
La fine del ciclo in 80 domande
1. Perché 'il' ciclo anziché 'un' ciclo?
Naturalmente, non esiste un ciclo solo. Qui abbiamo messo insieme tutti e abbiamo inteso costituire un 'ciclo evolutivo' dell'umanità. Tutti i cicli planetari, cioè le fasi reciproche partite da congiunzione e arrivate mediante varie figure geometriche a una nuova congiunzione, nel 2000 erano in fase ascendente. Anche questo non succedeva da molto tempo, e indica che l'umanità nel 2000-2001 si è trovata su una strada interamente sgombra. Soprattutto, una strada nuova da percorrere.
Immagine - Fuori il cielo è limpido e terso, il sole è alto nei cieli, noi ci siamo appena sposati ma c'è sempre qualcuno che dentro le case litiga per questioni minime.
2. Perché allora non abbiamo avuto un'apparente corrispondenza nella vita sulla Terra?
L'abbiamo avuta. Quando noi parliamo di una situazione generale dobbiamo vedere il tutto, la globalità dell'insieme rispetto a tanti insiemi precedenti. Dunque, se io parlo della situazione nel 2000-2001 e la vedo confrontata con quella del 1920, del 1940, del 1955, del 1983 e altri osservo che il quadro globale è estremamente positivo. Tutto il pianeta del resto comunica in una maniera potentissima e mai conosciuta prima (rete), mentre la bipolarità conflittuale della guerra fredda non esiste più. E questi due ultimi traguardi sono stati raggiunti proprio dal Restauro, nel 1989. Se poi alla presidenza Usa arriva un uomo che parla di scudo stellare in assenza di pericoli da parte di altre nazioni e adotta una politica dei primi anni '50 più indietro perfino del suo collega del 1960-63 è un problema suo (e purtroppo di un'intera nazione). Persone che disturbano sono sempre esistite e continueranno ad avere anche presidenze di varie organizzazioni. Questo non significa nulla, nei termini in cui ne stiamo parlando. La prima guerra mondiale si ebbe perché le potenze misero in atto per la prima volta gli strumenti raggiunti con la tecnologia e portarono a compimento la corsa agli armamenti dei vent'anni precedenti. La seconda guerra mondiale arrivò come deflagrazione inevitabile, in conseguenza di alcuni abusi e di infide alleanze politiche che non potevano che provocare una grande tensione nel mondo politico. Dopo il 1939-45 non si è più verificata una tale contingenza, e possiamo vederlo proprio nei cieli. Se poi alla Casa Bianca amano giocare alle automobiline-scontro non ci può riguardare. Se lo fanno in maniera pericolosa, è compito di tutti mettere in guardia da una presidenza Usa dissennata.
Immagine - In famiglia prendono la mira con un fucile carico in mano, nonostante un'assenza di conflitti
3. Prima datazione. Perché la dottrina cristiana crolla tra il 1905 e il 1919?
Perché le due teorie della relatività, unite alla scoperta della struttura atomica e delle particelle radioattive, proiettano la visione dell'uomo in un nuovo orizzonte. I fisici ed Einstein soprattutto elaborano - perfino senza volerlo - delle teorie che apportano una nuova concezione mai operante in precedenza. Con l'equivalenza tra massa ed energia si può dire che viene già azzerata la storia precedente, compresa quella delle idee e delle religioni. A quel punto prende avvio un concetto molto importante, che abbiamo spiegato nella pagina sulla relatività. Improvvisamente si applica anche nella realtà il principio che si può influire sulla materia perché questa è soggetta a variazioni in corrispondenza di variazioni della massa (vedi concetti di nucleo e di particelle). Questo poi condurrà ad applicazioni abnormi e malefiche come la bomba termonucleare, ma questo è un altro discorso. Qui importa rilevare che in quei due decenni tutto l'insieme di lavori e di scoperte compiute dagli astrofisici determina il crollo della visione precedente. Non credete mai a quelli che vedono anche l'atomo nel Corano o riferimenti eventuali in altri testi sacri. Allora era completamente sconosciuta sia la visione dello spazio come campo di forza magnetica sia l'esistenza di particelle assoggettabili a dilatazione termica e fusione del nucleo. La parola 'atomo' esisteva da tanti secoli ma non aveva nessuna realtà nella vita pratica, cioè era solo un concetto filosofico astratto. Qui, per la prima volta, si scoprì che si poteva agire sulla singola molecola mediante esperimenti scientifici che avrebbero condotto a sviluppi mai conosciuti. A quel punto, non è che crollino gli insegnamenti morali o le parabole. Tutte queste cose non hanno un inizio o una fine. Se io dico che l'ultimo povero della Terra va rispettato come il più ricco abitante del pianeta dico una cosa che è valida sempre. Quel che crolla è la visione del mondo (che 2000 anni fa guardava una volta celeste senza essere andato nello spazio e la guardava geocentricamente, senza avere cognizione delle dimensioni) e il modo di rapportarsi dell'individuo rispetto allo spazio che lo circonda. E' chiaro che nessuno arrivò a cogliere immediatamente questo salto, come pochissimi lo hanno colto nel 1989. Ma questo è ormai storia.
Immagine - Io mi muovo con il corpo, e mi accorgo per la prima volta che il mio moto incontra dei campi di forza. Mi viene in mente che se non ci fosse la gravità, che mi tiene attaccato al suolo, questo non succederebbe. E così è giusto chiamarli 'campi gravitazionali'. Sono fuori, ma sono anche dentro di me. Accidenti!
4. Avrebbe potuto arrivarci qualcuno, poniamo, dieci o venti secoli fa?
Assolutamente no. Proprio per una serie di carenze antropologiche e naturali rispetto a noi. Nel Medioevo, ad esempio, il cervello trasmetteva segnali equidistanti nella percezione, per cui nessun uomo poteva fare al tempo stesso tre o quattro azioni contemporanee (come leggere ascoltando la radio e mangiando un panino). Non avrebbe saputo coordinare bene i movimenti. 'Segnali equidistanti nella percezione' non significa che non si rendevano conto di un oggetto lontano e di uno vicino. Significa che non avevano occhio né altri sensi per giudicare la mobilità, le prospettive, le manovre di un mezzo nello spazio, le possibilità di ingombro ecc. Ogni movimento del corpo e ogni pensiero erano condotti a una velocità di circa 2/3 rispetto alla nostra attuale. Accadeva anzitutto per un fatto esterno di fisica meccanica e di dilatazione dello spazio. Lo spazio non era espanso come lo è oggi. Dunque un corpo incontrava un attrito leggermente superiore nell'aria. E poi per un fatto di evoluzione della vita, compresa quella associata. L'impatto col mondo circostante era basato essenzialmente sulla credenza. Oggi viviamo nella civiltà delle macchine. Un ragazzo di 20 anni oggi esce da casa alle otto del mattino ed è capace di condurre un veicolo a motore anche per venti ore di seguito. Un singolo uomo oggi riesce a fare un intero giornale elettronico. Allora gli uomini non avevano tutte queste autonomie. Nella vita quotidiana si esprimevano in maniera più ingenua e istintiva. Nella filosofia poi fantasticavano, poiché l'osservazione della realtà non aveva né strumenti né possibilità di applicazione. Non esistevano neppure tutti gli oggetti che ci hanno abituato a una percezione multipla, e dunque neppure volendo ci si sarebbe arrivati. Si esaminava e si faceva una cosa per volta, in maniera meno consapevole, meno attiva.
Immagine - A vent'anni mi stupisco di quanto fossi poco intelligente a cinque. Possibile che abbia fatto tutti questi progressi in quindici anni soltanto? Beh, d'altra parte, ora ho attorno a me tanti di quegli oggetti...
5. Seconda datazione. Perché la filosofia è stata sepolta definitivamente tra il 1980 e il 1984?
Perché a quel punto è diventata pura chiacchiera. Viene infatti trattata da docenti, che hanno interesse perché la insegnano all'università, oppure da persone amanti della dialettica pura. Ma essa non ha più alcun legame con il mondo contemporaneo, per cui possiamo dire di avere solo 'storia della filosofia', cioè di avere concetti non più applicabili alla nostra vita. Perché sia a quel punto che non si può più parlare di filosofia, possiamo dedurre dall'insieme di nozioni e di scoperte realizzate nel frattempo. E' stata soprattutto la biologia, con le sue migliaia di connessioni, ad ucciderla. Se ancora a metà anni '70 aveva un piccolo strascico la teoria marxista, che fu l'ultimo grande filone, nei primi anni '80 l'invasione di nuovi meccanismi e l'innovazione continua hanno cancellato qualsiasi ideologia che non fosse strettamente scientifica.
Immagine - Tu pensavi che la società fosse scomponibile in classi e che l'universo potesse essere oggetto di chiacchiera e di elaborazione del pensiero. Ma io ti dico che ho già le nozioni sufficienti e perfino le parole per tutto, per qualsiasi fenomeno che accade.
6. Terza datazione. Perché il monoteismo termina con Memoriale, cioè con queste pagine?
Questo è un concetto che capiremo meglio andando più avanti in questa pagina. Detto in sintesi, l'autore di Memoriale ha pubblicato un saggio che unendo i concetti di fisica a tutto il resto ha posto fine al concetto della divinità unica, che stava alla base dei tre grandi culti secolari, ebraismo, cristianità e islamismo. Non ci piacciono gli 'ismi', ma non potevo indicarli in altro modo. Che fosse terminato prima non si può dire, perché nonostante le scoperte della fisica rimaneva ancora il dubbio legittimo (con il correlativo culto) che una divinità unica fosse alla base della creazione dell'universo e fosse ancora presente. Andando con la nostra indagine alle radici della lingua abbiamo scoperto che fu la parola a fare da traino a tutte le religioni che nacquero secoli fa. Essendosi corrotta nel suo concetto, andò ad indicare una persona, un Essere che sarebbe stato onnipotente e che avrebbe dovuto essere adorato o pregato in vari modi. Un unico Essere, poiché dalla presunta rivelazione fatta a Mosè si disse che aveva parlato ed era uno soltanto, in contrapposizione ai molteplici che si concepivano in precedenza. La nostra indagine ha smascherato tutto e ha rivelato che fu un imbroglio delle coscienze, originato da una falsa e favolistica visione di qualcuno che invece era solo qualcosa, ed era una legge. Basta. Tutto qui. Avendo ricondotto la parola alla sua vera origine abbiamo posto fine non al teismo, poiché dio continua ad esserci come legge, ma al monoteismo come culto. Non c'è più alcun monoteismo. E il presente saggio resta come documento storico importantissimo, per tutti. Per la prima volta abbiamo scoperto e dimostrato che il concetto indicato dalla parola non poteva esistere, e dunque è caduta anche la pretesa di fondarne l'oggetto principale del culto.
Immagine - Un uomo ruba un'automobile e poi circola per anni con l'auto rubata come se fosse sua. I suoi figli lo amano e insieme adorano anche l'auto, perché ritengono che sia la principale risorsa della famiglia. Un giorno scoprono che era stata rubata, e che non apparteneva al padre.
7. Negli sviluppi scientifici che hanno portato alla fine del ciclo non ci sono altre discipline scientifiche?
Certo che ci sono, ma solo come percorsi paralleli. Così se diciamo che oggi abbiamo anche il DNA (acido desossiribonucleico), entriamo in un campo nuovo anch'esso con un percorso di esplorazione e di ricerca. Però la genetica non ha rivoluzionato la storia come hanno fatto l'astrofisica e la biologia del corpo umano. I cromosomi del nucleo cellulare sono in fondo una estensione delle particelle del nucleo atomico. Pensarle per ciascun singolo individuo ha portato a distinguere gli esseri umani a seconda dei geni nativi, ma obiettivamente bisogna riconoscere che la cosa non ha cambiato la vita quotidiana come altre. Intendo dire che a parte gli esperimenti sulla patologia e gli strumenti processuali per la paternità cambia poco la vita di ciascuno di noi sapere che i costituenti vengono forniti da padre e madre, in quelle determinate porzioni o quantità. O per andare su altre cose, diciamo che oggi abbiamo centinaia di migliaia di farmaci o di rimedi a base di erbe che soltanto un secolo fa erano impensabili. Neppure questo però ha un'importanza sovrana. Qui si potrebbe dire facilmente: chi è sano non ha bisogno di nulla (a parte gli alimenti), nel 2002 come nel 340 o nel 1560.
