Pubblicata il 25 gennaio 2005

Persone e organi decaduti

INTRODUZIONE - Scrivo questa pagina in modo chiaro e semplice, affinché tutti capiscano. Per introdurvi a questa pagina dovrete passare per il preannuncio contenuto nel file 'rigenerazione'. In quella pagina dicevo, con chiarezza, che decadono persone (nei titoli, nelle qualifiche, nella loro relazione con lo Stato) e organi in cui queste erano incardinate. Naturalmente, questo è per ora il mio annuncio. Esso reca un messaggio che prima o poi si deve eseguire, da parte degli organi di governo, perché in seguito a questa dimostrazione sono state scardinate le fondamenta di questi edifici chiamati 'Chiese cristiane' o 'templi ebraici'. Quegli organi sono già decaduti, a questo punto. Lo saranno anche nei fatti quando le persone che sono in grado di eseguire e dunque di ottemperare porranno in essere loro stesse atti in esecuzione. Più avanti vedremo quali possono essere. Finché questi atti non vengono compiuti, organi e persone restano pienamente vigenti in base alle leggi attuali. Così, sarà ancora in vigore quel codice canonico, quelle relazioni tra Stato e Chiesa, quelle funzioni ecc. Questo fatto rende evidente in pienezza la schiavitù a cui fu sottoposta tutta la società. Quando quei culti, che all'inizio erano solo quello, furono definiti anche 'religioni ufficiali dello Stato' era automatico che gli organi dei vari governi nazionali (prima reali, poi monarchici, infine primi ministri nominati o eletti) intrattenessero anche relazioni ufficiali con gli organi ecclesiastici. Questi ultimi furono a capo di un'organizzazione riconosciuta all'interno degli Stati medesimi, e dunque protetti anche dalle leggi (a cominciare dalla fonte primaria costituzionale). Qui cominciamo parlando della

Chiesa Cattolica.

IL PROBLEMA VATICANO - In precedenza, prima che l'Italia si facesse nazione con la unificazione, non esisteva neppure questo Stato. Oggi può stupire. Eppure la coscienza laica e risorgimentale fu oppressiva della organizzazione ecclesiastica che aveva precedentemente sede in Roma. Oppressiva al punto da combatterla, sotto il papato di Pio IX, mediante una serie di disposizioni: soppressione degli ordini, abolizione dei privilegi e dei beni ecclesiastici, esclusione della Chiesa dall'insegnamento. Il 1870 fu la data culminante di questo processo, poiché in quell'anno le truppe della nuova nazione italiana occuparono Roma. Da quella data, il personale ecclesiastico della sede centrale rimase praticamente privo di una normativa per i rapporti con lo Stato, poiché il papa dell'epoca non accettò la legge delle guarentigie. La Chiesa arrivò ad avere al vertice uno Stato vero e proprio soltanto con i Patti Lateranensi del febbraio 1929, e lo Stato fu in vigore ufficialmente dal 7 giugno 1929. Questo fu appunto il Vaticano.

Chi erano i cittadini di questo Stato-fantoccio grande meno di un km.quadro? Appunto le persone fisiche incaricate di svolgere quel ruolo all'interno di quei palazzi (quello Stato erano soltanto alcuni palazzi e alcune chiese): a) Cardinali; b) Coloro che risedono stabilmente in quell'enclave per incarichi amministrativi e retribuiti dall'organizzazione stessa, insieme coi loro parenti. La differenza? Prima erano soltanto quelli che facevano quelle funzioni. Ora, in questo modo, il Vaticano cominciava ad avere relazioni con gli altri Stati mediante rappresentanze diplomatiche perché era esso stesso uno Stato come gli altri. Tuttora, tra Vaticano e altri Stati esistono relazioni improntate al diritto internazionale, in forza delle quali essi mandano all'esterno un proprio incaricato diplomatico presso la Santa Sede (così fu chiamato quel minuscolo Stato) e al loro interno accolgono un rappresentante diplomatico del Vaticano stesso (nunzio apostolico).

Il Vaticano non è un vero e proprio Stato, poiché manca l'elemento etnico.

