Pagina del 12 aprile 2002

1° PROBLEMA - Qualche giornalista, di recente, ha trovato questa argomentazione: 'Il Pontefice ha fatto capire che non se ne va perché in fondo non saprebbe a chi dare le dimissioni, non avendo superiori'.

Ripensando a quanto scritto e al ruolo di cui si parla, cosa c'è che non va in questa affermazione?

2° PROBLEMA - Ha scritto un giornalista che si dichiara cattolico, in data 31 marzo 2002: 'Il Vangelo informa che è avvenuto qualcosa che ci riguarda direttamente. Quel Risorto ci ha aperto la strada alla vita immortale'.

Dopo aver letto le pagine di Memoriale, sapresti dire perché non ha senso questa frase?

3° PROBLEMA - Ha scritto un biblista, in data 31 marzo 2002: 'Ecco il terzo elemento narrato dai Vangeli, una teofania, cioè un'esperienza trascendente, rappresentata da una figura angelica che proclama le stesse parole del successivo Credo cristiano: 'E' risorto!'. Una formula che ha lo scopo di spiegare quella tomba vuota. (...) Ora, noi siamo di fronte a un evento che ha contorni verificabili storicamente (la tomba vuota, i lini abbandonati, la testimonianza delle donne), ma il cui nucleo è trascendente. Ciò che accade in quell'atto, non descritto dai Vangeli, è simile a quanto avviene al seme o al lievito'.

Poniti nella situazione descritta. Perché è una falsità sostenere che 'E' risorto' è la reazione più naturale a una tomba privata di un corpo? Perché il seme non ha nulla a che vedere con una resurrezione?

4° PROBLEMA - Scrisse il prefetto della Congregazione per la fede in: 'Introduzione allo spirito della liturgia': 'L'uomo, che è finito e peccatore, può cooperare con Dio, che è infinito e santo? Egli lo può per il fatto che Dio stesso si è fatto uomo, che è divenuto corpo e continua, ancora con il suo corpo, a venire incontro a noi che viviamo nel corpo. (...) Noi dobbiamo pregare perché diventi il 'nostro' sacrificio, perché noi stessi veniamo trasformati nel Logos e diveniamo così vero corpo di Cristo. E questo deve essere chiesto nella preghiera.

Cosa c'è che non va in questo periodo?

5° PROBLEMA - Un parente, nel corso di una lunga discussione, mi ha obiettato: 'Perché arrivi a una conclusione così estrema? Se fosse vero, in fondo cosa cambierebbe chiamarlo Dio, Dao o Duo? Io potrei chiamarti Giovanni o Aldo o Giorgio, non saresti sempre tu? Come fai a dimostrare l'inesistenza di un oggetto mediante la lingua?'

Tu come risponderesti, a questa obiezione?

6° PROBLEMA - Un lettore mi ha detto più o meno: 'Ma se ci fossimo fermati a dodici mesi fa... avevi dimostrato l'inesistenza, non bastava? A quest'ora avremmo un mondo senza Dio, e basta. Che necessità c'era di rifondarlo, e di ridarcelo?'

Cosa risponderesti a questa osservazione?

7° PROBLEMA - Questa è un'idea che faceva parte di un mio sogno, in qualità di dubbio: 'Se recuperiamo un dio che si rinnova attimo per attimo e che vive insieme con noi questo non porta forse a un'assenza di valori stabili e duraturi'?

In che modo risponderesti?

8° PROBLEMA - Una delle più ovvie controdeduzioni che avreste potuto farmi: 'Se c'è un dio che un giorno lascia illesi 33 passeggeri di un pullman ci sarà anche un dio che un altro giorno lascia morti altri 20 passeggeri (o 200 in un aereo) da un'altra parte. Se c'è una legge (di dio) e non il caso significa che agisce comunque una relazione e che se uno non muore (al contrario di altri 300 a bordo con lui) quello avrà un dio diverso da quello degli altri. Se può ringraziare uno che si salva perché non voleva morire (esempio dell'ingorgo che impedisce di salire su un aereo che poi si schianterà al suolo) e altrettanto non può fare uno che non era così attaccato alla vita, perché non parlare semplicemente di fortuna e sfortuna, ogni volta?'

Secondo voi, cosa avrei risposto?

 

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