Immagine - Mi interessa di più avere un'idea chiara di quel che è intorno a me piuttosto che avere un rimedio istantaneo contro un mal di testa che con me potrebbe non funzionare.
8. Sono invece importanti i mass media?
Ecco, qui arriviamo a un altro punto essenziale, questa volta interno alla vita pratica. Il telefono e poi la televisione e il personal computer hanno cambiato la vita, e qui davvero non è possibile in alcun modo tornare indietro. In casa mia ho il mondo, attraverso uno schermo. Posso addirittura inviare messaggi miei da qualsiasi parte del mondo. Qui non è più questione di filosofia e di visione. E' il corpo stesso che si è modificato vivendo in compagnia di questi congegni. Con la compressione digitale poi il segnale arriva in un attimo, e vi arriva anche se in partenza era di grosse dimensioni. Tutte queste cose hanno riportato gli uomini su una medesima linea. Io guardo su uno schermo quello che guardi tu. Io ascolto sul mio apparecchio lo stesso brano che ascolti tu.
Immagine - Sai che a casa mia posso vedere un'altra persona che si muove in casa propria a 10.000 km. di distanza? Guarda che ti ho mandato un progetto per la costruzione di quell'edificio. Te l'ho spedito alle 8.17, sono le 8.19 e credo che sia già nella tua casella postale.
9. Ma tutti questi meccanismi, se non si utilizzano, che ruolo hanno?
Questa domanda non ha senso. Se io invento la radio, conta che l'abbia inventata, non che ci sia qualcuno che non la utilizza. La domanda più interessante è quella opposta. Se i meccanismi vengono utilizzati anche da chi vive un'esistenza che li nega (esempio: andare alla Messa in auto/ usare il telefono cellulare con l'abito religioso addosso), che credibilità possono avere questi individui? Nessuna. E' proprio quello che abbiamo sostenuto per tanti mesi su questo sito. Un cardinale che usa il fax o un cellulare è un uomo profondamente ridicolo agli occhi di tutti (e dovrebbe esserlo anche agli occhi di se stesso).
Immagine - Se hai l'auto pronta fuori di casa, non puoi più portare con te le redini con cui dai istruzioni al cavallo che trascina la carrozza.
10. In questo nuovo quadro, quali altre discipline diventano le protagoniste del nuovo ciclo?
Qui entriamo nel campo più proprio a questo sito. Diciamo: quelle che possiedono meccanismi di interpretazione della realtà. Solo con queste si può vivere una nuova consapevolezza della vita, di ciò che accade, del nostro corpo. I simboli, ad esempio, diventano molto importanti. Questo succede in qualsiasi nuovo ciclo, poiché essi costituiscono proprio il senso delle cose, quello che indica la presenza necessaria in contrapposizione all'assenza di tutto ciò che non fa parte della realtà in quel preciso momento.
Immagine - Ho notato che quest'anno sono andati molto forte gli oggetti che ruotavano. L'anno scorso non era stato così. Ho notato che i testi delle canzoni degli ultimi tre mesi avevano sempre una coppia, l'io e il tu in correlazione. Molto interessante.
11. Tra queste vi è anche l'astrologia. Perché viene ancora avversata, proprio da astrofisici?
Perché non la conoscono e sembra loro strana, ma le loro obiezioni sono campate per aria. L'autore di questo sito la insegna dal 1980 e non ha mai trovato ostacoli né dubbi sulla sua strada. Tuttavia, per evitare di confonderla con le chiacchiere sui segni che si fanno nei salotti o nei giornali l'ha chiamata in un altro modo, astrobiologia. Questa disciplina infatti pone in correlazione il corpo umano a pianeti e costellazioni, con tutti i simboli presenti anche qui. Solito discorso: non si può dire di non credere a una scienza che non si conosce. Se questi illustri obiettori fossero entrati nel campo si sarebbero accorti che l'astrobiologia è una cosa più che logica. Gli esseri umani infatti agiscono con effetti già osservabili nella fisica, cioè ciascuno di noi è già una copia dell'intero universo fisico che osserviamo. Si dice 'peso' in fisica e si dice 'peso' di un uomo politico o di una situazione o di un voto elettorale. Si dice 'gravità' in fisica e si dice 'gravità' di una situazione, di un fatto. Tutto corrisponde, insomma. Come sarebbe stato possibile pensare che ogni singola nascita avvenisse in un etere 'distaccato' dai pianeti o dall'aria? A pensarci un attimo, la negazione dell'astrologia è la cosa più assurda che si possa immaginare.
Immagine - Se tutto è atomo, questo atomo è dappertutto e dappertutto è osservabile con le medesime condizioni.
12. Ma se c'è la precessione degli equinozi, come si fa a concepire ancora una corrispondenza tra costellazioni e zodiaco?
E' un falso problema. Non ci interessa il lento spostamento con piccola rotazione dell'asse terrestre. Se il momento esatto degli equinozi anticipa rispetto al passato non per questo cambiano le stagioni o la posizione dei pianeti nelle costellazioni. Qui si parla di correlazioni simboliche fisse tra corpo umano e pianeti nei vari segni zodiacali. Non ha nulla a che vedere quel fatto, che è soltanto astronomico e non crea mutamenti di alcun genere.
Immagine - Se il mio orologio va indietro di venti secondi al giorno dopo un mese sarà indietro di 10 minuti, ma questo non significa che l'ora sia cambiata o che si debba correggere in qualche modo.
13. Ma come si fa a vivere con questa scienza come se fosse una parte importante della nostra vita?
La si usa come un meccanismo di interpretazione del reale, che è poi quello che ho fatto nella storia narrata su Memoriale. Anche qui c'è un equivoco da estirpare. Gli obiettori camparono per secoli con la falsa teoria dell'assenza di influenza. Certo che con questa avrebbero avuto ragione. Bisognerebbe essere stupidi a pensare che esista un'influenza tra Giove e me, quando mi muovo. Saremmo delle pedine. La teoria che sta alla base dell'astrobiologia è un'altra. Possiamo sintetizzarla in questa maniera: quei pianeti siamo noi. Un grafico del tema natale rappresenta in uno schema la situazione planetaria per quella latitudine e longitudine. Chi nasce in quel momento, in quel luogo, è quella.
Immagine - Tu hai preso una fotografia con la tua macchina fotografica. Sai che c'è un aereo sullo sfondo, dietro la testa di Gianni? In quel momento passava un aereo.
14. Ma come si fa a disegnare quella situazione in modo geocentrico, con la Terra al centro?
Quello che volgarmente chiamiamo 'oroscopo' è la fotografia presa da un punto di osservazione, che è il nostro. Noi non viviamo sulla Terra? Non si poteva certo fare oroscopi osservando dalla Luna o da Marte.
Immagine - Perché c'è quell'aereo sullo sfondo, nella foto? Perché l'aereo British Airways in volo da Londra a Madrid passava in quel momento sui cieli del nostro paese. Se volevi un altro sfondo dovevi dirmelo, saremmo andati a prendere la foto da un'altra parte.
15. Ma chi dice che Giove e Saturno, trasferiti in ciascuno di noi, significano proprio quelle cose?
Tutto questo patrimonio di nozioni e di corrispondenze si è formato dalla mente superiore di alcuni uomini, che già dai tempi antichi cominciarono ad osservare il comportamento e la conformazione degli esseri umani in cxrrispondenza di posizioni delle stelle e dei pianeti. Man mano che scoprivano scrivevano, e così queste note pian piano sono arrivate ad essere formulate in trattati più ampi. Questi trattati esprimevano all'inizio in maniera sommaria quel che si riteneva collegasse noi ai corpi celesti. Più passava il tempo più queste nozioni sono state perfezionate, perché in ogni secolo si raccoglievano i dati dei precedenti e chi continuava ad osservare li corredava di nuovi dati, e così via. Il corpus di analogie e di corrispondenze è divenuto grosso e scientificamente rilevante solo nel secolo XX°. Ma il contributo degli osservatori si estende in tutto il corso della storia. Qui davvero dovremmo ringraziare tutti coloro che anche senza prezzo e restando nell'anonimato hanno contribuito in maniera grandiosa al progresso di questa scienza. E' lo stesso discorso che abbiamo fatto nella pagina sull'esoterismo. Oggi vale lo stesso. Mentre i notiziari parlano di papi e di altre sciocchezze c'è una parte dell'umanità che lavora, ricerca ed elabora con coraggio e spirito pionieristico nozioni ancora non conosciute da tutti.
Immagine - Mentre tu lavoravi in banca io - senza dirti niente - studiavo le vite dei grandi uomini del passato sui loro temi natali. Sapessi cosa ho scoperto.
16. In questo quadro di fine del ciclo sono comprese anche le medicine alternative?
In parte. Qui bisogna distinguere, perché in giro c'è confusione e circolano falsi professionisti. La ricerca fa parte di questo quadro. E ne fa parte anche l'omeopatia, l'agopuntura e altre branche che studiano le cose correlate. Il problema è che bisogna saper distinguere. Ci sono delle persone competenti e serie, anche senza titoli, e ci sono delle persone che sono incompetenti, anche con titoli e targhette. Sta a ciascuno sapersi affidare a chi - anche qui con una sua ricerca - opera in campi nuovi con terapie nuove. Tutto ciò che funziona secondo nuovi metodi che pongono in correlazione il male con le energie (questo è soltanto un esempio) fa parte del nuovo ciclo. Non tutto ciò che funziona è detto che sia rimedio. Se io mi convinco che un farmaco mi ha fatto bene è probabile che lo prenda anche la volta seguente, ma potrebbe essere un effetto placebo come tanti altri.
Immagine - Sai che Guido opera con gli aghi? Ha vent'anni di esperienza. Conosce tutte le tecniche, per qualsiasi patologia.
17. L'effetto placebo come si può classificare?
Come una suggestione individuale. Io vinco a una lotteria, e siccome ieri sera avevo recitato un'orazione mi convinco che l'orazione sia servita per farmi vincere. L'effetto si stabilisce pensando che esista un nesso tra due azioni che non ne hanno alcuno. In medicina, è più difficile dire e valutare. In generale, se un farmaco produce buoni risultati in una serie prolungata di esperimenti o di somministrazioni a un singolo individuo, dobbiamo prendere per assodata la sua efficacia. Se poi questo dipendesse dal fatto che quel singolo lo prende con entusiasmo e involontariamente collabora al miglioramento di salute non si possono fare molti discorsi, lo constatiamo e basta. Qualsiasi intervento esterno (sull'organismo) che abbia un nome è degno di attenzione, se funziona.
Immagine - Su di me quel farmaco funziona a meraviglia. Perché non dovrei riprenderlo?
18. La pranoterapia come si deve valutare?
Con favore. Imporre la mani sul paziente e ottenere grandi risultati è una delle cose meravigliose che la natura ci riserva. Anche qui occorrerà vedere fino a che punto l'intervento di quelle mani sia stato risolutivo. Se concorrono altri elementi il discorso va analizzato. Se però un operatore guarisce regolarmente una serie consistente di malattie o di disturbi la cosa è significativa e merita il nostro rispetto. In medicina vale la legge dei numeri. Se l'esperimento riesce con un paziente su 300 si deve lasciar perdere. Se il test dà risultati positivi, con una prevalenza di più del 50%, la cosa è interessante.
