I culti monoteistici non più in vigore

Culti decaduti

CORRUZIONE

RAPPRESENTANZA

TRADIZIONE

 

Giudaismo

Grado di corruzione inizialmente molto basso, poiché si chiama 'Adonai' e il tetragramma 'YHW'H' preserva la unicità. Poi anch'esso si farà prendere da altre cose

Debole, ma duratura. La classe rabbinica provvide a mantenere l'insegnamento ma non ebbe mai in nessun territorio una presenza sociale di rilievo

La Torah e passi del Talmud furono recitati senza soste, in un mondo pietistico e segnato dalla sofferenza e dall'esilio

 

Cristianesimo

Grado di corruzione altissimo da sempre, poiché prende centinaia di attributi ed è il movimento che più di tutti porta in giro la parola 'Dio' già corrotta

Fortissima dappertutto (salvo Estremo Oriente). La classe sacerdotale, obbediente al papato, e i vari ordini esercitarono un vero e proprio potere sulle masse

La penetrazione della Bibbia e l'opera delle missioni diffusero l'insegnamento, in un mondo di fantasia adatto ai deboli e agli emarginati

 

Islam

Nessuna corruzione in teoria, poiché qui nasce come Allah e tale resta . Purtroppo l'esistenza di un centinaio di attributi lo fece letterario

Libera e appassionata. La mancanza di gerarchie separate e di un ordine speciale rese spontanea l'adesione ma immise una certa confusione (tuttora esistente)

Il Corano mantenne viva la concezione del Dio unico senza separare la legge civile da quella religiosa, in un mondo di stampo patriarcale e autoritario

Se nel 2002 si entra in una chiesa dell'Occidente, durante le funzioni, si notano soltanto persone anziane o poco sane dal punto di vista fisico o poco addentro la vita sociale. Questa la situazione, già all'inizio degli anni '90. Occorreva in qualche modo fissare una fine corsa per tutti coloro che ancora si dichiaravano aderenti agli antichi culti monoteistici o - ancor peggio - credenti, come se credere fosse valore concreto e collegato alla vita. Qui l'ho fatto, per la prima volta.

L'assenza di un unico Essere restò il documento più evidente a sostegno di una non corrispondenza iniziale parola-concetto nel termine Dio (God). Se questo termine fosse stato frutto di un singolo battesimo sarebbe stato nome proprio e non quello generale della categoria. Se, viceversa, fosse stato veramente il termine con cui si fece conoscere un Essere soprannaturale esso sarebbe stato uguale per tutti i popoli della Terra e presso questi avrebbe suscitato un'unica immagine. La pluralità di immagini, insita nella varietà di culti già presente nei primi secoli a.C., dimostra che la parola era stata 'corrotta', dopo un'iniziale creazione regolare. Se era stata corrotta, nel suo significato, quest'ultimo doveva essere certamente diverso.

Qui Memoriale ha operato, con il suo studio, la riforma che potete leggere su questo sito. L'autore, attraverso una serie di illuminazioni avvenute tra il 1997 e il 2001, ha scoperto il vero significato di dio, che non era quello - attribuito successivamente - del Creatore dei cieli e della terra. La parola nacque semplicemente per stabilire un collegamento tra soggetto (uomo, agente, cervello, organi di senso) e oggetto (azione, realtà osservata, mondo fenomenico) nell'osservare la felice riuscita di un'azione o di un fenomeno della natura. Questo si può dedurre dal fatto che è sempre mancato tutto il campo semantico opposto (maledire, mancanza, assenza). Il significato 'deviato' arrivò invece a veicolare un presunto Essere sempre presente, sempre potente e sempre sciente, da ringraziare soltanto. Palese la falsificazione, poiché tutto ciò che esiste in natura esiste proprio perché può essere sia presente sia assente rispetto all'osservatore e lo si maledice/ringrazia a seconda degli effetti osservati.

Il significato successivo era soltanto una finzione (vedi concetti di totem, di irrealtà, di fantasia) imposta - nel senso di divinità - a coloro a cui si richiese adesione (per lo più deboli, sottomessi). La dicotomia tra credenti (gente con Dio) e atei (gente senza dio) diede luogo alla più grande divisione del genere umano. Dovrebbe essere chiaro a tutti che se un oggetto esiste, esiste per tutti e nessuno potrebbe essere senza. Se non esiste, non esiste per nessuno e ritenere - illusoriamente - che esista resta irrilevante e non implica alcun significato in più per l'individuo. Nel primo caso, supposto cioè che esista, un Essere soprannaturale si sarebbe manifestato a tutti e non avrebbe avuto senso che giocasse 'a nascondino' o 'per rivelazioni soltanto ad alcuni e pochissimi individui' (come hanno sempre detto con molta fantasia gli studiosi della Bibbia).

