
Una delle prime cose che
si dovrebbero imparare, nella Nuova Era, sono le caratteristiche
delle annate che ci siamo lasciati alle spalle. Uomini avvertiti
dovrebbero vederle nei visi, nei corpi, nelle varie generazioni. Qui
sarà compiuto il salto più grande che ci
distanzierà dai concetti banali e inesistenti delle culture
religiose. In questo senso, conformemente a quanto scrivo su una
pagina in inglese quasi contemporanea alla riedizione di questa, si
misura una voragine profonda. Ed essa è percepibile da me non
solo nei confronti dei prelati, ma anche nei confronti di astrofisici
che non sanno trovare il trascendente nella vita stessa. Chi dovesse
fare di queste mie pagine un sistema, troverà probabilmente
che esse sono più avanti di qualcosa come mezzo secolo
rispetto alla media della società. Nessuno scienziato,
purtroppo, possiede la visione di un metodo in cui il corpo di ogni
essere umano è correlato ai pianeti. E così arrivano ai
vostri occhi pagine che non hanno corrispondenti anche qui sul Web.
In base ad esse, a parte gli scambi e il commercio, sarebbe proprio
tutto da ricostruire. Manca, allo scopo, un numero di guide pronte
che possano fare insieme il governo e la cultura del vostro Paese. Le
trovere(s)te solo in alcuni individui al di fuori dei clan e delle
cerchie urbane, dediti a un'esistenza di ricerca e arrivati a
dominare in un certo senso se stessi. Nessuno scienziato, purtroppo,
possiede la visione di un metodo in cui alle persone sono collegate
le singole annate. Parlare di un'antropologia cosmica è come
dare un nome nuovo a un neonato che ancora non abbiamo sollevato
dalla madre.
Eppure le annate del
passato danno un quadro completo. Qualcosa che ancora gli Stati non
conoscono, e che ci si deve dunque limitare a presentare cercando di
seminare per quanto si può in attesa che il genere umano sulla
Terra compia quel salto di evoluzione che consentirà una
civiltà avanzata, non più informata a tradizioni del
passato ma alla comprensione viva del presente.
Relazione tra uomini e annate
Scrivendo queste pagine, ho sempre avuto timore che qualcuno operasse analogie sue. Se dico che il 1982 (anno in evidenza quest'oggi in un giornale sportivo) è una caduta, sto semplicemente parlando di cose generali. E' come se disegnassi il grafico delle entrate di un'azienda commerciale. Quel grafico non dice che negli anni meno felici magari i dipendenti di quell'azienda avevano avuto un ottimo rendimento o sono stati felici per proprio conto. Quando analizzo i periodi indico dati collettivi che danno un'idea di quello che ci troviamo a vivere. E' come se dicessi che uscendo oggi trovo un sole splendente e un clima buono che invita a gettarsi in piscina. Chi nasce oggi in quel clima è evidente che non porta nel suo corpo il clima. Però ci sono caratteristiche generali, come un modo di concepire le cose, una tendenza ad assumere un certo umore, un orientamento, che sono di oggi e che descrivono il periodo (di oggi). La abilità di chi interpreta sarà quella di riconoscere queste caratteristiche. Esse sono antropologiche, quindi da questo non si scappa e non c'è opinione che possa smentire. Io sento parlare un uomo del maggio 1920 e riconosco tratti che ho sentito in un altro uomo nato nello stesso mese. In quel modo si accomuna chi è nato in un certo periodo. Non ci sono, in questo senso, anni migliori o peggiori. Le annate contengono dati, che la nostra intelligenza percepisce e decodifica. E' un po' quello che dovrebbe fare uno scienziato. Osservare e annotare. In astrologia, la cosa - se la persona è dotata - è completamente automatica. Lo spirito di osservazione fa immagazzinare dati al cervello.
Quindi
il fatto che il 1978 o il 1982 abbiano una descrizione tutt'altro
che felice non influisce anche in quell'altro senso?