Immagine - Le ha tentate tutte, ma solo il dottor Collins è riuscito a levargli quella continua emicrania. E ci è riuscito anche con altri nostri amici.
19. Cose come le grazie ricevute o i favori richiesti ai santi come si devono valutare?
Con grande sfavore. Sono basati sulla precarietà di un'idea che attribuisce un nesso non dimostrabile, e parallelamente riducono l'essere umano a una pedina in balia di un culto o di un'illusione.
Immagine - 'Vedi, ho pregato la Madonna e la risposta per quel lavoro ti è arrivata'. 'Già, ma l'avevi pregata altre duemila volte e la risposta non era mai arrivata prima'.
20. Perché le Chiese occidentali, quelle cristiane come la cattolica e la protestante, sono al di fuori di questo ciclo?
Perché seguono principi non più in vigore, dopo le scoperte dell'ultimo secolo e dopo la pubblicazione di questo saggio. Esse prevedono tutte la celebrazione di una funzione almeno settimanale con cui si ringrazia un signore che non c'è e ripetono formule che non hanno alcun nesso con la nostra vita e con il mondo contemporaneo.
Immagine - Perché ti rivolgi al sacerdote se non ha una conoscenza professionale o una pratica delle cose? Perché vai a ripetere assieme con gli altri quelle formule?
21. Se sono al di fuori, c'è un metodo per porle dentro il nuovo ciclo?
No, perché il nuovo ciclo non prevede alcun tipo di Chiesa. Soprattutto, non esiste più una comunità che si ispiri a un signore o a un uomo che si dice venuto sulla Terra per rappresentarlo. Ogni nuovo ciclo porta necessariamente con sé il rinnovamento dell'ambiente esterno e di quello interno a noi stessi. Se si continua ad usufruire delle vecchie strutture non si entra nel ciclo, perché questo introduce a nuovi simboli e a una trasformazione dell'essere, che non si rivolge più a potenze esterne ma ricerca questa potenza all'interno di sé. Questo nuovo essere sa di essere in correlazione con le forze della natura e di non avere da pregare chi possa dargli favori o protezione. Non c'è nessun dispensatore di benefici a cui rivolgersi con formule o gesti cultuali.
Immagine - Se hai un mondo dentro di te è a questo che devi ricorrere, non a persone vissute nel passato.
22. Perché un culto per cose o uomini del passato non è una cosa buona?
Perché non c'è nessuno che ti guarda mentre lo pratichi. Non c'è nessuno che ti protegge perché dici una formula o reciti un'orazione. Questo era un procedimento in uso al tempo di Gesù e nel Medioevo, soprattutto perché si leggeva a voce alta. Le formule avevano un senso perché si diceva che recitarle (il Corano stesso significa 'recitazione') avrebbe fatto bene all'anima di ciascuno. Evidente in questo caso l'effetto placebo. La cosa non ha un tempo, cioè messa in questi termini potrebbe funzionare sempre. Io mi convinco che una formula di ringraziamento a qualcuno (allo zio che è morto, a un parente che abita lontano, a un Essere chiamato Dio, a un attore del cinema adorato) serva e dopo che l'ho pronunciata ho l'impressione di star bene. Si tratta ovviamente di un procedimento infantile, se anche funzionasse. Perché il fatto di star bene dopo aver recitato un'orazione è fine a se stesso. Tu stai bene per qualche attimo perché l'idea ti piace, ma la tua vita non ne ha beneficiato in alcun senso.
Immagine - Se pensi di star bene recitando una formula, non c'è nulla di male. Ma non puoi vivere basando le tue giornate su quella recitazione. La vita va vissuta con eventi, con fatti che ti accadono, con azioni che tu compi.
23. Supponiamo per un attimo che questo Essete soprannaturale creatore dell'Universo esista davvero. Cambia?
Assolutamente no. Non cambierebbe neppure se esistesse davvero. Neppure se davvero fosse accertato che creò lui il pirmo uomo. Non si capirebbe ugualmente il motivo dei culti vari, fatti di ritualità e di formule di adorazione o di preghiera. Per logica dovrei ancora dire: 'Va bene, io domani darò a tutti la dimostrazione che esiste, e allora? Perché fate e dite tutte quelle cose?'. E a quel punto il cervello di un fedele diventa quello di un bambino di otto anni, perché si rende conto di una regressione che risale a un passato remoto. La preghiera è un fatto arcaico.
Immagine - Tu sei stato creato da un padre e da una madre. E allora? Mica stai a pregarli o ad adorarli...
24. Ma la fine del ciclo come si pone rispetto al passato?
Come il passaggio a un'altra epoca della storia. Non c'è nulla di male a constatare che l'evoluzione ha portato a nuovi orizzonti e allora è importante imparare a vivere entro questi orizzonti. Non mantenere i vecchi, come pretendono alcuni. Spariscono anche le contrapposizioni, come tradizione/innovazione (perché mai non si deve innovare?), evoluzionismo-non evoluzionismo (le cellule non invecchiano in tutti gli organismi?), devozione/non devozione (che significa 'devozione'? non dobbiamo avere rispetto di ogni nostro simile?).
Immagine - Non c'è un dualismo, se fare l'amore fa bene. Vedi di farlo anche tu, se puoi. Se non puoi non dire che sei da un'altra parte della barricata.
25. Le chiese cosa diventano?
Luoghi del passato. Come veicoli del passato sono diventate le carrozze trainate da cavalli. Si può entrare in una chiesa per ammirare i dipinti, le volte affrescate. Proprio come musei della memoria.
Immagine - Se non usi più il vecchio magnetofono non puoi metterci i dischi, perché per questi ci vuole un impianto stereofonico.
26. Ora supponiamo che esista davvero una dimensione dell'essere ultraterrena. Cambia?
Questo è un campo molto suggestivo, vive di racconti poco controllabili, di brevi parentesi vissute durante un coma, e cose simili. Tuttavia, anche qui diciamo delle cose sostanziali. Ci vuole un po' di fantasia a pensare che poi, se l'essere continua a vivere, esista un tribunale che dice: 'Il giorno tale hai fatto questo, quell'altro giorno hai fatto quest'altro'. Insomma, diciamo che un'altra dimensione comporterà una condizione molto diversa dell'essere che non dipenderà da ciò che ha fatto ma da come è, cioè dall'essere che è, dalle sue caratteristiche. Le dottrine induistiche del karma sostengono che ci si reincarna per liquidare i debiti contratti in una esistenza precedente e migliorarsi così lungo una catena di (ri)nascite. E' possibile, ed è verosimile. Ma anche in questo caso non si vede cosa abbia a che vedere questa catena con il fatto che un uomo abbia osservato o meno le prescrizioni di un culto e con il concetto di bene e di male. Se quelle prescrizioni fossero state veramente importanti, sarebbero state uniche su tutta la Terra. Non avremmo avuto una dispersione di culti. In definitiva, ciascuno continui a vivere la sua vita. Non cambia.
Immagine - I tribunali sono creazioni necessitate della vita associata sulla Terra. Soltanto.
27. Perché la trattazione sulla fine del ciclo ha una presenza così massiccia della Chiesa?
Questa è una domanda interessante. Io stesso ho sacrificato qualcosa, perché se Memoriale contenesse soltanto i 45 anni di storia avrebbe volato nelle graduatorie dei contatti. La Chiesa è importante comunque. Storicamente è il massimo organismo che gli uomini siano riusciti a creare. Quello che ha convogliato il maggior numero di fedeli come collettività. I suoi problemi sono dunque anche i nostri, ed è importante considerarla perché è proprio la prima e la più importante delle istituzioni che scompaiono. Col computer ad esempio è la posta che ha subito un grande ridimensionamento delle attività. Con il petrolio non c'era più bisogno del carbone, per certe cose. Qui non aver bisogno di un luogo che contava due miliardi e più di frequentatori non è una cosa da poco. E' come se improvvisamente dicessimo: 'Non abbiamo più bisogno dei locali pubblici che vendono bevande e che servono da mangiare' (ristoranti, bar, ecc.)." E' chiaro che una parte della nostra vita se ne va e viene rimpiazzata da un'altra. Perché la sua presenza su queste pagine sia così massiccia si deve al fatto che più di altre cose essa frena e ostacola lo sviluppo. Talvolta ha avuto una funzione positiva, nel contrastare le tendenze più materiali e ordinarie. Purtroppo queste volte non sono state superiori di numero a quelle in cui ha creato danni. Basta pensare alla quantità di perdoni richiesti dall'ultimo pontefice. Allora, un fine corsa dato a coloro che si davano un'etichetta significa anzitutto la fine del loro organismo rappresentativo. La cosa va fatta senza scrupoli, cioè va operata proprio come con l'arrivo di un nuovo apparecchio elettrico che rende obsoleti gli strumenti adoperati in precedenza.
Immagine - Se ti levo la casa è più forte che portarti via un cassetto.
28. Viene a cadere anche l'autorità dei rappresentanti supremi?
Certamente. Noi eravamo abituati a considerare autorità - come ho spiegato - coloro che venivano eletti o nominati ai vertici di istituzioni politiche o ecclesiastiche. Questo principio è venuto a cadere completamente. Qui si dovrebbe chiedere a un cardinale o perfino al Dalai Lama: 'Tu sai fare da solo un sito come Memoriale? Sei stato capace di inventare lo standard MP3? Parli otto lingue come il professor Paul Westbrook di Manchester?' No. 'E allora cosa vuoi da noi?' L'autorità, quella vera, è data da un insegnamento, da una scienza, da un modello di vita che si porta alla società. Senza nomi, senza abiti di cerimonia, senza titoli altisonanti. Chi è il Dalai Lama? Chi è Karol Wojtyla? Sono uomini buoni, esemplari, ma non possono rappresentare un'autorità, perché non hanno opere in questo senso. Il nuovo ciclo, ad esempio, non prevede 'carriere'. Non si sale in quel modo. L'ascesa è una cosa completamente diversa. Non possiamo dunque riconoscere a queste persone una forma di autorità diversa dal rispetto che già dobbiamo a tutti. Il fatto che vengano eletti da un gruppo, che salgano a un trono, che si pongano come leader di una comunità conta solo fino a un certo punto. I media e la gente si sono abituati a considerarli con deferenza. Ma se venissero messi alla prova (cosa che purtroppo non si fa mai) cadrebbero, perché dimostrerebbero carenze comuni a tutti gli altri. Le qualità di un uomo fanno parte di lui, lo seguono come il sangue che circola, non hanno bisogno di una carica.
Immagine - Di cosa sei 'autore'? Una carica o un titolo non mi dicono nulla.
29. L'abito pure, perde di valore?
Sì, quello religioso sì. Non si può rivendicare una distinzione dagli altri con un abito. Nel nuovo ciclo siamo tutti su una medesima linea. Decade anche l'importanza che si dava in passato ai titoli. al 'dottor', al 'cavaliere' e a tanti altri. Conta di più la sostanza, che sotto l'abito e il titolo potrebbe celare una carenza. Sono simboli del passato, quando appunto il valore della distinzione portava a godere di queste cose. Titoli come 'monsignore', 'sua eccellenza', 'santo padre', fanno sorridere. Il fatto che questa gente continui a portarli e a non lasciarli perdere mostra ancora una volta quanto siano fuori dal mondo attuale. D'altra parte si ispirano a uomini che mai portarono un titolo o una carica in vita loro. Allora, dire 'fate come lui' e poi farsi portare in giro su un'auto blindata non ha senso, e anzi mortifica l'intera comunità. Gli abiti da lavoro, le tute, le toghe dei magistrati sono altre cose. Anche qui, probabilmente, tutto sarà unificato nell'informale.
Immagine - Se usi quell'abito per non macchiarti, fai pure. Se lo usi per farmi vedere qualcosa fammela vedere con un abito normale. Levati quello che hai indosso.