Proprio per effetto di questo spostamento semantico, il concetto di Dio - nonostante il fervore spirituale - rimase sostanzialmenrte indefinito perché indefinito e vago era il nuovo concetto. Ancora oggi le stesse comunità degli aderenti non possiedono criteri certi e adoperano la parola per gli scopi più svariati, al punto da poterla collegare con concetti ben differenti come 'destino' o 'provvidenza'. Quando qualcosa non era chiaro venne sempre richiamato il mistero, che avrebbe 'chiuso' questioni e dubbi. Il senso della propria finitezza, in confronto all'infinito, può aver contribuito nel creare il senso di presenze non-umane. Ma qui si fece anche di più. Coloro che aderivano (atto di fede) sarebbero stati 'elevati' col semplice credere (vedi concetto di 'fede' come virtù). Ecco come nacque il culto, che si radicò con una forza tale che sarebbe stato poi difficilissimo per chiunque sradicarlo con il semplice ragionamento logico.

Purtroppo, nel giro di pochi secoli i sacerdoti - coloro che venivano ordinati per ricordare la memoria di Gesù mediante funzioni e preghiere - divennero 'gente di propaganda', che ripeteva frasi e formule facendo credere che queste - insieme con i sacramenti - fossero a beneficio dell'anima e fonte di salvezza. E la cosa buffa è che mai ci fu rivelazione di un Essere soprannaturale e onnipotente. Tutta la storia umana - a parte la naturale sensazione del creato - non ha fatto altro che mostrare la inesistenza di Dio.

Incarcerandosi dentro funzioni religiose e formulari, i sacerdoti non si accorsero mai di essere lontanissimi dal vero senso della legge di dio, che è soltanto presente. A sostegno della loro dimensione spirituale, ebbero e imposero un calendario annuale basato su ricorrenze e celebrazioni di uomini 'santi' (concetto mai chiarito), giorno per giorno. La madre di Gesù per secoli fu reputata 'ad arte' vergine (la vergine Maria) per non contraddire la teoria dell'incarnazione. La Madonna, nome popolare, divenne così oggetto di venerazione e di continue richieste mediante preghiera. Uomini deboli o creduloni attribuirono a lei anche semplici visioni e sogni.

In epoca moderna furono i progressi della medicina e gli studi sul cervello a rendere sempre più debole e obsoleta la narrazione biblica, che risaliva a un'epoca in cui nessun uomo possedeva consapevolezza del suo corpo e delle funzioni biologiche.

Oggi quella narrazione continua ad essere evocata e citata da due classi, molto orientate in senso moralistico: sacerdoti (persone che dicono a una cert'epoca della vita di convertirsi) e studiosi del testo, che attribuiscono ad esso valori superiori a quelli di tutti gli altri (ignorando in questo modo gli insegnamenti della vita pratica). Queste due categorie sono completamente al di fuori del mondo contemporaneo, poiché per restare quel che sono e continuare a dire quel che dicono sono costretti a ignorare dati e nozioni della scienza ormai inconfutabili. Millenovecento anni dopo la redazione dei vangeli, bastano la fisica atomica (a parte le malefiche applicazioni) e il concetto di cellula per far crollare tutto l'impianto della dottrina cristiana e dei culti monoteistici.

Si può dunque dire che le Chiese dell'Occidente morirono - come dottrina - nei primi due decenni del secolo XX°. Ma non essendosi data diffusione e divulgazione a fisica e biologia esse sopravvissero ugualmente per tutto il secolo, con il loro antico corpus dottrinale e il rigido apparato dotato di formule, orazioni e abiti di cerimonia. La presenza 'unificante' del computer e soprattutto l'avvento delle reti all'inizio dell'ultimo decennio del secolo diedero l'ultimo colpo alla concezione astratta e non più moderna della Bibbia.

La più immediata conseguenza di questa trattazione non può che essere la scomparsa di quei culti e di tutte le funzioni che si celebra(va)no nelle chiese. La vera manifestazione del divino è soltanto individuale. Decade dunque lo scopo collettivo per singole comunità (esiste una sola categoria in tutto il pianeta) e si ritorna a una condizione che non ha necessità di edifici del culto.
I problemi dei sacerdoti risiedono non tanto in quello che fanno, quanto in quello che dicono. Ogni cosa viene ricondotta a un principio di bene... in qualsiasi luogo ci si trovi si richiamano personaggi di 2000 anni fa... insomma questi uomini vivevano un'esistenza prigioniera. Erano talmente immersi che molti di loro non saranno neppure lieti di liberarsi.

Questo è un documento di iniziazione. Non ho posto alcun vincolo. Il lettore che ha capito non forzi la mano di nessuno, non imponga con la forza, ma comunichi - se lo ritiene opportuno - con moderazione e rispetto per gli alri. Lasci comunque che ciascuno si renda conto da se medesimo ed entri così in un nuovo ordine di idee. Esiste e sempre esisterà libertà di culto o di manifestazione del pensiero. Era giusto tuttavia sottolineare, a beneficio di tutti, perché e in che senso quegli insegnamenti non potessero più sopravvivere oggi. Chi vorrà mantenerli è libero di farlo. Questo è un saggio che pone una pietra sopra il passato, stabilendo le premesse per aprire un nuovo scenario.

Giovanni Claudio Monni