Pagina pubblicata il 19 aprile 2003, a semplice scopo divulgativo e con un linguaggio elementare

Papà, cos'è questo sito?

E' una specie di piccola enciclopedia del nostro tempo. Vedi, lui racconta i fatti degli ultimi anni dando una spiegazione che noi non sapevamo. Tu ad esempio hai visto che quel cantante era scomparso. Memoriale ti spiega perché, ma te lo spiega senza domandarlo al cantante. Lo spiega dicendo che anche noi siamo come le stelle, che prima nasciamo, poi brilliamo e un giorno tramontiamo e infine moriamo.

Lo spiega per tutti?

Beh, non è un annuario con tutti i nomi. Lui va per anni, comincia da quando io ero piccolo e prosegue fino ai giorni nostri. In mezzo ci mette persone che lui pensa siano importanti o che abbiano lasciato qualcosa. Di qualcuno pubblica anche la foto. Mentre parla di queste persone cerca di far capire che gli avvenimenti e le persone hanno un loro legame con il tempo, e quindi con quell'anno. Un legame che può essere positivo oppure nagativo. E' una nuova teoria.

Qui trovi delle valutazioni, mentre altrove ti scrivono i dati della vita e le opere, ma non si occupano di situare cioè di dare un ruolo a ciascuna delle persone. La stessa cosa Memoriale fa con gli anni, che considera come delle persone. Con gli anni noi ci incrociamo, cioè viviamo un'annata come se trattassimo con una persona che incontriamo per strada. Se siamo in forma quello è un anno amico, e così se abbiamo voglia tratteremo amichevolmente quella persona. Se non siamo in forma sarà per noi un periodo da dimenticare, e così se non ne abbiamo voglia volteremo la testa e non saluteremo neppure quella persona. Se non la salutiamo, non abbiamo rapporti con quella persona. Anche con gli anni, se non li sentiamo come nostri loro non ci danno nulla perché siamo noi a non offrire nulla all'esterno.

Ma gli anni come ci parlano?

Ci parlano in due modi. In un modo soggettivo, ci parlano con messaggi positivi. Tu prendi la colazione al mattino e già alle 8 hai voglia di scherzare. La sera ugualmente. Quello è un periodo che fa per te, perché vuol dire che respiri aria che senti come favorevole a te, il tuo corpo sta bene... Ecco il modo soggettivo. Invece, oggettivamente parla con simboli, cioè con oggetti che tu vedi molto spesso in quel periodo oppure che ti colpiscono per tanti motivi.

Papà, tu con quale anno sei stato bene?

Beh... io con il 1983 e con il 1991. Nel 1983 ho avuto una relazione sentimentale... era la mia maturità... e poi nel 1991 perché mi sono sposato con mamma. Questi due meglio di tutti, poi sono stato bene anche in alcuni periodi particolari, stagioni più che 12 mesi di seguito. Non è l'anno che conta, noi diciamo anno per comprendere 12 mesi, ma il discorso si può fare con qualsiasi periodo, partendo da questo minuto preciso.

Ma questo cosa vuol dire? Che noi dobbiamo fare qualcosa?

No, non dobbiamo fare qualcosa di specifico, al di là di vivere la nostra vita. Però Memoriale ti spiega perché succedono quelle cose e ti dimostra che non è un caso, come noi pensiamo in genere. Allora, se non è un caso, si può studiare questa teoria collegata alle posizioni dei pianeti quando tu sei nato. Quelle posizioni restano le stesse per tutto il tempo che vivi, ma siccome poi i pianeti si spostano la cosa funziona come un orologio. L'orologio della vita. Così, a 20 anni tu vedrai che le lancette si metteranno in una posizone molto buona per te... a 25 in una meno buona e così via.

Ma ora tu lo sai prima?

No, perché non conosco la mia Memocard, che è la scheda che mi dice quale relazione io ho non solo con il cielo della mia nascita ma con quello di adesso, che sono le 6 del pomeriggio. Se me la facessi fare saprei che tipo sono, cosa può offrirmi la vita e cosa non può offrirmi. Se prendo queste cose con equilibrio e con una certa misura, mi regolo. Proprio come mi regolo quando ho un orologio al polso, che è sempre meglio che non averlo. Quando lo so ho un concetto più chiaro, ho un'idea più precisa di quello che succede, cioè riesco a darmi delle spiegazioni che prima non avevo. Quindi questa cosa aiuta la mia vita, riduce le cose che non si sanno e ti fa accettare con più moderazione sia le cose belle sia quelle brutte. Ti ricordi quell'allenatore di calcio che diceva "Noi non ci esaltiamo quando vinciamo, e non piangiamo quando perdiamo"? E' la stessa cosa. Qui hai uno specchio in più.

E se ti vedi brutto?

Anche questo è meglio saperlo, perché sai dove devi intervenire. Ti ricordi quel fotografo che mi disse quel giorno: "Si metta con il profilo di sinistra, con quello di destra viene meno bene". Io da quel giorno - che lui mi ha fatto vedere i miei due profili - ho capito che vengo meglio con il profilo di sinistra, e così se mi fanno stare in posa faccio andare il fotografo sulla parte sinistra del mio viso. Se non facessi così sarei autolesionista.

