contatti e realizzazioni. Allo stesso tempo, fondamentale conquistare una visione neutrale anche qui. Si può farlo e si può anche vivere non facendolo. Ci si può sposare e si può vivere (bene) senza sposarsi. Scompaiono così le idee che la gente usava farsi in merito alle persone celibi o a quelle considerate strane in relazione a questa tematica. La purezza, come il pudore, sono concetti delimitabili nel loro 'senso' comune o individuale. Soltanto in questo. Si dice infatti 'senso del' per indicare che si tratta di un 'sentire' in un certo modo. Oggi questo 'sentire' è molto diverso dal passato, e così anche il senso della purezza di una donna vergine è sempre più lontano dalla nostra epoca. Sopravvive tuttavia come fatto culturale, e spesso è utile ancora oggi per distinguere un certo tipo di giovane donna. Nella FAQ qui sotto utilizzo una parola che qualcuno considera ancora eccessiva. Più volte ho chiarito qui che non è una offesa o una licenza dire di qualcosa (una affermazione, una domanda, o di qualcuno) che è stupido. La stupidità è una caratteristica come tante altre, la condizione di una persona o di quel che dice. Se indico elementi di stupidità significa che mostro a chi legge il basso contenuto intellettuale di qualcosa o di qualcuno e indico - esprimendo ciò che lo corregge - dove sta il problema. Se vedete questa parola non dovete stancarvi. Io non faccio altro che dire quello che vedo. Purtroppo, nel clero e nelle cose di chiesa si ha un coefficiente molto alto di stupidità. Nasconderlo non servirebbe. Anzi, sarebbe controproducente. La coazione a ripetere è uno dei drammi della nostra esistenza. Una scena grottesca è quella di una famiglia che si reca alla Messa domenicale in automobile. Il contrasto tra i due elementi (formulario antico - veicolo a motore moderno) è tale da rappresentare proprio in senso archetipico la stupidità degli uomini (=di coloro che lo fanno). Allora, se lo si dice, non è che li si dileggi o che li si diminuisca (tali sono). Si mette in rilievo un aspetto della vita sociale che rende ridicoli gli uomini. Ogni volta che una scena di vita reale accosta due elementi molto distanti nel tempo (esempio, antichità e contemporaneità) siamo davanti a una dimostrazione di scarsa intelligenza, perché chi vive nell'epoca attuale parla ed emette vocalmente cose di un'epoca che non esiste più. E' come se io domani mattina, anziché andare in ufficio, mi mettessi a giocare col fucile e col trenino che usavo nel 1964, quando ero bambino. Ho dato un'idea calzante. Chi va a Messa faccia le proporzioni e cerchi di capire. Già è una cosa 'colpevole' tenere ancora oggi la Messa di tanti secoli fa. Se poi ci si va in auto, si fa ridere. Abbiamo dato anche la fine della filosofia. Quello che chiamiamo ancora come 'filosofia' non è altro che l'atteggiamento con cui la lingua definì in origine chi anziché fare cose spicciole e banali si metteva a pensare e magari trascorreva interi brandelli di giornata in compagnia delle idee. In epoche precedenti alla civiltà scritta, in cui pochissimi arrivavano a leggere e in cui esisteva il 5% delle parole che abbiamo oggi, era normale che una distinta branca fosse dedicata al riflettere mettendo giù dei propri pensieri personali. Una cosa che era di pochissimi. I primi letterati dei primi secoli, i primi filosofi, i primi storici, i primi scienziati, furono grandissimi ingegni per quell'epoca. Nella loro contemporaneità, quegli uomini valevano in proporzione molto ma molto di più di quanto vale oggi un Von Braun o un Einstein. Ma se dovessimo fare una scala del tempo senza proporzioni, quegli uomini sono rispetto a noi come in una preistoria. Già un uomo di 120 anni fa non arrivava in 85 anni a capire e a sapere quello che un giovane intelligente di oggi può in appena 25 anni. Quindi, che quei filosofi siano e continuino ad essere nelle storie che si compilano e nelle enciclopedie è giusto e comprensibile. Che qualche docente di oggi li citi nel 2004 in mezzo a un discorso in cui mette magari Asimov e Enrico Fermi è cosa che ancora una volta fa ridere. Citare S.Agostino in mezzo a un discorso sull'aborto (l'ho sentito fare da molti prelati) è un completo non-senso. Sarebbe appunto come se io ponessi a confronto me stesso di oggi e me stesso che giocavo quando facevo le scuole elementari. Il Natale. Anche qui, uno potrebbe dire: "Esagerato". E invece è normale dire che non esiste e che non dovremmo più festeggiarlo in quel modo. Quando le cose dipendono interamente da noi, basta introdurre una riforma e fare in modo diverso. Che ci importa del Natale di quello? Guardiamo ai nostri. A chi nasce oggi, questa sera, domani mattina.