COSA E' UNO STATO - .Si dice 'Stato' un'organizzazione politica di un gruppo sociale stanziata stabilmente in un territorio delimitato e protetto dal diritto internazionale'. Dire 'Gran Bretagna' significa riferirsi a un gruppo consistente di persone (circa 60 milioni) che risiedono in un'isola posta a un certo grado di latitudine e di longitudine, che parlano una certa lingua e costituiscono una certa etnia. Dunque, quali sono gli elementi costitutivi di uno Stato? Sono tre:

1) Territorio
2) Gruppo sociale, con una sua etnia
3) Autogoverno, mediante una serie di norme che regolano la vita sociale della comunità.

Tutti questi elementi sono ugualmente fondamentali, di modo che se mancasse anche uno solo non si avrebbe Stato. Se mancasse il territorio i cittadini non avrebbero un luogo in cui risiedere (comitati e comunità in esilio non vengono considerati Stati). Se mancasse il gruppo sociale con una etnia particolare, non si avrebbe uno Stato nella sua individualità, in quanto una parte degli Americani potrebbe staccarsi e dire 'Noi facciamo gli Usa in quest'altra parte della Terra' e così avremmo milioni di Stati anziché 200 riconosciuti dalla comunità internazionale. Se mancasse un governo statale, la vita sociale del gruppo sarebbe regolata dall'anarchia perché la mancanza di norme interne impedirebbe la giustizia, la legittimità dei rapporti giuridici e la storia stessa di una certa comunità. Dunque, tutti gli Stati possiedono necessariamente questi elementi. Li possiede anche il Vaticano? Vediamo.

Esiste un territorio, in questo caso? Sì, per quanto minuscolo esso sia. Esiste un governo, in questo caso? Sì, per quanto ristretto e non rinnovabile esso sia. Esiste un gruppo sociale con una sua etnia? No. Se poi si passa a un punto di vista religioso, si va di male in peggio. Nessun testo sacro ha mai fondato (o chiesto di fondare) una città di Dio, nessun capo religioso ha mai parlato di uno Stato di religiosi che debba essere separato dagli altri (ben altra cosa sono i conventi, le comunità, gli ordini religiosi, gli eremi).

Abbiamo cominciato da una spiegazione politica e giuridica, applicata all'organo centrale di una delle organizzazioni (Chiesa Romana). E abbiamo già detto che lo stesso atto che la creò fu un compromesso di natura politica. Ma dobbiamo arrivare a capire di preciso cosa decade, a questo punto. Per questo dobbiamo ricostruire tutto, cercando di capire come si fondarono le istituzioni del monoteismo e quali ruoli vennero assegnati agli uomini (o eventualmente, ma molto raramente, alle donne) che vi aderivano. Insomma, dobbiamo risalire storicamente alle fonti e individuare uno per uno i soggetti che decadono.

DAL MESSAGGIO ALLA FONDAZIONE - Tutti gli aderenti al culto cristiano, nato qualche decennio dopo la morte di Gesù Cristo, si univano a una Chiesa. La parola greca ecclesia però nacque solo per 'comunità'. Nei primi secoli non esistevano neppure le costruzioni per il culto. Esse, con tutti gli elementi architettonici e artistici, vennero costruite molto più tardi. Chi si univa alla comunità che celebrava il culto di Cristo imparò da sempre a dire che Gesù aveva fondato la Chiesa, che in tal modo sarebbe stata così la sua Chiesa. In verità, egli aveva inteso formare in origine una comunità, quella dei primi apostoli. Poi si fece dire anche, mentendo, che Gesù aveva costituito una gerarchia. Falso. Quella gerarchia fu molto successiva alla sua morte, anche se 'papi' vennero eletti quasi immediatamente. Essa venne costituita con ordini maggiori e minori e con organi centrali e periferici.

