
La iniziazione
File 1388
La iniziazione non esiste più, oggi. Negli ultimi 100 anni, noi abbiamo vissuto un secolo in cui tutto il mondo ha perduto questo senso. Un dramma assoluto, dall'America all'Asia, dall'Europa all'Africa. Nei luoghi di lavoro si entrava per amicizia, complicità, raccomandazioni. Le botteghe e gli studi professionali andavano regolarmente ai figli, evitando così perfino l'onere di insegnare il mestiere a veri 'allievi'. Le elezioni politiche venivano vinte col denaro o con le intese mafiose. Insomma, la società ha perduto il senso dell'insegnamento, dell'accesso.
La parola 'iniziato' era rimasta nei trattati di esoterismo, che la adoperavano con il senso di 'saggio' (I grandi iniziati), che noi abbiamo contestato. Il suo sostantivo non ebbe mai cittadinanza nei saggi di una cultura che agitava temi inesistenti come il socialismo riformista e il nazifascismo. Mentre pochi, saggi individui fecero silenziosamente il loro dovere in botteghe di cui nessuno ebbe traccia. Pochi ebbero vita magica, ricerca, percorsi. E sì che questo rito avrebbe messo d'accordo tutti, in alto come in basso. Sarebbe stato infatti necessario a qualsiasi livello. Tutti si scordarono, presi dalla fretta (di arrivare) e dalla casualità di movimenti quotidiani inconsapevoli. Non si vide più il gusto della lentezza, che dovrebbe caratterizzare un gioco veramente sapiente. La volgarità stava nel considerare quell'eventuale gioco come 'ritardo'. Tutti si persero in un'età media sempre più bassa in qualsiasi cosa. L'amore si faceva per la prima volta a 15 anni. A un certo punto guai se un uomo fosse arrivato ai 35-40 senza pubblicare un libro.
La iniziazione restò sempre tra le cose più alte mai provate sulla Terra. Anticamente, i riti iniziatici erano proprio le pratiche atte a 'consacrare' con la forza della parola, dei mantra, delle formule. In quel tempo, prima di Cristo, non vi fu iniziazione senza rito. Essa veniva fatta allo scopo di trasmettere un'influenza spirituale che avrebbe dovuto provocare una nuova partenza, una trasformazione dell'essere. Perché si disse così da sempre (e i cultori di esoterismo eseguirono copiando queste nozioni per tutti questi secoli) è cosa semplice da spiegare. Ogni rito di passaggio colpì da sempre gli uomini più sensibili. Pensiamo alla nascita, o al matrimonio. Cose sacre, naturalmente se intese in senso sacro (e non nel modo casuale e frettoloso in cui le facciamo oggi). Qui arrivano le spiegazioni più scontate. Civiltà di massa! Omologazione! Chewing-gum davanti agli schermi! Certo, questo contava. Ma più di tutto, nella perdita di questo rito, ha contato il fatto di non saper vedere il sacro nella vita di ciascuno. Tutto, nell'uomo di oggi, sarebbe venuto per caso, senza un significato da cogliere. Per fare un esempio (che non dovete prendere per ischerzo), da bambino registrai ogni volta la variazione della giornata. Il 17 febbraio di un anno mi accorgevo di una cosa che vidi elevarsi davanti a me. Forse era successo altre volte, in precedenza (ma neppure tante). Quel 17 febbraio me ne resi conto, coi miei occhi e col mio corpo. Mi sembrò un effetto del calore o forse un irritazione. Un bambino di otto anni non può capire perché un cosino che erutta urina debba improvvisamente gonfiarsi alle nove di sera, quando si va a letto. Pensai che fosse un'improvvisa irritazione, simile a tante altre della pelle. Ecco un caso di una persona pronta al rito, poiché nel 1965 ha colto una variazione che la natura gli ha riservato. Pur senza sapere cosa sia e cosa significhi. Un giorno ci metterà anche mani, naturalmente. E quello sarà il giorno di una scoperta. Da questo esempio possiamo capire quali sono i presupposti di una via iniziatica. Essere molto svegli su tutto quello che succede, e vigilare annotandone una memoria che possa servire da accompagnamento e - nel caso - da recupero.
