
Quando la iniziazione manca
Ci sono molti casi in cui una iniziazione non avviene proprio. Questo vuol dire che in media una persona su due, nel mondo civilizzato, passa gli anni senza una coscienza profonda di quello che ha vissuto. Possibile che qui si abbia due metà? Sì, perché le nascite 'senza attributi' sono tante.
Uno di quelli che non ne ha avuto o sentito potrebbe giustamente chiedersi 'cosa cambia'. Giusto. Se uno non impara mai a parlare la lingua inglese non può sapere cosa si prova a parlarla. Ebbene, la 'mancata iniziazione' non muta le condizioni. Più che ovvio, se si pensa che coloro che non ne hanno, non vivendo una dimensione profonda, non possono avere consapevolezza di cosa sia. In astratto, uno di loro potrebbe impararlo da oggi, leggendo questa pagina e naturalmente comprendendola. Ma non avendo avuto uno dei 'passaggi' potrà soltanto sentire un racconto di altri.
Perché si debba avere una sensibilità profonda per averne, anche di involontarie, è spiegato dal fatto che non siamo 'esseri fatti di sola materia'. Le cellule vibrano, alla produzione di suoni o di voci. Le cellule si esaltano, alla visione di immagini. Quei momenti mettono in moto il nostro sistema nervoso, che riceve messaggi dall'apparato endocrino e li trasforma in prodotti autonomi (sogni, ricordi che sopraggiungono, erezioni del proprio membro ecc.ecc.). I momenti che segnano un'iniziazione, se correttamente intesi e poi ricordati in maniera sana e non traumatica, sono incontri ad altissima quota in cui il nostro essere - se si trova in sintonia con le forze spirituali di quell'attimo - realizza risultati unici, che verranno ricordati per tutta la vita. Ma per averne occorre che partano... quei messaggi, dal nostro organismo. Quando è che non partono? Quando un essere umano non ha profondità, quando nasce poco dotato in alcune sue funzioni. Abbiamo visto un caso, che ne riassume tanti.
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Qui cosa succedeva? Un individuo di sesso maschile, nato con un Marte isolato (lo vediamo in basso a sinistra), si trova nella condizione di non poter godere pienamente di una funzione importante quanto quella sessuale e riproduttiva. Qui a maggior ragione per il fatto che il pianeta si trovava molto debilitato nel segno della Bilancia. Dò quest'ultimo dettaglio per chiarire che non tutte le posizioni 'senz'aiuti' di Marte danno un risultato estremo. Ci sono uomini con questo Marte che hanno semplicemente scarso interesse per quell'attività, oppure scarsa reattività. Tutto dipenderà ancora una volta dalla singola posizione nel tema (segno e punto preciso). Ma in questo caso l'handicap ha sicuramente inciso sulla vita del soggetto non facendogli provare appieno le sensazioni e dunque negandogli un'iniziazione vera e propria. Quand'anche ci sia stata, non fu produttiva di conseguenze (questo tema è sterile, poiché i pianeti nel Toro sono comunque su parti dello spazio idealistiche e remote). Il soggetto avrebbe preferito trascorrere il tempo nella meditazione, poiché con questa configurazione il suo corpo non avrebbe compreso tangibilmente quello che si prova nel piacere sessuale. Il risultato nega al singolo un passaggio fondamentale della giovinezza. Che sia tale sappiamo dal fatto che tutti noi dai 20 ai 30 anni abbiamo profonde pulsioni verso l'altro sesso (se siamo etero) e desideri. |
Molto bello il verbo 'partire', poiché in questa struttura - che contiene naturalmente informazioni simili a dati genetici di una sequenza DNA - partono alcune cose, altre arrivano (al soggetto e a quelli che lo circondano). Qui i messaggi sono dello stesso tipo di quelli scatenati da ormoni. In temi come questo non partono. Ecco il problema. Questo si riproduce pari pari nella nostra vita. Vedremo un giorno della mia in cui una donna mi dice candidamente 'Non mi viene (da fare)". Poi, una volta iniziatala io, le verrà molto bene e anzi sarà un'amante molto efficiente. Con quella frase era come se mi dicesse: "La mia Venere non sente, in questo momento e in un contesto simile". In questo caso, una persona esperta di astri sa meglio come fare venire quell'impulso. Ecco spiegato in poche parole perché è molto utile conoscere queste posizioni.