Se sono brutto da entrambi i lati, non posso farmene un problema perché so che sono quello, sono nato così, e questa nuova teoria afferma che ciascuno, essendo un pezzo unico, deve accettarsi per quello che è.

Allora perché a scuola non ci hanno mai parlato di questa Memocard?

A scuola fate un altro tipo di lavoro, che è lo studio delle materie. Storia, geografia, scienze, aritmetica... la tua insegnante è lì per questo, non per parlarti di te. Se poi è brava... come è brava la tua... fate anche discorsi sull'attualità, ma la Memocard è una cosa di questo sito, cioè l'autore l'ha chiamata così per dare una sua identità. Si tratta di un discorso su di noi, fatto in base a quello che portiamo all'umanità per averlo ricevuto in dono dalla natura. Non è una cosa da poco. Voi siete piccoli. E' un po' presto per parlare di queste cose. Memoriale infatti non è per ragazzini come te, parla a un pubblico adulto. Perfino io non l'ho letto tutto perché ci sono materie di cui non sono esperto. Per esempio non ho mai letto la Bibbia, e così posso solo curiosare senza poter dire se sono d'accordo.

Ma la Bibbia non è quel librone che ci ha portato la zia la scorsa settimana?

Esatto. Parla di Gesù e di altre persone di migliaia di anni fa. Ti ricordi che ne parlammo quando venne a casa il parroco?

Parla della Bibbia, Memoriale?

Sì, parla anche di quello. Ma ne parla in modo critico, dicendo che quel librone non va più bene, oggi. Che facciamo male a dargli molta importanza. Quando io ero piccolo i miei nonni mi dicevano sempre che lì c'era tutto, difatti sai che lo chiamavano 'Il Libro dei Libri?'. Racconti di epoche antiche... quando non avevano nelle case tutto quello che abbiamo noi. Quei racconti, lo sai, furono letti per tanti secoli in tutto il mondo. Piacevano talmente che dissero che erano 'sacri', cioè erano pezzi di vita al di sopra degli altri, perfino al di sopra della storia. Perché si diceva che dentro c'era una continua rivelazione di significati più importanti di altri.

Tu perché non l'hai letta?

Perché ho poco tempo, e poi hai visto anche tu quante pagine ha, no?

A Giovanni Monni non piace?

Gli piace, ma lui dice che non dobbiamo più tenerne conto come si faceva prima. Lui ha delle teorie che dice sono molto superiori a quelle della Bibbia. E poi dice che già chi è venuto prima di noi, sessanta o novant'anni fa le aveva già più avanti, più aggiornate della Bibbia. Siccome cambiamo noi, spetta a noi aggiornare la nostra mente e la nostra visione delle cose, del mondo. Per aggiornarci non abbiamo più bisogno della Bibbia, perché essendo stata scritta molti secoli fa abbiamo fatto in seguito un progresso in tutti i campi, e così abbiamo risorse che ci fanno molto diversi dagli uomini che scrissero la Bibbia.

Ma se il parroco ci ha detto che la Bibbia l'ha scritta Dio?!

Gli uomini di quell'epoca la lessero come una rivelazione venuta dall'alto. Ma secondo Monni non è così. Lui dice che non esiste neppure, questo Dio.

Allora è ateo!

No, lui dice che 'ateo' non è nessun uomo. Dice che la parola non significa nulla. Tu cosa intendi per 'ateo'? Secondo te, cosa vuol dire?

Una persona che non crede in Dio.

Ecco, lui dice che questa persona non può esistere, perché una cosa o c'è o non c'è. Se c'è, esiste per tutti. Se non c'è non esiste per nessuno.

Ma Dio esiste o no?

No, non esiste.

Allora perché il prete ne parla ancora?

Qui devo spiegarti, è un po' lunga la questione, ma non sei stanco?

No.

Quel prete ne parla perché lui ha sentito e sente ancora adesso di doverne parlare.

Anche se non c'è?

Anche se non c'è. Qui torniamo al discorso di prima. Scusa, sei o sette anni fa a te hanno raccontato la storia di Biancaneve, no? Bene, Biancaneve non esiste, eppure ne parlavate... te ne parlavano quando ti raccontavano la storia e poi quando hanno fatto i cartoni animati. Noi non parliamo soltanto di cose che esistono, ma anche di cose che non esistono. Non è mica vietato.

Allora la colpa è di quella strada?