'Iniziato' è colui che improvvisamente entra in un nuovo regno che non conosceva. In-ire=andare all'interno. Mai due sillabe si sono unite in maniera più chiara e sintetica per racchiudere un concetto così alto e importante. Entrata all'interno di una realtà. Chi viene iniziato si fa tutt'uno con essa, poiché non vede più separazione. Prima sapeva alla lontana o vagamente che uomini e donne fanno l'amore. Un giorno lo ha fatto lui e in quel modo la sua testa non ha più un concetto separato dal resto del corpo. Facendolo, lo ha inglobato nel 'facere', se n'è appropriato. Ora sa cos'è il sesso. Lo sanno la mente, che possiede quel concetto, e il corpo, che è pronto a farlo con un'altra persona quando sente stimoli. La condizione precedente non esiste più, poiché - contrariamente a Windows XP - l'essere non può più ritornare al punto di sapere soltanto in senso generico che si fa l'amore. Ora sa cos'è perché lo ha fatto. La possibilità di un punto di ripristino è un'opzione meravigliosa che porta il nostro computer a un punto precedente. Nella vita, purtroppo, non possiamo farlo. Bisogna intendersi sul 'purtroppo'. E' vero che, dopo essere stati iniziati, siamo su un altro territorio e l'essere è profondamente cambiato. Ma noi saremmo completi se avessimo la stessa possibilità di Windows XP. Solo in quel caso avremmo la stessa possibilità di Michael J.Fox, che in 'Back To the Future' torna indietro nel tempo di 30 anni. Per farlo ha bisogno di una macchina. Se fossimo capaci con la nostra mente, potremmo perfino vedere come ragionammo in una fase precedente della nostra evoluzione (cosa che servirebbe appunto ai residui sacerdoti sulla Terra, che girano tra noi come gente che non ha capito come nascono i bambini). Iniziati, perdiamo invece il naturale candore e la ingenuità che contraddistinse il pre-apprendistato. Intendiamoci, l'ingenuità è bella e pura. Ma non scambiatela con la 'stupidità'. Quest'ultimo è un errore da cui molti dovranno guardarsi nella Nuova Era.
'Essere preparati' rende il passaggio più bello. Ma, abbiamo detto, l'iniziazione avviene anche per singolo apporto di natura. Anzi, nel secolo XX° è avvenuta quasi sempre così, perché nessuno ci avvertì a 8 anni (e neppure a 14) di come si faceva il sesso. Nessuno ci spiegò perché ci si sposa, e lo facemmo così... come si beve una bibita. Lo facemmo perché vedevamo gli altri. Ecco la caratteristica che più ha attraversato un'era senza iniziazioni. Chi non ha un percorso va dove vanno gli altri, dove vede andare gli altri. Si vede un prestigio nella scorta? Da adulti ci si rallegrerà di uscire con quattro uomini di scorta in un'auto blindata. Si vede altri giovani gioire del fatto di andare sulla copertina di un settimanale? Anche noi brigheremo per andarci. Si vedono gli altri cantare dopo essersi procurati un agente? Ci si procurerà un agente. Tutte queste azioni denota(va)no una mancanza di iniziazione proprio perché sono modi 'imitati' e non liberamente intrapresi. Colui che agisce in questo modo, in genere, non sa quello che fa. Suo metodo è seguir 'l'andazzo', parola che trasmette proprio il senso dell'andare a caso, del sistemarsi, del riprodurre pedissequamente cose altrui.
Se si fosse stati iniziati regolarmente, non si imiterebbe mai. Non solo. Si saprebbe quale cosa spetta a ciascuno. Poiché, se non si possono aver figli, è anch'esso messaggio di natura. In questo senso, essere sacerdoti nel XX° secolo ha preservato almeno questo: un regolare percorso iniziatico. Chi ha mantenuto il rito ha avuto, rispetto agli altri, il senso del passaggio. Questo illumina come poche altre cose, poiché permette di vedere e di vedersi, di vivere all'esterno e all'interno, insomma di attraversare ed essere attraversati. Tu da quel momento fai una certa cosa, ma ne hai anche il senso, ne comprendi il valore. Altrimenti sarebbe solo un fatto di casualità. L'iniziazione è proprio la chiave di vita che scardina la casualità, la relega finalmente a un lato oscuro della coscienza dandole l'attributo della 'inciviltà'. Si sposa 'tanto per fare' colui che non ha ricevuto un messaggio dalla vita o dalla natura. Se lo si ha, non si può non sapere che esistono riti perché la natura stessa ne ha sotto varie forme (a noi anche sconosciute). Il rito nacque come conformità a un ordine cosmico, quando gli esseri umani guardavano il cielo pensando a divinità e stagioni deificate. In epoca moderna si persero quelle credenze ma perdendo anche il senso del rito.
L'iniziazione vera è sempre 'ierofania', se si è capito il senso. Essa infatti manifesta il sacro in noi, nel nostro vivere. La riceviamo per passare attraverso una porta che ci conduce oltre. La dobbiamo... ricevere.
Pagina del 10 gennaio 2005