DALLA FONDAZIONE ALLA LEGISLAZIONE - Una volta costituita, è naturale che l'organizzazione dovesse funzionare e vivere secondo norme. Queste vennero decise in forma di decreti, dopo la riunione di appositi concili nel Medioevo per la formazione di dogmi, e poi in forma di vere e proprie leggi di diritto canonico. In forza di queste, vennero a delinearsi AL CENTRO I SEGUENTI ORGANI:
1) Papa. A quest'uomo, eletto a partire dal secolo XII° dal collegio dei cardinali, fu attribuita una serie di potestà e di qualifiche. Qualcosa che oggi può essere al massimo materia per ironia, o comunque spunto per una riflessione sul mondo antico. Le parole si sprecarono, dal 'Vescovo di Roma' al 'Successore di Pietro', dal 'Vicario di Cristo' al 'Pontefice della Chiesa Universale'. Si giocava e ci si beava con le parole.
2) Cardinali. Sacerdoti eletti, come in una specie di Senato del papa. Creati soltanto dal papa, essi adempiono funzioni di facciata e lavorano per la redazione di documenti e la preparazione di incontri nella Santa Sede.
3) Concilio Ecumenico dei Vescovi. Convocato 'una tantum' dal papa stesso, per la discussione di temi sulla dottrina e sull'organizzazione.

e:
1) Congregazioni, esistenti per svolgere vari incarichi sulla disciplina e sull'organizzazione
2) Tribunali
3) Commissioni
4) Uffici vari

Parole. E' chiaro che una volta costituitasi un'organizzazione, avrebbero dovuto crearsi anche ruoli gerarchici che venivano definiti - come tutte le cose - con parole. Abiti, cerimonie, prerogative varie riuscirono a 'caricare psicologicamente' uomini che entrandovi ed essendo iniziati per quell'ordine credettero sempre di essere qualcosa (mentre qualsiasi persona fornita di cervello avrebbe pensato che le imprese e le doti umane si vedono nella vita stessa, nel muoversi liberamente nello spazio senza un abito talare e senza prigionie varie).

E' significativo che l'ultimo di questi uomini eletti alla suprema carica (chiamato in gergo 'soglio') non avesse neppure il pianeta Marte in funzione. In comune con altri predecessori, egli ebbe poi la congiunzione Sole-Luna (maschile e femminile che si identificano, annullandosi a vicenda). Una volta instaurata la recita, che si avvaleva di abiti e parole, essa sarebbe sempre continuata all'infinito. Passando quella sede come Santa e quell'uomo come Santo Padre (mentre, ironia della sorte, era quello sulla Terra che meno di tutti avrebbe prolificato) chi vi si recava si sarebbe profuso di baci e parole grosse. Un giornalista li avrebbe serviti rivolgendosi a loro con l'appellativo di 'eminenza' o 'eccellenza'. Perfino un team della Ferrari, che in senso simbolico anzi si contrapponeva loro come il bianco col nero, visitando quella sede e quegli uomini avrebbe parlato della cosa in termini di 'emozione' perché nell'ignoranza della gente comune quella sede e quella organizzazione avrebbero dovuto essere 'depositarie dello spirito'.

Le immagini apparse in video negli ultimi anni, che videro l'anziano papa polacco incardinato alla sede con la medesima fissità di un albero al suolo, recavano simboli comuni. Tutto, in pratica, faceva parte di una recita tacitamente messa in essere da tutti. Il neo-premier comunista D'Alema tenne molto alla visita alla sede, e vi arrivò con la famiglia al completo. Il premier-imprenditore Berlusconi vi arrivò quando l'organizzazione, che campa da sempre con finanziamento pubblico ed elargizioni, aveva bisogno di conferme e di intese. Rimase negli archivi Rai un breve percorso nei corridoi in cui il premier si rivolge lateralmente al papa stanco e claudicante dicendogli, quasi a ricevere conferma: "Dev'essere duro, eh, fare il suo mestiere". Frasi come questa venivano suggerite proprio dal non saper cosa dirsi (all'infuori, naturalmente, di ciò che avrebbe fatto gli interessi).