Non è una colpa, è come quando tu ti trovi a camminare e a fare un certo incontro per strada. Mica dici che è una colpa aver fatto quell'incontro. Tutti finiamo per camminare in una certa strada. La mia strada... lo sai, è quella dell'avvocato, io difendo i clienti, il prete si è trovato nella sua parlando di quelle cose, voglio dire... si trova bene a dirle, ci mette una sua partecipazione, un suo piccolo entusiasmo. Che Dio esista o non esista, questo non è più un problema per lui, non se lo chiede durante la giornata. Quando era piccolo lui ebbe un giorno una visione, ti ricordi che ce lo ha raccontato? Quella visione lo convinse che stava per entrare in quella strada. In quella strada ti impegni a parlare di quel Dio, non perché lo puoi toccare, ma perché ti sembra di sentirlo. Loro hanno questa sensazione, e l'hanno senza soste, di continuo. Quindi il loro mestiere è quello di comunicare questa sensazione su un mondo che non si vede.

Tu l'hai visto?

Io mai, ma so che molti lo hanno visto... o almeno dicono di averlo visto. Quindi, fare il sacerdote vuol dire impegnarsi a portare con le parole quel mondo che non si vede, che si immagina abitato da santi, madonne e da un padrone, che loro dicono è quello che ha creato l'uomo migliaia o milioni di anni fa. Questo creatore lo chiamano Dio. Questo lo sai già.

Memoriale cosa dice?

Dice che quel mondo è soltanto un universo di fantasia, hai presente quei filmoni americani dove ci sono quei mostri... quelle grandi città buie... quei fumi nell'aria... ecco lui dice che prendere ancora oggi impegni per parlare di quel Dio non va bene, perché nessun uomo ha mai avuto testimonianza concreta che esista, anche se in molti lo hanno detto oppure scritto. Chi lo ha fatto è come se seguisse anche lui una strada, secondo Monni sbagliata.

Ma perché è sbagliata? Hai detto che parliamo anche di quello che non esiste...

Ma loro parlando non dicono 'che non esiste', loro dicono proprio il contrario, che esiste e che va rispettato in maniera speciale, pregato.

Allora sono bugiardi... se hai detto che non esiste.

O bugiardi o visionari, così dice Memoriale. Io ti dico che loro fanno un mestiere come tanti altri. Come a noi capita di sbagliare o di dire cose non vere questo può capitare anche a loro. Come a me capita di non capire questo capita anche a loro. Se parlano di cose che non esistono o di persone morte da tanto tempo questo rientra appunto nel loro compito, che è quello di mantenere anche per tanto tempo quelle cose e quelle persone nella nostra memoria. Memoriale - vedi che le parole c'entrano - ha voluto inserirsi in questo mondo, in questo settore... quello religioso, con molte pagine che contestano quei concetti. L'autore è come se avesse detto: "Voi campate di queste cose? Bene, ora vi sistemo io e vi dico che non potete più farlo, perché i tempi sono cambiati". Così, quello che prima si diceva bene o male... anche di quello oggi abbiamo un'altra idea. Oggi noi viviamo una vita più elastica, meno rigida, non abbiamo più le idee fisse dei nostri nonni, e anche tu... fai parte di questo tempo, sei nato nella tua generazione... e non hai conosciuto le cose dei sacerdoti, quasi nessuno negli ultimi anni le ha conosciute. Ecco perché Monni si arrabbia e dice: "Ma se oggi nasciamo in un'altra società e non abbiamo più quelle idee, come potete considerarvi in diritto di dirle ancora in giro?". Quindi, lui dice che questo non si può più fare, anche se non si può vietare a una persona di diventare sacerdote. Quando le cose svaniscono, per via del progresso, non c'è una legge che obbliga a non farle o a non dirle più di botto. Chi è pronto e intelligente lo fa, perché lo capisce da solo. Chi è meno pronto o ha meno forza dentro di sé è portato a ripetere, perché non gli viene un impulso nuovo. Tu sai che non siamo uguali. Ci sono quelli che prendono una bicicletta a sette anni e pedalano subito. Ci sono quelli che hanno bisogno di impararlo, e così stanno dei mesi a provare.

Io ho sentito che il papa ha detto che bisogna restare fedeli alla Chiesa.

Certo, infatti lò dice perché è casa sua. Anch'io ti dico di tornare sempre a casa quando esci da scuola. Se ti fermi per strada a fare altre cose mi preoccupo. Ciascuno di noi ha dei porti, proprio come le navi. Tu hai mai visto una nave che vola? No, la nave va solo per acqua. Se il papa parla tutti i giorni della importanza della Chiesa, è perché quella è stata importante nella sua vita. Lui - come la nave nell'acqua - ha navigato con quella Chiesa, sotto di lui perfino... dopo che è stato eletto. Da giovane l'ha frequentata, pregando e poi diventando come tanti altri sacerdote. A una cert'età hanno visto che era meglio di altri, che ci teneva molto... e così gli hanno dato quel titolo.

Ah... anche questo mi hanno detto, Monni non sopporta i titoli.

E' vero. Lui dice che sono un piccolo imbroglio, perché la sua visione non prevede uomini con un titolo, anche se lo meritano. Lui dice: "Tu sai fare quella cosa? Falla!". In questo caso non gli piace che quelle persone portino un abito speciale. Questa però è un'usanza antica, risale a tempi molto lontani... a me per esempio non dà molto fastidio, a lui sì.

Papà, ma chi ha detto di dare quei titoli?