30. Tutto questo non appiattisce?
Al contrario, vivifica. Perché libera da impedimenti e vesti esteriori di pura formalità. Siccome non c'è nulla che possa vietarlo è ovvio che chi desidera continuerà a portarli per un certo tempo. Questo sarà controproducente per lui, perché si sentirà come un 'diverso' in un ciclo che non prevede più questa diversità formale. La stessa cosa accade con la lingua. Fino a qualche anno fa era in uso la contrapposizione tra due cose in antitesi. Così tutto diventava 'anti'. Si diceva anticlericale, anti-cristo, proprio per additare un presunto male. Era una procedura infantile, anche questa. Se il campo è unificato, già in fisica, non ci sono opposizioni. In generale, o far l'amore fa bene o fa male all'organismo. Se fa bene fa bene per tutti. Una volta raggiunto l'accordo, non è che dobbiamo preoccuparci di quelli che non lo osserveranno e si regaleranno una etichetta. Ecco un'altra cosa che sparisce. Le etichette.
Immagine - Non sei anti-pentolico se non credi a una pentola che fa figli. Le etichette servono soltanto sui prodotti dei supermarket.
31. Per realizzare tutto questo occorrono atti radicali?
No, lo abbiamo spiegato. Passare a un nuovo ciclo non significa buttare via quello che esisteva prima. Si va avanti e così si dice: 'Ora siamo qui, quelle cose non potete più farle e dirle'. Siccome sulla Terra siamo miliardi e non diecimila occorrerà tempo. La secolarizzazione del mondo ha creato nella seconda metà del secolo XX° una mitologia dell'ultimo rimasto. Così si dice sempre 'l'ultimo romantico', 'gli ultimi credenti' ecc.ecc. Qui si tratta di notare che sarà l'ultimo solo nel senso di essere l'ultimo ad essere stato avvisato. La storia è andata lentamente anche per questo motivo, e di ciò i conservatori più inveterati hanno sempre profittato a piene mani. Le chiese hanno sempre tratto vantaggio dalla difficoltà di raggiungere tutti. I più cinici calcolavano sempre che prima di estirpare un'organizzazione così vasta sarebbe passato un tempo infinito, sicuramente molto ma molto più lungo di una esistenza individuale. E così certo non sarebbe mai successo nulla. Ecco che quindi il concetto dell'ultimo diventa semplicemente l'ultimo che sarà avvisato (di quelli che sono ancora nel mondo della fantasia). Ma la cosa va fatta con moderazione, senza forzare.
Immagine - Se trovi uno che crede ancora alla Befana, diglielo. Ma non sgridarlo. Era solo uno che viveva lontano.
32. In quale maniera si deve procedere nei confronti di tutto ciò che non è più in linea col mondo attuale?
Con il solito sistema, che si chiama 'conversione'. Io ho un apparecchio e se posso lo converto a un'altra misura, a un altro linguaggio, in maniera che possa dialogare con quelli che vengono dopo. Si fa anche con le macchine in informatica. Si tratta semplicemente di imparare alcuni codici, che si affiancano ai precedenti e poi in progresso di tempo li sostituiscono integralmente. Gli ecclesiastici hanno sempre adoperato questa parola nel loro senso, quello 'missionario'. Ora occorre convertire loro, occorre che loro stessi si convertano a un nuovo mondo.
Immagine - Ho l'auto con la benzina normale, bisogna che la converta alla benzina 'verde'.
33. Quelli che non ci riusciranno?
Saranno problemi, per loro e per tutti gli altri. Il nuovo ciclo determinerà una situazione simile a quella delle auto non più in regola. In teoria è una cosa da poco. Imparare un nuovo codice è come mettersi a imparare una nuova lingua vivendo in un territorio estero. In pratica non sarà per nulla facile, perché parliamo di uomini cresciuti e allevati con un dizionario di 2000-3000 parole. Se non ripetevano quelle, giorno e notte, non erano contenti. Questa è la vera incognita, ed è uno dei problemi più affascinanti di tutti i tempi. Ad esso partecipano infatti cose immateriali come la lingua, i neuroni, la vita onirica perfino. Fatto del resto comune, quando da giovani ci troviamo a dover rinnegare gli insegnamenti sbagliati ricevuti nell'adolescenza. Questo fu sicuramente il 'sogno proibito' di una parte dell'umanità, nei confronti di quelli con Dio. E sarebbe bastato così poco, per cambiare la storia... un pontefice che improvvisamente una mattina prende il microfono e anziché dire le solite menate annuncia: 'Signori cari, quell'Essere non c'è e io vorrei tanto metter su famiglia come tutti voi... sciolgo la Chiesa con questo mio annuncio e dispongo che nessun altro sacerdote al mondo utilizzi ancora il testo biblico come materia di insegnamento e di guida morale'. Ecco, non solo andava via lui (cosa che era poco di per sé) ma ordinava a tutti gli altri di fare la stessa cosa.
Immagine - La storia si cambia in un attimo, ma per quell'attimo ci vuole un coraggio che quasi nessuno ha.
34. Oggi è difficile come in passato?
Sempre di più. E' noto il saggio popolare che dice: 'Più tempo perdi meno ne sarai capace'. E' noto anche il gesto risolutore di quello che spinge il timoroso nell'acqua perché altrimenti quello non si butterebbe mai. Qui siamo più o meno nella stessa situazione. Un'umanità debole, dipendente, sognatrice, irreale trovò forma 1900 anni fa con la messa dell'abito, con la messa recitata e cantata, e con la messa fuori dal mondo. Oggi questa umanità non è più in linea con l'evoluzione raggiunta. Se la classe ecclesiastica dovesse riuscire entro qualche anno in questa impresa sarebbe uno degli avvenimenti collettivi più importanti della storia. Dal punto di vista dell'antropologia certamente il massimo evento di tutti i tempi. Il loro limite è infatti non poter neppure nascondere le condizioni di nascita. Nascevano così. Il primo loro segno di distinzione (quella che intendevano loro) è sempre stata la parola. Una parola pronunciata in maniera speciale. Abbiamo tre categorie principali e diffuse di emissione vocale:
a)
La noce in un angolo della bocca, che carica la parola con
contrazioni sillabiche o alterazioni consonantiche
b)
La parola che si porge sapiente e completa per attirare e soggiogare
l'esterno, tipica di biblisti
c)
La parola che si porge retoricamente, in maniera 'soffiata',
lontana, quasi ad evocare una natura non materiale del suono.
Quest'ultima categoria distribuisce pause e cali di tono in maniera
personale e spesso incomprensibile.
35. Perché un limite?
Perché
non potendo celarlo si prestavano a una facile etichettatura
dall'esterno. Era insomma una razza un pochino segnata. Come
parlavano facevano della morale, per qualsiasi cosa. Dubbi ne avevano
sicuramente, ma la funzione e il ruolo vietava loro di esternarli.
Così tutto diveniva apostolato, missione, parola unica. Chi
(di loro) avrebbe mai avuto interesse a cambiare un mondo e una serie
di metodi che poi egli stesso avrebbe utilizzato? Tu accetti le
prescrizioni perché sai che in seguito farai tu stesso in modo
che la catena continui, e per fare questo devi fare esattamente
quello che prima hanno fatto gli altri. La Chiesa ti mantiene ma in
cambio DEVI usare un repertorio di qualche migliaio di parole.
Altrimenti, sarebbe stata immotivata la presenza e la vestizione
dell'abito. A prescindere che dentro ci creda veramente o no.
Guardate
le facce dei chierici laterali, di coloro che dentro una Chiesa
assistono agli atti compiuti dal vescovo principale, dall'officiante.
Quei visi sono immoti, senza espressione, pare risalgano a un tempo
infinitamente remoto, pare siano imbalsamati nella contemplazione
asfittica di tutti i movimenti. Il calice che si innalza, l'ostia che
va sulle mani, il vino che si versa... sono cose che si ripetono da
secoli, eppure loro continuano ad osservarle - con gli occhi, con la
propria vista - senza batter ciglio. E sono serissimi, non gli scappa
neppure un colpo di tosse. Quando si riuniscono dentro le chiese per
fare riti tutti insieme e in gran numero hanno un corpo statuario e
quasi seducente, perché l'abito trova l'occasione sua (fuori
non ha molto senso). E tutti (loro) facevano così.
Immagine - Chi non ha altre cose si fissa con quelle che può avere, in un carcere come in qualsiasi altro locale chiuso.
36. Allora perché sacrificare un organismo così vasto? In cambio di cosa, a parte l'abito?
In
cambio, come sempre, di un gruppo di valori che oggi sono
irrinunciabili almeno quanto lo furono i loro 1900 anni fa. Questi
signori erano talmente distanti dalla realtà e dalla vita vera
che dovettero creare per se medesimi uno schema duplice e
manicheistico per qualsiasi cosa. Dall'inizio lo strumento più
efficace era stata la costituzione di un valore anche laddove la cosa
fosse stata di assoluta normalità. Prendiamo quella che loro
chiamano 'castità'. Più o meno tutti abbiamo
attraversato fasi - variabili nel tempo - di astinenza dal sesso.
Diciamo che l'uomo normale nell'arco di 80 anni di vita - se non
è di quelli che lo facevano regolarmente con una moglie sempre
in casa - alterna fasi di grande attività sessuale a fasi in
cui può arrivare a non farlo per niente (per un certo periodo
di tempo). Anche nella fisiologia del resto tutto ha un ciclo, a
cominciare dalle mestruazioni delle giovani ragazze per finire con
l'attività ghiandolare del maschio. Diciamo dunque che l'uomo
sano alterna con assoluta normalitù il 'fare' a un 'non fare'.
Ma in questo non costituisce un valore. Dire che si mangia quando si
ha fame e non si mangia quando non si ha fame è dire
un'ovvietà. Nel loro mondo, siccome quelle funzioni non
venivano mai espletate, fu naturale elevare a 'valore' la loro
condizione, cioè il non farlo, sostenendo che l'oggetto non
vale e che invece vale il non averlo. Se la loro mente fosse sgombra
non direbbero questo, perché si tratta semplicemente di una
funzione dataci dalla natura. Sarebbe come dire che 'non respirare' e
dunque 'non utilizzare i polmoni' crea un valore per colui che si
esercita in questo. Magari si impara qualcosa provandoci, provando a
stare senza respirare. Ma se uno dicesse che 'la non respirazione'
è un valore (per tutta la vita), cosa dovremmo dire?
Farli
passare da un'altra parte ha dunque un profondo significato. Quello
di far tornare le funzioni su un medesimo piano biologico, che non ha
un bene o un male. Ed è l'ultimo baluardo. Una volta eliminato
il moralismo legato al sesso, l'uomo si ritrova 'liberato' per sempre
e accede ad una nuova iniziazione. Perché ciò che non
ha dovrà conquistarlo (non nella maniera facile in cui è
stato possibile negli ultimi 30 anni) e avere il sesso come
novità sarà una cosa grande. Ciò che ha
sottostarà semplicemente ai ritmi della natura, che prevedono
in ogni cosa un'alternanza tra un pieno e un vuoto, tra un segno
positivo e uno negativo, come in una eterna bipolarità.
Immagine - Diffida del troppo e del nulla. Ma se raggiungi un equilibrio temporale e ciclico tra il fare e il non fare hai il mondo dentro di te.