Esatto.
Non influisce. Sono due discorsi diversi. Vietato dunque
entusiasmarsi perché si è nati un certo anno (poniamo,
1969) o deprimersi perché si è nati in un altro (1986).
Ci sono ugualmente soggetti penalizzati o scimuniti nel 1969
così come ci sono persone geniali o donne favolose nel 1982.
Dobbiamo cercare di evitare meccanismi di identificazione. Sarebbe
come quelli che vanno in televisione a parlare dei dodici segni in
generale e per tutti. Cose prive di senso. Che poi qualcuno, leggendo
queste pagine, possa essere felice di esser nato in un certo anno
questo è normale e comprensibile. Del resto, tutti abbiamo un
certo orgoglio della nostra annata e diciamo sempre che quella
è un'annata di ferro. Quando di mezzo sono fattori
sentimentali, tutti abbiamo simpatie o tendenze ad affezionarci. La
realtà e la scienza sono un'altra cosa.
L'autore
di Memoriale è felice di essere nato nel 1957?
Certo.
Considera con una certa simpatia e con
solidarietà quelli che sono nati come lui in quell'anno. E soprattutto,
ha la precisa percezione di quel che condivide con uomini e donne nati
vicinissimi a lui. Ma
così dovrebbe capitare anche a voi, se aveste questo tipo di sensibilità.
Cose nostre, diremmo. Poiché si intuiscono, e poi si conservano dentro
un cassetto della nostra coscienza. Trasferite fuori da noi non hanno una
sostanza, perché gli altri difficilmente le capiranno.
Esiste invece un fatto collettivo, e qui torniamo nelle cose che hanno invece una grande sostanza. I nati entro certi periodi hanno sofferto di mancanze o deviazioni generazionali, che un occhio esperto ormai riconosce. Questo non si può discutere. Così, dirò ad esempio che un nato nel maggio o ottobre 1957 è molto più tranquillo e aperto di un nato nell'aprile o nell'ottobre 1956. Ha meno problemi di espressione, appare più lineare e meno subdolo (ormai avrete capito voi stessi quanto subdoli furono i primi 11 mesi del 1956). Lo riconoscerete dunque a occhio. Stando così le cose, nascere nel maggio 1957 era potenzialmente più indicato che nascere sette mesi prima. Tuttavia, siccome le cose poi si vedono individualmente caso per caso, quel discorso si arresta qui.
La
convenzione delle annate?
Ecco,
anche questo non dobbiamo mai dimenticarlo. Questi periodi, come
datazione, sono soltanto convenzionali. 'Oggi' (=5 marzo 2004)
equivale a dire dal 1 gennaio 1982 al 31 dicembre 1982 poiché
per convenzione abbiamo considerato 1982 come un essere e questo
essere è quello che esiste entro quel periodo di 12 mesi. Lo
stesso discorso avremmo potuto fare, sempre per convenzione, parlando
dell'essere che vive tra il 1 marzo 1982 e il 31 marzo 1982. Lo
avremmo chiamato 'marzo 1982'. Se guardiamo alla realtà,
però, può essere che il periodo con tratti comuni sia
diverso da quello. Esempio: il 1963 sarebbe bene farlo partire da
marzo o aprile, ma per convenzione appartengono a quell'anno
già coloro che sono nati a metà gennaio.
La presenza di Memocard che contengono dati comuni per un certo periodo dà comunque significati molto importanti. Ci sono, anche qui, note di base che favoriscono o meno. La cosa si può dire per brevi periodi. Così, possiamo dire che annate 'pesanti' non avrebbero favorito la leggerezza necessaria per librarsi in volo. Lo stesso si può dire di pianeti pesanti nel proprio tema.
Un
giocatore di calcio rientra nel medesimo discorso di un impiegato?