Se li sono presi, come abbiamo fatto un po' tutti. Anch'io, sai, sono costretto a farlo qualche volta, quando mi rivolgo al giudice. Loro sono abituati così da sempre. Infatti se tu vedi un prete alla Tv sentirai che lo chiamano 'Eminenza', 'Sua Eccellenza', e il Papa lo chiamano 'Sua Santità'. Certo, non sono cose serie, ma lo fate anche voi... quando date un soprannome. Qui loro lo fanno per darsi un'importanza. Quando si sale nella carriera, ci sono dei gradi... e così è anche nella vita politica... vedi che si chiamano tutti 'onorevole' quando diventano deputati? In questo modo accrescono, quindi gli onorevoli, le eccellenze, le santità sono cose per comunicarsi un certo rispetto. Si potrebbero anche abolire, ma se non lo fanno vuol dire che ci tengono ancora. Del resto, a me mi chiamano 'avvocato' prima di nominare il mio cognome... quando lo dicono è come se mi qualificassero nel mestiere. La cosa si fa solo in certi mestieri, tu non vai a dire: "Fruttivendolo Piero, mi dia un chilo di arance'.

Però i preti li chiamano don.

Appunto, anche lì con quella parola tu comunichi un mestiere, un ruolo sociale. Se non ci fossero tutte queste cose, tutti potremmo chiamarci con nome e cognome, molto semplicemente. Tu dici 'mamma' perché anche qui ti rivolgi a un ruolo preciso. Se 'mamma' fosse la signora del pianerottolo qui a fianco diresti 'la signora Gina'. Dunque, anticamente... siccome questi ruoli furono creati, perché prima di Gesù non c'era nulla di tutto questo, nacque il bisogno di definirli in qualche modo anche parlando. Erano cose che distinguevano gli uomini, infatti quelli dicevano di essere sulla Terra per portare un messaggio importante. Qui da noi era il messaggio di Gesù, in Arabia poi fu il messaggio di Allah, in Cina fu il messaggio di Buddha... hai capito? In ogni zona c'era un messaggio da portare, ma non era un messaggio qualsiasi... era il messaggio più importante di tutti. Tanto che lo scrissero, lo misero per iscritto su grosse lastre di pietra o su foglie di pianta o su papiri, quando - pensa - in pochi conoscevano l'alfabeto e le parole erano mille volte di meno di quelle che abbiamo oggi. Loro scrivevano questi messaggi e poi li facevano leggere in giro a persone più istruite di altre. Quelli che si innamoravano di quei messaggi diventavano 'aderenti', cioè 'fedeli' a loro. Vedi infatti che il papa chiede fedeltà alla Chiesa? Perché solo in questo modo loro avrebbero potuto conservare nel tempo quel messaggio, cioè farlo durare. Infatti se tu non sei fedele cosa farai? Presto ti innamorerai di un'altra cosa e lascerai la prima. Se tu cambiassi squadra ogni due mesi non saresti più tifoso di una. Anziché fedele a una città e a una squadra cambieresti bandiera di continuo e la gente ti prenderebbe in giro. Ecco perché la fedeltà fu il primo valore che venne chiesto a quelli che si innamoravano. Dicevano: "Se entri qui, da noi, non puoi andare con altri". Le religioni dovevano essere 'uniche', perché loro dicevano che quel Dio era uno solo... e lo dicevano per non farlo confondere con altre cose o con idee sbagliate.

Allora perché ci sono tante religioni?

Ecco, questo è un grosso problema. Difatti Monni ha scritto su questo molte pagine... per dire che non possono esisterne tante. Se quel Dio esistesse sarebbe solo uno, no? Mi segui?

Sì.

Se era uno solo quello avrebbe dovuto essere per tutti gli uomini. Per un Arabo come per un Cinese, per un Giapponese come per un Americano... pensa che non c'erano neppure nazioni in quel tempo. Quindi sarebbe stato logico che di religione ne avessero una in tutta la Terra. Ma non avevano i nostri mezzi di comunicazione, ecco qual era il loro problema. Io oggi prendo il telefono e se parlo inglese faccio una chiacchierata con uno che vive dall'altra parte della Terra, oppure spedisco una e-mail e in due secondi gli dico tutto. Allora non avevano nulla. Ogni cosa impiegava un tempo lunghissimo, per essere portata in giro e per essere insegnata. Anche centinaia di anni. Non solo. Spesso gli uomini si sbagliavano, perché non si aveva certezza di una cosa, non c'era un notaio che diceva per tutti: "Questa cosa va bene, certifico che è così". Tu pensa a una Terra in cui c'erano pochi uomini, e con poca cultura. Ogni volta che arrivava un concetto nuovo, arrivava in maniera poco precisa, lo spiegavano con le mani, con i gesti. Quasi sempre, veramente quasi sempre... arrivavano idee corrette solo in parte. La gente capiva qualcosa di quel concetto, ma mai tutto il concetto. Perché dietro non c'erano studi, loro non avevano biblioteche.

Però, c'erano i sapienti.