37. Questo per le persone datesi all'abito. Ma per quelli che ci girano intorno?
I girotondisti del moralismo fanno parte di tre gruppi sociali. Il primo è quello degli scrittori che adulano le religioni e desiderano cordialità con il clero. Questi nascono e muoiono con un'etichetta di cui vanno fieri ('scrittore di ispirazione buddhista', 'scrittore cattolico', 'intellettuale musulmano', ecc.). Negli ultimi due secoli sono stati centinaia di migliaia in tutto il mondo. Non hanno creato nulla. Per lo più facevano ricerche sui loro stessi temi, riscrivevano in meglio cose già scritte da altri e si sedevano su posizioni molto comode (non di rado con una noce in bocca anch'essi). Riveriti dai direttori di giornale, conosciuti al pubblico, ricercati da colleghi, sempre pronti a conferenze sull'ultima stupidata ritrovata in una caverna vicina al Mar Morto, tutti avremmo fatto quello che facevano loro. Prendevano testi e ci scrivevano sopra. Un giorno ti viene voglia di fare una ricerca sulla vita di Gesù? Scrivi. Un giorno ti viene voglia di fare una ricerca sull'Opus Dei? Falla. L'editore era sempre pronto, non c'era neppure da cercarlo. Questo gruppo direbbe immediatamente sì, qualsiasi fosse l'annuncio dal centro. Basterà una riforma del più alto in grado e si inchineranno. Il secondo gruppo è quello dei politici chiamati 'democratici cristiani'. Ce n'è in tutto il mondo occidentale. Arrivano alle supreme cariche degli organi politici, hanno calze corte e basse, portano pantaloni larghi e telefonano spesso ai capi-clero. Questi sono i più antichi. Sarà un problema convertirli, perché fino a che i Parlamenti li avranno dentro mireranno a fare incontri coi vari Santi Padri. Tuttavia, mi fido anche qui dell'antropologia. Non ne vedo in giro, tra i miei coetanei. L'ultimo gruppo è quello delle confraternite, dei conventi datisi alla clausura - quattro volte su cinque - perché la vita non riservò loro i piaceri giovanili. Qui ci sono tra le migliori persone del pianeta.
38. Il passaggio da un potere a un altro comporta per forza sacrifici anche per la gente che sta a casa?
Questo
sempre. Se tu levi una proprietà - che in un caso come la
Chiesa è considerata di tutti - devi uccidere una parte di una
persona. Gli ordinamenti moderni lo prevedono solo in cambio di un
forte compenso quando espropriano un terreno per interessi sociali
definiti superiori. Ma la cosa non è mai indolore. Bisogna
superare barriere, protestare, vincere resistenze, soprattutto
sconfiggere complicità. E poi il potere ha sempre dei
complici, alla luce oppure occulti, che riescono ad ammorbidire anche
il più severo aguzzino. La fine del ciclo sacrifica quello che
abbiamo già detto, cariche, onorificenze, titoli e
naturalmente qualcosa anche dei media. Quelli che campavano
dell'attenzione per loro (non erano adoni neppure questi) ora
dovranno rigenerarsi anch'essi. I sacrifici vanno commisurati sempre
a ciò che danno in cambio.
Rinunciare
per qualcosa si può se ti danno qualcosa che lo supera, e
certamente tutto supera un uomo che fa appelli per il bene e contro
la guerra. Chi non sarebbe per la pace? La natura complessa della
vita sulla Terra, con bellezze che si mescolano a brutture senza
risparmio di crimini e vicende molto crude, rende illogico - oltre
che anacronistico - che esista una persona unica nel suo ruolo che
prèdica continuamente il bene e la pace tra la gente. E
così è normale che appaiano poco interessanti tutti gli
appelli - ovvi - che quest'uomo rivolge la domenica a un mondo che
non può più seguirlo. Questi appelli sono superati da
qualsiasi cosa. Perfino una lezione in una scuola serale è superiore.
Immagine - Il livello di un discorso pubblico si nota da tante cose. Se non serve, l'intervento va operato in primo luogo su chi lo ascolta.
39. Però bisogna comunque attendere qualcosa anche dal centro, dall'organizzazione. Se non partono ordini da quei centri come potranno mettersi in moto nelle periferie?
Qui distinguiamo. Esiste l'ordine (istituzionale) con la o maiuscola e quello con la o minuscola. Nessuno può far cessare quello con la O, perché essendosi fondato da solo ed essendo anch'esso un potere autonomo soltanto da solo potrà sciogliersi. Ci sarà al massimo un giorno - non sappiamo quando, se fra due mesi o fra dieci o vent'anni - in cui anche gli ultimi uomini dentro le stanze dell'Ordine diranno: 'D'accordo, ci siamo sciolti, l'organizzazione non è più in vigore'. Quello con la o - minuscola - è già cessato, perché la chiesa era (e dovrebbe essere) soltanto la comunità dei fedeli, non un palazzo con gente munita di titoli. Quella comunità - che si diceva universale - non esiste più. Oggi ad esempio le persone osservanti, in Italia ma anche fuori, sono una piccola minoranza. La realtà dice che quel complesso di regole (culto) non è più operante, nonostante alcuni uomini facciano gesti e sembiante contrario. Il problema è che prima neppure quest'ordine si poteva dire 'cessato' perché il trucco dell'ateismo contrapposto a un credeismo (lasciatemi questa parola) permetteva ai secondi di conservare la dottrina e di diffonderla. Ora che Memoriale ha smascherato il trucco quest'ordine non esiste più, senza bisogno di dirlo. Tu vai sul computer, anche a casa tua, e una volta compreso il trucco ti poni fuori da questa comunità.
Immagine - Un giorno, quando i figli scoprirono che l'auto del padre era rubata, non è che ripudiarono il padre. Però non vollero saperne più di quell'auto.
40. Al centro non possiamo intervenire?
No. Quando un organismo esiste da sé in quanto è un potere autonomo non consente interventi che non siano quelli decisi da coloro che la dirigono o lo rappresentano. Questo in una società per azioni come in una fondazione, in una comunità montana come in uno Stato. Finché questi organismi esistono per legge, cioè con una serie di potestà autonome e di organi da loro incaricati di amministrare o di governare, dall'esterno non si può fare nulla. Soltanto un esplosivo distrugge la sede di un Parlamento, ma neppure così si risolve nulla perché quella sede verrà semplicemente spostata. Qui noi non abbiamo solo una serie di uffici, ma proprio uno Stato, che fu chiamato Vaticano.
Immagine - Tu puoi eliminare in qualche modo tua suocera da casa, se la casa è tua. Se la casa è di tua moglie comanda lei e se non vuoi vedere tua suocera sei tu che te ne devi andare.
41. Come nacque questo Stato?
Quello che chiamiamo città del Vaticano nacque nel 1929, cioè esattamente 59 anni dopo che tutta la città di Roma fu inglobata nella nuova nazione-Italia con la breccia di Porta Pia (1870). Tale annessione aveva determinato un conflitto (questione romana) tra il nuovo Stato italiano (Regno d'Italia) e il papato. Alla sede e ai palazzi delle gerarchie cattoliche era stata riconosciuta l'extraterritorialità, cioè l'esenzione parziale dalle leggi del Regno, assieme con il riconoscimento al diritto di esercizio del culto cattolico senza limitazioni (legge delle guarentigie).
La fase politica regolata da questa legge durò appunto 59 anni, fino a che il nuovo primo ministro Benito Mussolini decise di addivenire a un nuovo accordo, che fu detto Trattato del Laterano. Questo accordo, firmato nel 1929 al tempo di Pio XI, diede vita a un nuovo Stato indipendente e sovrano chiamato Vaticano. Il cattolicesimo diventò religione ufficiale dello Stato, e gli organi della Chiesa cattolica trovarono luogo in quella porzione di territorio (neppure un chilometro quadrato) che ancora oggi possiamo vedere sulla parte destra del Tevere attorno alla Basilica di S.Pietro (comprese tre basiliche romane, S.Paolo, S.Giovanni e S.Maria Maggiore sparse nella capitale).
Immagine - Io ho un vicino potente nel condominio, un parlamentare della Repubblica. Visto che mi conviene ho abbattuto - con il suo consenso - il muro che separava il suo appartamento dal mio e ora ci si vede spesso, condividendo una parte dell'immobile (al comune non ho detto nulla della variazione in catasto, ma tanto il mio vicino è ammanigliato con tutti gli assessori e col sindaco)- I vicini ora credono che anch'io sia uno del gruppo parlamentare. La cosa mi intriga parecchio. E poi spesso dà lezioni di diritto costituzionale a mia figlia. Veramente una grande idea.
42. E' giusto che sopravviva ancora nel mondo attuale?
E' insensato. Nessun testo sacro ha mai fondato (o chiesto di fondare) una città di Dio, nessun capo religioso ha mai parlato di uno Stato di religiosi che debba essere separato dagli altri (ben altra cosa sono i conventi, le comunità, gli ordini religiosi, gli eremi). Mai nella storia. Quindi non si capisce da cosa traggano fondamento politico o statuale i signori che vivono oggi nello Stato del Vaticano. Le cose spirituali si trattano benissimo vivendo nell'ambito di altre (di qualsiasi) comunità. Nessuno, del resto, immaginerebbe una comunità di musulmani parlante l'arabo che si separi per motivi non chiari dalle altre costituendosi in Stato indipendente. Per rendere chiare le cose, è come se un gruppo di Sauditi dicesse: 'Noi vogliamo fare il vero Islam, ci separiamo dall'Arabia Saudita e fondiamo nell'ambito della stessa Arabia Saudita un nuovo Stato, che si chiamerà Saudimein'. Farebbero ridere, probabilmente. Uno Stato che è espressione di una religione o di un culto non ha nessun motivo di esistere.
Immagine - Ho scoperto che il mio vicino ha una grande considerazione di se stesso. Va addirittura in giro dicendo di rappresentare il Parlamento italiano all'estero. Come faccia non lo so.., però vedo che ci riesce.
43. Perché il Vaticano non può esistere come Stato autonomo?
Perché si dice 'Stato' un'organizzazione politica di un gruppo sociale stanziata stabilmente in un territorio delimitato e protetto dal diritto internazionale. Dire 'Gran Bretagna' significa riferirsi a un gruppo consistente di persone, circa 60 milioni, che risiedono in un'isola posta a un certo grado di latitudine e di longitudine, che parlano una certa lingua e costituiscono una certa etnia. Gli elementi costitutivi di uno Stato sono tre: 1) Territorio ; 2) Gruppo sociale, con una sua etnia ; 3) Autogoverno, mediante una serie di norme che regolano la vita sociale della comunità. Qui manca il secondo elemento essenziale, cioè l'etnia. Lo Stato del Vaticano è tale soltanto in forza di un accordo bilaterale tra due parti, che secondo il diritto internazionale può sì fondare una comunità riconosciuta da altre (non da tutti, come sappiamo) ma non crea comunque una nazione in senso stretto. I cittadini dello Stato del Vaticano parlano infatti la medesima lingua dell'Italia, circolano nel medesimo territorio, si servono - al 99% - dei medesimi servizi pubblici, insomma sono comunque cittadini dell'Italia a tutti gli effetti. Questi signori possono benissimo vivere assoggettandosi alle leggi di tutti gli altri cittadini, senza una propria polizia, un proprio codice interno, un proprio governo ecc. La loro posizione con privilegi è dunque un'assurdità, passivamente accettata dalla comunità.
Immagine - Qualsiasi oggetto che manchi di almeno uno dei requisiti essenziali (lo abbiamo visto con la parola Dio), non può esistere da solo. Se lo si accetta in quella condizione, lo si fa o per dabbenaggine o per imbroglio. Nessuno prende dal negoziante una bottiglia di acqua minerale senza il tappo.
44. Perché nessuno si è mai opposto alla sopravvivenza di questo Stato?
Per tutti i motivi che abbiamo letto finora in questa pagina. Un grande potere atterrisce, seduce e inibisce gli individui. Ci sono secoli di opere letterarie a dirlo. O le persone gli si aggregano per convenienza o restano inerti e agnostiche in merito. D'altra parte, come si fa a credere di poter abbattere pacificamente uno Stato? Il Vaticano è soltanto il frutto di un accordo politico siglato alla fine degli anni '20 per convenienza e motivi di opportunità geopolitica dell'epoca. I Patti Lateranensi erano già abbondantemente 'fuori epoca' nel secondo dopoguerra, con l'instaurazione della Repubblica, ma per le solite difficoltà burocratiche e parlamentari si dovette attendere molti anni prima di rinnovarli. Cosa che fu fatta dal governo Craxi, nel 1984, con la abolizione del cattolicesimo come religione dello Stato (e conseguente libertà di culto) e l'abolizione sostanziale del carattere sacro della città di Roma. Tutti questi accordi oggi sono soltanto storia, perché essendo i praticanti una minoranza è tutto diventato reperto storico. Ma essendo loro stessi detentori di un potere non si sarebbero mai sognati di abbatterlo perché avrebbe significato perderlo personalmente. Sarebbero stati autolesionisti. I parlamenti poi non fanno che stabilire relazioni con altri poteri.