Certo. Noi
li vediamo muoversi con il loro corpo, e questo ci dà
già l'idea di quello che sono, della loro Memocard. Al massimo
osserveremo - come ho appena fatto - che quella persona sarebbe stata
più indicata per svolgere un'altra attività. E' chiaro
che lo sport necessita di un corpo fatto in un certo modo. Ma non ci
sono più (o meno) atleti di un certo anno.
Relazione tra uomini e pianeti
In
base a quel che abbiamo detto, il meccanismo di interpretazione del
tema natale va rivisto?
Più
che rivisto va adeguato al tempo presente.
Facciamo il caso della X° casa, cioé di quello che si
disse tale e che - abbiamo appena detto - tale non è.
Settecento anni fa è normale che gli osservatori più
acuti dell'epoca chiamassero 'successo' un pianeta all'estremo nord o
'cattiva posizione' un pianeta che non si vedeva e che non si sarebbe
espresso. Era logico dunque che assegnassero al settore più
alto del cielo un significato di 'realizzazione'. Poi gli interpreti
moderni estesero questo a un significato leggermente diverso, che
è quello di 'indipendenza'. Dissero che un pianeta molto in
alto avrebbe agevolato l'indipendenza e l'autonomia di chi lo
possedeva, in quanto esprimendosi imperativamente o con
autorità l'essere si sarebbe distaccato dall'ambiente (quello
proprio natale e poi anche quello sociale con onori e riconoscimenti
vari). Oggi siamo in grado di andare molto al di là di tutte
queste considerazioni. Un pianeta molto alto è importante, si
impone più di altri. Questo non significa necessariamente
successo o realizzazione. Ho visto gruppi di pianeti all'estremo nord
anche in individui molto comuni o addirittura in cerebrolesi con handicap.
Cosa
superiamo allora?
Superiamo
una visione sommaria e infantile dell'esistenza, che vedeva uomini di
successo e uomini che non lo erano soltanto perché nessuno li
vedeva. In un mondo che ha video e telecamere dappertutto chi
realizza qualcosa non è colui che appare, che è
visibile pubblicamente (cosa che l'inconoscio collettivo in parte
continua a pensare). Si guarderà in ogni caso alla sostanza di
ciò che si chiama 'realizzazione': nei temi natali quel
settore non è più esattamente quello che indicavano i
manuali, e lo stesso diremo degli altri. Questo discorso dipende dal
fatto che siamo usciti dall'ordine mentale delle case.
Nella Memocard non ci sono più case, perché non sappiamo cosa sia il concetto. Del resto, nei casi dubbi (pianeta alla fine di una ma non ancora nell'altra, e in posizione dunque poco definita) cosa avremmo detto? Noi non siamo fatti di cose a metà, al confine, alla cuspide. Lo spazio attorno a noi, alla Terra, non ha case. Esistono soltanto rapporti di attrazione gravitazionale tra un corpo e l'altro. In più, diremmo anche che le suddivisioni stesse a cui eravamo abituati (lavoro, denaro, affetti ecc.) appaiono ora più sfumate e meno nette. Ho lavorato a lungo per farvi dimenticare la separazione tra le cose e tra i concetti. Naturalmente ciascuno dei corpi planetari si trova in una determinata posizione, questo non cambia. Ventiquattro gradi dell'Ariete continua ad essere quello. Luna in Cancro continua ad essere Luna in Cancro.
Allora
anche qui non ci sono cose più o meno desiderabili?
Da una
parte, si può dire che non siamo prodotti che vengono esposti
e poi scelti dai consumatori. Si nasce in un certo modo, e quello
è il nostro mondo nello spazio-tempo. Siamo quello, lì
viviamo. Dall'altra, se abbiamo un gusto è bello continuare ad
averli (i gusti). Non possiamo reprimere quel che ci piace o cambiare
quel che non ci piace. Tutto sta a vedere come ciascun pianeta si
combina con il resto, come agiscono gli altri fattori e soprattutto
cosa determina socialmente. Temi natali molto belli e temi molto
brutti continuano ad esserci. Adeguarsi al nostro tempo vuol dire
utilizzare altri termini. Adeguarsi al nostro tempo vuol dire saper
valutare l'importanza degli elementi in gioco. Per chi avesse appreso questo metodo
nella globalità, il messaggio centrale è che essere Ariete significa più che altro
avere un certo tipo di energia e vivere dovendo esprimere questa. Più si ha
conoscenza delle cose, più si riesce a dominare la materia dall'alto influendo
in una certa misura anche sull'espressione di noi stessi. Meno si ha conoscenza,
più si è schiavi delle passioni e degli impulsi. Mettendo insieme tutte queste cose,
diremmo che se una persona intelligente è Ariete o Leone lo è certamente a 23 anni ma molto meno a 50.