Sì, ma questi sapienti facevano anche loro grandi sforzi con materiale impreciso, ancora in formazione. Tu prova a pensare che domani in classe la maestra cominci a insegnarvi una lingua immaginaria e completamente nuova. Non potete impararla in due giorni e neppure in due mesi. Forse dopo due anni inizierete a fare le prime frasi complete e a intendervi, ma se quella lingua dovesse essere insegnata a tutta la città o a tutta l'Italia quanto occorrerebbe? Un tempo lunghissimo, non meno di 200 o 300 anni prima che si formi un dizionario completo di quella lingua, con delle regole. Tutte le cose hanno bisogno del loro tempo. Purtroppo una volta apprese arriva ancora qualcosa di nuovo che le manda via. Tu guarda i computer, noi avevamo comprato quattro anni fa il Pentium 120 e pensavamo che fosse una cosa grande e invece ora si mettono a ridere, quando vedono il nostro computer. Questa è la vita, che è un continuo trascorrere del tempo in cui ci sono uomini più pronti e rapidi di noi che portano le cose sempre più avanti. Quando ce lo comunicano, occorre sempre un po' di tempo. Tu lo sai che c'è gente che non ha mai acceso un computer in vita sua. Magari non lo farà mai. Però sarebbe meglio che qualcosa sapesse.

La maestra voleva fare un corso, ma poi il preside ha detto di no.

Questo succede perché ognuno ha le sue idee, e non tutti le vogliamo affermare nello stesso momento e con la stessa forza. Dunque, ti dicevo... quando poi misero per iscritto quei messaggi, il più grosso di questi (che era veramente grosso, perché col tempo riunirono tutti i frammenti) lo chiamarono 'Bibbia'. Era la storia di un popolo, gli Ebrei, e poi di un uomo, Gesù. che diceva cose che per quell'epoca sembravano nuove e importanti. Dopo Gesù. tutti quelli che rimasero colpiti da quel messaggio scelsero di darsi un abito speciale e magari un titolo per continuare l'opera di Gesù. Ora hai capito?

Sì, ma... perché continuarono a parlare di Dio anche dopo che si è saputo che non c'è?

Perché anche qui non c'è mai stato un notaio che abbia detto "Stop! Non potete più parlarne". Questa è una libertà di ciascuno. Ogni Stato infatti rispetta la libertà di avere una religione e... tanto è vero che la insegnano anche, nelle scuole. Però oggi c'è una nuova legge che dice: "Se tu non sei d'accordo puoi uscire dall'aula, cioè fare altro nell'ora di religione".

Noi non la facciamo.

Perché nella scuola vostra non hanno assegnato quella cattedra, però dovrebbe esserci e ci sarà. Allora, dicevo... la tua libertà è uguale a quella degli altri. Se tu vuoi vai alla Messa ogni domenica, se non vuoi non ci vai senza che nessuno ti dica niente... perché lo Stato non ti obbliga a fare quello.

Ma il prete dice che si deve andare.

Perché per loro quella è la regola. Per loro equivale al fatto di andare a scuola, che è una cosa obbligatoria per tutti i ragazzi fino a una certa età. La differenza è che l'istruzione ai ragazzi si dà, sempre, mandandoli obbligatoriamente a scuola. L'insegnamento religioso si può dare, alle famiglie che intendono averlo, ma non posso obbligare uno con gli schiaffi a pregare. E' un esercizio di scelta, di sensibilità che tu fai. Il prete pèr forza ti dice che devi andarci, è il suo ruolo. Lui vive dentro quella chiesa. L'autore di Memoriale porta un altro messaggio. Siccome dimostra che Dio non c'è dice anche: "A questo punto, se siete intelligenti... se siete leali, dovete abbandonare quelle pratiche".

A tutti?

A tutti. A tutti quelli che prima le facevano, a quelli che prima pregavano, a quelli che andavano alla Messa con una certa partecipazione.

E se non le abbandonano?

Beh, sono affari loro. Scusa, se noi non abbandoniamo un computer Commodore di 20 anni fa... non c'è uno che viene a casa e ci obbliga. Noi lo abbiamo abbandonato perché quel computer non faceva più lo stesso lavoro che fanno quelli più moderni, che hanno tante cose in più e ci puoi lavorare meglio. A quel punto Bill Gates ha detto: "Io vi dò questa macchina molto più potente". Ma mica ha detto: "Dovete buttare via quella che già avevate". Quella è una cosa che ciascuno vede da solo. Noi l'abbiamo messo in un armadio. Se lo riprendiamo è solo per ridere, oppure per fare vedere a qualcuno come era fatto il Commodore dei primi anni '80. Se ci mettessimo a lavorare oggi con quel computer la gente ci prenderebbe per scemi.

Faranno lo stesso con loro?