Domanda che sorge: perché 'risultati unici' se poi si ripetono in tutto il corso della vita attiva? La risposta è che si ripetono ma spesso non produrranno più le medesime sensazioni delle prime volte. E' un fatto molto conosciuto a tutti. Lo vediamo nei gruppi rock che incidono all'inizio un album bellissimo e molto superiore ai successivi. Lo vediamo in un calciatore che fa due stagioni buonissime all'avvio e poi si spegne. Questo significa che l'iniziazione, cioè l'esperienza della prima o delle prime volte, ha dato molto di più. L'essere era più fresco, più produttivo, più reattivo. Si hanno così risultati caratterizzati da 'unicità' proprio al momento in cui l'essere è entrato per la prima volta in quel regno. La mancata iniziazione, come notato nel caso appena ricordato, non è un fatto grave o particolare. E' soltanto relativo alla vita del soggetto. Questi ne avrà magari altre, ma non ha avuto quella.
Le mancate iniziazioni non espongono a conseguenze, poiché se voi non fate entrare un uomo in un certo territorio questo vivrà ugualmente in altri. Se è forte non ne risentirà, poiché avra cose sue (alcune sostitutive). Se è debole, è possibile invece che si faccia condizionare da un confronto con modelli sociali (giornali, copertine, foto, esperienze altrui) che lo fa soffrire. E' successo a tanti, compresi quelli che - rispetto a una presunta media - fanno la prima esperienza in ritardo. Poi spiegherò perché è anche questa un'illusione. Nel caso appena ricordato ha funzionato un'organizzazione sociale (Chiesa Romana) che fin dalla giovinezza ha accolto il soggetto, e nella quale anzi il soggetto si è messo in luce arrivando a guidarla.
L'organizzazione della Chiesa si limita a guardare altri fare quelle cose, parla di quelle cose in generale.
Ne abbiamo dimostrazione in quei libretti che di tanto in tanto pubblica il Vaticano, che vengono chiamati 'Dottrina sociale della Chiesa'. In verità non servono, perché pur contenendo princìpi validi parlano dell'uomo, non di un uomo in particolare. Noi oggi viviamo in un mondo in cui dovremmo parlare di Tizio Marabini, di Caio Liberati, di Sempronio Sabelli. Invece, quegli opuscoli presentano ancora princìpi generali (oggi non più applicabili, perché superati rispetto alla realtà singola di ciascun individuo). Se si limitassero soltanto a fare quello che stanno facendo, andrebbe ancora bene. Farebbero battesimi, matrimoni, messe, prediche, esequie funerarie ecc.ecc. La grande tragedia è che parlano, dicendo cose relative a quella divinità.
Se volessero avere un'iniziazione, sarebbero ancora in tempo se leggono e approfondiscono un'opera come Memoriale. Se ci riusciranno, naturalmente.
Ma che iniziazione manca a una Chiesa? Proprio l'iniziazione al mondo contemporaneo, alla vita che viviamo oggi. Ed è un fatto che nega loro presenza vera. Una nascita 'potente', negli ultimi 30 anni, non è mai quella di un uomo che si fa sacerdote o di una donna che si fa suora. Sopraggiunti infatti gli ordinari stimoli dei 15 o dei 20 anni di tutti i giovani, cosa direbbero? Che quella biologia è Satana? Non nasciamo forse così? Allora, la verità - perché questa dobbiamo dire - è che loro non sono 'dotati'. Questo è un fatto che si sa, ma che non si dice.
