L'astrobiologia

Il problema di chi non capisce è molto serio in generale. Se io domandassi a qualcuno se ha capito cosa è l'astrobiologia, dubito che molti (di quelli che hanno letto) saprebbero rispondermi. 'Astrobiologia' è una parola composta che è stata usata molto raramente, finora. Chi faceva astrologia si definiva 'astrologo', e con questo avremmo capito che faceva 'discorsi sugli astri'. Definizione generica, che non ho mai apprezzato. Chi fa discorsi sulla frutta non è un 'fruttologo'. La terminazione con il 'logos' greco fa dire che si sta trattando qualcosa, ma ultimamente la prendono anche per ironie (il tuttologo, il massmediologo, ecc.ecc.). Così, iniziato a pubblicare queste pagine, ebbi l'idea - visto che potevo - di ribattezzare la disciplina che conosciamo come 'astrobiologia'. Con questo termine non si intende 'biologia degli astri', come vedo indicato da un signore di una università del Galles che afferma di "aver introdotto un corso per formare professionisti capaci di analizzare segnali di possibili forme di vita nello spazio". Sono rimasto sorpreso, quando l'ho letto. Nulla ha a che vedere questo, con l'astrobiologia.

'Astrobiologia', nel senso da me indicato, significa solo "studio della corrispondenza tra corpo umano e corpi celesti".

Lo spazio non è visto, come dall'astronomia, nel senso di qualcosa da sondare. Ecco dove le due discipline divergono da sempre. L'astrologia non studia lo spazio, cioè non si occupa di ciò che si vede con telescopi o altri strumenti. Chi insegna a leggere un tema natale insegna a interpretare le varie posizioni, alla luce di una serie di cognizioni che in parte esistono come patrimonio della tradizione e in parte conosce lui stesso come risultato della propria esperienza. Astro-biologia, come dice la composizione, è vita studiata insieme agli astri. Vita umana, attenzione. Non vita di alieni, o di extra-terrestri. Noi viviamo sulla Terra, e dobbiamo occuparci della vita che attraversiamo materialmente con i nostri sensi. Ecco dove si stende un immenso campo che gli scienziati ancora non conoscono. Questo campo è interamente entro l'atmosfera terrestre, è tra di noi. Un astrobiologo dovrebbe essere una persona che conosce la correlazione tra corpi celesti e corpo umano. La conosce, sia chiaro, dopo averne studiato in un lontano giorno alcune nozioni di base e avendo in seguito approfondito la sua conoscenza per mezzo di osservazioni sugli umani stessi, non su altre cose.

Se, come leggo, si attribuisce questa parola ad altre cose si fa anche qui un'opera di corruzione. Soprattutto perché, a quanto ci risulta, non ci sono forme di vita nello spazio. Finché risulta questo, non ha senso introdurre corsi di insegnamento. La cultura degli alieni, poi, è ancora più in basso della fantascienza (mi perdonino coloro che scrivono di questo su riviste, che io comunque leggo). La materia di cui parlo stabilisce una corrispondenza direttamente con le costellazioni, guardando a posizioni dei pianeti dalla Terra. Ma guardando queste posizioni su effemeridi, non con un telescopio. Ecco il principale fattore di divergenza. L'astrobiologo osserva la vita svolgersi sul pianeta Terra, e contemporaneamente posizioni (non effetti, non influssi... state attenti) in cielo. Ripetendosi alcune corrispondenze, all'inizio, fu possibile ad alcuni stabilire una disciplina autonoma che inquadrava tutti gli umani in base ai dati di nascita. Ecco spiegata 'in a nutshell' la materia.

Noi, ovviamente, siamo superiori a questo. Non nel senso che possiamo non rientrare nella disciplina (tutti abbiamo caratteristiche, e le mostriamo con i movimenti del corpo e con il nostro operare), ma nel senso che conosciamo queste cose. Chi ha sensibilità e intelligenza arriva ad avere una sua cultura astrobiologica, che si manifesterà guardando in viso una persona, guardandola muoversi, sentendola parlare, ecc.ecc. A quel punto dirà ad esempio: "Hai sentito Ratzinger? Vedi gli effetti di un Sole trigono a Nettuno in senso tradizionale?". Ma sono cose immediate: chi è della materia coglie al volo e inquadra tutto dentro la propria mente. Quindi, studio e conoscenza tra di noi, non su orizzonti inesplorati e ipotetici.

Questa disciplina opera secondo prerogative che vanno anche al di là della psicologia, nel senso che sono superiori a questa perché la comprendono ormai entro di sé. Chi sa leggere un tema natale capisce perché quella persona è ossessionata, se è ossessionata. E non ha nemmeno bisogno di un termine 'freudiano'. Inquadra la questione e la spiega.

Pagina pubblicata originariamente su Grammatiche il 9 ottobre 05 e poi trasferita il 27 ottobre 05 su Memoriale - Ultimo agg. il 10 novembre07