Torniamo
ai pianeti. Fino a che punto si può ovviare?
Essendo
quello che siamo non potremmo muoverci, correre in altro modo. A una
struttura della Memocard non si può ovviare in alcun modo.
Diverso è il discorso del successo o di quello che può
capitare a un individuo. Questo è il campo completamente finto
del meccanismo, ed è quello che dobbiamo riconsiderare.
Sapendo che il nostro universo psichico è labile e precario,
molti profittavano spacciando l'astrologia come un settore che ti
dice quello che accadrà e aprivano studi di consulenza o
corsi. Sarebbe stato una sciagura, perché ci avrebbe ridotto a
tante pedine. Se io sapessi che quella cosa non succede, a
prescindere da quello che io posso fare, non avrei più
facoltà. Ecco perché ho spiegato che non esiste
più l'illusione della divinazione. Quando si riesce a
'divinare' è soltanto per proprie facoltà. Si è
profeti. Ma se si riceve una persona a domicilio e le si dice che con
quel tema in settembre e ottobre avrà incidenti si compie
un'operazione truffaldina e non autorizzata che produce danni. A
quella persona basterà attendere e verificare. Se davvero
succederanno incidenti in quel periodo (cosa che è nell'ordine
delle cose e non dipende da quello che ti disse il consulente) essa
stabilirà un nesso tra consulenza e realtà che potrebbe
non essere veritiero. Figuriamoci se succede nulla di quello che era
stato predetto.
Dunque, solo
descrizione del nostro essere?
Descrizione
di cosa siamo, più - se si vuole - esposizione generale
di ciò a cui possiamo andare incontro (attività adatte
a noi, periodi più o meno favorevoli in passato e in futuro, ecc.ecc.). Ecco, speriamo
che astronomi e fisici abbiano compreso qualcosa in più e dicano così qualche sciocchezza in meno.
Ma
dalla tua analisi sembrerebbe di uscire con un colpo troppo grande per quelli che finora lavoravano con
l'astrologia delle case.
Mi rendo
conto che lo è, ma non vedo alternative. Ho fatto molti
esperimenti, ho visto tante cose. Ho trovato
significati che erano vicini a quelli forniti per secoli dalla
tradizione astrologica, ma non corrispondevano alle case. Dipendevano
sì da una posizione nello spazio, ma quella non è né una casa
né un settore.
Dobbiamo
sempre avere coraggio. Quando noi
possediamo dati assunti in epoche precedenti, è sempre
importante sapere adattarli alla nostra. E' lo stesso discorso che
abbiamo fatto derubricando la fede, cosa importante in passato ma
oggi non più.
E'
questa l'astrobiologia?
Sì,
l'astrobiologia è quella della Memocard. Naturalmente,
corredata dei dati di anatomia e di corrispondenza tra corpo e
posizioni planetarie. Dati che qui non avevo possibilità
né spazio adatto per dare. Questi dati sono già a
disposizione di tutti e ci sono in commercio manuali di trattazione.
In più, come in tutti i campi, sarà l'operatore esperto
a scoprirne di propri arricchendo l'eredità fornitagli dal passato.
Pagina pubblicata il 5 marzo 2004, ultime modifiche apportate il 3 gennaio 2007 nella ripubblicazione come link dall'INFO dell'autore