Di diversa natura gli incontri con comunità di altri culti. In questi casi, il pontefice veniva fatto passare come protagonista di 'un grande evento'. E così si arrivava a dire che quella era 'la prima visita di un papa a una comunità X' (magari ebraica, magari musulmana). Se poi si aveva l'idea di una riunione collettiva, luoghi ecumenici come Assisi servivano il fine molto mediatico di costruire un evento. Si parlava ad esempio di 'tutte le fedi riunite in un luogo'. Cosa volesse dire, non sapevano neppure loro. In genere, questi incontri di vertice avvenivano con un protocollo in cui spiccava una cronaca pre-confezionata che già 'caricava' con le parole l'evento anche quando in pratica non succedeva nulla. Se voi provaste a fare una visita a una persona e foste sinceri dovreste dire volta per volta quello che realmente succede. Una volta c'è feeling, un'altra no, una si colloquia bene, un'altra no ecc.ecc. Qui si svolgeva invece una recita, che contrabbandava sempre un grande evento. Lo volevano gli abiti, l'occasione, la giornata, le parole usate. Non a caso si usava dire - da tempi immemorabili - che il papa aveva 'ricevuto in udienza' qualcuno, quasi ad abbassarsi permettendo che qualcuno potesse vederlo. In verità, lo vedevano tutti. La maggiore debolezza dell'organizzazione stava proprio nel vivere una prigionia magnificando con parole pompose e cronaca di stampa qualsiasi incontro. Perfino una delegazione di persone qualunque dal Cile veniva data in modo formale come 'incontro coi pellegrini cileni'. In verità, quel che si faceva era soltanto parlare a un microfono. Da una parte (papa) leggendo un foglio già preparato, dall'altra (delegazione) esprimendo parole di circostanza (siamo emozionati di trovarci qui eccetera eccetera). Era proprio la più grande mistificazione, poiché rappresentava in pieno l'alterazione e la corruzione della vera teofania. Quest'ultima avrebbe offerto la legge di dio in qualsiasi luogo e in qualsiasi punto della Terra. Loro, che avevano bevuto da sempre quelle storie, credevano invece di rappresentare un uomo soltanto in una sede e vestendosi con abiti e leggendo cose contenute in quel testo. Una prigionia, per tutti.

Chiesa Ortodossa

Con questa espressione viene chiamata una serie di chiese che vennero a formarsi dall'originario scisma del 1054. In quella occasione il cardinale Umberto di Mourmontiers, che era legato di Leone IX a Costantinopoli, depose vicino all'altare di S.Sofia una bolla di scomunica nei confronti del patriarca Cerulario e della sua comunità, per via della mancata accettazione del Filioque. Una cosa assolutamente banale, che fece storia poiché a loro volta Cerulario e gli altri opposero una loro scomunica. Cosa curiosa il fatto che tutto si consumasse in presenza di una 'vacatio', dal momento che Leone IX era morto. L'atto, di reciproca condanna, valse da quel momento a separare una comunità dall'altra e a formare così una Chiesa d'Occidente e una d'Oriente. Noi oggi ci chiederemmo: di concreto, cosa successe? Come al solito, furono prese le parole. Sotto l'ala protettiva che li faceva pur sempre 'cristiani' poiché discendenti da Gesù Cristo, gli uni divennero 'cattolici' (niente meno che 'comunità universale') e gli altri 'ortodossi' (gente dalla 'dottrina retta'). Questi ultimi furono i Cristiani d'Oriente.

Le differenze erano già state visibili in precedenza. A Bisanzio si ragionava in un modo molto diverso che nell'Europa occidentale, poiché vigeva un legame molto stretto tra Stato e Chiesa. La mentalità greco-ellenistica non sopportava che un uomo detenesse un primato di diritto divino perfino al di sopra di quello dell'imperatore. Dunque, mentre in Occidente si rimase a una Chiesa papale, a Oriente si sviluppò col tempo una Chiesa imperiale con varie sezioni autocefale facenti tutte capo all'Impero Bizantino e poi rette da un patriarca. E' vero che a Oriente non esiste una direzione soffocante e un monopolio assoluto come quello del papa. Ma per la verità, Memoriale crede poco alla famosa caratteristica del primus inter pares propagandata da quelle parti. Laddove vi sia un'autorità con una gerarchia, è molto difficile vedere 'organi di pari livello'.