I
miti contemporanei ci sono. Anche oggi. Bisogna fare attenzione a
due cose. Capire quando non sono più tali, e capire quali sono
quelli che li sostituiscono. Allo stesso tempo, non si può
esagerare con le parole. I più giovani non sono immuni anche
loro da 'parole grosse' che spesso sono fuori luogo. Non si può
dire con quella facilità che in quel giorno, in quel locale,
quel gruppo entrò nella leggenda del rock. Allora quante sono
le leggende? Mettiamo di averne una ventina (già un numero
abbondante, forse una decina). Ci saranno sicuramente Beatles,
Stones, e qualche altro gruppo. Gli anni che si guardano indietro sono come persone che sfogliano un album di fotografie o di ricordi. E' una immagine molto bella. Pensate a come il 2004 vedrebbe il 2001, che l'ha preceduto di poco. Tante cose, senza quell'attacco dell'11 settembre, oggi non ci sarebbero. Però, il 2002 non potè fare a meno di viverle ancora. Il 2003 fu già più lontano e ora il 2004 ce le fa vedere ancora più lontane da noi. Questo capita perché noi e le annate siamo come ciclisti che pedalano su una linea parallela di una medesima pista. Quando tu poni la fine di qualcosa (nella tua vita), presenti un conto a te stesso e alle persone con cui eventualmente la dividevi. In genere paghi, ma ci sono anche dei casi in cui passi a riscuotere (quelli positivi). Il tempo, pedalandoti a fianco, ti osserva e anche lui reagirà in futuro. Fissare un nuovo inizio (se nessuno ti aveva detto di farlo e se è scaturito da te) è come una scommessa che si fa, con un piccolo rischio. Il rischio è che il tempo ti presenti lui un conto, in termini di pentimento, di rimorso. Se tu hai letto l'inizio di questa pagina sai ora che è soltanto un prodotto del sentimento e non fai più come i nostri antenati (che componevano in lode, ma celebravano anche per nulla, piangevano, si commuovevano, talvolta uccidevano). Hai un maggiore autocontrollo. Alla prima pietra di una nuova fondazione dirai che non ricordi più le ultime pedalate con la vecchia. Sei su una pista completamente diversa. Se diventi presidente della Repubblica, sicuramente ti interesserà preservare la prassi e le abitudini dell'istituzione. Ma se non senti mai quando vanno in crisi, quella istituzione rimarrà sempre la stessa e senza riforme. Farai del male, perché chi lo sente ti domanderà di farlo. Se lo avessi fatto da solo, avresti dato tu l'esempio. E visto che sei tu a presiedere è da te che lo aspettano.