Problema che sorge: se avessero anche loro un'iniziazione che poi non ha conseguenze? Sarebbe inutile. Ogni 'passaggio' implica che poi si viva 'dentro' quel nuovo regno. Entrare a vedere com'è fatta una sala cinematografica senza restare poi anche a vedere il film non servirebbe. Questo ci dice che l'iniziazione non può essere fine a se stessa. Uno inizia a guidare le automobili con il presupposto che poi se ne servirà per anni (almeno quando serve circolare con rapidità). Se guidasse una volta sola una singola automobile, la cosa non avrebbe senso. Ci sono tuttavia casi in cui la procedura è stata conosciuta ma non apprezzata. Sono i casi come quello appena visto. Un pianeta isolato, mal messo, conflittuale, ecc.ecc. Il soggetto dirà sempre 'mi interessava poco', perché altro non potrebbe dire. Se le componenti essenziali ci sono, l'iniziazione è fondamentale poiché si tratterà di far partire l'apparecchio elettrico dopo averlo acquistato in negozio. Bisogna sapere come farlo. Nel caso avremo un dépliant, un foglietto illustrativo o una persona che direttamente ce lo spieghi. Ci sono persone anziane che non sanno usare nemmeno un telefono cellulare. Cosa diremo? Non sono state iniziate. E, come è evidente, non avevano in loro la capacità di far funzionare quell'apparecchio.
La mancata iniziazione ha l'effetto più immediato nel fatto di restringere l'ambito delle nostre attività. In quel momento, tanti altri fanno una cosa che quel signore non può fare perché non ha ricevuto quella guida oppure perché manca il sistema in cui operare. Più si tarda, più l'iniziazione diventa difficile. Questa è una legge universale. L'età rallenta i riflessi, rende meno reattivi e nega un certo quantitativo di cellule vive che non ritroveremo più. Così, a un settantenne si dice ad esempio che è inutile andare a lezioni di piano perché ormai non diventerà più pianista. Con una donna che non si è mai sposata, ugualmente, non sarà facile scambiare effusioni perché il suo corpo a quel tipo di stimolo esterno non reagisce. Si vive, si vive lo stesso. Le nostre stesse città sono abitate da almeno un 35% di persone che non è nemmeno arrivato ad alcuni gradi primari di iniziazione. Perché non ci sono arrivate? Ecco un discorso molto interessante.
La legge che presiede a tutti questi meccanismi è sempre quella del 'ponte'. Con una serie di istruzioni in merito a un cellulare, io rendo edotta quella persona in modo che questa sappia cosa fare per utilizzarlo. Si tratta, prima di tutto, di attraversare con successo il campo magnetico che mi divide da quella persona. Quando le mie istruzioni non penetrano? Quando quella sta sulle sue, o quando non ha fiducia di me, o quando non si lascia andare. In casi come questi, il suo ascolto delle mie parole non è concentrato e la mente si distrae, non si applica. E' fondamentale allora avere a) una corrente di simpatia, senza la quale si comunica male e senza risultati. Avendo questa, bisogna superare un secondo stadio che è la comprensione delle mie parole esplicative. La persona che viene iniziata deve 'entrare' nella tecnica di quel settore, mediante termini che comprende. Altrimenti discorsi con un 'server', un 'gate' o un 'login' non sarebbero nemmeno compresi. Insomma, b) farmi capire mediante la lingua. L'ordinaria prassi vuole che siano difficili i discorsi per iniziati. Infatti, sa le parole difficili solo chi è già stato iniziato. Quindi, per farsi capire occorre partire da parole semplici, perché se già partiamo con parole tecniche non arriviamo al cuore e alla mente dell'altra persona. Un terzo stadio prevede che c) la persona si applichi effettivamente. Qui dovrà stabilire un ponte. Un collegamento dovrà essere fatto tra la sua mente, che sta per acquisire un sistema, e il sistema stesso. E' come se i due (neofita e cellulare) dialogassero. Non a caso, negli ultimi anni si utilizza comunemente un metodo 'friendly' anche per il software e l'hardware. Se quella persona non è dotata, ecco che torniamo al punto più volte analizzato. Non è che dobbiamo 'bocciarla', come si fa nella istruzione pubblica (così come non dobbiamo promuoverla se entra nel meccanismo). Semplicemente, diremo: "Quella persona non è molto predisposta, per sua natura, ad apprendere l'uso di un computer o di un telefono cellulare". Pazienza. Farà altre cose, avrà altre iniziazioni. Ciascuno di noi nasce infatti con caratteristiche che lo rendono adatto a certe cose e non ad altre.