Oggi comunque risultano superate tutte le questioni appena richiamate, poiché non si vive di dottrine quanto di piccoli riti quotidiani e pratiche comunitarie. Le Chiese Ortodosse, in epoca moderna, si caratterizzano per il fatto di non riconoscere - al contrario dei cosiddetti cattolici - il primato del papa e, vorremmo dire soprattutto, di un papa. Anche per questo, l'opera di nuova iniziazione sarà qui più naturale e liscia.

Innumerevoli sono stati i tentativi di riconciliazione, tutti sostanzialmente falliti. Se si formano più autorità separate, in qualsiasi consesso umano, è poi difficile ricomporle poiché bisognerebbe che qualcuna di loro rinunciasse almeno a parte delle prerogative in favore dell'altra. Operazione che riesce molto difficile agli esseri umani. Più volte, la Chiesa Romana per bocca del pontefice (pensiamo già a Paolo VI e al Concilio degli anni '60) proclamò la necessità di ricomporre le comunità. Rimase tuttavia allo stadio di intenzione e non si espresse mai nel senso di 'atti politici miranti a compierla'. Wojtyla, che proviene dall'est dell'Europa, non smise mai di concepire una riconciliazione definitiva ma incontrò sempre le resistenze del vertice della Chiesa russa. Come fratelli di una stessa, originaria famiglia, i quali non si parlavano più. Poco male, diremmo dopo Memoriale. Che non vi siano riusciti, anzi, facilita il nostro compito poiché ora si ricomporranno sotto l'egida di una dottrina molto diversa e rivoluzionando le loro stesse coscienze.

La suddivisione più tradizionale oggi porterebbe chiunque ad adoperarsi in due direzioni. Una è quella della Chiesa Ortodossa Bizantina. Una decina di patriarcati molto noti a tutti (Alessandria, Antiochia, Gerusalemme, Mosca ecc.) più alcune chiese 'autocefale' quasi tutte nazionali (Bulgaria, Albania, Polonia ecc.). La seconda è la Chiesa Monofisita che raggruppa tre Chiese autonome: la Chiesa alessandrina, quella siro-giacobita e quella armena. In teoria esisterebbe ancora una Chiesa nestoriana, che fu importante solo storicamente. Coloro che aderiscono a queste Chiese sono meno 'ossessionati' dalla mentalità, poiché vivono una vita prevalentemente monastica con distinte comunità incardinate entro monasteri. A differenza che nella Chiesa Cattolica, qui non vi sono ordini monastici. Esiste un monachesimo unico, che vivono indifferentemente tutti. Preghiere, riti, astinenze sono tra le caratteristiche di queste comunità.

Esse hanno relazioni molto sporadiche con le comunità cattoliche, anche perché la lingua e il rito - che le divise storicamente - ha reso difficile una eventuale integrazione. Di recente, abbiamo visto un episodio inquietante che ha turbato i membri di una di queste comunità (solitamente molto tranquilli, e raramente visibili in Tv come da noi). Nel settembre 2004, il patriarca di Alessandria (Pietro VII, Petros Papapetrou) è morto nell'incidente che ha fatto precipitare nel mare Egeo l'elicottero su cui viaggiava in direzione del monte Athos (sede di una comunità molto importante). Anche questo vi dice, in simboli, quanto le comunità cristiane - qualunque esse siano - non possiedano più una corrispondenza con gli elementi del mondo medioevale che ne videro la nascita e siano decadute. Un membro dei secoli passati sarebbe inorridito all'annuncio di questa notizia, poiché avrebbe dovuto combinare due mondi radicalmente diversi (il volo, con apparecchi forniti di motori, e lo spirito, regno della meditazione).

I media sono tuttora molto interessati alla Chiesa russa, che negli ultimi 15 anni ha avuto - sotto Alessio II - un discreto periodo di benessere e tranquillità se si pensa alle persecuzioni e alle difficoltà determinate in passato dall'avvento del regime staliniano. Lo sono, perché si stuzzica ogni tanto i contendenti - Cattolici e Ortodossi - per vedere a che punto è il famoso processo di ricomposizione. Un processo che ormai non potrà più realizzarsi, perché entrambe risultano decadute. A Oriente, tuttavia, risulterà più agevole un'opera di nuova iniziazione. In futuro spiegheremo i motivi in un'apposita pagina.