Immagine - Se a uno danno un posto da dirigente con un grande stipendio, stanze con affreschi e rapporti internazionali riportati anche dai media, sarebbe un masochista o uno stupido a dire di no.
45. Ma allora?
Beh, ciascuno fa quel che può. Io agisco coi miei poteri, che sono questi due al monento. La forza del mio pensiero e lo strumento-computer, che lo trasmette al mondo. Il risultato è stato già straordinario, mi pare. Queste sono le ultime briciole, in maniera che non restino in giro dubbi o incertezze. L'ordine è già cessato, non esiste più. Una serie di intuizioni lo ha privato della parola e del concetto-cardine. Nel pomeriggio del 27 ottobre 2002 io sto consumando le ultime energie per far sì che chi mi legge poi non abbia più bisogno di lunghe riflessioni e neppure di tornare su quei testi. E' giusto che mi sprema fino al midollo per non lasciare neppure una casella vuota. E la cosa val bene una maratona. Ne ho fatte altre in questi tre anni.
46. Allora mettiamola così. Se uno che si professava 'cattolico' o 'musulmano' legge questo sito può essere che si dissoci dal suo culto o dalla sua comunità. Per andare dove?
Per andare da nessuna parte. Dove sta scritto che deve per forza appartenere a un gruppo, a una comunità territoriale, a uno dei tanti partiti? Se vuole approfondire il discorso del sito acquista i manuali che ho consigliato o si mette in contatto direttamente con me. Altrimenti resta senza religione e via. Quelle che si chiamavano religioni non hanno più futuro. Non c'è una prospettiva né vicina né lontana. Riformare non si possono, perché questi sono principi distanti anni luce dai loro testi. Rinascere neppure, perché la Chiesa è quella e basta. O la tieni, accettando di avere sempre meno fedeli, o la distruggi dichiarandola estinta.
Immagine - Se resti prigioniero in casa di tua moglie e non sopporti la suocera o la fai fuori nel sonno o dichiari estinto il contratto matrimoniale con tua moglie e te ne vai.
47. Però da qualche parte un altro ordine dovranno pur trovare.
Trovano un ordine dell'universo, che è una cosa molto più utile e nobile della ordinazione che hanno ricevuto o delle prescrizioni imposte. Quest'ordine esterno arriva proprio a sostituire quello interno nel quale vivevano. A un certo punto quello che era il capo-convento diventa qualcosa di naturale, come può essere il proprio Saturno a cui rispondere. A un certo punto, quello che era una rigida regola interna diventa una legge della natura attraverso la quale loro spiegano un evento o anche un modo di essere. Prima se entravi in quell'ordine sapevi che avevi delle (piccole) autonomie all'interno, che derivano dalle tue funzioni, ma non potevi interferire con l'attività dei tuoi superiori. La cosa era come un cappio, anche se a te piaceva. Ma lo sapevi in anticipo, del resto. Se non fossi stato d'accordo, almeno a parole, non saresti entrato neppure... e se eri già dentro non avevi che da dimetterti...
48. A chi stai parlando?
Beh, è chiaro che qui mi riferivo a quelli datisi un abito. Il sito parla a tutti, e in altra pagina ho detto che il target è stato finora indirizzato in parte preponderante verso i giornalisti, che negli ultimi 30 giorni non sono riusciti a staccarsi dal video. Ho bloccato i computer delle redazioni, ma anche interessato gente che in una casa o in un locale pubblico passano qualche decina di minuti a leggere su memoriale.com
Molto spesso il discorso è andato per ovvi motivi sul 'tu' rivolto a un giovane sacerdote o a un'autorità intellettuale o ecclesiastica di qualche archivio o biblioteca.
49. Giovani?
Miracoli con persone che hanno 82 o 93 anni non ne posso fare e non servirebbe più. Mi rivolgo in questo caso a persone che abbiano ancora il sistema endocrino e riproduttore a posto, insieme con un angolo del cervello disponibile ancora al ragionamento. Diciamo che vado indietro e arrivo fino a 60-65 anni, cioè a coprire le generazioni fino all'inizio della seconda guerra. Quelli che in qualche maniera hanno ancora qualcosa da chiedere o da dare alla vita.
50. Però altrove hai detto che non sono capaci di dimettersi e di fare quel percorso di conversione in direzione opposta.
Sì, finora. Ma non è detto. Proprio perché la storia si svolge in pochi, risolutivi istanti, dobbiamo sempre pensare che tutto è possibile. Dicevo, questi - entrando in quell'ordine - avevano soltanto le due possibilità estreme, o accettarlo o non accettarlo per nulla. Per compiere quel percorso in direzione opposta adesso bisogna andare in crisi, e la cosa diventa fondamentale proprio per quelli che vivevano di certezze. Al dogma antico si sostituisce la legge della incertezza, che pone la propria vita in un altro contesto. La crisi cos'è? Si dice 'crisi' la rottura di un processo. Io andavo da Parigi a Londra, a metà strada mi è venuta una crisi e sono tornato indietro. Mi ero iscritto a giurisprudenza, dopo due anni mi è venuta una crisi e sono andato a studiare lettere. Andare in crisi non vuol dire sprofondare in un pozzo di depressione. Si può andarci con lucidità, con coscienza di un nuovo cammino da compiere.
51. Questo cammino da compiere era stato previsto da qualche parte nei testi antichi?
E' sbagliato cercare ogni volta il senno del prima. Sono quei biblisti che anziché vivere la propria vita si mettono sempre a discutere di quella che leggono nei libri. Non potete prendere la storia come un meccanismo dettato da altri. In questo modo non compirete mai nessuna azione, non avrete mai una iniziativa. Chi se ne importa se era scritto nel testo tale, nella profezia di Quinto Grassotti, o nelle Apocalittiche laudi di qualcuno 2000 anni fa? Siate voi i protagonisti. Quando Cavour parlava non è che pensasse ai libri di scuola media che si scrivono oggi. Faceva la politica, quella che doveva e che riteneva giusto di fare e basta. Non potete pensare che la vita sia un oggetto di un libro, nel passato come nel presente. Se ritenete che quel cammino abbia da invertir di rotta non cercate giustificazioni storiche o morali di autori del passato. Se anche avessero visto giusto è qui che bisogna fare le cose, è qui... è ora che bisogna ricominciare.
Immagine - Se incontro una donna che mi seduce non mi metto a pensare come si comporterebbe mio padre, uno della Bibbia o Woody Allen nella stessa situazione.
52. L'ordine sociale si può sostituire senza una distruzione?
Dipende dai casi. Se te lo consentono puoi distruggere quello che c'è, pacificamente. In ogni caso è bene ricordare che a un ordine distrutto succede un altro ordine. Non esiste società senza regole di convivenza, senza norme giuridiche, senza patti da rispettare. Quindi si va da un ordine a un altro ordine, senza vie di mezzo o vuoti di anarchia.
Immagine - Se il palazzo dove abitavi è crollato per un terremoto, è inutile che piangi per un mese. Ti danno un altro stabile, e lì cerchi di viverci nel modo migliore possibile.
53. Quali sono i ricatti più forti che oppongono in genere alla fine di un ciclo?
In questo caso, lo sappiamo tutti. Molti uomini facevano leva sia su di sé sia nei confronti degli altri della mozione dei sensi, che nel vivere comune si esplica con un complesso di qualità, che conferivano delicatezza, tatto, rispetto delle icone, ecc.ecc. Così se arrivava un film molto critico nei confronti della organizzazione si dicevano 'feriti' nella propria sensibilità di cattolici o di musulmani. Questo faceva parte di tutto il sistema, ed era connaturato all'essere del cosiddetto 'credente'. Il migliore di questa categoria era proprio colui che si sarebbe talmente immedesimato nella cosa da assumerne proprio i caratteri. Bastava ripetere. Uno dei capisaldi più resistenti è sempre stato quello dell'orrore al semplice immaginare un 'mondo senza Dio'. Tutte le frasi più forti dei più convinti sostenitori di questi culti sono sempre state intrise di questo sacro spavento esercitato sopra le menti dei più deboli. Agito il fantasma della semplice ipotesi per dirti quanto 'terrificante' sarebbe un mondo privo di quella fantasia. Naturalmente, per la solita legge, la cosa in apparenza più forte è in realtà la più debole. Per cui non si può dire: 'Ora senza Dio...'. Si dovrebbe dire: 'Ora che si torna alla realtà...'.
Immagine - Se io dico a un ragazzino che Babbo Natale non c'è non è che si ponga il problema di un 'mondo senza Babbo Natale'. Babbo Natale non c'è mai stato. Difatti il ragazzino passa immediatamente alla nuova condizione. Non si ha idea di famiglie in cui sia subentrata la crisi di 'un mondo senza Babbo Natale'
54. Ma se una cosa che si riteneva esistere non c'è mai stata, non è un po' tragico riguardare nel passato?
Certo che lo è. Ma se quelli non avevano altri strumenti e non avevano il nostro cervello non possiamo anche qui metterci a confronto. Ecco perché dico: 'Lasciate perdere il passato'. Va bene che si studi la storia, ma poi quei personaggi non sono superiori a noi, cioè a quelli di oggi. Solo chi vive sui libri può fare un mito di Cleopatra, di Giulio Cesare o di Abramo. E così più lo fate più tragico sarà venir via dal mito quando tutto finisce. Il mondo ha una mutazione importante non perché improvvisamente manchi qualcosa che non c'è mai stato (=se non è mai esistito non può neppure mancare), ma perché tu passi a una condizione in cui hai soltanto quel che esiste (la realtà) e non un concetto su un essere o un'entità che non esiste. Il mito cade da solo.
55. C'è soddisfazione in un 'day after' di chi non aveva mai provato a concepire un mondo con altri simboli?
Il 'day after' è sempre un'esperienza da brividi, nel bene come nel male. Se il ciclo non ricominciasse sarebbe un terremoto arrivato sterilmente sulla testa di una comunità. Qui invece si ricomincia. La situazione è comune ad altre epoche storiche. Nel momento in cui i primi seguaci di Gesù o di Muhammad si ritrovarono a dover diffondere la nuova parola erano in pochi, in pochissimi naturalmente. Questi sono i periodi più fecondi e insieme più delicati della storia umana. Un 'day after' è quello in cui ad alcuni uomini viene affidato un compito nuovo in assenza di chi quel compito aveva instaurato nella loro mente. Sarebbe successo allo stesso modo - con molte più lotte interne e di successione - qualche secolo dopo negli anni successivi alla morte del Profeta dell'Islam.
Immagine - Il nuovo stabile dopo il crollo del tuo ti darà sensazioni uniche. Non riuscirai a controllarle, perché verranno dal profondo, come dai recessi della coscienza.