In teoria potrebbero farlo. Se io ti dico che non c'è quella cosa è inutile che preghi, perché è come mettere benzina nel sedile di un'automobile anziché nel serbatoio. In pratica, siccome anche quelle persone sono libere di vivere la vita che gli pare non c'è qualcuno che le blocca o gli insegna altre cose. Ecco quello che ha fatto Memoriale. Anziché dire, come si faceva in genere, che anche loro vanno rispettati perché sono liberi, ha detto che è poco morale che chi non ci crede non faccia nulla in direzione di chi crede. Supponi... tu vedi a un distributore self-service di benzina uno che prende la pompa e getta benzina sul sedile... cosa fai?

Glielo dico.

Cosa?

Che non deve metterla lì, perché la benzina va nel serbatoio.

Ecco, invece quelli non dicevano nulla. Quelli che noi e che tu stesso chiami 'atei' dicevano di non crederci ma lasciavano perdere la cosa, come se fosse indifferente avere un mondo diviso in due. O avevano ragione gli uni o avevano ragione gli altri. Giusto? Però, mentre quelli che ci credevano facevano sforzi verso gli altri, questi altri non facevano gli stessi sforzi verso quelli che ci credevano. Così ti ho spiegato perché si è continuato a parlarne. Secondo Monni la colpa è soprattutto di quegli altri, che non avvertivano e non facevano nulla per riportare alla ragione.

Però hai detto che non si può obbligarli.

Questo no, eppure pensa che in certi Stati - come la Cina - a un certo punto il governo ha messo quella Chiesa, cioè i sacerdoti, fuori legge. Solo che poi fanno come i politici, dicono di voler ricucire... anche il papa è soprattutto un uomo politico, tutti quei sacerdoti che hanno fatto carriera sono uomini politici, perché hanno proseguito avanzando di grado, e facendosi chiamare in un altro modo. Allora, per obbligarli gli altri avrebbero dovuto prima scontrarsi con queste autorità, che avrebbero impedito quel divieto. Ma questo scontro non c'è mai stato, almeno nei paesi europei e americani.

Perché?

Perché entrambi, sia quelli vestiti con l'abito sia quelli che vengono chiamati 'onorevoli' non possono levarsi i privilegi da soli. Tu pensa che un giorno io ti dia una stanza che è il doppio di quella che hai, con una Tv satellitare, un letto con tanti marchingegni, un tavolo con tanti mezzi per comunicare, ecc.ecc. Tu mica rinunceresti da solo a quelle cose. Così, entrambe le parti, anziché perseguire la verità, si misero sempre d'accordo in modo da mantenere quei privilegi. Infatti, dopo Memoriale, quelli con l'abito che sono saliti hanno molta paura, e così incontrano più spesso gli 'onorevoli'.

Paura di cosa?

Paura che gli onorevoli, che decidono per tutti (in quanto organi dello Stato) tolgano gli accordi politici che vennero fatti molti anni fa. Questi accordi furono firmati dalla Chiesa e dallo Stato italiano. Se ora lo Stato italiano dicesse:le cose che dice Monni dovrebbe rivedere, cioè modificare quegli accordi. Per la Chiesa sarebbe un brutto colpo, perché dovrebbe sparire il Vaticano, cioè lo Stato che sta al di sopra di tutte le Chiese chiamate cattoliche. Ecco perché negli ultimi anni si vedono in giro molti più sacerdoti e cardinali di una volta. Prima curavano l'orticello. Ora che l'orticello non produce più frutti commestibili hanno paura di non averlo più.

E non possono coltivarne un altro?

No, perché altro non ne hanno. Te l'ho detto, loro sono rimasti fermi all'orto di 1970 anni fa. L'orto di Gerusalemme, perché è lì che nacque quel messaggio di cui si innamorarono. E oggi continuano a coltivare quello. Se tu gliene dai un altro, loro non sanno come coltivarlo perché di quell'altro non hanno una pratica. Sono cresciuti sempre nell'orto di Gerusalemme. Ora che i frutti non sono più commestibili sono costretti a fare un piccolo imbroglio, facendo credere a tutti che lo siano ancora. Per loro non è una cosa bella cambiare. Sono uomini nati con la convinzione che quel messaggio non abbia un suo tempo, poiché i più fanatici di allora cominciarono a dire da subito che era eterno, eterno avrebbe dovuto essere. Così, se tu hai una cosa che non ha una fine possibile che fai? La ripeterai sempre, anche all'infinito. Ripetono sempre le stesse cose, proprio come un disco. Non è una cosa bella... ma siccome loro lo fanno con paroloni molto solenni e molto alti l'apparenza è quella. Far credere che quello è un messaggio senza limiti e senza condizioni. Un messaggio assoluto, che deve essere soltanto ripetuto. Senza mai avere dubbi! Hai capito? Se loro avessero dubbi sarebbe finita, perché uno per uno andrebbero via da quell'impegno in cui un superiore ti dice all'inizio che devi essere fedele. Anche dopo. Sempre. Vedi poi le parole che si sono dati. Loro dicono 'ordinare un sacerdote'. E' come se ordinassero a quell'uomo certe cose, come se lo ipnotizzassero. Difatti poi quell'uomo farà come tutti gli altri, ripeterà quelle cose ogni volta che parlerà in pubblico o che gli domandino qualcosa, proprio come fa il nostro parroco.