Nient'altro che il tempo può confermare le pagine di Memoriale. Ogni giorno che passa constaterete che tutto corrisponde. Sempre più quelle Annate vi sembreranno delle persone, degli esseri con cui noi stessi abbiamo avuto a che fare e da cui abbiamo anche subito, in certi casi. A quel punto, ci sarà un numero ancora maggiore di 'ultime volte'. Più entrate in questa logica più vi sentirete portati ad archiviare tutto, ponendolo in un album di storia. Quello che pensavate fosse un risultato semplicemente casuale, capitato, diventerà un anello di una serie della quale capirete la logica. A quel punto direte a voce alta: "Basta. Ho capito". La fine di tutto. |
Mettendo
insieme tante cose Molti, dopo aver letto questo sito, si troveranno in un day after. Il giorno dopo una scoperta. La scoperta era stata finora un disinganno, il venir via da un inganno. Da febbraio 2004 è anche la costruzione di una nuova visione del mondo e di noi stessi, perché con la descrizione della Memocard siamo definitivamente fuori dal vecchio mondo. Impariamo a vivere in un altro, ma ci vorrà tempo. Molti neppure ci arriveranno, prima della morte. Fosse stato per me, avrei vietato l'entrata in questo sito a minori di anni 16 o 17, perché mi piace che le cose vengano graduate a seconda del livello a cui si è giunti nella propria vita, ma Internet è un territorio libero e non è possibile interdirlo a una certa parte di pubblico. In questa pagina cerco di cucire, di mettere insieme alcune cose che i lettori possono non aver compreso. Tante cose possono rimanere poco chiare dopo la lettura - anche ripetuta - di Memoriale. Questa pagina serve per tornarvi, aggiungendo una precisazione che chiude definitivamente la materia. I SISTEMI BIPOLARI PERVERTONO - Uno dei più grandi 'pericoli collettivi' dell'epoca attuale è la presenza di molti sistemi politici bipolari. Vivendo in questi, gli individui sono sempre tentati di prendere posizione per l'uno e per l'altro. Cosa diceva uno di questi protagonisti? O sei con me o sei contro di me. Tutto corrisponde, come se fosse un magnete che attira o respinge. Se vai con gli uni, dovresti poi stare con loro in tutti i sensi e senza pause (come fanno quei parlamentari che votano sempre quello che vota il loro schieramento, come tante pecorelle). Ecco da cosa bisogna guardarsi, per prima cosa. Lo stesso sarebbe accaduto a chi mi legge nelle pagine in cui parlo di politica. "Ma come - avrebbe detto - parla male di quelli di sinistra e poi male allo stesso modo dell'imprenditore di destra?". Che altro avrei potuto fare? Entrambi andavano male, e io non facevo che registrare le carenze di entrambi. Gli uni occupavano una posizione sleale, perché sotto una sigla scaduta prendevano denaro dallo Stato. L'altro non era adeguato a governare (anche se non è che facesse molto danno). SE GLI UNI SBAGLIANO NON DEVI RICONNETTERTI AGLI ALTRI - Anche nella materia sacra, come in politica, era presente il rischio di dover prendere parte delle cose degli uni, se tu avessi avuto delle crisi in quelle degli altri. Veniva sempre il giorno in cui, per una legge sulla fecondazione o per una guerra, molte persone avrebbero detto: "Ma sì, vedi che è meglio restare con il papa?". Ecco un altro rischio. Come se la prerogativa della pace l'avesse Wojtyla, come se essere contro la clonazione significasse dover essere Cristiani. Tutte queste sono occasioni che derivano da un nostro scivolamento sentimentale verso un'idea. Tutti possiamo voler bene a quell'uomo, e pensare allo stesso tempo che egli non sia diverso dagli altri, che non porti un primato come in passato si diceva, insomma che rivesta un ruolo artificiale. E' artificiale tutto quello che è creato da noi come convenzione. E' puro tutto quello che esiste e che si ri-forma in natura. LA PUREZZA ESISTE, MA NON E' QUELLO - A loro piace(va) la purezza. Giusto. Piace anche a me. Ma 'purezza' non è quello che pensa(va)no loro. Se uno è credulone, è credulone. Non è puro. Se uno non ragiona, è stupido. Non è puro. Il concetto vero di purezza - dice la lingua - attiene a ciò che non si è mescolato con altro, che è rimasto incontaminato. Loro, avendo un concetto come il peccato, lo attaccarono a questo e pensarono di fondare la purezza nella preservazione dal peccato. Nel punto più alto del concetto, naturalmente, lo applicarono al personaggio più in alto. La madre di quell'uomo. Avrebbe dovuto essere immacolata. Questa, come tante altre vicende, è semplicemente fantasia popolare. Avendo l'umanità percorso un cammino molto lungo da una condizione di stupidità ad una che fece conquistare l'intelligenza e la scienza, è normale che nelle fasi pre-scientifiche siano rimaste tracce di non intelligenza e di fantasia primitiva. Ma sono tracce di un uomo che oggi non esiste più, che è rimasto soltanto in quei testi. Noi siamo molto diversi da lui. Se il puro è ciò che non è stato mescolato con altre sostanze, è puro quel che non è sincretistico cioè quel che non si appropria di elementi estranei alla propria natura. Così, se uno dice di essere uscito dal corpo perché ha avuto fede sta affermando una cosa che non ha né capo né coda. Ha unito due elementi di culture diverse, che come tali non formano un concetto. ALDO NON FA SESSO. E' PURO? - Non necessariamente. Non esiste questa equazione. Ci sono persone che non hanno mai avuto una vita sessuale e che sono pure, ma sono pure anche persone che hanno fatto abbastanza sesso. Questo porta a una conclusione. Fare o meno sesso non è collegato al concetto di purezza. Siccome possiamo farlo anche senza amore (=ci è permesso, poiché dipende dalla volontà di due individui) esso non possiede delle qualificazioni che distinguono gli esseri umani. Questa è un'altra favola del passato da cui siamo usciti. Ecco che ribattono: "Allora perché esiste la castità? Non è forse sinonimo di purezza?". Dovete sempre rifarvi alla lingua. 'Casto' è certamente quello, ma è quello perché tale fu creato in un momento molto remoto della storia e per interessi specifici di una parte sociale. Oggi, non daremo più quella accezione alla parola. A quelli parve che non fare sesso fosse cosa 'pura', e così - essendo una fase della civiltà in cui pochi si appropriavano delle parole - il 'castus' fu assimilato al concetto del 'puro' diventandone sinonimo. Oggi ragioniamo. Non c'è qualcosa di morale, se si fa o non si fa sesso.