56. Il fatto è che è difficile concepire tutto questo senza una teoria del destino. Davvero non esiste?
Non esiste, nella maniera più assoluta. Se io avessi guardato le effemeridi vent'anni fa non avrei trovato nulla per il 2001 e il 2002. Credere che la linea sia preformata implica la creazione di una pellicola che noi si deve per forza percorrere in un certo senso, cosa che non esiste. Io posso anche dire a qualcuno: 'Tu avrai un grande futuro', ma che significa? Di preciso non vuol dire niente. Se poi uno mi avesse detto: 'Io so che tu il 2 luglio 2001 avrai un incidente d'auto' lo avrei smentito facilmente non prendendo l'auto quel giorno. L'astrologia, ad esempio, non ha nulla a che vedere con un meccanismo di divinazione o di previsione. Come tale è stata (ed è) vista soltanto per motivi deteriori della propria personalità (curiosità spicciola, debolezza, incapacità di affrontare la realtà) o per fini commerciali (dire che si sa tutto del futuro di un altro, sedurlo con le parole, fare un programma con telefonate in diretta). Noi affrontiamo ciascun frammento con i nostri strumenti, con il nostro corpo. Ma nessuno, in precedenza, sa come. Voler sapere prima il futuro è una debolezza. Se, metti caso, trovassimo un modo per saperlo, cosa ne faremmo? Quando sapessi che fra tre anni arriverà quella donna e io mi sposerò cosa avrei guadagnato a vederlo prima?
Immagine - Da lontano il radar mi segnala un ostacolo, ma non so cosa farò io stesso tra 25 secondi. Nessuno lo sa.
57. Il day after dei primi cristiani - come si sono chiamati per tanti secoli - come fu?
Emozionante come tutti gli altri. In quei primi decenni si svolge una predicazione timida e poco precisa basata sia sulle scarse testimonianze date in vita da Gesù Cristo sia dai testi estrapolati dai Vangeli degli apostoli. Timida, perché in quel momento nessuno può ancora avere idea di nulla. Pensiamo alla condizione di un uomo di allora. Al momento la Palestina è ancora un crogiolo indistinto: i primi membri della Chiesa nascente sono Ebrei, che non sono in crisi nonostante Tito gli abbia distrutto anche il tempio. Il loro unico handicap è la frammentazione in sette (esseni, sadducei, zeloti ecc.). Ma per il resto hanno già una tradizione, costituita sia dalle storie dell'Antico Testamento e dei Profeti sia dalle visioni apocalittiche in voga da prima di Cristo. Una gran parte degli Ebrei risiede comunque fuori dalle terre della Palestina e in qualunque luogo essi hanno già il loro stile di vita e le loro ricorrenze. La predicazione cristiana primitiva si innesta in questo tronco presentando un nuovo personaggio sul quale esistono comunque pochissime testimonianze.
Immagine - Mi hai lasciato dei messaggi molto belli e io li porto in giro, anche se non conoscendoti sono costretto a una certa cautela.
58. Perché i profeti lasciavano sempre una parola non perfettamente chiara e a frammenti?
Tutti gli inizi sono sempre poco documentati e poco documentabili. Occorre una grande forza interiore all'inizio. La scarsità di dialogo e di conversazione dell'epoca lasciò un insegnamento fatto di gesti più che di parole, di frammenti di vita più che di prediche lunghe un'ora. A questo aggiungiamo la difficoltà del target, come diremmo oggi. Non c'era nulla di quello che vediamo oggi. Vivere in piccoli centri urbani, con una sinagoga e con delle piccole recitazioni da pergamene, questa fu la vita al tempo di Gesù.
Immagine - Se non ho microfoni, radio che mi trasmettono, altoparlanti, giornali che mi annunciano, devo fare improvvisando e aggiustandomi con quello che ho e a qualsiasi ora.
59. La lingua come partecipa alla fine del ciclo?
Partecipa al solito modo, dettando neologismi (abbiamo visto sciami di nuove parole lungo tutto il Restauro), mandando in malora vecchi termini e facendo parlare in un modo nuovo. Modo nuovo significa gergo, sintassi nuova, nuove connessioni, ecc.ecc. Oggi come allora. Non ci fu una storia lineare, in quei primi secoli senza Impero Romano. Basta guardare a un corpo ancora in trasformazione come quello della lingua latina e della koiné greca. Dall'Oriente arrivavano spesso suggestioni legate alla magia, alla divinazione, ai demoni. Ma pensiamo anche alle varie sette isolate che diffondevano la 'gnosi', molto critica nei confronti del primo Cristianesimo. La gnosi preservò da tutto il corpo della predicazione cristiana una idea di 'divinità' nell'uomo, e questa idea è molto importante perché mantenne in quell'epoca un piccolo lembo di 'libero arbitrio' nei ceti più colti dei primi cristiani, che non poterono recepire integralmente idee come quelle della provvidenza o della predestinazione in un regno ultraterreno 'su misura'. Il primo grande scontro dell'era cristiana sarebbe stato proprio quello tra i 'padri della chiesa' e gli 'gnostici', due oppositori fortissimi e molto colti in un mondo in profonda trasformazione. I primi secoli di quello che chiamiamo Medioevo furono emozionanti. Ma ancora di più lo è per noi pensare quanto lontani fossero quegli uomini dal capire l'importanza di quel che vivevano o pensare alla semplice ipotesi che quei secoli sarebbero stati chiamati in seguito Medioevo.
Immagine - Io non so come nel 2700 chiameranno il Trapasso. Può essere che con una visione più globale della nostra diventi qualcos'altro.
60. Perché la lingua ha sempre formato parole dotte ad uso di pochi e volgarizzazioni ad uso di tutti?
Non è la lingua a creare questo processo. Siamo noi che accogliamo alcune parole se abbiamo un livello buono di istruzione e ne accogliamo un terzo se abbiamo invece un'ignoranza generale sulla storia contemporanea. C'è poi un fenomeno affascinante che si chiama 'doppio binario'. Molte parole si formavano in uno strato colto e contemporaneamente in un'accezione volgare. Ora ad esempio succederà che molti termini ecclesiastici decadranno nella accezione stretta e alta delle funzioni e resteranno invece nel senso lato, spesso metaforico, con cui li ha adoperati il popolo. Questa sarà la conseguenza principale della fine del ciclo.
Immagine - Ogni oggetto nasconde sempre dei trucchi e degli stratagemmi d'uso che conoscono in pochi. La maggior parte lo adopera soprattutto in senso 'largo' e 'generale'.
61. E' questo che successe con la parola Dio?
Esatto, questa è la conclusione a cui è giunto Memoriale. Finora non ho avuto dubbi né disturbi in questa analisi. D'altra parte, se la parola non avesse avuto quell'alone di riservatezza e di unicità forse lo avrebbero scoperto prima. Credo che non abbia giovato quella condizione. Non la si adoperava mai a ragion veduta.
Immagine - L'orco cattivo lo si cita solo strumentalmente.
62. Dire che non esiste più un ciclo non è come dire che non esiste l'orco di una favola.
La rivelazione non ha una misura, non ha scrupoli, non ha riserve, non ha steccati. O una cosa si rivela o non si rivela. Se si rivela si compie un gesto come quello che dopo una piccola esitazione non ci pensa più e si getta per la prima volta in acqua per vedere se riesce a nuotare da solo. Anche qui non c'era una via di mezzo. O si getta o non si getta. E anche qui - guardate la vita - il day after, cioè i primi minuti dopo il tuffo, sente cose mai provate. Le narici gocciolano, le orecchie si bagnano, le braccia si muovono come spinte da una forza immensa... e l'acqua purifica. Al momento di uscire quella persona respira in modo nuovo e dirà una cosa del tipo: 'O in quel momento o mai più'.
Immagine - Se trovi l'impulso giusto non ricorderai neppure come ti è venuto.
63. C'è un tempo giusto per un rinnovamento del mondo?
Dovrei dire di sì, ma la questione non è così semplice. La teofania arriva quando deve arrivare, non siamo noi a deciderla. Se la decidessimo compieremmo un gesto autonomo che non ha rischi. Io chiamo un ascensore con un semplice dito su un pulsante e non ho dubbi che arrivi. Ma se devo spiccare un salto da un'altezza di otto metri mi occorre un elemento non cosciente, occorre cioè che il gesto avvenga senza pensarci troppo. Più ci penso meno partiranno i nervi motori. Quando finisce un ciclo si verifica un fatto collettivo, che però parte da alcune coscienze individuali che lo pongono in essere con atti provocatori rispetto agli usi e alle tradizioni consolidate. E anche qui, se esitassero passerebbero dei momenti cruciali senza risolvere. Il tempo quindi non ha un carattere suo. Una cosa succede quando deve succedere. Più è grande e importante più apparirà ineluttabile e fatale, perché il suo svolgimento sarà composto di fattori imponderabili e irrazionali che sfuggono ai contemporanei. Nessuno è mai riuscito a capire l'esito delle rivoluzioni, che in genere seguono un loro corso indipendente da previsioni e calcoli (basta pensare ai tentati golpe nel Sudanerica).
Immagine - Se devi sconvolgere la società devi seguire un istinto e non la carta da scrivere.
64. C'è un legame tra la coscienza collettiva e quella individuale?
Sì. Questo legame è implicito nel nostro modo di essere, nella natura di una classe, di una collettività. Se io prendo tutti quelli nati nell'aprile 1962 trovo dei punti in comune, e allora posso dire che la società elabora in quel momento una coscienza di quel tipo. Se ciascuno poi si riconosce nei suoi coetanei è una cosa molto bella. La fine del ciclo non ha una natura peculiare sua. E' arrivata incamerando tutti i contributi dell'umanità a partire dal 1989, ma in un certo senso dovrei dire dal 1981 (prima no).
65. Non hai detto che il 1975 fu il primo delle strade alte?
Sì, ma non arriva ancora a dare una svolta. Il '75 fu una meravigliosa festa collettiva. Ma nulla di quell'anno faceva presagire una conclusione di peso. L'anno era ancora giovanile, leggero, festoso. Il ciclo comincia a mostrare crepe nei primi anni '80, è lì che cadono le cose astratte, fatte tanto per fare.
66. Ma molti dicono che non fu drammatico. Solo un parere soggettivo?
La risalita fu drammatica perché comportava degli adattamenti, che non tutti seppero fare. Basta pensare al walkman (termine orribile). Più d'uno diceva: 'Ci porterà a isolarci dal prossimo'. Basta pensare ai primi sportelli bancari automatici. Molti per anni dissero che non li amavano, come se le banconote fossero state cibo dell'anima da trattare con un alito umano davanti. Insomma, c'erano delle difficoltà che resero quei cinque anni duri. Io soffrii la risalita, per tutta la durata. Nel 1982 ebbi ad esempio tremolii agli occhi per tutti i 12 mesi. Alla fine trovai molto nel 1985 in termini di piaceri e di relax. Certo non fu drammatico per tutti coloro che si lanciarono nella nuova Tv, nei nuovi congegni. Soprattutto per chi trovò da fare soldi in una televisione nuova. La risalita diede anche brividi, in due casi. Il primo fu la temuta congiunzione del novembre 1982, che molte profezie avevano indicato in termini catastrofici. La seconda fu il 1984, in cui le profezie annunciavano una ecatombe a New York. Non successe nulla in entrambi i casi, naturalmente.
67. Perché le grandi concentrazioni planetarie hanno suscitato sempre discorsi a non finire?
Perché hanno agito come quei sacerdoti che instillavano il timore dell'assenza di Dio. Da sempre si è detto che le grandi congiunzioni planetarie sono sintomo possibile della fine. In realtà non è così. Negli ultimi due aecoli ne abbiamo avuto centinaia e non è mai successo nulla. L'effetto però è come quello descritto per gennaio 1994. Fasi critiche, che si verificano improvvisamente. Solo i più sensibili colgono le condizioni del momento.
68. Perché una grande congiunzione tra pianeti in un punto del cielo porta oscuri presagi?
Perché si è sempre detto che il mondo stesso nacque con una congiunzione generale di tante forze. Una congiunzione ha un significato radicale, o dissolve o ricrea. Già gli antichi ne ebbero paura. Le stesse teorie sostengono che l'universo si estinguerà il giorno in cui tutti i pianeti si ritroveranno in un unico punto. Per fortuna, succederà tra milioni di anni.