Se sono giuste, per loro...

Oggi non sono più giuste, e questo è il messaggio di Memoriale. Attenti, dice Monni, state sbagliando. Oggi noi siamo uomini diversi da quelli, abbiamo perfino un corpo diverso. Se ripètete quelle cose danneggiate non tanto gli altri, quanto voi stessi, perché vi negate la verità nascondendovi dietro fatti della storia... che non sappiamo neppure fino a che punto siano realmente avvenuti. Tutto questo sito è dunque un lungo avvertimento, naturalmente spiegato, sul fatto che tutti quegli uomini stanno sbagliando. Siccome l'autore è sicuro di queste cose, attribuisce anche delle colpe.

Papà, dimmi una cosa, la mia annata è buona secondo Memoriale?

Andiamo a controllare.

Annata fondamentale

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Dodici mesi scolpiti nella storia

Una metà della mela - Forse molti non ci credono, ma all'imbocco della rivoluzione Web la Apple tiene ancora molto bene nella utenza domestica. Ha ceduto invece nelle aziende, dove la compatibilità-IBM ha costituito una priorità troppo grossa per sistemi che hanno bisogno costante di applicazioni nuove. La Apple comunque ha un ottimo catalogo (vedi sopra la copertina), che comprende migliaia di esemplari in ogni categoria, fino ad agende per ufficio chiamate PowerBook.

Il 1992 è comunemente indicato come l'anno di avvio ufficiale del World Wide Web. Quel che si può dire è che le attività per ora sperimentali della comunità del Cern escono e si diffondono con rapidità. Due sono i fattori che lo permettono:

1) L'ipertesto, tanto vagheggiato e accarezzato dai teorici, ha ora un protocollo uguale per tutti, che si chiama HTTP (HyperText Transfer Protocol). Lo scambio di informazioni è possibile per tutti. Questo fa partire il linguaggio, che anche qui deve essere uno per tutte le macchine.

2) HTML (HyperText Markup Language) è il linguaggio ufficiale con cui parte il World Wide Web. Si tratta di un insieme di codici che contiene tutto il patrimonio di caratteri, font e principi della moderna scrittura. Se mi state leggendo, è perché esiste questo insieme di codici. Naturalmente deve poter essere letto dalle macchine, e così parallelamente si mettono in moto altre comunità che lavorano su programmi (browsers) di lettura dell'HTML.

MEMORIALE 1992 - E' l'ultimo anno del 'grande appuntamento planetario' e lo completa in modo grandioso. Attenzione, questi dodici mesi sono tra i più importanti di tutti i tempi.

E' l'ultimo anno in cui osserviamo eventi 'pesanti' che si ripercuotono su Costituzioni o elezioni. Qualcosa ci sarà ancora nel seguente ma solo come strascico. A fine '92 il bilancio è stavolta definitivo: ciò che non c'era più non c'è più davvero e non rimane nulla a chi non si era attaccato alla svolta del 1989. Questo periodo crea un maggiore solco rispetto ai precedenti, per somma di mutazioni e di cambiamenti. L'autunno è la sua stagione tipica, e rimane inciso per i suoi contenuti nuovi improvvisamente imposti a una società che si sta rimodellando.

A fine anno, in Italia, c'è una nuova legge quasi su tutto: sulla droga, sulle pene, sulla immigrazione, sta per mutare il sistema elettorale, sta per uscire un nuovo codice di procedura, in luglio è andata in pensione la scala mobile, ecc.ecc.

Il '92 è un anno concreto, positivo, molto tecnico, inguaribilmente razionale in tutte le sue manifestazioni. Quest'anno non accetta soluzioni di comodo, vuol vedere chiaro in tutto quel che si fa e non ammette soluzioni 'pasticciate'. Il livello di maturazione raggiunto dal 1992 è molto alto, e guarda dall'alto tutta la storia passata. Con il 1992 ciò che non si deve fare non si fa più. Ciò che si deve fare viene 'analizzato' in ogni sua parte, e poi immesso nella vita di tutti i giorni senza esitazione.

Questo è un anno in cui nelle lingue di tutto il mondo arrivano e vengono liberamente immesse centinaia di parole straniere, soprattutto dal settore informatico e tecnologico. La stragrande maggioranza sono inglesi, ma persistono residui dell'antichità latina e greca come suffissi. La vera globalizzazione (Europa, termini uguali in tutto il mondo, rete, multimedia, ecc.) avviene qui. L'annata ha un concetto-chiave nell'allineamento. Se qualcosa non va bene ci si disallinea, cioè ci si sposta da una linea precedente. L'annata lo fa in modo indolore, a differenza di altre. Ormai si sta modificando anche la percezione dell'occhio, sempre più diretto verso uno schermo.

Con la rete pian piano diminuirà l'attività svolta in precedenza coi fax, perché non ci sarà più bisogno. Qui c'è un particolare mnlto curioso. Solo in questo momento la gente e le aziende portano la parola fax a catturare quasi l'intero dominio (prima c'erano telefax, e in parte facsimile). Proprio ora che si prevede non servirà più...