ALDO FA
SESSO SOLTANTO CON LA PROPRIA MOGLIE. E' PURO? - Premesso, anche
qui, che la cosa è soltanto un fatto culturale (e non ha
alcuna implicazione morale o ultraterrena) siamo su un concetto
diverso. Se si accede a una visione in cui la persona con cui ci
sposiamo fa parte della nostra vita e dunque i rapporti che abbiamo
con lei sono più alti e significativi di quelli che possiamo
avere con altri bisogna anche essere coerenti. La conclusione è
che ogni rapporto sessuale non è uguale a un altro. Farlo con
quella donna non è come farlo con un'altra. Questo sì,
perché con il nostro corpo noi entriamo nell'universo di un
altro, e in pratica interveniamo sul mondo stesso. Il nostro atto -
ad esempio fecondare una donna - è una relazione che abbiamo
con la natura, con l'universo, con il vivere stesso. Se lo facciamo
soltanto con una donna esprimiamo una cosa molto importante di noi
stessi, cosa che fa in quello stesso istante la donna che fa l'amore
con noi. Questo non significa che quel legame sia indissolubile o che
non si possa fare l'amore con altre persone dell'altro sesso. Se un
giorno si scioglierà quel vincolo matrimoniale, noi - se lo
riformeremo validamente con un'altra donna - ci esprimeremo con
questa. Come si vede, la purezza nel senso da loro indicato ha nulla
a che vedere anche in questo caso. Esiste però un concetto di
sacralità secondo il quale essendo noi stessi diversi l'uno
dall'altro dobbiamo considerare diverso anche quell'atto, che va a
innestarsi sull'universo di un'altra persona. Quando lo facciamo
entriamo nel 'sacro' della vita. Quindi, non farlo con altre donne
mentre si è sposati a una - anche se non è una
virtù o un obbligo - è un atto di purezza. FAQ. E' comunque un fatto di fedeltà? - Sì, ma non di fedeltà a una persona. Non si è fedeli a una persona, questo si dice del nostro cane e o di un cliente assiduo negli acquisti presso un solo commerciante. Si è fedeli a un ciclo della propria vita, a una cornice di vita in cui siamo inseriti e di cui fa parte il nostro partner. Essere fedeli significa 'viverci dentro', sapendo farlo. A questo si contrappone la ricerca della semplice quantità, come quella del playboy che passa da una all'altra senza un criterio. FAQ. La purezza della donna vergine? Esiste? - Chiudiamo anche qui la questione, perché furono loro ad assecondare la confusione in epoca remota. La donna vergine è la donna che non ha ancora avuto il primo rapporto che l'ha penetrata da parte del maschio e non è dunque entrata in una nuova fase. Cosa ha a che vedere con la purezza tutto questo? Nulla. La purezza non è un concetto che decade dopo essere stati iniziati, altrimenti il passaggio sarebbe simbolicamente un percorso verso il suo contrario, l'impurità. Loro accreditarono l'idea che la verginità, essendo per la donna il risultato della castità, avrebbe costituito un grande valore. Un'idea parziale, che non trova riscontro in natura. Questa ha riservato alla donna prerogative di fecondazione, quindi non esercitarle o addirittura non compiere mai l'atto che la congiunge al maschio sarebbe semmai contrario alla dotazione primigenia. Socialmente, la cosa assunse poi un valore a seconda dell'età, con una diversa considerazione della 'prima volta'. Questo è comprensibile, e si fa anche con il maschio. Ma resta il fatto che i due concetti furono collegati abusivamente. Servirono probabilmente a fondare la sensibilità di una specie che aveva un malcelato timore di avere a che fare con 'donne dotate di iniziativa'. Ecco perché fino a pochi decenni