Il ponte, abbiamo detto. Ogni mancata iniziazione, in quanto mancata entrata in un sistema altrui, dipende dal fatto che non si è stabilita una comunicazione mediante un linguaggio. Chi viene ordinato 'sacerdote' viene anche lui iniziato, e in questo modo apprende una lingua e dei concetti che poi ripeterà per sempre. Anche quella dei religiosi è un'iniziazione, poiché si entra in quel mondo. La lingua di quel settore serve per comunicare. Senza di essa, non potremmo esprimerci poiché non conosceremmo la tecnica. Questa tecnica si può anche a conoscere a parole, cioè in teoria, ma non con il corpo. Una donna poco calorosa sessualmente può anche avere dentro di sé un'enciclopedia del sesso, ma se poi gli organi non rispondono e al cervello non arrivano impulsi non sentirà alcunché al momento di fare l'amore. Se il nostro corpo non risponde significa che non ha predisposizione ad appropriarsi di quel campo, a viverci. E' il caso di Saturno per la vita affettiva, per la quale si trova agli antipodi. Avremo così che uno scienziato è molto abile nei ragionamenti e nella ricerca ma non riesce a stabilire correnti di simpatia e affetto con le persone. Bravi in una cosa ma carenti nell'altra, in applicazione del già ricordato principio che tutto dalla vita non si può avere. Succede dunque che per mancata predisposizione
a) quella iniziazione non si può fare, oppure che
b) si deve attraversare prove oppure ancora che
c) ritarderà slittando a un'altra età.
Il caso a) è quello di chi non si sposa mai e non ha mai rapporti sessuali (può essere! cosa normalissima!). Il caso b) è quello di chi vorrebbe e potrebbe ma non riesce per alcuni aspetti del suo essere che creano disturbi alla situazione. Il caso c) è quello di chi ha pianeti che subito non permettono e rendono le cose possibili solo a un'età matura. Cosa vuol dire 'matura'? Non ci sono limiti. Però, una prima volta a 27 anni può capitare. Dopo una certa età non la si ha più perché nemmeno gli organi risponderebbero.
Abbiamo parlato di quella sessuale, ma si viene iniziati in tante cose. Quella sessuale è la più importante, perché iniziamo a esprimerci in quella funzione e con quell'organo, entrando prepotentemente nel corpo altrui. Questa pagina serve - se ve ne fosse bisogno - a sdrammatizzare e rendere assolutamente normale qualsiasi evenienza. Questo non si sapeva, un tempo. Novant'anni fa chi non si sposava veniva visto con occhio strano, sospetto. Talvolta perfino malevolo. Oggi questo 'modus' è sempre meno diffuso, perché siamo molto più intelligenti. In pratica, il meccanismo che determina il risultato finale è sempre 'partenza' dal nostro corpo e 'arrivo' in un altro campo, che prima non conoscevamo. Se tutto è in regola, dobbiamo poterlo fare. Altrimenti, non vi entreremo (ma non provando quelle cose non dovremmo più risentirne, perché solo l'emulazione o l'invidia creano situazioni di infelicità).
Esistono due tipi. Iniziazione autonoma e guidata. La prima si ha mediante apporto 'regolare' della natura, grazie alla quale entriamo in quel campo senza una guida. Vedremo come Giovanni Monni ne ha una precocissima e dunque autonoma, ma poi impiega vari anni a capacitarsi e a far accettare al suo cervello il meccanismo di penetrazione. Quest'ultima cosa succede a molte donne, che impiegano un tempo molto lungo per accettare la penetrazione del maschio. La seconda si ha quando la otteniamo grazie all'apporto personale di un altro, che agevola e guida il neofita. Non c'è molta differenza tra le due, ma in genere nei campi di studio o di tecnica è consigliabile avere una guida. Nessuno impara l'uso di un computer da solo a 12 anni. La guida si ha quando esistono corsi, di introduzione.