Chiesa Protestante

Con questo nome viene chiamata una serie di Chiese nazionali costituitesi in entità separate del culto biblico, in seguito alla scissione conseguente alla riforma partita con Lutero. Si trattò della più grande rottura della tradizione, che diede luogo in pratica ad ulteriore e inutile dispersione di autorità sulla Terra. Parliamo del nord d'Europa e dell'America settentrionale, che videro centinaia di nuovi organismi uniti soltanto dal fatto di dirsi 'protestanti'. In realtà, una violazione palese dell'autorità detenuta dal centro papale per inserire varianti di piccole dimensioni in un corpo autonomo. Essi fecero dire alcune cose in giro e queste furono fissate in princìpi di difficile comprensione. Dire che si rifiuta l'intermediazione di un'organizzazione così grande in favore della mera interpretazione biblica non ha alcun senso. La creazione del papato fu compiuta proprio allo scopo di assumere il primato anche in questo esercizio. Messaggio dunque parziale e poco veritiero, perché i Protestanti qualcosa di differente - rispetto a quello che già si diceva dal testo biblico - non dissero. Ridurre la pratica sacramentale all'Eucarestia e al Battesimo non riguarda in alcun modo la Bibbia, perché i sacramenti non furono materia biblica. Ragionando oggi, si potrebbe dire facilmente: avrebbero dovuto discuterne tutti quanti, in un concilio universale. Gesù non aveva distinto in cattolici e protestanti. Se si accettava quel testo, si aveva soltanto la necessità di mettersi d'accordo sotto un unico centro. Non c'è cosa più illusoria del dire: "Noi ci basiamo su quel testo, ma lo interpretiamo in un altro modo e non vogliamo mescolarci a voi". Purtroppo la storia - i pianeti, compresi - volle che i 95 punti affissi alla chiesa valessero come avvio per una riforma globale, mentre avrebbe dovuto riguardare le indulgenze. Soltanto in seguito vi si aggiunsero gli elementi della dottrina e della fede. Cose che oggi non hanno alcun valore. Nessuno si pone ad inseguire un insegnamento separato chiamato 'luterano'. Troppo facile sarebbe (stato) anche dire che non si aderisce all'infallibilità del papa e dei concili. Basta che il papa stesso smentisca questo dettaglio e l'obiezione decade. Anche qui le parole - riforma, grazia, fede - furono prese quando servivano. Nel frattempo, non ci si avvide che proprio in quegli anni il mondo andava trasformandosi in senso scientifico sia con nuovi strumenti per l'osservazione dello spazio sia con i viaggi intercontinentali e la scoperta di un nuovo mondo. Chi vi arriva vi impianterà una dottrina che si dirà 'protestante' solo perché gli artefici della colonizzazione in America venivano già dall'Europa luterana.

Qui le comunità - lontanissime anch'esse dal centro papale e soprattutto dalla grande struttura organizzativa - furono guidate da 'pastori', che esercitavano una sorta di eterna lettura del testo confortata da rassicurazioni perenni come quelle della grazia e della fede. Talvolta esse hanno fatto tentativi che i Cattolici hanno loro rimproverato (ìstituzione di parziale sacerdozio femminile, abolizione di alcuni riti, ecc.ecc.). Poca cosa. Voi andate oggi in Canada, negli Stati Uniti o nei paesi scandinavi e non trovate nulla di serio.