fa il ruolo-standard della donna era quello passivo, e dunque sarebbe piaciuta a quel maschio la donna pudica. Era anche questa un'immagine. Se ci avessimo creduto avremmo dovuto concludere che la donna che non genera, o comunque quella che non ha una sua sessualità, è pura. Un concetto inesistente, completamente infondato. FAQ. Come ragionare allora, se tutta la simbologia femminile per secoli è stata legata a quel concetto? - Era appunto una simbologia d'altri tempi. Ce ne accorgiamo guardando semplicemente il mondo di oggi, in cui quella donna è sulla via di estinzione. Le donne nate dagli anni '40 in poi possiedono tratti spesso fortemente autoritari. Diciamo dunque che un mutamento antropologico è andato di pari passo con un declino di quei simboli. Resta, naturalmente, una certa considerazione per donne e uomini che siano ancora 'da iniziare'. Essi si trovano in uno stato puro non perché abbiano purezza rispetto ad altri, ma perché sono in una condizione potenzialmente più ricca (=l'attesa o la preparazione di un evento di là da venire) rispetto a chi ha già passato la soglia e magari non ha trovato quel che cercava (o ha dovuto sacrificare una parte di sé). Questo è l'unico senso in cui esiste una purezza in chi non ha avuto una 'prima volta'. Ma non è legato al sesso. Possiamo dirlo per tutte le 'prime volte'. Ora passiamo al lato opposto.
LA LIBERTA'
NON E' UN METODO - Quelli della laicità sono convinti che
si possa vivere come pascolando senza principi, posandosi su un fiore
e poi su un altro. Nel sesso, convinti di accedere a una dimensione
di libertinaggio, dicono sempre che lo stesso Corano permetteva
più mogli e che in fondo non c'è qualcosa di male. MA ALLORA NON C'E' PECCATO? - No. Dimenticate questo concetto. 'Peccare' è anch'esso un concetto elaborato in quell'epoca per servire a quegli scopi. Socialmente, esistono reati. Moralmente, solo azioni più opportune di altre. Se commetti reati te li fanno scontare mettendoti dentro un carcere. Per il resto, puoi commettere azioni inutili, dannose ad altri, poco naturali, impure. Non commetti mai peccato, non vuol dire nulla.
L'ORDINE DI NATURA
- E' quello di ciascuno di noi. Noi siamo una parte di universo
perché nascendo in quel momento portiamo in noi il messaggio,
la sostanza di quel frammento spazio-temporale (Memocard). Basta. Con
questo ho spiegato - a chi ha capito - il mistero della vita. LA TUA NATIVITA' - Se tu sei quel pezzo non puoi festeggiare più di tanto la nascita di un altro. Al massimo la studierai, ne trarrai insegnamento. L'unica natività da celebrare è la tua, perché è l'unica che - nel tuo corpo - conosci. Di quelle di 2000 anni fa vedi soltanto tracce in uno scritto. Cosa ti possono dire? Non hai neppure certezza che il pezzo fosse quello, perché potrebbe essere nato in un altro momento. Come fai allora a sperperare 20 giorni della tua vita interrompendo la tua attività e mettendoti a mangiare agnelli a volontà? Se anche quel pezzo fosse stato più importante degli altri, era una giornata, un momento e basta. Il tuo? Ugualmente. Tu sei nato in un singolo istante. Quello è. Se ti piace, lo ricorderai. Con familiari e amici. Ma ricorda che finiti quel momento o quella giornata è stato il turno di un altro e di un'altra giornata. La tua ricorrenza è finita. IL TEMPO PASSATO - Quello che è passato è passato, non tornerà più in nessun momento successivo della vita sulla Terra. Ecco perché ti ho raccomandato di stare bene attento al presente, a quello che stai vivendo ora. Perché non lo vedrai più.