69. La fine del ciclo ha un significato di purificazione?
No. Questo significato è relativo soltanto a una scoperta individuale, a un atto di iniziazione compiuto dal singolo. Una collettività non ha atti di purificazione dati da un rinnovamento della storia. Altra cosa sono i lavaggi collettivi, tipo quelli degli Indù nel Gange in certe date dell'anno. La purificazione è in realtà un elemento simbolico nato con l'acqua. In origine fu l'abluzione che si usava al tempo degli Ebrei. Parlarne in seguito ha seguito quel processo di volgarizzazione di cui abbiamo appena parlato. Oggi si dice ad esempio che una persona ha purificato l'intestino se prende yogurt o delle erbe. Ma sono tutte cose che hanno poco significato. Il 'puro' acquisito improvvisamente non può che derivare da un viaggio compiuto a partire da un'impurità e qui non esiste uno stato simile. La storia umana non ha questi caratteri. E' qualcosa di molto neutro.
70. Ha un significato simbolico, comunque?
Anche questo non si può dire. I simboli sono sempre presenti, non sono mai mancati in nessun frammento. Mentre scrivo sono presenti alcuni, legati a questo momento. Il rinnovamento, ponendosi in un lasso di tempo prolungato, non trova uno stato unico ma più strati che si sovrappongono l'uno con l'altro. Dapprima trova quello del primo 1989, che è molto bello e importante. Poi accumula via via quel che i seguenti gli danno sulla strada. E' piuttosto un cammino, una strada che percorriamo con tanti segnali indicatori a destra e a sinistra. Chi vive in maniera superficiale non coglie neppure lo 0,1% di quel che sto descrivendo.
71. Ecco, questo è un argomento scottante. E' naturale che chi legge a volte sgrana gli occhi e dice: 'Boh'.
A questo posso rispondere con queste stesse pagine. Se ho saputo scrivere così tante cose personali non me le sono certo inventate. Le ho vissute con piena cognizione e con senso della realtà. Il problema esiste in un senso preciso: almeno il 90% degli abitanti della Terra non ha provato quello che descrivo sulla spina dorsale degli anni. Ma questo è sempre successo. Anche dieci secoli fa la storia venne fatta da pochi individui in ogni nazione. La gente seminava, guardava il cielo, raccoglieva, mangiava e dormiva. Quando noi leggiamo i libri di storia vediamo cose che non sfiorarono neppure i contemporanei. Noi le dobbiamo solo alla buona volontà di qualche zelante compilatore che scrisse delle cronache e poi le passò ai monasteri. Oggi in fondo è lo stesso. In un paese come l'Italia il quotidiano più venduto dichiara una tiratura di 700.000 copie. Se guardiamo alla realtà, cioè alle varie condivisioni e alle spedizioni del mittente, il giornale lo acquista non più del 60%. Metti dunque che siano 400.000. Come è possibile in una nazione con 57 milioni di abitanti in cui almeno 35 possono acquistare quel prodotto? Questo dà appunto l'idea di una nazione in cui mille persone si occupano ogni giorno della cosa pubblica. Mille su 57 milioni!
72. E per i sensitivi?
Qui si può dire che provano brividi collettivi 20.000 persone (sempre su 57 milioni). La cosa vale anche per questo sito. Su 1700 persone che aprono una pagina di Memoriale alla sera solo 7 o 8 provano un brivido e vanno a letto pensandoci. Io sono stato per forza crudo. Questo è un concetto a cui tengo molto. Se una persona non ha provato quasi nessuno di quello che ho scritto sulla spina dorsale degli anni vive un'esistenza da nulla. E' assorta nelle sue faccende private, e non ha che pochissimi sbalzi. Gli sbalzi sono fondamentali, perché riproducono esattamente la situazione nei cieli (ad esempio quella della Luna, che percorre la fascia zodiacale pià rapidamente di tutti). Prendiamo un incontro di tennis. Se arriva al massimo consentito, ai cinque set, spesso si vede una svolta nella seconda metà. Uno dei due improvvisamente sembra più sveglio, più dinamico. Questo è un effetto lunare, ed è l'unico che agisce su tempi così brevi.
I grandi sensitivi poi provano delle cose che sono perfino estranee al cielo del momento, poiché proiettano improvvisamente il loro o l'altrui passato nel presente e sono capaci di sentire cose che nessuno ha.
73. Il rinnovamento dunque è già avvenuto?
Sì, viviamo già un nuovo periodo. Anche se accendendo radio e Tv vediamo sempre le solite facce. Ormai si è capito che la nostra trattazione riguarda un lato più complesso e sottile di quel che si chiama 'storia ufficiale'. Si può dire che dal 1989 non c'è alcun dubbio che siamo dentro un altro periodo. E così una narrazione come questa è giunta a un certo punto a raccontarlo a tutti, grazie al computer.
74. Chi non ne è o non ne è stato cosciente cosa perde rispetto a chi lo almeno lo sa?
Nulla, perché se nella sua vita non arriva da solo a queste cose non gliele si può neppure imporre. Tutto è strutturato nel seguente modo: io mi muovo nello spazio in una mia dimensione (dello spazio stesso e di me). Tu ti muovi in una tua. Se io sento cose più forti delle tue è naturale che mi scaldi o che mi abbatta più spesso di te. Per me la vita è qualcosa di più forte rispetto a quello che ne fai tu. Non ho dato un giudizio. Quando dico che quella può essere un'esistenza da nulla giudico anche lì un ciclo, non giudico l'uomo che lo vive. Se si nasce fatti in un certo modo si muore allo stesso modo. Le nascite più sofferte danno uno sviluppo più ricco dell'esistenza. Se dicessimo che tu hai perso qualcosa non accorgendoti del 1989 sarebbe come dire 'Cosa hai perso a non venire a vedere quella partita di tennis!' Siccome all'altro non interessa il tennis non penserà mai di aver perso qualcosa.
75. Passiamo all'altra sponda. Chi come te ha vissuto le cose ha guadagnato?
No, il ooncetto del guadagno non è pertinente. Io non sono a confronto con qualcuno. Il fatto di averle vissute mi ha dato sicuramente una esistenza più ricca di altri, ma moltissimi direbbero sicuramente che non avrebbero voluto viverla.
76. La fine del ciclo l'hai mai raccontata a qualcuno?
Sì,
ma sono cose che - ripeto ancora - toccano pochi, perché
pochi hanno un senso della storia e pochi provano qualcosa a saperle.
La fine e il rinnovamento furono l'oggetto principale dei miei sogni
nel 1981, e poi nel 1989. Ne diedi notizia spesso durante la
risalita, e naturalmente a quelli che frequentavano i miei corsi.
Credo che allora avessero capito poco. D'altra parte quasi nessuno
immaginava il mondo di oggi, con il Pc in casa. A pensare alle
mutazioni di questi ultimi 20 anni si può anche diventare pazzi.
Ricordo
che nel 1980 mi intrufolai tra gli astrologi di un convegno che si
teneva a Campione d'Italia. C'era tutto lo stato maggiore delle
riviste italiane ed europee. Era stato invitato anche André
Barbault, che era stato un mito per tutti i professionisti
dell'astrologia. Barbault era un personaggio singolare, con una
immensa quantità di dati ma con doti di intuizione meno
spiccate. Gli domandai se si poteva stabilire un nesso tra Risalita e
Restauro (naturalmente non parlandone in questi termini). Fu evasivo,
come se non volesse rivelarmi un suo segreto. Poi feci il viaggio di
ritorno in pullman con Silvio Ceccato, che era uno scienziato un po'
chiacchierone ma simpatico. Allora c'era un clima pià bello e
piacevole di adesso. Oggi la professione è frammentata e
ciascuno si fa i fatti suoi.
77. Perché Barbault non volle parlarne?
Non lo so. Aveva scritto tre o quattro libri molto belli, comunque. Ed era stato tra quelli che aveva fondato in un certo senso l'astrologia delle congiunzioni. Però Barbault aveva uno strano vizio: concepiva tutto con i personaggi di nome e non aveva fiuto per le piccole cose della vita. Il suo trattato, che è uno dei più famosi in circolazione, fa esempi generici con i reali di Francia di tre secoli fa. Cosa può importare a un giovane di oggi della Luna di Luigi XIV?
78. Il Restauro era un segreto?
Per nulla, anzi tutti ne parlavano con un certo timore misto a preoccupazioni varie che però si scaricavano sugli altri. Vent'anni fa si parlava del Restauro come del 'Congresso di Vienna'. Conservo ancora una lettera di Lisa Morpurgo, che mi scrisse proprio indicandolo con questa espressione, e aggiunse una battuta, 'Per fortuna che all'epoca sarò morta'. Questo per dire di come lo si temesse. Poi il Congresso di Vienna c'è stato, in effetti. Ed è stata Tangentopoli.
79. Perché non si è sviluppata una scienza delle previsioni?
L'ho appena spiegato. Se io dico a uno: 'Nell'autunno 2004 avrai una operazione all'appendicite', quello o si mette la testa in subbuglio o farà acrobazie per smentirmi. Non c'è un modo per dire come l'altro avrà il futuro, all'infuori di proiezioni e di consigli che il consulente può dare in base a nozioni che non rivela facilmente. Qui c'è una segretezza necessaria. Molti astrologi hanno delle tecniche, che hanno avuto un successo solo parziale. Il motivo è sempre il medesimo: il futuro non è un casellario in cui tu metti delle variabili e costruisci delle equazioni. Chi ne ha paura non domanda neppure. In genere domanda chi ha grossi problemi e vorrebbe vedersi felice di qui a poco tempo.
80. Per questo non sei riuscito a prevedere di farcela entro la giornata? Sono le 23.30.
Pensavo di farcela entro la mezzanotte e mi accorgo che se continuassi fino a 100 - come contavo - non sarebbe possibile, così chiudo a ottanta anche perché ho la mano destra completamente piegata dallo scrivere (ho fatto una maratona dalle 9.30 del mattino). A questo punto è già mattina in Giappone, mentre negli Stati Uniti occidentali stanno facendo il riposino pomeridiano del giorno prima. Il discorso qui si farebbe lunghissimo. O tronco o scrivo davvero un libro. Per il libro c'è sempre tempo. Per Internet non più, perché ho veramente detto tutto. Se chi legge ha ancora dei dubbi passerà di diritto alla categoria dei 'dummies', quella per cui fanno un manuale semplificato per qualsiasi argomento. Questo era delicato e complesso. Speriamo di aver concluso bene. Vi lascio perché ho dolori sia alle mani sia agli occhi. Aspetta, un'ultima cosa... il rinnovamento dopo la fine ha un Messia sì o no? Il 'masiah' ebraico è soltanto l'unto, cioè il consacrato. Veniva concesso - come appellativo - ai re e ai sovrani al tempo dell'Antico Testamento, poiché li si pensava di istituzione divina. Il feticcio venne poi tradotto 'Christòs', da 'chrio', ungere. Siccome lo si diede come nome (da qui Gesù Cristo), come faremmo oggi con Cristiano o Cristina, si secolarizzò. Ma per gli Ebrei (e poi per tutti) la parola restò misteriosamente legata al concetto di un sovrano non ancora venuto (imminente, senza specificazione di tempo) che avrebbe dato liberazione promessa e felicità. Così divenne titolo per colui che fosse stato ritenuto allora 'grande inviato divino'. Neppure Gesù avrebbe potuto mai dichiararsi tale, poiché ciò che allora si diceva 'inviato' era al massimo promessa o speranza. Siamo nell'irrealtà dell'epoca, in una semplice illusione. E questo rimase nei secoli, anche perché nessuno potè dare nuova terra al popolo di Israele per lungo tempo né l'annuncio di un regno diverso in Terra. Liberazione è già, poiché non c'è bisogno. Il vero Messia, con la liberazione, è il fatto di non concepirne più. Se qualcuno avrà tratto vantaggio e insieme liberazione dalla lettura di questo sito allora sarò Messia per lui.
Pagina-maratona pubblicata il 27 ottobre 2002