Necessità di erezione del corpo

Per un'ovvia coincidenza noi definiamo eretto sia il nostro corpo, quando è perfettamente verticale, sia il nostro membro quando è in stato di eccitazione. La differenza è che il primo, per stare eretto, non ha bisogno di essere eccitato.

La regola generale è che dovrebbe sempre stare eretto in maniera perfetta, sia quando cammina sia quando è semplicemente in piedi sia quando è seduto. Se vi riesce, assume quella posizione come costante e come sua tipica senza neanche pensare che ne esista un'altra.

L'homo erectus, cioè la postura del corpo finalmente in posizione completamente eretta segnò una delle più grandi conquiste della razza. Essa fu appunto opera di Saturno. Con il corpo completamente in verticale, l'uomo sentiva in modo più preciso la gravità al suolo e poteva sentir circolare il sangue in modo più capillare. Non tutti dovettero riuscirvi all'inizio, migliaia di anni fa. Per un retaggio atavico, coloro che camminano per strada perfettamente eretti e muovono un corpo sempre diritto suscitano presso la gente comune qualche sguardo e fastidi in più. La conquista, antropologicamente, si oppone nei suoi valori alla condizione dell'homo pius, che si inginocchia, si china, si prostra, si genuflette. Tutti movimenti che derogano all'erezione e lo riducono a un essere sottoposto e poco autonomo. Cose insane, che inibiscono e col passar del tempo invecchiano.

Cosa è una biografia

Bio più grafia vuol dire 'scrittura sulla vita', non Grammy Awards o Master conseguiti negli Stati Uniti o passaggi da un'azienda all'altra. La parola biografia è moderna, almeno nell'uso. La lingua latina e il greco non la ebbero nemmeno, e non la ebbero nemmeno le nostre lingue occidentali del Medioevo. La parola venne tardi, perché prima si limitavano a vivere (non pensavano a una carriera, come oggi). Forse vi sorprenderete che la si trovi soltanto negli ultimi due o tre secoli. In precedenza, si diceva 'vita di'. Qui mi limito a dire qualche cosetta. Intanto, Memocard. Noi viviamo quello che dobbiamo vivere e non altre cose. Quindi, la biografia dovrebbe essere 'quello che ho vissuto'. Nulla a che vedere con premi, passaggi nelle aziende, avanzamenti, opere cinematografiche. C'è poi un problema di percorso. Quello che hai vissuto a cosa ti ha portato? Se non facciamo questo discorso, prendiamo tanti episodi singoli che non hanno un nesso tra di loro.

Scrivere della vita, in era moderna, fu interpretato da tutti come 'elenco di titoli conseguiti e di attività svolte, con conseguenti posizioni raggiunte socialmente'. Solo nel caso di artisti si fece eccezione e si parlò di percorso e di contenuti. La società dunque si divaricò e chi aveva sensibilità fu portato ad allontanarsi da tante cose (anche per questo motivo, cioè per la responsabilità di chi non seppe trovare una via di mezzo). Avremmo dovuto trovare un concetto univoco e originario di biografia come quello che si è vissuto. Soltanto in questo modo, tutto il genere umano sarebbe (stato) riunificato.

Nella vostra vita dovrebbero succedere le cose descritte qui sotto nella pagina. Soltanto queste. Esse sono parte della nostra identità cosmica. Tutte discendono da vibrazioni ed energie che emettiamo e riceviamo, vivendo nell'ambiente. Le altre cose sono nostre convenzioni, nostri usi, feticci, apparenze.

Su questo discorso non vi è dubbio che tutto debba essere chiarito, affinché non si vada all'altro estremo e si consideri le vite tutte uguali o di ugual valore. Questo no. Biografia è pur sempre una somma di valori e di esperienze vissute in modo più alto da alcuni individui. Ecco dove deve nascere la coscienza dell'uomo del secolo XXI°.

Tutte sono biografie, ma alcune continuano a restare più importanti di altre. E non sono certo quelle che appaiono sui media. Sta a te, uomo del secolo XXI°, apprendere criteri e motivazioni per distinguere e creare così una nuova scala di valori per imparare ad apprezzare anche uomini che la società non riesce a conoscere (il secolo XX° ne è pieno). Nel nuovo mondo, in cui abbiamo mezzi digitali, farsi conoscere non è più una cosa difficile. Proprio per questo, i valori cambiano e diventano più concreti e inerenti alla persona.