IL SOLCO TRACCIATO
- Dalla fine anni '50 è successo un pandemonio. Nell'Ascesa si
cominciò ad entrare in quel mondo di cui parlano le Annate
(era contemporanea) e poi con l'Empireo e la Discesa si ebbero le
prime stabilizzazioni. Ma già a quel punto dei primi anni '50
non era rimasto nulla. Facciamo un po' di conti. Nel 1965
cominciavano a sorridere del 1952-53. Nel 1976 ridevano
abbondantemente del 1965. Insomma, tra il 1957 e il 1972 si ebbe una
gigantesca mutazione nell'intero pianeta, sotto l'impero di
elettrodomestici, suoni elettronici, ritmi danzanti e schermi dappertutto. SAPER PORRE UN NUOVO INIZIO - La famosa 'prima pietra'. Questo è ancora più difficile. Per farlo occorre sempre sacrificare qualcosa e soprattutto posizioni raggiunte da altre persone. Nell'antichità fu un evento involontario (nessuno poteva avvertire gli altri, registrare la sua importanza, ecc.). In epoca moderna è un fatto di pochi. Pochi capiscono e intuiscono il momento e l'occasione giusti per fondare o per iniziare da capo. LA LEALTA' DELLE ANNATE - Anche le Annate diedero il segno di un diverso trattamento. Abbiamo parlato del festival. Chi è molto giovane non ricorda (mentre io sì) che il 1973 non diede più credito alla manifestazione. Da quell'anno le prime serate vennero trasmesse solo per radio e la Tv si collegò solo per la finale. Così per tutti gli anni '70. Difficili ma belli, quegli anni. Tutto quel decennio fu molto impegnativo per tutti. Ma fu autentico. Fu - possiamo dirlo - la prima volta nella storia in cui le famiglie videro uscire e sacrificare qualcosa del proprio ambito. Qualcuno cominciò a disperdersi, in tavola si mangiò ad ore sparse, il territorio vide spuntare televisioni e radio locali. Soltanto il 1981, che amava sia i Vip sia le sorprese, riaccolse la manifestazione. Da allora abbiamo avuto sostanzialmente il ritorno a casa di un morto. Un cadavere che conveniva a tutti, perché procurava grossi investimenti e popolarità. Molti riuscirono ad arrotondare con soldi in tangente. Dal punto di vista dello spettacolo, non ricordo dal 1981 una sola edizione che si ricordi o che sia rimasta impressa, benché il festival fosse realmente ritornato in vita dal letargo del decennio precedente. Da quello musicale, l'andamento sulle vendite dimostra un impatto sulla società ancora più modesto (si vendono altri Cd e altri singles). IL TEMPO SORRIDE E CONFERMA - Tutto, tutto sta confermando quello che ha detto Memoriale. Basta esercitare un pochino di attenzione, tutti i giorni. Pantani non ha forse levato la testa dal sacco nel 'meraviglioso' 1994? Non ha forse subito quell'infortunio improvviso nel 'maledetto' 1995? John Charles non ha forse iniziato il suo nuovo ciclo risolutivo venendo in Italia nel 1957? Ho preso soltanto gli ultimissimi esempi. Basta un po' di attenzione e troverete che tutto corrisponde. L'ULTIMA VOLTA - Viste le caratteristiche dei primi cicli, che trasformarono la vita sulla Terra accelerando i tempi lenti dei primi anni '50, molte persone rimasero con l'ultimo esemplare di qualcosa nella loro memoria. Si stava perdendo un po' tutto, e così rimase impresso in memoria l'ultima volta che si fece una cosa, l'ultimo ricordo di quello, l'ultima occasione (oltre la quale i tempi non avrebbero più accettato). Nelle Annate, è molto in evidenza l'ultimo brano di 'musica melodica' che arrivò in testa nelle classifiche (1972, Nazzaro). Dopo quello, soltanto cose con ritmo, disco music, o cose impegnate di cantautori. Io stesso ho raccontato più volte che la mia ultima entrata 'sentita' per una messa domenicale fu nel 1978. Un giorno scriverò un libro o pubblicherò un'opera Web sull'ultima volta. L'ultima volta è importante quanto la prima. La prima inaugura una iniziazione, e registra il passaggio a una nuova fase. Chi di voi non ha in mente la prima relazione sessuale completa? L'ultima esaurisce il ciclo, e dunque chiude. Pagina pubblicata il 22 febbraio 2004, ultime modifiche il 24 novembre 07 |