L'altra metà del cielo - Qui il 1992 dispensa novità. Esce la versione Windows 3.1. Si tratta di un prodotto altamente sofisticato, con OLE (Object Linking and Embedding) e le attese estensioni multimediali (periferiche per gestione file audio, accessori, suoni associabili ecc.). In più ha un nuovo disegno del File Manager.

Ecco il multimediale. Ora c'è un player (lettore), un registratore di suoni, e un Object Packager pe inserire file sonori all'interno di un documento. Ora siamo arrivati. L'hardware è pronto, perché ha una scheda audio e può trasferire il suono anche ad altri supporti (altoparlanti e microfono). Come fa il DOS a controllare la scheda audio? Hanno pensato anche a questo, perché c'è un driver - fornito con la scheda - che dice al sistema 'Guarda che c'è anche la scheda audio, eh'.
Soprattutto il lettore di Cd-ROM, in questa fase, dà all'utente grandi sensazioni. Leggere una intera enciclopedia come Encarta sul proprio schermo a casa è un'impresa memorabile, le prime volte.
Internet finirà per monopolizzare l'intera tematica del computer nel giro di due o tre anni. All'inizio del 1997 più o meno 3 riviste su 5 saranno dedicate a Internet e non più al computer. Questo al momento nessuno può prevederlo. In fondo è un risultato del fatto che la macchina servirà soprattutto per navigare in rete. La percentuale andrà di pari passo. Nel 1997 infatti la gente accenderà il computer 3 volte su 5 per collegarsi in rete. La percentuale salirà ancora negli anni successivi, costringendo anche le case produttrici a pensare al 70% a prodotti per la rete. Al momento credo che possa sembrare cosa poco allegra, e tutti direbbero: 'Ma davvero saremo così schiavi?'. Purtroppo non è possibile far parlare una persona che vive nel 1992 con una che vive nel 2002.

Ehilà... dice che è un'annata fondamentale. Però... aspetta, questo non vuol dire che tu o che la tua vita lo sia. Le valutazioni delle annate danno un'indicazione generale su quel che tutti attraversiamo anno per anno. Se tu sei nato in quell'anno avrai qualcosa che ti fa riconoscere, alcuni dei suoi caratteri, ma poi bisogna scoprire quello che sei realmente, e questo si può fare solo con la Memocard. Quindi andando su ogni anno non è che scopriamo qualcosa di noi. Scopriamo qualcosa di quell'anno, del suo essere fatto in un certo modo, del suo portare alcuni messaggi o alcuni simboli molto precisi.

Cosa indicano queste parole segnate in neretto?

Questi si chiamano 'concetti-chiave' dell'annata, e sono cose importantissime, perché con quelle è come se l'annata si presentasse. Ecco i simboli di quel periodo, che appariranno ad occhi evidentemente molto esperti. Quello che dice Memoriale, in molte pagine, è che ci vuole un'attenzione infinita a tutto quello che vediamo, che sentiamo, che tocchiamo. In quel periodo infatti sono tante le cose che ci parlano, anche quando non ce lo aspettiamo. Il nostro occhio dev'essere tanto vigile da riuscire a cogliere anche cose che molte persone non noterebbero. In questo modo noi realizziamo delle connessioni. Queste connessioni, che prima chiamavamo semplici 'coincidenze' sono anche loro un segno dell'epoca. Per esempio, vedi che più sotto Monni ne indica altre? Sono per il 1992 lo 'scientifico', infatti tutto quel che si fece in quell'anno era scientifico, era studiato nei minimi dettagli... ti ho raccontato come Di Pietro prese Mario Chiesa? e poi il 'pulito', questo non puoi ricordartelo, allora parlavamo della marmitta catalitica, della pulizia nella politica, infatti vedi... 'Mani Pulite'...

Come ha fatto a vederle, quelle cose...

Te l'ho detto, vivendo in un certo modo. Lui dice che ha sentito molto tutti questi anni, e un giorno - con Internet - ha deciso di parlarne. E' chiaro che in tutto questo tempo ha riunito nel suo cervello tanti dati e poi li ha comunicati. Queste cose lui le ha osservate, un po' come si fa con un disegno... l'insegnante non vi fa mai fare quegli esercizi di osservazione?

No.

Ce n'è uno, ad esempio. Io ti dò un disegno o una fotografia - con tante cose dentro - e tu mi devi dire cosa noti. Ma se ci riesci devi dirmelo in pochi secondi, perché la capacità di osservare le cose è fulminea, è quasi una dote naturale che si realizza di continuo, attimo per attimo. Quindi è come se l'autore avesse raccolto tante cose osservate anno per anno. Tu non hai ancora un'età per comprendere tutto, magari fra tre o quattro anni sarà meglio. Per ora andiamo su altre cose. Dunque, ti dicevo... quella cosa sul libro di Kipling devi cercarla sul motore di ricerca... ora ci andiamo, guarda...