Cosa può succedere nel nuovo mondo

Avere un figlio - E' una enorme potenzialità, che hanno molte persone durante certe annate. Quando arriva, la natura ti conferma che esisti e ti guarda con simpatia. Prima di questo, spesso c'è
Innamorarsi - E' uno stato improvviso e vacuo dell'essere, molto bello da vivere, con il quale trovi un altro (e lui spesso trova te) per averne anche un contatto fisico. Non capita tutti gli anni.
Morire - E' andare via dal mondo dei vivi, o perché lo volevi o perché minacciato non hai fatto niente per restarvi. Capita di rado, ma possibile in qualsiasi momento
Ammalarsi - E' un organo del tuo corpo sovraeccitato o assente, con funzioni interrotte o alterate. In alcuni casi la malattia si rivela trasformatrice
Guarire - E' la sensazione di venire via dallo stato precedente, ma dipende essenzialmente dal fatto che lo pensi, cioè che ne hai un'idea tua
Rinascere - E' sentirsi diversi rispetto al passato. Capita raramente, in certi anni molto bene 'incastrati'

Cadere - E' mancare a un impegno che l'esterno ti ha posto oppure non capire la realtà del momento
Fare un'impresa - E' staccarsi dal gruppo e ascendere una montagna, dopo una fuga solitaria. Lo fece l'autore di questo sito nel 2001-2002
Avere un pensiero risolutivo - E' capire improvvisamente la chiave di qualcosa, averne la soluzione
Trovare - E' avere dall'annata un aiuto, sotto forma di improvviso avvistamento che arricchisce
Perdere - E' non essere stati attenti nel tenere qualcosa o non essere stati abili con essa
Incontrare - E' un evento di ogni annata, salvo che si sia eremiti o chiusi in casa. Ma poi bisogna anche saperci fare.
Smarrirsi - E' non avere bussole, non aver chiara la filosofia più forte dell'epoca in cui si vive, non saper come o cosa fare
Ritrovarsi - E' capire qualcosa in più che fa tornare su una strada, sapendoci rimanere con successo
Dimenticare - E' non avere più in testa quando occorrerebbe, oppure rimuovere e riuscirvi
Ricordare - E' avere in testa un fatto o un'immagine del passato, sia volontariamente sia inconsciamente.

Arrabbiarsi - E' non avere sufficiente controllo, oppure sentire il bisogno di uscire impetuosamente da sé rifacendosi sugli altri
Correre - E' liberarsi per qualche minuto di una staticità del corpo o di azioni condizionate; vi riescono pochi
Rallentare - E' comprendere che facendo le cose con più calma si gusta di più la parte di noi stessi che non è pura razionalità
Capire - E' collegare due concetti, oppure sapere interpretare un codice che l'altro ha in comune con noi
Solidarizzare - E' provare amore improvviso per qualcuno, sotto forma di accordo ideologico o di comprensione per le condizioni dell'altro. Raro, quando è vero
Sentire per telepatia - E' captare a distanza frasi, pensieri o sentimenti degli altri. Talvolta sentirseli in testa
Ricevere - E' avere dagli altri
Dare - E' far sì che gli altri abbiano da te
Amare - E' provare tante cose anche diverse per qualcuno o per qualcosa, sentendo che fa parte di una tua famiglia
Odiare - E' sentire desiderio nefasto nei confronti di qualcuno, invidiarne le condizioni, provare fastidio per quello che ha o che fa

Cosa vuol dire?
Vuol dire che il resto non accade, sono soltanto convenzioni nostre. Innamorarsi accade. Prendere un titolo di studio non è una cosa che accade.
Qual è il discrimine?
Il discrimine è dato dalla natura. Quello che ti accade in accordo con la natura sta davvero accadendo. Il resto è un puro accidente e non può avere nemmeno significato. In che senso dobbiamo tenere in considerazione la differenza? La differenza pone ciò che accade in una prospettiva cosmica. Quello che non accade non ha un collegamento diretto con il cielo e con il cosmo in generale.

Memoriale is a Web site founded on May 29, 2000
Copyright © 2000-2005 - All rights reserved
Last updated on August 24, 2005