Anche le comunità protestanti, al di là di questa comoda denominazione, si sfaldano. E non vale nemmeno la pena soffermarsi con loro, perché essendo fenomeni sotto-derivati da altri già derivati valsero soltanto a scandire l'avvento di un mondo parzialmente nuovo all'inizio del secolo XVI°. Non essendo approdati a un loro nuovo ordine, poiché non accettavano quello già esistente ma vi rimanevano nel basarsi pur sempre sulla Bibbia, decadono al pari di tutte le altre comunità. Penetrarvi è più difficile, perché hanno ramificazioni estese nella società che in pratica ostacolano qualsiasi incursione e messa in discussione dei loro fondamenti. Scontrarsi con loro equivale sempre a toccare con mano interessi politici o eminentemente nazionali. Questo sono, a tutt'oggi. Se sapranno superare questi interessi e dimenticare i privilegi che Stati molto generosi hanno concesso, qualche possibilità esiste. I pastori sono pur sempre persone in media più intelligenti dei sacerdoti di culto cattolico.

Templi ebraici

Qui siamo nel mondo più 'assoggettato' di tutti. Il culto che pre-esisteva addirittura all'avvento di Gesù è pura ripetizione inflitta al corpo. Ragioni storiche, che lo vedono come il primo e come quello 'fondante', ci dicono che esso conteneva già tutto al suo interno. L'ebraismo fu la prima scommessa fatta dagli esseri umani con una dottrina che regalava loro qualcosa al di sopra della materia. E fu - vedi file 1337 - l'unico culto a registrare una coincidenza con una nazione propriamente detta. Il popolo che per primo fu quello di Dio portò in giro la più grande illusione celata sotto una serie di riti e di formule che lo videro mascherato (Io sono colui che è), da implorare, da pregare per averne conforto e salvezza. Il grande equivoco primigenio (alleanza con Lui) valse a preservarne le credenze fin dalla discendenza promessa ad Abramo. Poi con le Tavole concesse a Mosè inizia la lunga storia religiosa di questo popolo. Non ci fu un solo istituto dei loro che non fosse dovuto a una semplice illusione data alla propria coscienza. Voi andate ancora oggi a Gerusalemme e trovate - non solo intorno al Muro del Pianto - gente che non ha alcuna relazione col corpo, in preda ad autismo della persona oppure rigidamente inquadrati nella ripetizione delle antiche implorazioni e dei pianti secolari. Di serio, in senso teorico, non c'è nulla. Dell'attesa messianica è rimasto nulla, perché l'antico desiderio (terra di Israele che unifica) è stato alfine realizzato e questo è stato possibile con uno sforzo politico e non religioso. Da cosa avrebbero dovuto essere liberati? La fondazione stessa di Israele nel 1948 annulla tutte le idee messianiche, tanto che non si capisce cosa oggi si vada a pregare nei resti dell'antico Tempio. Le uniche opposizioni vengono infatti dagli Arabi, che dicono di avere in parte il possesso di quelle terre.
Rimangono i riti - questo sì - a testimoniare della unità del popolo. Le date, la loro Pasqua, le loro commemorazioni, la memoria degli antenati, sono tutte cose molto belle. Ma non dipendono più dal primato di quel testo. Nulla dell'Antico Testamento oggi è qualcosa di più che una lettura di com'era l'uomo in una fase evolutiva meno sviluppata. Il Talmud invece rimane come una splendida reliquia dei tempi, da incorniciare come un album di fotografie delle famiglie di una volta. Come a dire che il culto decade di fronte a una nuova comunità. Chi vuole mangiare un agnello in quel giorno può continuare a farlo, a Tel Aviv come a Madrid (e questo li farà sentire ancora uniti, se è questo che vogliono). Che non si dica che quello è testimonianza di aderenza al culto ebraico. Il più antico popolo-nazione, che ebbe la prima fiaccola da trasmettere, oggi ne ha una di valore opposto. Trasmettere la riunificazione di tutto, sotto il segno della 'globalizzazione'. Israele può riuscirvi, perché ha anche scienziati e intellettuali di grandi qualità. I rabbini leggano con attenzione la pagina 'MemoAnticoTestamento' e cerchino di capire cosa significava veramente la parola 'dio'. Hanno questo dovere, poiché l'errore che portò al grande disastro partì da loro, verosimilmente da alcuni redattori dei primi frammenti dell'Antico Testamento. Rimedino, per il bene di tutti, a quel disastro dovuto ai loro antenati e siano il popolo della nuova scienza.