Quando l'iniziazione fallisce, se dipende da 'non predisposizione', c'è poco da fare. Se anche si ritorna sul tentativo, è probabile che il soggetto non superi completamente la soglia che lo separa dal sistema perché non aderisce, non lo capisce. Così, per un sacerdote che leggesse Memoriale senza capire cosa significa 'dio' diremmo che fallisce l'iniziazione poiché questa lettura non è bastata. Se io mi avvicinassi un giorno per spiegargli meglio, con le mie parole, le probabilità aumenterebbero ma non è detto anche in quel caso che il tentativo abbia successo. Bisogna abituarsi a questo. Bisogna accettare dal principio il fatto che un sistema esterno a noi possa anche non entrare nel nostro cervello. Se io riesco a fare entrare il vero significato di 'dio' nel cervello di un sacerdote, l'ho iniziato. Vuol dire che egli, archiviata l'iniziazione ricevuta vent'anni fa, entra in un nuovo campo ed è un uomo nuovo (rispetto a quello che era). Finché non riesco a iniziarlo, quel sacerdote resterà nel campo vecchio. Può essere che non entri mai nel campo nuovo.
L'iniziativa o la volontà hanno a che vedere? No. Qui sfatiamo un'altra chimera. Per decenni le famiglie insistevano sul fatto che ci vuole volontà, spirito di iniziativa (ad esempio nel campo delle conquiste femminili). Una frase che vedremo nel sito è: "Certo che se stai con le mani in mano". Completamente infondato. La natura stessa permette incontri ed entrate in nuovi territori con lo stesso sistema che potrebbe far cadere una pioggia o sbocciare un fiore. Questo perché anche noi siamo 'sistemi figli della natura'. Il corpo trova, permette, inibisce, emana, ostacola, parla, si chiude, si riapre senza che noi stessi ci accorgiamo. Un incontro capita quando meno ce lo aspettiamo. Ma in quel caso chi ha sensitività capta da prima onde di armonia attorno al suo corpo, come se fosse improvvisamente immesso in un campo magnetico non conosciuto. Con l'iniziazione succede lo stesso. Possiamo fallirla anche con tutta la volontà di questo mondo. Non è quello che decide. La nostra entrata viene (quasi impercettibilmente) decisa proprio da un'aderenza, da una simpatia che il nostro corpo trova andando incontro a un altro sistema. Vuol dire che eravamo fatti per quello. Il caso opposto (riuscire senza volerlo) è ugualmente possibile anche se meno probabile. Piuttosto, per chiamare questa pagina ho scelto un verbo (mancare) che qui è sinonimo di 'fallire', ma le due cose sono diverse. Una iniziazione che manca è qualcosa che non ha attraversato la nostra vita, che non abbiamo visto. Può essere che non ci sia capitata l'occasione. Quante volte abbiamo sentito dire a una donna non sposata: "Non ho trovato quello che pensavo". Significa davvero che a quella donna la vita non ha proposto occasioni. Inutile ragionare, perché se anche l'aveste portata a venti feste da ballo non avrebbe trovato ugualmente. Quando non si stabilisce ponti, manca il momento per essere iniziati. E' come se non arrivasse mai. Se si è sani, non ci si pensa. Una iniziazione fallita è un'altra cosa. E' qualcosa su cui abbiamo fatto un tentativo che ci ha respinto indietro. Come se quel sistema esterno non ci avesse scelto, come se fossimo saliti su un treno in cui il controllore ci ha fatto scendere immediatamente. Poco male. Se avete letto questa pagina, ora sapete che la vita propone tante altre cose. Non rincorrete campi o figli che non potete avere. Addestratevi a 'sentire' le cose. Senza questa capacità, si sta soltanto a perdere tempo dietro un'idea.
Pagina dell'8 gennaio 2005, ultime modifiche il 24 agosto 08